Fondi MASE per la mobilità: le proposte delle associazioni entrano nel progetto “EcoMove 2030”

Fondi MASE per la mobilità: le proposte delle associazioni entrano nel progetto “EcoMove 2030”. ARIA Modena: “Un risultato del dialogo con la città. Ora costruiamolo insieme, e si ripensi l’idrogeno”
Modena, 8 luglio 2026 – La Rete di associazioni ARIA Modena accoglie con soddisfazione la presentazione del progetto “EcoMove 2030”, con cui il Comune di Modena ha candidato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (bando MASE/PNCIA) tredici azioni per la qualità dell’aria e la mobilità urbana, per oltre 16 milioni di euro complessivi.
Diverse proposte che la nostra rete ha portato negli scorsi mesi ai tavoli con gli assessorati e con il Sindaco sono state accolte e trovano ora una copertura concreta:

  • il nuovo progetto comunale Pedibus e Bicibus rivolto alle scuole primarie e il rafforzamento del
  • Mobility Manager d’area, per un’autonomia casa-scuola sicura e quotidiana;
  • le cinque nuove zone quiete scolastiche, primo passo di quella rete diffusa di strade e piazze scolastiche che chiediamo da tempo;
  • i primi interventi del Bus Rapid Transit con corsie preferenziali e semafori dedicati: il potenziamento del Trasporto Pubblico Locale (TPL) rientra tra i principali punti di intervento della petizione verso Modena Città 30, una visione di città che va ben oltre i limiti di velocità..

Giudichiamo positivamente anche gli altri pilastri del progetto: i nuovi bus elettrici a batteria abbinati all’impianto fotovoltaico del deposito, l’estensione della rete filoviaria in via Vittorio Veneto, che valorizza un’infrastruttura elettrica di cui abbiamo sempre difeso il ruolo strategico. E così anche l’aumento delle corse nelle ore di punta per gli studenti, e il rinnovo delle fermate. Salutiamo inoltre con favore la nuova dorsale ciclabile verso San Damaso, un collegamento sicuro atteso da anni dai residenti della frazione, di cui caldeggiamo la scelta del percorso lungo via Vignolese, speriamo seguano presto anche gli attesi i collegamenti con i Comuni di Nonantola e Castelfranco Emilia.
È la dimostrazione che il confronto tra amministrazione e cittadinanza organizzata produce risultati: quando le associazioni portano dati, esperienze e proposte tecniche, la città ne beneficia.

Una riserva: l’idrogeno. Non condividiamo invece la scelta di destinare risorse al potenziamento dell’impianto di distribuzione dell’idrogeno, e si vuole ora ampliare per rifornire a 700bar taxi, NCC, car sharing e veicoli privati. Produrre idrogeno e riconvertirlo in energia a bordo del veicolo spreca circa il 70% dell’elettricità di partenza, tre volte più di un mezzo a batteria, ha costi di esercizio molto superiori all’elettrico e un mercato di veicoli leggeri praticamente inesistente: le città europee che ci avevano puntato stanno facendo marcia indietro. Il rischio concreto è un’infrastruttura costosa e sottoutilizzata, mentre le stesse risorse, investite su mobilità attiva e piazze e strade da vivere, avrebbero un impatto certo e immediato sulla qualità dell’aria. Chiediamo che questo capitolo venga riconsiderato nelle fasi attuative.
I finanziamenti MASE richiedono risultati misurabili sulla qualità dell’aria entro tre anni: con auto a idrogeno di fatto assenti dalle nostre strade, questa scelta non può produrre sufficienti benefici nel breve periodo. È un controsenso economico e ambientale insistere con risorse pubbliche su una tecnologia che il trasporto urbano europeo sta già abbandonando a favore dell’elettrico.
I prossimi passi. Dopo l’approvazione ministeriale attesa entro il 4 agosto, il Comune avrà 18 mesi per la progettazione esecutiva: è in questa fase che i buoni titoli diventano buoni progetti. Le associazioni chiedono di essere coinvolte nella co-progettazione, come previsto dagli strumenti di amministrazione condivisa richiamati nel programma di mandato, e si impegnano a un monitoraggio civico costruttivo.

L’urgenza la confermano i dati presentati l’8 luglio in commissione regionale dall’Osservatorio per la sicurezza stradale: nel primo semestre 2025 la provincia di Modena registra 25 vittime, otto in più dello stesso periodo del 2024, il peggior aumento in Emilia-Romagna, e nel solo capoluogo i morti passano da 4 a 7. Un’emergenza che impone di sfruttare ogni finanziamento utile per un ridisegno profondo e reale dello spazio pubblico, mettendo al centro la tutela delle persone, a partire dai percorsi scolastici.  In particolare chiediamo che:

  • le zone quiete scolastiche siano progettate come veri spazi pubblici – con depavimentazione, verde, sedute e arredi urbani per la socializzazione – e diventino il modello da estendere progressivamente a tutte le scuole;
  • la dorsale ciclabile per San Damaso garantisca continuità, protezione fisica e attraversamenti sicuri lungo tutto il percorso;
  • Pedibus, Bicibus e Mobility Manager siano servizi strutturali, attivi tutto l’anno scolastico, e non sperimentazioni a termine;
  • il percorso verso la Città 30 prosegua in parallelo, perché infrastrutture e moderazione della velocità si rafforzano a vicenda;
  • trovi spazio, nelle prossime programmazioni, la ciclologistica di ultimo miglio con micro-hub e cargo bike, proposta dalla rete e rimasta per ora fuori dal piano.

Da qui al 2030 Modena può trasformare questi finanziamenti in una città più sicura, più respirabile e più vivibile per tutte le età. Le associazioni della rete ARIA ci sono, da subito.
Rete di Associazioni ARIA e Modena30


[Tra cui in particolare: Legambiente Modena, Genitori ECOattivi, FIAB Modena, ISDE Medici per l’Ambiente Modena, Ciclofficina Popolare Rimessa in Movimento, Blu Bramante]

A Modena è emergenza violenza stradale. Sabato 21 febbraio la mobilitazione cittadina.

Modena, 17 Febbraio 2026 – Le associazioni della campagna Modena30 e la rete ARIA chiamano a raccolta tutta la cittadinanza per Sabato 21 Febbraio 2026, con un momento culminante alle ore 15:00 in Largo Garibaldi, all’incrocio con Viale Trento Trieste.

La decisione di scendere in piazza, già programmata, assume un significato ancora più urgente alla luce del grave scontro avvenuto il 17 febbraio in Piazzale Bruni (zona Rotonda del Tempio). Una persona in bici di 53 anni è attualmente ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata. A lui e alla sua famiglia va il nostro pensiero e la speranza che possa superare questo momento critico.

Modena: una città ostile
Indipendentemente dalla dinamica specifica della collisione — che sarà accertata dalle autorità — e dalle criticità già denunciate riguardo al cantiere dell’ex Cinema Principe, un fatto è inoppugnabile: Modena è diventata un ambiente urbano che punisce, spesso gravemente, chi sceglie di muoversi a piedi o in bicicletta.

Mentre il dibattito pubblico si concentra su l’insicurezza urbana declinata principalmente come problema di ordine pubblico, si ignora una delle più gravi emergenze sanitarie e sociali: la violenza stradale e l’inquinamento. Non percepiamo la gravità di un sistema viario progettato per la velocità e non per la vita. Non si tratta di “incidenti” o casualità, ma di risultati prevedibili frutto di scelte urbanistiche e mancati controlli.

Le richieste della cittadinanza
Sono tantissimi i cittadini che continuano ad attivarsi per migliorare la situazione del proprio pezzo di città, da S. Anna e S. Agnese fino ad Albareto. Le segnalazioni che riceviamo sono un bollettino di guerra quotidiano: strade vicino alle scuole insicure e inadatte a incentivare l’autonomia dei ragazzi, Zone 30 ancora mancanti o realizzate “solo coi cartelli” dove le auto continuano a sfrecciare, attraversamenti pedonali che non proteggono e marciapiedi stretti, ammalorati e troppo spesso occupati abusivamente dalle auto.

Ci chiediamo: dov’è finito il “difensore dei diritti dei pedoni” promesso nel programma elettorale? E dove sono i controlli stradali sistematici? Nel 2025 si sarebbero dovute riaprire le osservazioni al PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile): qual è il costo sociale di continuare a rimandare?

Il confronto impietoso: Bologna e Olbia
Non serve guardare all’estero per trovare soluzioni. Nella vicina Bologna si sta investendo sul modello Città 30 e sul trasporto pubblico, e i risultati sono arrivati in fretta: miglioramento del modal split, riduzione dell’inquinamento e spazi pubblici più vivibili. E prima ancora di Bologna c’era Olbia, governata da un sindaco di destra, a conferma che la Città 30 non è una questione ideologica, ma di analisi dei dati e buon senso.

Mentre altrove si evolve, Modena resta maglia nera in regione per (in)sicurezza stradale, tasso di motorizzazione e sforamenti dei livelli di inquinamento dell’aria (come certificato dal report Mal’Aria 2026).

IL PROGRAMMA DI SABATO 21 FEBBRAIO: “RIPRENDIAMOCI LA STRADA”

La giornata sarà un atto di riattivazione comunitaria per rivendicare la strada come luogo di relazione e vita, non una trincea.

  • Mattina: Appuntamento al Parco Novi Sad con l’incontro dei “Senza Rotelle” (per famiglie e bambini).
  • Ore 12.00: Pranzo sociale al Parco Novi Sad.
  • A seguire: “Biciclettata” verso il luogo della manifestazione.
  • Ore 15.00: Flash Mob in Largo Garibaldi (incrocio Viale Trento Trieste).

Il luogo del Flash Mob non è casuale: è lì che lo scorso dicembre è stato investito e ucciso Luciano Sbrozzi, 89 anni, mentre attraversava sulle strisce pedonali.

Invitiamo ad aderire associazioni, comitati, sindacati, forze politiche e tutti i cittadini che credono in strade più giuste, sicure e democratiche.

Per info e contatti:
Modena30  / Rete ARIA
Davide Paltrinieri – 339 6109988

ISDE Modena
Francesco Soci – 339 6178014 

FIAB Modena
Ermes Spadoni – 340 6764713 

Legambiente
Daniele La Cecilia – 339 2143078

Aderiscono ad oggi in particolare: ISDE Modena, FIAB Modena, Comitato No Bretella, Genitori ECOattivi, Legambiente Modena, Circolo Arci Civica 15a, Ciclofficina Popolare “Rimessa in Movimento”,

 (in aggiornamento)

 

 

Pedoni investiti a Modena: “Basta morti sulle strade. È ora che la città cambi passo”

La notizia del tragico investimento di un signore mentre attraversava sulle strisce pedonali in via Morane era arrivata proprio mentre, come associazioni impegnate per la sicurezza stradale, stavamo analizzando l’ennesimo, drammatico dato presentato dall’Assessora Regionale alla Mobilità, Irene Priolo: Modena e la sua provincia detengono la maglia nera in regione per numero di pedoni investiti, con un aumento di incidenti e feriti in netta controtendenza rispetto al resto dell’Emilia-Romagna [1].

Impariamo oggi che quel signore si chiamava Lanfranco Bergamini, aveva 78 anni ed è morto in ospedale dopo un’agonia di diversi giorni a causa di quello stesso scontro.

Dietro ai freddi numeri che lasciano spesso indifferenti e a cui siamo purtroppo abituati, ci sono persone con nome e cognome, le loro famiglie e i loro cari a cui vanno le nostre condoglianze, ma di fronte a questi numeri non si può non andare oltre al dolore per capirne le cause e trovare soluzioni vere e durature a problemi sistemici.

Questi dati seguono di pochi giorni la morte di Maria Sivio, un’altra persona anziana investita a Castelnuovo Rangone. Una terribile sequenza che conferma ciò che denunciamo da anni: non sono fatalità, ma tragedie annunciate, frutto di un modello di città che continua a privilegiare la velocità delle auto a scapito della vita delle persone.

Mentre altre città come Bologna invertono la rotta con la ‘Città 30’ e vedono calare gli incidenti, Modena peggiora, collezionando una tragica maglia nera per numeri di morti (in particolare persone a piedi) generando un costo sociale di 84.940.228 euro pari a 462 euro pro capite, contro i 393 di Bologna. Non è più tempo di timide promesse, ma di un’azione decisa e provata: rendere Modena una Città 30 per salvare vite e creare spazi più vivibili per tutte le persone.

Le cause degli scontri stradali sono quasi sempre le stesse, come confermano i dati ISTAT: eccesso di velocità e distrazione alla guida, aggravate da un’infrastruttura stradale che non protegge a sufficienza gli utenti più vulnerabili.

Il nostro sentimento, oggi, è un misto di dolore e rabbia, perché constatiamo la mancanza di una reale percezione della gravità sociale di questo problema. Basta con le scuse: non vogliamo più sentirci dire che mancano le risorse o che la soluzione sia solo “educare gli utenti”. Non è più accettabile, mentre le persone rischiano la vita per il semplice gesto di attraversare una strada. Servono azioni coraggiose che dipendono unicamente dalla volontà politica locale.

Proponiamo due interventi prioritari:

  1. Un piano straordinario per la sicurezza degli attraversamenti
    Chiediamo di destinare ogni risorsa disponibile a un programma di messa in sicurezza di tutti gli attraversamenti pedonali, partendo da quelli vicini a scuole, parchi, ospedali e centri per anziani. Gli interventi devono includere:

    • Attraversamenti rialzati
    • Chicane
    • Marciapiedi avanzati (“orecchie”)
    • Isole salvagente e spartitraffico
    • Segnaletica orizzontale e verticale ad alta visibilità e durabilità
  2. Controlli sistematici e costanti
    La Polizia Locale deve essere impiegata in modo mirato e continuativo, 365 giorni all’anno, con pattuglie dedicate a:

    • Verificare il rispetto della precedenza ai pedoni sulle strisce, sanzionando chi non rallenta o addirittura non si ferma e chi parcheggia in prossimità, ostacolando la visibilità.
    • Verificare il rispetto dei limiti di velocità, in tutte le strade incluse, le zone 30 e davanti alle scuole.
    • Reprimere l’uso del cellulare alla guida, una delle principali cause di distrazione.
    • Controlli frequenti su auto in sosta irregolare che occupano marciapiedi, ciclopedonali o ciclabili, creando ostacoli per gli utenti più deboli.

Le campagne di sensibilizzazione spot non bastano più. Chiunque guidi sa quanto queste norme di civiltà siano sistematicamente violate, a fronte di una repressione del tutto inadeguata alla dimensione del fenomeno.

L’obiettivo a lungo termine deve essere quello di avere strade urbane che costringono a moderare la velocità, non che lo permettono soltanto. Per questo chiediamo:

  • L’istituzione del limite di 30 km/h sulla quasi totalità della rete stradale urbana, seguendo l’esempio virtuoso di Bologna [2], che ha già registrato ottimi risultati in termini di riduzione di scontri, morti e feriti.
  • Come primo passo, non più rimandabile, proponiamo una sperimentazione immediata per la creazione di “Aree Scolastiche Sicure”. Questa misura prevede l’introduzione e l’effettivo controllo del limite di velocità a 30 km/h e attraversamenti rialzati in un’area estesa per almeno 500 metri attorno a tutti gli istituti scolastici. Tale provvedimento si affiancherebbe e rafforzerebbe le “zone quiete scolastiche” – ovvero le chiusure al traffico motorizzato almeno negli orari di entrata e uscita, già previste dal Codice della Strada – con lo scopo di trasformare i percorsi casa-scuola in tragitti sicuri, incentivando la mobilità attiva e l’autonomia di bambini e ragazzi.

Chiediamo infine che il Comune di Modena adotti formalmente la “Vision Zero” come principio guida delle sue politiche sulla mobilità. L’unico obiettivo accettabile è zero vittime sulla strada. Il Comune deve investire in una grande campagna culturale per promuovere un nuovo patto di convivenza stradale. E le associazioni di Modena 30 sono pronte a collaborare.

Perché la sicurezza di persone che si spostano a piedi, in bicicletta o coi mezzi pubblici non è una questione di parte, ma il principale indicatore della civiltà di una comunità.

Fonti:
[1] https://mobilita.regione.emilia-romagna.it/notizie/attualita/sicurezza-stradale-scende-il-numero-di-vittime-e-feriti-in-emilia-romagna-22-e-3-negli-ultimi-cinque-anni/documenti-allegati/relazione-incidenti-2024.pdf/@@download/file

[2] Bologna Città 30 Città 30, i dati dei primi 6 mesi del 2025 | Comune di Bologna

[3] Vision zero: a Helsinki un anno senza morti sulle strade: https://yle.fi/a/74-20174831

Pan-Secchino, un Pan-Sec piccolino

In occasione della 1° edizione di “Pan-Sec –  in Gravel tra il Panaro e il Secchia“, FIAB Modena organizza due brevi percorsi che partendo da Modena si ripropongono di far assaggiare a tutti i cittadini l’esperienza di pedalare sugli argini di Secchia e Panaro .

Infatti la “Pan-Sec” è un percorso impegnativo di oltre 400 km e 7000mt di dislivello su ciclabili, sterrati e strade poco trafficate immersi in un contesto paesaggistico ricco di stimoli culturali, storici, naturalistici e gustosi.

Per chi partecipa all’evento principale il ritrovo è al Foro Boario di Modena giovedì mattina 3 ottobre con partenza libera dalle 8 alle 12 del mattino, mentre il traguardo finale è previsto 4 giorni dopo al Bensone design shop nel centro storico di Modena a due passi dal Duomo con la Ghirlandina e piazza Grande, patrimonio Unesco ( Info e iscrizioni qui >> )

In concomitanza con la giornata di partenza e con quella di chiusura della Pan-Sec abbiamo pensato di organizzare due pedalate minori – i Pan-Secchini 🙂 –  per raggiungere rispettivamente il Panaro ed il Secchia.

Queste le nostre proposte:

  1. Pan-Secchino 1 – Il Panaro: Giovedì 3 ottobre ore 9.00 saremo con un nostro stand al Foro Boario alla partenza della Pan-Sec e percorreremo insieme i primi km di sterrato, quelli che portano sul Panaro passando da Bomporto, San Donnino e Vaciglio, per rientrare a Modena dopo 55km. Info ed iscrizioni qui >>
  2. Pan-Secchino 2 – Il Secchia: Domenica 6 ottobre invece partiamo da Piazza Grande alle ore 14.00 per andare a scoprire il Secchia: qui il percorso di soli 18km sarà ancora più semplice ed adatto anche alle famiglie e prevede di raggiungere il Ponte della Barchetta di Campogalliano, per poi rientrare sugli argini e congiungerci con i partecipanti della Pan-Sec al Bensone in centro a Modena verso le 17.30 per un brindisi finale. Info ed iscrizioni qui >>

Vi aspettiamo ad assaggiare il mondo della ghiaia!

Tre ruote per l’amicizia

Continua a crescere ed evolve il progetto “Tre ruote per l’Amicizia”, proponendo uscite in bici in compagnia di persone che, per condizione di fragilità, non possono pedalare da sole.

Tutto è partito da Francesca Vaccari e Andrea Pioppi, promotori, attraverso l’associazione “Maria Immacolata”, del progetto che ha portato all’acquisto di due biciclette speciali a tre ruote, prodotte da Van Raam, azienda olandese leader in questo settore. VeloPlus è una cargo-bike con una piattaforma anteriore in grado di caricare una sedia a rotelle e, ovviamente, il suo occupante, in protezione completa, con agganci e meccanismi di sicurezza. Fun2Go ha due sedili affiancati, due pedaliere e due manubri. La persona accompagnata può avere i pedali liberi, pedalare passivamente al ritmo dell’accompagnatore oppure spingere sui pedali e contribuire all’avanzamento della bicicletta.

Questi mezzi, entrambi a pedalata assistita, possono quindi consentire l’esperienza ciclistica del “vento in faccia” a persone con qualsiasi tipo di fragilita’, ma soprattutto consentono di stringere amicizie e relazioni umane molto significative nella direzione del sostegno e della condivisione reciproca, per vivere del buon tempo insieme. Fare insieme un giro in bici quindi è soltanto il primo passo.

Grazie al contributo di Fondazione di Modena, BPER, Bajoaria e tanti altri sostenitori privati, questi tandem speciali sono ora a disposizione presso l’Associazione. Il Progetto organizza incontri di formazione Scuola-Bici, in cui viene insegnato agli accompagnatori l’utilizzo delle biciclette, una sorta di rapida scuola guida finalizzata alla sicurezza dei trasportati innanzitutto e alla corretta manutenzione di questi mezzi, in quanto delicati e di grande valore.

A Francesca e Andrea si sono aggiunte numerose altre persone abilitate all’uso dei tandem speciali e disponibili, a titolo assolutamente volontaristico, a fungere da accompagnatori per le persone che desiderino provare questa esperienza.

Le bici inclusive si trovano a Modena zona Villaggio Giardino, alla sede dell’associazione Maria Immacolata presso la parrocchia di Gesù Redentore.

Per informazioni, si può consultare la pagina Instagram: https://www.instagram.com/treruoteperlamicizia

Senza rotelle!

Sono stati tanti i bambini che domenica 7 aprile hanno partecipato a “I Senza Rotelle”, organizzato dai “Genitori ECOattivi” al Parco Novi Sad di Modena, nei pressi della gradinata: un percorso disegnato sull’asfalto con segnali stradali, strade scolastiche e un attraversamento pedonale dotato di semaforo: un’occasione per i genitori di trovare suggerimenti e concreto aiuto fisico per insegnare ai figli a guidare la bici. Un bel modo di vivere la Giornata mondiale della salute.

Una situazione, quella delle persone che trascorrono tempo all’aria aperta a piedi e in bici, che ricordava situazioni già viste in nazioni del nord Europa, oppure in alcuni nuovi quartieri residenziali con percorsi ciclabili e “isole ambientali” dove sono limitati il transito delle auto o la loro velocità.

Molti dei presenti hanno voluto ascoltare la descrizione delle biciclette da carico (bici cargo) esposte, ed alcuni le hanno provate per un breve tratto, per provare la possibilità di trasportare la spesa settimanale o i bimbi più piccoli senza usare l’auto. Principalmente bici prodotte da produttori di Modena che le hanno messe a disposizione per prove gratuite. Era presente anche ARIA con la raccolta delle firme per la petizione Modena30, per promuovere un ripensamento degli spazi pubblici, in cui trascorrere tempo con i bambini all’aria aperta e in sicurezza.

Erano 60 i bambini iscritti, dai 2 fino agli 8 anni: chi è venuto con la sua balance bike, o la sua bici a pedali, con o senza rotelle. Un resoconto preciso del numero dei partecipanti è difficile, perché alcuni genitori a passeggio coi bimbi sono capitati lì per caso, incuriositi forse dalle voci amplificate dell’asta delle biciclette recuperate grazie all’animazione della Ciclofficina Popolare “Rimessa in Movimento” e dal Comitatissimo della Balorda, ed è stato bello assistere alla generosità dei giovani ciclisti che hanno prestato la propria bicicletta ai coetanei sprovvisti, per consentire loro di fare qualche prova.

I volontari della ciclofficina con il laboratorio “Come ti rubo la bici” hanno dato consigli su come fronteggiare al meglio il problema dei furti, e altri volontari hanno assistito alla nascita di nuovi ciclisti senza rotelle: il momento in cui il bambino smette di appoggiarsi al braccio o alle ruotine e pedala sulla bici autonomamente è sempre sorprendente.

Chissà se anche loro, da adulti, quando dovranno fare l’esempio di una azione che imparata non si dimentica più, diranno “… è come andare in bicicletta!”

In bicicletta sui luoghi della memoria a Carpi

“Ricordati di non dimenticare” affermava Nuto Revelli e noi ricordiamo che la Città di Carpi è stata insignita della medaglia d’oro al merito civile e della medaglia d’argento al valor militare “per i sacrifici delle sue popolazioni e per l’attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale”. Da qui nasce la proposta di ampliare il “Percorso della Memoria” del Comune di Carpi con i “Percorsi della Memoria in Bicicletta”.
L’idea è di diversi anni fa quando Paola Fregni pedalando nelle valli tra Budrione e Migliarina, notò altri ciclisti, coppie, famiglie con bambini, fermi a guardare i cippi in ricordo dei caduti della lotta partigiana, e quando qualche anno dopo Giorgio Pinelli, appassionato fotografo e volontario ANPI, realizzò il censimento fotografico di cippi, lapidi e monumenti presenti sul territorio del comune di Carpi. Unendo le forze si è arrivati a tracciare i percorsi, verificarli e trasferiti su Google Maps grazie al lavoro dei Soci Fiab Modena Sezione Carpi (Paola, Gisella, Roberta e Mara) in collaborazione con ANPI Carpi.
Gli elementi di interesse (cippi, lapidi, monumenti, steli, sacrari) sono una sessantina e dotati di un QR Code per accedere alla banca dati del Memoriale Digitale della Resistenza Modenese. Osservandone l’ubicazione e analizzando i tracciati stradali, si sono individuati itinerari su strade a basso traffico, escludendo statali e provinciali con lunghezze percorribili con ogni tipo di bici.
Il risultato sono quattro percorsi ciclabili che attraversano sia l’esistente “Percorso della Memoria” come il Campo di Concentramento di Fossoli, il Museo Monumento al Deportato, il Poligono di Tiro, sia la maggior parte dei Cippi, Monumenti, Lapidi, Lastre, Steli, Sacrari del territorio. In totale una lunghezza complessiva di oltre 150 km suddivisi in quattro itinerari con lunghezze variabili dai 30 ai 50 chilometri.
Ogni itinerario è completato con una scheda descrittiva dettagliata, con foto e con un file GPX.
Per chi volesse percorrerli in compagnia nei mesi che ci separano dagli ottanta anni della fine della guerra, Fiab ha inserito nel calendario i quattro percorsi: i primi tre già nel 2024 (21 Aprile, 8 settembre e 13 ottobre) e l’ultimo nel 2025.
Ogni dettaglio del progetto “Percorsi della Memoria in Bicicletta” sul sito di Fiab Modena: https://www.modenainbici.it/progetti/sui-percorsi-della-memoria-a-carpi/

Carpi … e la bici dove la lascio? Al CICLOBOX

Carpi … e la bici dove la lascio? Al CICLOBOX pensiamo noi al tuo mezzo: custodia e piccoli interventi nella Ciclofficina inclusiva sono GRATIS

Deposito custodito di biciclette e cicli a impatto zero nell’area dei Giardini Pubblici compresa tra il Municipio e il Teatro sarà attivo il giovedì e il sabato con orario 8:30 – 12:30 (salvo maltempo). Il deposito è gestito da persone fragili o con disabilità – un’occasione per accrescere l’autonomia, l’autostima e la capacità di relazione, una proposta per favorire una mobilità sostenibile e a misura della nostra città. 

A disposizione dei cittadini un parcheggio custodito per biciclette in centro nei giorni di mercato, giovedì e sabato. Sarà gestito dai giovani coinvolti in progetti di autonomia e vita indipendente Le associazioni Il Tesoro Nascosto – Adifa – Porta Aperta/Recuperandia – Fiab in collaborazione con i Servizi Sociali dell’Unione Terre d’Argine danno vita, a partire da sabato 28 gennaio, ad un servizio di parcheggio custodito per biciclette (Ciclobox), destinato ai cittadini che si recano in centro nei giorni di mercato, giovedì e sabato.

Il servizio rientra all’interno del Progetto “Ognuno vale” che ha come capofila l’associazione Il Tesoro Nascosto e si avvale della rete di collaborazioni con le altre associazioni partner e del supporto dei Servizi Sociali. Il servizio di custodia (Ciclobox) sarà attivo nelle mattine di giovedì e sabato grazie alla presenza dei volontari dell’associazione “Il Tesoro Nascosto” e dei giovani che partecipano ai percorsi di autonomia e vita indipendente promossi dall’associazione stessa in partnership con i Servizi Sociali.

Le altre associazioni coinvolte nel progetto contribuiranno con l’apporto di specifici servizi come Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bici) che organizzerà dimostrazioni di Ciclofficina (stand dove ciascuno potrà fare operazioni di messa a punto sulla propria bici) e Porta Aperta/Recuperandia che fornisce materiali per rendere accogliente il parcheggio Ciclobox.

Il Progetto è nato su impulso della Consulta del Volontariato del Comune di Carpi.

C’è ARIA nuova in città

ARIA è una rete di associazioni attiva in tema di ambiente ed inclusione sociale.

Dopo qualche mese di incontri 15 tra associazioni e comitati di Modena e provincia hanno deciso di unire le loro competenze per creare la rete ARIA, in grado di essere una forza propositiva nell’ambito delle politiche per la tutela dell’ambiente e della salute e per la promozione di un’economia inclusiva e solidale.

L’atto simbolico della firma del manifesto comune si è svolto sabato scorso all’OvestLab dove le associazioni fondatrici si sono presentate di fronte ad un folto pubblico che ha riempito il capannone. Anche FIAB fa parte della rete, e non potrebbe essere altrimenti visto che l’ambiente è nel nostro “oggetto sociale” e che la bici è da due secoli una delle invenzioni che più di tutte ha avuto un ruolo nella emancipazione ed inclusione di diverse fasce di popolazione: pensiamo solo a quello che ha significato per l’emancipazione femminile o per la mobilità di persone a basso reddito.

La rete ha deciso di lavorare su tavoli tematici a cui ogni associazione può portare le sue competenze ed esperienza, e nel 2023 sono stati identificati due argomenti: la mobilità sostenibile e la filiera alimentare. Due criticità evidenti anche sul territorio modenese, dove la mobilità privata e gli allevamenti intensivi rappresentano una fonte di preoccupazione.

Le proposte, le discussioni e le attività di ARIA mirano ad avere una base scientifica riconosciuta, e formulate con un linguaggio propositivo ambiscono ad avere una ricaduta positiva sul territorio, sensibilizzando, coinvolgendo ed includendo tutti i cittadini. Per questo la rete è aperta all’ingresso di ogni altra entità che voglia condividere gli stessi valori e progetti.

Come FIAB intendiamo riportare al centro la discussione sulla funzione dei luoghi comuni, perché le strade e le piazze sono sempre stati gli spazi pubblici per antonomasia in cui le persone si incontrano, si riconoscono, litigano ma anche commerciano e stabiliscono nuove relazioni, mentre negli ultimi decenni per prioritizzare il traffico automobilistico abbiamo progettando tutto lo spazio per fluidificarlo, e siamo riusciti a trasformare luoghi di incontro tra vicini di casa in corsie di transito per sconosciuti.

In ogni città che al mondo ha intrapreso con successo questi cambiamenti, è stato necessario raccontare ad ogni cittadino i tanti vantaggi che ne derivano, e questo è possibile solo con l’azione convinta di tante realtà e cittadini che ARIA si propone di rappresentare.

ARIA: le Associazioni in Rete per l’Inclusione e l’Ambiente si presentano

E’ nata una rete di oltre 15 associazioni del territorio modenese, il nome è ARIA, che rappresenta l’acronimo di Associazioni in Rete per l’Inclusione e l’Ambiente. Il termine è allo stesso tempo evocativo di un grave problema ambientale che affligge il nostro territorio, e per questo, lo scopo prefissato è ambizioso, ma l’unione fa la forza: sostenere, diffondere e promuovere idee e azioni a favore della giustizia climatica e sociale.

La sua caratteristica è di includere non solo associazioni tradizionalmente ambientaliste: infatti anche associazioni costituite su diversi temi sociali sono giunte a prestare molta attenzione alla questione ambientale, ormai centrale in ogni prospettiva di cambiamento sociale e economico.

Parlando di aria, la Rete sarà impegnata a lavorare su diversi temi e proporre iniziative: l’intento è quello di iniziare dai temi della mobilità sostenibile e dell’alimentazione, considerando l’intera filiera di produzione del cibo. Nel nostro territorio questi sono certamente temi centrali e, attraverso le iniziative di ARIA, si intende sollecitare maggiore attenzione verso la tutela dell’ambiente e un interesse più attivo per le politiche ad essa connesse.

L’appuntamento per conoscere ARIA e le associazioni proponenti è sabato 21 gennaio dalle 18.30 alle 21.00 presso OvestLab, in via Nicolò Biondo 86 a Modena.

Qui oltre alla presentazione del progetto si chiederà il contributo e i suggerimenti di chi vorrà partecipare, perchè ARIA è aperta a tutti e tutte.
Alla serata aderisce anche il gruppo “Buy Nothing Modena”, che si basa su un modello di economia del dono, spontaneo e volontario, di oggetti, ma anche talenti, passioni: un’idea che ARIA vuole supportare e incentivare.

Consigliata la prenotazione e per maggiori informazioni trovate “ARIA Modena” sui canali social (IG e FB) e potete contattare i numeri 3398853291 o 3384806753.