Sicurezza stradale: norme e tecnologie possono aiutare

Strade più sicure per chi va a piedi e in bicicletta. È l’obiettivo della proposta di legge n. 2523, presentata a febbraio alla Camera dall’on. Ghio (PD) e scritta anche con il contributo di FIAB, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

Le misure proposte sono concrete e toccano la vita di tutti i giorni: marciapiedi larghi almeno 2 metri, obbligo di sorpassare i ciclisti a non meno di un metro e mezzo, procedure più semplici per realizzare attraversamenti pedonali rialzati e zone a traffico moderato vicino alle scuole. E ancora: sensori per gli angoli ciechi dei mezzi pesanti e attraversamenti pedonali diagonali, con il verde per i pedoni in tutte le direzioni.

Proprio queste ultime due misure avrebbero potuto fare la differenza il mese scorso a Reggio Emilia, dove un ragazzino di 11 anni in bicicletta ha perso la vita, agganciato da un camion della raccolta rifiuti che svoltava a destra. Dalle prime ricostruzioni, sembra proprio che fosse scattato il semaforo verde per entrambi, ma l’autista non lo ha visto. Colpa degli “angoli ciechi”, le zone invisibili dal posto di guida, particolarmente estese nei mezzi pesanti.

Se così fosse, non sarebbe un caso isolato: dinamiche come questa si ripetono spesso nelle nostre città. Esistono però sensori capaci di rilevare la presenza di pedoni e ciclisti e di avvisare il conducente con un segnale acustico. Costano qualche centinaia di euro e la proposta di legge prevede un fondo per rimborsarne l’acquisto. Uno strumento che non dovrebbe mancare a chi, per lavoro, guida ogni giorno mezzi ingombranti in città.

Gli attraversamenti diagonali, già diffusi in molti Paesi, funzionano così: quando scatta il verde pedonale, è verde in tutte le direzioni e rosso per tutti i veicoli. Pedoni e ciclisti attraversano in una volta sola in ogni direzione, senza incrociare auto e camion. E con meno tentazioni di passare col rosso.

Il Governo sta riscrivendo l’intero Codice della Strada, che risale al 1992, ed i relativi regolamenti di attuazione. Le proposte di FIAB si ispirano ai codici europei più aggiornati. Ci auguriamo che trovino ascolto anche in Italia.

Pubblicato in Attività del Direttivo, FIAB sui Media, Sicurezza dei ciclisti.