Addio a Piero Busso, anima della FIAB di Carpi

Piero lo abbiamo conosciuto molti anni fa come partecipante alle nostre escursioni. Ingegnere, aveva la passione della bicicletta e delle lunghe pedalate e da qualche anno aveva deciso, insieme alla compagna Roberta, di impegnarsi attivamente nella nostra associazione e da allora è entrato nel direttivo.

La sua cultura e competenza professionale nel campo dei trasporti hanno rappresentato per noi un grande valore aggiunto, a cui abbiamo fatto riferimento assiduamente. Ma noi lo ricordiamo soprattutto per la decisione e tenacia con la quale cercava di aiutarci a raggiungere i nostri scopi di avere città più umane, vivibili ed attraenti.

Uno spirito di socialità che lo ha portato da subito a voler costituire una sezione a Carpi, convinto che ogni territorio ha le sue peculiarità e che l’attività associativa si fa in strada tra le persone.

E’ stato subito un grande successo, e la sezione in pochi anni ha avviato un intenso programma di iniziative con la partecipazione di migliaia di cittadini e la collaborazione con istituzioni, consulte ed enti locali. Questo è stato possibile perché Piero abbinava alla competenza e fermezza delle proprie convinzioni, una gentilezza inarrivabile che lo ha portato a dialogare con cittadini ed istituzioni sempre con un profilo collaborativo.

Come FIAB ci impegniamo a portare avanti i suoi progetti, a partire da Carpi30 città 30kmh, cercando di tenere lo stesso stile di dolce autorevolezza. Anche se non sarà facile.

Nasce “Carpi30” per una città più vivibile e sicura

Nasce oggi “Carpi30”, una campagna per la sicurezza stradale finalizzata a ridurre la velocità massima nelle aree urbane di Carpi a 30 km/h, sulla scorta della campagna #Bologna30, della risoluzione del Parlamento Europeo e della campagna #Love30 dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità; ma, soprattutto, in risposta agli ottimi risultati che le “città 30” stanno ottenendo in tutta Europa, dove sono già realtà.

“Carpi30” è promossa da Fiab Modena Sezione Carpi e sostenuta da diverse organizzazioni carpigiane (lista in calce*).

Il primo obiettivo di “Carpi30” è organizzare una raccolta firme per presentare al Sindaco una Petizione in cui si chiede di realizzare Carpi Città30, prevedendo l’istituzione e il controllo del limite dei 30 km/h come velocità massima per le aree urbane, con la sola eccezione del limite di 50 km/h sulle strade principali, e di impegnarsi a proporre sul tema una proposta di deliberazione al Consiglio Comunale.

L’idea di una città a 30km/h non nasce nel territorio di Carpi, ma è l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) che pone la Città30 come pilastro alla lotta contro le vittime della strada, con il preciso obiettivo di ridurre i morti e i feriti causati dagli incidenti stradali di almeno il 50% al 2030, ed a questo scopo ha lanciato tramite l’OMS la campagna #Love30 per ottenere strade più sicure #StreetsforLife.

Anche per l’Unione Europea il grande obiettivo è quello di arrivare a Zero morti nel 2050 (#visionzero) (a Helsinki ci sono riusciti: zero morti nel 2020, mentre nel 1970 sono stati 50), con un obiettivo di medio periodo di ridurre del 50% il numero di morti e di feriti gravi sulle strade entro il 2030. A tal scopo a settembre 2021 il Parlamento Europeo ha chiesto alla Commissione Europea di adottare le misure necessarie ad introdurre questa norma (città30) in tutti i paesi.

La Spagna nel maggio 2021 ha anticipato in tutte le città, indipendentemente dal numero di abitanti, il limite dei 30km/h sulla stragrande maggioranza delle strade urbane; e in Europa le città, grandi e piccole, a 30 km/h sono già da tempo una realtà come in Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Olanda, Finlandia, Norvegia. In Germania 96 città di ogni grandezza e colore politico hanno chiesto al governo federale di poter introdurre questo limite.

In Italia la città di Olbia dal 1 giugno 2021 ha istituito il limite massimo di velocità di 30 km/h nel centro abitato del Comune.

A Bologna nel luglio 2021, l’associazione Salvaiciclisti assieme a numerose altre realtà del territorio ha lanciato la campagna “Bologna30” per moderare la velocità del traffico motorizzato in città e rendere le strade più sicure e vivibili. “Carpi30” si ispira e si collega alla campagna “Bologna30”, di cui utilizza anche materiale e loghi gentilmente concessi. #Bologna30 è stata premiata in Europa come miglior iniziativa dal basso dagli organizzatori della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile #MobilityAction of 2021.

Con la campagna “Carpi30” si intende divulgare i benefici che comporta una città a 30km/h; su dati e basi statistiche si è registrato:

  • riduzione sensibile degli incidenti stradali (circa -25%) con particolare efficacia sugli investimenti di pedoni, sul numero dei morti (-50%) e dei feriti gravi;
  • riduzione dei relativi costi sociali: gli incidenti stradali, a livello nazionale, costano ogni anno 33,8 miliardi di euro, ovvero l’1,89% del PIL italiano (ASAPS, 2020);
  • diminuzione del rumore percepito con vantaggi per il sonno e per lo stress (circa -50%);
  • calo dei livelli di inquinamento dell’aria;

Tutto questo senza arrecare particolari svantaggi e disagi agli automobilisti, anzi nei Paesi dov’è in vigore la Città 30 questa ha un altissimo gradimento anche fra chi va in auto; infatti la stessa carreggiata ai 30 km/h contiene il doppio delle auto in movimento rispetto ai 50 km/h e quindi si ha:
– traffico più fluido;
– meno code e meno multe;
– minore stress con tempi di percorrenza invariati.

Introdurre il limite generalizzato di 30km/h ha come finalità primaria la sicurezza stradale e la riduzione dei morti e feriti sulle strade.
A Carpi dal 2014 al 2020 ci sono stati 1885 incidenti su strade urbane con 20 morti e 2.446 feriti e 495 incidenti su strade extra urbane con 10 morti e 734 feriti, per una media che supera i 4 morti e i 454 feriti all’anno.

La riduzione dei morti e dei feriti sulla strada e la riduzione dell’inquinamento acustico ed ambientale non può che avere un riscontro positivo anche sulla qualità della vita dei cittadini. Invitiamo pertanto tutti i Carpigiani ad aderire alla campagna “Carpi30” sottoscrivendo la Petizione.

Sarà a breve disponibile un sito internet e una pagina facebook dove trovare tutte le informazioni sulla campagna Carpi30 e dove trovare i riferimenti per la firma della petizione.

Al momento per informazioni e firma petizione vi diamo appuntamento:

  • sabato mattina a Carpi al banchetto sul rialzato di Piazza Martiri dalle 09:00 alle 12:00;
  • mercoledì di agosto dalle ore 18:00 alle 18:30 al Parco delle Rimembranze nei pressi della statua di Manfredo Fanti, alla partenza degli E20 ciclici Fiab.

Il Referente Fiab per la campagna Carpi30 è Piero Busso – tel. 335 6250417 – bussoingpiero@tiscali.it

Testo della Petizione CARPI30

* Ad oggi hanno aderito alla campagna “Carpi30”: Fiab Modena APS, Legambiente Terre d’Argine APS, WWF Emilia Centrale, Unione Donne in Italia (UDI) Sezione Carpi, Porta Aperta Carpi, Comitato Utenti Ferrovia Modena-Carpi-Mantova, Lipu ODV Sezione di Carpi, IRCAF Centro Studi APS, Carpi Comune Associazione Culturale

Fiab Modena APS Legambiente Terre d’Argine APS
WWF Emilia Centrale Unione Donne in Italia (UDI) Sezione Carpi
Porta Aperta Carpi Comitato Utenti Ferrovia Modena-Carpi-Mantova
Lipu ODV Sezione di Carpi IRCAF Centro Studi APS
Carpi Comune Associazione Culturale

Carpi – Riflessioni sulla mobilità

Negli ultimi due anni a Carpi sono state realizzati numerosi interventi tesi sia ad un cambiamento generale della mobilità dei carpigiani sia a rendere più sicuri gli spostamenti dei pedoni e dei ciclisti. Sugli organi di informazione non mancano le polemiche, che si tratti del “dinosauro” di via Pezzana, della programmata ciclabile di viale Muratori o dei parcheggi in centro storico; qualche riflessione ci pare opportuna.

1 – In via Pezzana nell’incrocio del “dinosauro” le bici transitano da sempre; chi in bicicletta proseguiva diritto verso via Rossetti rischiava di venire steso dalle auto che giravano a destra per imboccare il sottopasso, mentre chi svoltava a destra rischiava di venire travolto o stretto contro il marciapiede dall’automobilista che effettuava la medesima manovra; con la posa delle corsie ciclabili e la loro colorazione in rosso ciclisti ed automobilisti possono comportarsi come prima ma con più rispetto reciproco; i ciclisti devono rimanere all’interno della loro corsia, non possono ad esempio zigzagare in mezzo alla strada, gli automobilisti possono invadere, se il caso lo richiede, la corsia ciclabile ma devono dare la precedenza ai ciclisti; il colore rosso serve a richiamare l’attenzione degli automobilisti, spesso distratti dal cellulare, della possibile presenza di ciclisti cui devono dare la precedenza; perché la sicurezza dovrebbe essere diminuita? Forse le critiche nascono da una novità non ancora pienamente conosciuta dai cittadini.

2 – In via Muratori è ancora viva la polemica sulla costruenda ciclabile che dovrebbe raccordarsi con l’esistente rete di via Alghisi/via Aldo Moro interna; senza entrare nel merito delle scelte dell’amministrazione (piste ciclabili, corsie ciclabili o strada 30..) è comunque indiscutibile che gli abitanti del popoloso quartiere sud est di Carpi abbiano tutto il diritto di accedere in bicicletta al centro e alla stazione ferroviaria, con percorso sicuro e il più diretto possibile (i percorsi tortuosi portano ad abbandonare la bicicletta e ritornare all’uso dell’auto..); ricordiamo che l’accesso in bicicletta alla stazione dei treni rappresenta una esigenza non certamente ludica per chi utilizza i mezzi pubblici per raggiungere Modena, Mantova o Bologna a scopo di studio o lavoro. Anche in questo caso occorre valutare se le esigenze dei cittadini che utilizzano un mezzo per nulla inquinante come la bicicletta, e che sono i più esposti ai rischi fra gli utenti deboli della strada, possano avere almeno la stessa considerazione di qualche parcheggio in più o in meno; parcheggi che non vanno contrapposti ad una ciclabile in senso astratto ma ai suoi utilizzatori in carne ed ossa.

3 – Anche nel centro storico la mobilità è oggetto di dibattito; molti operatori richiedono più parcheggi, al fine anche, così si afferma, di ridurre l’inquinamento causato dalle auto in cerca del parcheggio mancante; ma le auto inquinano solamente quando sono cerca di parcheggio? Se si aumentano i parcheggi aumenteranno anche le auto dirette verso il centro con il relativo inquinamento; se invece è preponderante l’inquinamento delle auto in cerca di parcheggio significa che il tragitto per raggiungere il centro è davvero breve, tanto vale recarsi a piedi o in bicicletta. Si sottolinea poi che le vendite nei centri storici aumentano quando i clienti usano mezzi sostenibile per recarsi a fare shopping; il centro privo di auto crea un’atmosfera di pace, tranquillità, piacevolezza che ben predispone all’acquisto. E’ sufficiente osservare come sono fatti gli outlet posizionati lungo le autostrade, che hanno cercato di riprodurre l’atmosfera piacevole e rilassante dei nostri vecchi centri storici: i clienti si sobbarcano decine o anche centinaia di chilometri di trasferimento per poi parcheggiare l’auto all’esterno e passare tutto il pomeriggio macinando chilometri a piedi per fare acquisti; se la chiave per stimolare gli acquisti fosse stata la possibilità di parcheggiare l’auto davanti al negozio interessato si sarebbero progettati gli outlet in altro modo, con parcheggi diffusi e percorsi preferenziali per i veicoli al loro interno.

Anche Carpi aderisce al “Giretto d’Italia”

Il 17 settembre anche Carpi aderisce al “Giretto d’Italia”

Il “Giretto d’Italia 2020” è una delle iniziative programmate per la Settimana Europea della Mobilità di settembre. Fiab Modena, su richiesta del Comune di Carpi ha dato la propria disponibilità a collaborare al Giretto d’Italia 2020 organizzato da Legambiente e VeloLove in collaborazione con Euromobility.

Si tratta di una gara tesa a promuovere gli spostamenti casa-lavoro e/o casa-scuola effettuata in bici o con l’utilizzo di altri mezzi di micromobilità elettrica (monopattini elettrici, monowheel, E-bike, motorini elettrici, hoverboard, segway).

Per partecipare basta recarsi al lavoro o a scuola utilizzando uno dei mezzi sopra indicati, passando in uno dei check point previsti in tutte le città d’Italia che hanno aderito al Giretto.

A Carpi sono previsti 4 check-point in cui rilevare i passaggi e sono:
1 – Corso Fanti
2 – Via Cavallotti
3 – Via Nuova Ponente
4 – Via San Giacomo

I punti 1 e 4 sono presidiati da Legambiente, il 2 e 3 da Fiab

Carpi tra le città leader della mobilità sostenibile

Ad aprile abbiamo inoltrato a tutti i sindaci dei 47 comuni modenesi un “Piano di azione per la mobilità urbana post Covid” elaborato da BIKEITALIA che contiene suggerimenti tecnici utili per impostare da subito una “Rete di Mobilità di Emergenza”, ed in più alle città di Modena e Carpi abbiamo inviato una proposta con un piano di azioni specifiche. Tali linee guida sono in già in adozione da altri comuni in Italia (anche vicini come Reggio, Bologna, Brescia) così come in Europa e nel mondo intero, poiché tutti sono preoccupati dai rischi impliciti ad un ritorno di una mobilità delle persone e delle merci che non potrà (e non dovrà!) essere come quella pre Covid19.

Pari sollecitazioni sono arrivate pubblicamente su Modena anche da numerose Associazioni, dall’Agenzia per la Mobilità, da studiosi, ingeneri e singoli cittadini. Passati due mesi, non avendo avuto alcun riscontro ci stavamo interrogando su questo insolito silenzio, quando da Carpi il Sindaco e il suo Assessore ai Lavori Pubblici molto preparato sulla mobilità sostenibile, ci hanno sorpreso con misure fortemente ispirate alle nostre proposte. Siamo rimasti, lo ammettiamo, positivamente e fortemente impressionati: mai in oltre 15 anni di presenza ed attività costante sul territorio provinciale nessuna amministrazione era mai andata al di là di una sottoscrizione pre-elettorale delle nostre proposte, rimaste sempre ovviamente nei cassetti.

Invece quello che è stato proposto alla cittadinanza di Carpi non è un semplice piano di ciclabili, che da sole non risolvono nulla, ma un cambio di impostazione, di paradigma che il Sindaco Bellelli ha voluto mettere in chiaro nella prefazione: “le biciclette sono un tassello fondamentale della mobilità moderna e non possono più coesistere con i pedoni sui marciapiedi ciclo pedonali, ma devono tornare al centro della strada con gli stessi diritti (e noi aggiungiamo doveri) delle auto” . Di più: ha preannunciato la costruzione di “case avanzate” per le bici negli incroci principali, la predisposizione di strade a 30Km/h dove non sarà necessario fare corsie ciclabili, poiché le biciclette avranno la precedenza sulle auto. “Gli automobilisti devono sapere che sono i benvenuti nella nostra città, ma quando ci entrano devono rallentare per rispettare gli utenti più vulnerabili”.

Per noi la presentazione poteva anche chiudersi qui, perché se è chiaro che l’obiettivo è quello di avere una città più sicura, accogliente e vivibile, non interessa più (solo) quanti saranno i km ciclabili, quali i loro percorsi, quale tecnica infrastrutturale sarà usata. Avere individuato le giuste priorità rende di per sé corretto il percorso intrapreso.

In realtà tutti questi aspetti ci sono nel piano della Mobilità: si è partiti da individuare i poli attrattori (lavoro, scuola, centri commerciali), si è analizzata la mappa della incidentalità, sono state scelte come preferenziali le corsie monodirezionali da entrambi i lati della strada, e dove la larghezza della carreggiata non lo può consentire si introducono strade a 30 km/h. Si sono dati tempi brevi (entro settembre) per concludere tutto: il che fa ben sperare che a mesi i carpigiani potranno avere una opzione in più per la loro mobilità che sarà sicura e confortevole, finalmente in reale competizione qualitativa con l’automobile privata per i tragitti quotidiani tipici.

Probabilmente non mancheranno le critiche e le criticità perché non è facile realizzare tutto alla perfezione: forse le persone che a parole vogliono il cambiamento alla fine non avranno voglia di cambiare le loro abitudini, pronte ad alzare la voce alla prima intersezione sbagliata, al primo incidente tra monopattino e pedone, scordandosi poi ovviamente le ore perse nel traffico, il rumore, l’inquinamento, i morti e feriti provocati dal precedente modello di mobilità auto-centrico.

Per questo, oltre ai complimenti ed al sostegno che avranno dal direttivo FIAB Modena e dai nostri soci presenti su tutta la Provincia di Modena, al Sindaco Alberto Bellelli, all’ Assessore Marco Truzzi, oltre agli assessori Riccardo Righi e Mariella Lugli che stanno condividendo i progetti di mobilità sostenibile, ci sentiamo di dare due suggerimenti:

Il primo: è necessario pensare ed attuare un piano di comunicazione anche con cartellonistica stradale pubblicitaria (creando magari un marchio, un brand, uno slogan della mobilità sostenibile a Carpi) e spiegare meglio ai cittadini come comportarsi in una città a Km30, i diritti e doveri di tutti gli attori del traffico ( dagli automobilisti privati, agli studenti in monopattino, ai furgoncini per le consegne, all’anziano che vuole andare in piazza Martiri per passare la mattinata in compagnia).

Il secondo: trovare risorse per installare un paio di totem conta-ciclisti. Può sembrare ininfluente, ma le prime critiche saranno improntate all’inutilità delle realizzazioni (non ci va nessuno in bicicletta!), ma a fronte del conteggio dei passaggi non ci sono argomenti da bar o social che tengano. Noi sappiamo che inforcare una bici invece che l’auto è un piccolo gesto (a volte per qualcuno anche un sacrificio) che però spesso non viene riconosciuto: vedere invece che per l’amministrazione quei cittadini quei pedoni e ciclisti “contano” come tutti gli altri utenti motorizzati è un grande segno di gratitudine, appunto un cambio di paradigma.

Carpi quindi come Parigi, Berlino, Bruxelles, Bogotà, Londra, Vienna, ma anche Roma, Milano, Torino, Firenze, e Bologna prova a ripartire con una nuova normalità: finalmente una amministrazione che anche alle nostre latitudini prova a riempire di contenuti ed azioni concrete l’auspicio di un mondo migliore rispetto a quello messo a nudo dalla pandemia.

Fiab Carpi – un piano per non tornare alla mobilità di prima

La Fiab – Federazione italiana Ambiente e Bicicletta di Modena ha inviato, lo scorso 6 maggio, al Comune di Carpi un piano di azione per la realizzazione urgente di una Rete di Mobilità d’Emergenza (RME). Il documento delinea alcune possibili soluzioni tese a favorire una mobilità dolce e a scongiurare il rischio di un ritorno massivo all’uso della propria automobile dopo i mesi di stop legati all’emergenza sanitaria.

Come? Garantendo più spazio a pedoni e ciclisti, riducendo la velocità delle auto e promuovendo la cultura del biketowork e del biketoschool alla riapertura delle scuole. Il piano tracciato dalla Fiab contiene numerose proposte e suggerimenti per collegare in modo snello e veloce i principali centri di interesse cittadini (centro storico, stazione ferroviaria, polo scolastico, polo sportivo, centri commerciali, ospedale) e per percorrere le principali direttrici nord/sud ed est/ovest lungo percorsi conosciuti e in piena sicurezza a piedi, in bicicletta o con mezzi di micromobilità.

La soluzione più semplice ed efficace per rendere più scoroicuro il traffico urbano è certamente quella di rallentare la velocità dei veicoli dagli attuali 50 km/h ai 30 km/h in tutta la città, rotonde comprese, con la sola esclusione delle tangenziali e delle strade su cui prevale il traffico di transito e nelle quali sarà però necessario ricavare spazi per pedoni e ciclisti riducendo la larghezza delle corsie dedicate alle auto. “In questo modo – spiega Piero Busso, della sezione carpigiana di Fiab – l’incidentalità cala drasticamente così come la gravità dei sinistri. E’ però necessario spiegare alla cittadinanza tali interventi di moderazione del traffico e la loro utilità così come fanno nel resto d’Europa dove il 20% della spesa necessaria per realizzare modifiche o introdurre novità in tema di viabilità è destinato proprio alla comunicazione”.

Sono nove le azioni a cui Fiab Modena dà la priorità e riguardano le vie Volta, Pezzana, Remesina Interna ed Esterna, Ugo da Carpi, Manzoni, Bortolamasi, Peruzzi, Marx e Aldo Moro interna e le sottostrade di via Cattani.

“Anche qualora l’Amministrazione non ritenga opportuno istituire una zona 30 estesa a tutto il centro urbano – prosegue Piero Busso – proponiamo comunque di restringere le carreggiate, dove possibile, realizzando, come previsto dal nuovo Decreto Rilancio, una semplice linea bianca di demarcazione a bordo strada per delimitare così le corsie ciclabili monodirezionali su entrambi i lati di marcia. Un intervento a bassissimo costo che può fare davvero la differenza dal momento che gli automobilisti vedrebbero costantemente i ciclisti e, rendendosi conto della velocità con cui viaggiano, chissà che non venga loro la voglia di tirare fuori la due ruote dal garage. Un’altra misura necessaria è poi quella di trasformare le ciclabili bidirezionali in monodirezionali per scongiurare così pericolosi incroci fra gli utenti”.

La rete ciclopedonale carpigiana è spesso tortuosa e difficilmente identificabile, a causa di una segnaletica inadeguata, e pertanto è poco conosciuta dalla maggior parte dei cittadini. Per superare tale gap, Fiab propone di far percorrere itinerari già noti, soprattutto nei collegamenti, perlopiù rettilinei e resi più sicuri grazie alla realizzazione di alcuni semplici interventi, anche ai ciclisti.

“Le piste ciclopedonali – sottolinea Busso – sono un assurdo tutto italiano: per favorire l’utilizzo delle bici occorre togliere spazio alle auto, non ai pedoni, i quali hanno a loro volta il diritto di muoversi in sicurezza. Queste soluzioni spurie non le troviamo in nessun altro paese europeo, poiché sono previste dal Codice della Strada solo in rari casi, come dentro ai parchi ad esempio. A Carpi, invece, si snodano per decine di chilometri ma la convivenza coi pedoni è tutt’altro che semplice. Spesso ci si imbatte in persone  a spasso col cane o che camminano con le cuffie alle orecchie o parlano al cellulare… tutte situazioni di potenziale pericolo. La filosofia che ha guidato il nostro progetto è quello di restituire i marciapiedi ai pedoni e di rendere le strade anche a misura di ciclista. In questo modo chi opta per la due ruote si potrà spostare in modo veloce e sicuro su assi viari che conosce bene, abbandonando i fondi scivolosi e spesso pieni di ostacoli o di curve a gomito di certi percorsi ricavati sui marciapiedi, e senza dover più scendere dalla bicicletta in prossimità degli attraversamenti, altra limitazione che esiste solo nel nostro Paese”.

Andare in bicicletta fa bene alla salute e all’ambiente e quindi ben vengano gli incentivi previsti da Comune e Regione: “gli italiani posseggono più auto di qualsiasi altro paese europeo, il 30% della popolazione è obesa e l’Italia ha la più alta percentuale d’Europa di bambini in grave soprappeso, tanto che le malattie legate alla sedentarietà incidono sulla spesa sanitaria per il 9%. Per non parlare poi dell’inquinamento dell’aria… Sono quindi estremamente favorevole a questi incentivi, eccezion fatta per quelli destinati alle auto elettriche poiché incentivano comunque la presenza di veicoli sulla strada, peraltro molto silenziosi e dunque pericolosi per pedoni e ciclisti. Il nodo cruciale però resta: puoi comprare una bicicletta a pedalata assistita o un monopattino elettrico ma se poi non sai dove utilizzarli, il risultato non cambia”.

Proposta per la RME – Carpi

Piano di azione per la realizzazione urgente di una Rete di Mobilità d’Emergenza (RME) a Carpi

Alla cortese attenzione

Sig. Sindaco di Carpi
Dott. Alberto Bellelli

Sigg.ri Assessori
Arch. Riccardo Righi
Ing. Marco Truzzi

 

OGGETTO: Piano di azione per la realizzazione urgente di una Rete di Mobilità d’Emergenza (RME) a Carpi.

La sede modenese di FIAB Onlus (Federazione Italiana Ambiente e Biciclette) ha inviato al Comune di Carpi, venerdì 24 aprile 2020, il Piano di azione per la mobilità urbana durante l’emergenza Covid 19, con suggerimenti tecnici per impostare urgentemente a Carpi una “Rete di Mobilità di Emergenza – RME”.

Suggerimenti e soluzioni che, in sintonia con le raccomandazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità, aiutano ad affrontare la “Fase 2” della strategia di lotta contro il Covid 19.

Nella lettera si rappresentava la disponibilità della rete di volontari Fiab Onlus esperti in mobilità a supportare la Amministrazione di Carpi per la creazione della Rete di Mobilità di Emergenza – RME.

Abbiamo pensato di redigere una proposta, visto l’avvio della “Fase due” e l’uscita, dopo quasi due mesi, di molti cittadini carpigiani per svolgere le attività sinora precluse: fare attività motoria, incontrare congiunti, recarsi alle attività lavorative sinora in lock down, visitare i defunti nel cimitero urbano, conferire rifiuti nelle isole ecologiche.

La gran parte degli spostamenti sono all’interno della città, e muoversi a piedi o in bici è la scelta migliore dal punto di vista ambientale.

La nostra città deve accogliere al meglio pedoni e ciclisti, che per l’obbligo di rispetto del distanziamento sociale devono spostarsi sulla strada all’incrocio con altre persone su un marciapiede o una ciclopedonale.

Abbiamo pensato di proporre dettagliate proposte per costruire a Carpi una efficace Rete di Mobilità di Emergenza RME, e la motivazione della scelta di individuare alcune direttrici ed escluderne altre.

All’interno della Proposta di RME, qui allegata, si sono identificati nove interventi prioritari che riguardano le vie Alessandro Volta, Pezzana, Remesina interna – esterna, Ugo da Carpi, Manzoni, Bortolamasi, Peruzzi, Marx e Aldo Moro interna e le sotto strade di via Cattani (interventi riportati in grassetto sottolineato).

Siamo certi del fatto che l’Amministrazione comunale di Carpi decida di dare un segnale forte di interesse per il benessere dei cittadini, adottando le misure proposte in questo nostro lavoro e raccomandando a tutti, attraverso la seguitissima diretta serale del Sindaco Bellelli, di usare l’auto solo in casi di assoluta necessità guidandola con prudenza e a bassa velocità per la sicurezza di pedoni e ciclisti che potrebbero essere costretti, per il rispetto del distanziamento sociale, ad occupare la carreggiata stradale.

Eugenio Carretti
Presidente FIAB Modena

 

FIAB Carpi: misure immediate per un futuro da respirare

Regione Emilia Romagna e Comune di Carpi presentano i futuri piani di azione legati al miglioramento della qualità dell’aria. Ma occorre agire subito.

E’ di un milione di euro, destinato ai Comuni dell’intero territorio regionale, l’impegno della  Regione Emilia Romagna per il progetto “Bike to work, al lavoro in bicicletta”, nato per premiare con una somma in denaro le persone che decideranno di percorrere pedalando con la propria bici il percorso casa lavoro e ritorno.

Lo ha detto Irene Priolo, assessore della Regione Emilia Romagna nell’ambito della rubrica “Filo diretto con la Giunta” di Giovedì 16 aprile 2020. Nonostante la grande urgenza del tema della distribuzione delle mascherine, di competenza della stessa Priolo, l’assessore ha dedicato parte del proprio intervento alla importanza di nuove abitudini che portino ciascuno a limitare l’uso delle auto, vista l’evidenza della diminuzione di gas No2 e di Pm10 nell’aria in questi giorni di blocco degli spostamenti, spiegando anche che gli episodici picchi di Pm10 sono avvenuti in occasione di giornate caratterizzate da fenomeni metereologici di trasporto di polveri desertiche.

Nella stessa giornata il Sindaco di Carpi Alberto Bellelli e l’Assessore all’Urbanistica Riccardo Righi hanno organizzato una Conferenza stampa online riguardo i progetti futuri legati all’obiettivo di miglioramento della qualità dell’aria. Il Sindaco Bellelli ha quindi scelto di sospendere per qualche minuto l’impegno nella difficile lotta alla pandemia da covid-19, per presentare insieme all’assessore Righi quella parte del Bilancio di previsione del Comune di Carpi dedicata agli interventi di mitigazione dei cambiamenti climatici.

Un censimento del verde pubblico, il de-sealing o desigillazione ad esempio su viale Carducci, dove rimuovendo una fetta di asfalto sarà creata una lunga aiuola lineare di un chilometro, il Parco della Cappuccina, l’obiettivo confermato di piantare 30 mila alberi e arbusti nel prossimo triennio,  un  progetto di rinaturalizzione degli argini dei canali per favorire la biodiversità, con un brevissimo passaggio all’inserimento di “percorsi ciclabili”.

L’assessore Righi ha enunciato l’intenzione di estendere anche ai giorni festivi il servizio a chiamata Prontobus, di potenziare il sistema di noleggio gratuito delle biciclette bike sharing, di incentivare l’acquisto di mezzi elettrici e di promuovere il Bike to work – al lavoro in bici, con un  premio per chi usa la propria bici per recarsi al lavoro.

C’è stato anche un rapido riferimento al Paes – Piano di azione per l’energia sostenibile (aumento della produzione energetica da fonti rinnovabili per la riduzione delle emissioni di CO2) alla redazione e all’avvio del Paesc – Piano d’azione energia e clima con l’individuazione delle azioni da adottare.

Fiab Modena sezione di Carpi, nella soddisfazione di notare lo sforzo di sollevare per un attimo il capo dalla attuale emergenza, segnala la necessità di immaginare il nostro rientro in città dopo tante settimane di distanziamento sociale ed isolamento, e di adottare soluzioni immediate.

Come sarà il primo giorno di scuola sulle strade di Carpi? Potremo pensare di salire su un autobus affolato, con nuove regole di distanziamento sociale? Esiste il pericolo che moltissimi cittadini del territorio di Carpi e dell’Unione delle Terre d’Argine decidano di usare il proprio mezzo privato a motore, con conseguenze disastrose sia a livello di congestione del traffico che di implicazioni gravi per la salute dei cittadini per l’inquinamento dell’aria e acustico.

Questo periodo di emergenza ha dimostrato la grande disponibilità delle persone a mettere in pratica le istruzioni degli amministratori quando in gioco c’è la salute di tutti, quindi Fiab ritiene fondamentale che le Amministrazioni comunali adottino immediatamente una incisiva campagna comunicativa per spingere i cittadini a lasciare a casa auto e scooter e a preferire la bici per gli spostamenti urbani, anche perchè dopo un periodo di lunga e forzata sedentarietà c’è bisogno di una ripartenza fisica: la bicicletta rappresenta uno strumento fondamentale di mobilità e di soluzioni accessibili per contribuire alla salute personale e collettiva.

Lo stesso 16 aprile 2020 FIAB nazionale ed una quarantina di associazioni e gruppi spontanei attivi nella mobilità nuova e nell’ambientalismo, ha inviato una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Capo della Task Force per cosiddetta “fase 2”, Vittorio Colao e a ministri, ai presidenti di Regione e al presidente dell’Anci, Antonio Decaro, per chiedere una mobilità nuova dopo il Coronavirus.

“Serve una rete ciclabile d’emergenza o le auto ci sommergeranno”, si scrive. “Accanto all’emergenza sanitaria che ha cambiato radicalmente le nostre abitudini di vita nell’ultimo mese e mezzo, con la graduale riapertura della fase 2 si profila un’altra emergenza, quella stradale. Man mano che le strade torneranno a essere popolate con l’allentamento delle misure di sicurezza, il trasporto pubblico locale sarà fortemente ridotto, sia a causa della sfiducia della popolazione nella sua sicurezza, sia per l’effettiva impossibilità di mantenere un distanziamento sociale adeguato. In assenza di interventi adeguati il rischio è quello di una seconda ondata massiva di motorizzazione, e di un’ancor più iniqua redistribuzione degli spazi in favore dell’automobile, come sottolineano i dati preliminari provenienti dalla Cina”.

Il Coordinamento ha inviato i suoi suggerimenti e delle richieste emergenziali “per una mobilità nuova, dolce e sostenibile, a partire da una rete ciclabile d’emergenza”:

  • Realizzazione di infrastrutture pedonali e ciclabili “soft”, a basso costo e rapida attuazione, come le bike lane o le strade scolastiche;
  • Incentivi economici e finanziamenti per la mobilità alternativa all’uso dell’auto privata;
  • Mantenimento di ZTL, sosta regolamentata e corsie preferenziali per evitare un incremento indiscriminato del traffico motorizzato privato;
  • Promozione dello smart working e contenimento dei picchi di congestione stradale;
  • Riconoscimento, promozione e finanziamento della mobilità attiva come modo di trasporto urbano resiliente;
  • Istituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico preposto;
  • Realizzazione di campagne informative nazionali per l’incentivazione di mobilità attiva e stili di vita sani.

Fiab Modena sezione di Carpi si augura che l’Unione delle Terre d’Argine si attivi per prima nel territorio modenese, regionale e nazionale nella attivazione di una Rete Ciclabile di Emergenza a basso costo e di rapida attuazione, che servirà anche ad accogliere al meglio i futuri interventi a favore della mobilità ciclabile descritti da Bellelli e Righi.

 

Bretella di Carpi: un’opera superata dai tempi

BRETELLA CARPI: Da rotonda via Guastalla a rotonda zona Autotrasportatori

La futura opera denominata “Bretella” che collega la rotatoria di via Guastalla alla rotonda della zona autotrasportatori di Fossoli, a nostro avviso è un progetto superato dai tempi, previsto ancor prima del PRG dell’anno 2000, del tutto inadatto alla realtà che stiamo vivendo e completamente difforme dalle strade intraprese in altre realtà europee ed extra-europee.

Le realizzazioni di superstrade, autostrade, tangenziali, svincoli e bretelle sono tutti interventi costosissimi, in termini non solo economici ma soprattutto ambientali, ideati per risolvere problemi di traffico, per fluidificare flussi; è invece ormai assodato che nuove strade e nuove arterie non fanno altro che richiamare nuovi flussi e nuove auto aggravando i problemi invece che risolverli.

La nuova bretella non risolve il problema di fondo, sposta solamente un poco più a ovest traffico ed inquinamento senza eliminarli ma anzi, probabilmente, generandone di nuovi. Si perpetua per altro un consumo del suolo che pare senza fine, per costruire centri commerciali, ambiti F, caserme, bretelle, futuri ospedali e quant’altro, nonostante la specifica legge regionale 24/2017 e la sempre più evidente emergenza ambientale e climatica.

Si prevede, ovviamente nel lungo periodo, di sgravare la tangenziale Losi e di poterla utilizzare in parte per altri utilizzi: però tutto il traffico pesante e di scorrimento, con direzione nord-sud, che oggi interessa sia via dell’Industria (ad una sola corsia) che la tangenziale Losi (a due corsie) in futuro dovrebbe essere smaltito dalla nuova bretella e da via dell’Industria, che è a una sola corsia.

La bretella troverà un tappo proprio in via dell’Industria, che è a una sola corsia; ci ritroveremo probabilmente tutti in coda sulla nuova bretella e sarà quindi necessario procedere anche alla “riqualificazione e miglioramento” di via dell’Industria allargandone ulteriormente la carreggiata.

Pensiamo che meglio si possano impiegare i 7 milioni di euro previsti per interventi sulla mobilità davvero sostenibile; interventi tesi anche a ridurre il più possibile il traffico delle auto dei pendolari sulla strada Romana Nord; collegare la città con la zona autotrasportatori con una vera “autostrada ciclabile”, incentivare l’utilizzo di bici anche elettriche, di cargo bike, del TPL anche con premi tangibili a chi rinuncia all’uso dell’auto; iniziare a studiare e pianificare seriamente la mobilità futura su rotaia, invece che su gomma, sia per le persone che per le merci.

Inoltre evidenziamo come la ciclabile prevista lungo la ferrovia in direzione di Fossoli (intervento correlato alla Bretella), ritenuta interessante, prenda però inizio da via Remesina Interna, ove esiste una ciclopedonale sempre piena di pedoni e con numerose intersezioni tali da disincentivarne l’utilizzo.

Apprezziamo che l’Amministrazione illustri ed esponga spesso argomenti legati alla mobilità sostenibile, pur tuttavia gli investimenti, davvero considerevoli, sono ancora sulla mobilità insostenibile; per la prima, ormai sempre più diffusa in tutta Europa, si fanno sperimentazioni, per la seconda, che ha ormai evidenziato limiti intollerabili e non più sostenibili, si realizzano gli interventi senza aver prima cercato delle alternative sostenibili.

Se vogliamo pensare di poter far fronte al nuovo mondo che ci si sta configurando innanzi, con una velocità di cambiamento che nessuno fra l’altro si aspettava, proviamo a pensare a nuove soluzioni per i soliti vecchi problemi di troppo traffico.

Petizione per una ciclabile sulla strada S.P. 413 Romana Nord tra Carpi e Fossoli

OGGETTO DELLA PETIZIONE
Richiesta di un percorso ciclabile e pedonale sicuro sulla strada S.P. 413 Romana Nord, nel tratto che va dall’incrocio Via Magazzeno/Via Quattro Pilastri alla rotonda zona Autotrasportatori a Fossoli.

SITUAZIONE DI FATTO E CONSIDERAZIONI RELATIVE
Sulla strada S.P. 413 Romana Nord dall’incrocio di Via Magazzeno/Via Quattro Pilastri fino alla rotonda in zona Autotrasportatori a Fossoli, transitano spesso ciclisti che si recano al lavoro a Fossoli, anche per necessità in quanto privi di ogni altro mezzo di trasporto, e percorrono questa strada al buio nei mesi autunnali / invernali e comunque in qualsiasi condizione climatica.

A volte i ciclisti che percorrono la strada in direzione sud-nord si immettono sulla SP413 da un sentiero che è il proseguo di Via Bramante, sottostrada della SP413; anche questo innesto non è visibile e molto pericoloso.
Il tratto di strada in oggetto è molto pericolosa per ciclisti e pedoni: si tratta di una strada con carreggiata stretta, priva di banchine laterali e con traffico sempre molto elevato.

NON ESISTE un percorso alternativo diretto da Carpi alla zona autotrasportatori di Fossoli percorribile in sicurezza da ciclisti e pedoni.

RICHIESTE ALL’AMMINISTRAZIONE:

  • La realizzazione della PISTA CICLABILE RADIALE n. 12 (prevista dal piano per la ciclabilità nel territorio comunale di Carpi approvato con delibera di Consiglio n. 136 del 12/12/2013) con priorità assoluta nel breve periodo.
  • Realizzazione di una soluzione IMMEDIATA anche PROVVISORIA, in attesa della Pista Ciclabile n. 12 (limite di velocità di 30 km/h sulla SP413, sistemazione e messa in sicurezza del sentiero con attraversamento ciclabile, adeguamento della rotonda in zona Autotrasportatori a Fossoli)
  • Segnaletica stradale e cartellonistica con indicazioni dei percorsi ciclabili e pedonali, e segnali di pericolo per la presenza di ciclisti sulla carreggiata.
  • Istituzione di una campagna di comunicazione per aziende e lavoratori sulla sicurezza in bici e sull’uso delle attrezzature di illuminazione con fornitura di kit ai lavoratori.

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