Comuni ciclabili UCMAN – Unione dei Comuni Modenesi Area Nord

FIAB ha promosso il progetto “Comuni Ciclabili”, un utile strumento per permettere alle amministrazioni di “misurare” le azioni intraprese per migliorare la ciclabilità dei loro territori.

Comuni Ciclabili non è un premio, è non è nemmeno una semplice raccolta di dati, ma un insieme di esempi e sollecitazioni, utili a confrontarsi, attraverso il raggiungimento di alcuni obiettivi, in una gara virtuosa per individuare le città più a misura di ciclista, sia per la mobilità quotidiana, che per l’esperienza turistica, sull’esempio di molte città europee che già adottano standard avanzati. Nei tre anni di adesione all’iniziativa i Comuni devono cercare di migliorare la loro posizione, aggiustando quegli aspetti che Comuni Ciclabili ha evidenziato come carenti e critici.

I comuni che aderiscono possono così contare su:

  • Road Map delle azioni per la ciclabilità
  • Condivisione delle migliori pratiche tra le città della rete
  • Valorizzazione delle politiche attuate
  • Marketing territoriale per la ciclabilità
  • Stimolo ad una competizione virtuosa

Quest’anno tra gli altri hanno deciso di misurarsi con Comuni Ciclabili, tutte le amministrazioni dell’ “Unione dei Comuni Modenesi Area Nord” (UCMAN). Il dato peggiore che accomuna tutti i comuni analizzati è l’alto indice di motorizzazione. Da sottolineare che le cittadine modenesi hanno buoni punteggi rispetto agli altri comuni italiani, ma soffrono il confronto con quelli delle altre province dell’Emilia Romagna.

Andando a vedere le singole sezioni di valutazione, per cercare di dare una valutazione complessiva dei 9 comuni dell’area, possiamo dire che mentre cicloturismo e ciclabili urbane si avvicinano alla sufficienza, quasi a zero stanno i parametri relativi alla moderazione del traffico e della velocità, la governance e la comunicazione.

Da questo si evince come l’impostazione delle politiche in area è vista ancora come nel passato, dove ciclabilità fa rima solo con ciclabili (urbane e turistiche ricreazionali) mentre mancano completamente i tasselli che permetto di migliorare la qualità e la quantità degli spostamenti in mobilità dolce: la moderazione del traffico e della velocità veicolare, la governance delle politiche della mobilità e la comunicazione alla cittadinanza per spiegare con chiarezza i vantaggi e le opportunità dei nuovi modelli di mobilità.

Per migliorare i punteggi, ma soprattutto per convincere più cittadini ad abbandonare l’uso esclusivo dell’auto negli spostamenti, è necessario che i Comuni dell’ UCMAN affrontino questi problemi partendo da politiche di moderazione del traffico e di riequilibrio degli spazi e dei servizi a favore della mobilità dolce (piedi, bici, TPL).

Vedremo alla prossima valutazione nel 2020 se le amministrazioni saranno state capaci di cambiare passo.

Candidati sindaci: prove INVALSI sull’ambiente

Quanto sono ambientalisti i candidati sindaco di Modena? Quanto hanno a cuore le sorti del nostro pianeta e di Modena che ne abita una infinitesima parte condividendone la sorte?

Lo scopriremo dalle risposte che daranno alla selezione di domande che le associazioni ambientaliste modenesi tutte insieme sottoporranno loro durante le 2 settimane che precedono il confronto elettorale.

La salvaguardia e il monitoraggio costante della qualità ambientale del nostro territorio, la mobilità sostenibile, il cambiamento climatico, il consumo di suolo, la gestione dei rifiuti, la relazione fra salute e ambiente, lo sviluppo sostenibile di Modena saranno le principali tematiche su cui i candidati saranno invitati a rispondere e ad assumersi un impegno per il prossimo mandato amministrativo che, nero su bianco, verrà valutato e monitorato dalle associazioni ambientaliste in specifico, FIAB Amici della Bicicletta Modena, ISDE, INCO.SCIENZA, ISF Modena , Legambiente Modena e WWF.

Le risposte che giungeranno dai candidati verranno diffuse in tempo reale sui social delle stesse associazioni, a disposizione dei loro associati e simpatizzanti, al fine di fornire loro un quadro conoscitivo utile al voto.

Ai candidati verrà chiesto di rispondere entro il 21 Maggio pv e dal 22 Maggio pv le risposte verranno rese disponibili

Ai candidati che si renderanno disponibili a questa prova rispondendo alle domande verrà data anche la possibilità di pubblicare i propri programmi elettorali a completamento delle risposte.

Le associazioni aderenti sono:

FIAB Amici della Bicicletta Modena

ISDE Medici per l’ambiente

INCO.SCIENZA

ISF-Modena , Ingegneria Senza Frontiere

Legambiente Modena

WWF

Modena, maggio 14 maggio 2019

 

 

AMBIENTE

1) La preparazione, presentazione e diffusione della “Relazione sullo stato dell’Ambiente della provincia di Modena” ha rappresentato l’occasione per integrare e rendere intellegibili le conoscenze sui temi dell’Ambiente e la Salute nella nostra provincia, ma anche e soprattutto rendere partecipi i cittadini nella pianificazione del territorio. Sareste disposti ad impegnarvi per la organizzazione e coordinamento con le altre istituzioni della provincia (Arpa, AUSL, Università, Protezione Civile, Associazioni ambientaliste, AmO, Ass. Agricoltura Regione ER)?

 

2) Occorre chiarire il contesto istituzionale della Consulta per l’Ambiente: legge del 3° settore. Intendete riorganizzarla per renderlo un organismo realmente funzionante? In particolare su tutte le conoscenze in tema di ambiente salute?

Intendete costruire e gestire un portale della Consulta in cui riportare tutte le iniziative delle diverse Associazioni ambientaliste, ma anche e soprattutto le conoscenze in tema di Ambiente Salute sul territorio del Comune e, per quanto possibile, della provincia?

 

MOBILITÀ

3) Condividete il PUMS (piano della mobilità urbana sostenibile) in corso di adozione a Modena? che giudizio sintetico ne date? Cosa ne farete una volta eletti? quali le azioni del PUMS che vi impegnate a portare a termine entro i primi 2 anni di legislatura?

 

4) Indicare in ordine di priorità i seguenti temi, giustificando la scelta

  1. Intermodalità
  2. Pedonalizzazione centro storico
  3. Monitoraggio Modal split mensile, con obiettivi progressivi riduzione auto privata
  4. Creazione consulta permanente mobilità sostenibile
  5. Realizzazione biciplan e percorsi ciclabili su strada
  6. Premiare aziende che adottano pratiche incentivanti (misurate) per spostamenti casa-lavoro sostenibili
  7. Cambiare politiche/tariffe sosta a pagamento

 

5) Quale secondo voi è la priorità per ridurre il traffico veicolare a Modena e favorire l’uso della bici in sicurezza:

  • Ridurre i parcheggi in centro città del-1% all’anno
  • Istituire zone 30 km/h nella fascia attorno al centro storico
  • Ridimensionare le carreggiate per ottenere una diversa ripartizione degli spazi che favorisca prima di tutto i pedoni e ciclisti

 

6) Per migliorare la qualità dell’aria e degli spazi urbani bisogna ridurre la percentuale complessiva degli spostamenti con l’auto privata. Non ritiene che per conseguire tale obiettivo, oltre alle azioni a sostegno della mobilità sostenibile (trasporto pubblico locale, pedonalità e mobilità ciclistica) previste dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile appena adottato, servano anche misure per disincentivare l’uso dell’automobile per l’accesso alle zone centrali, quali la riduzione dei parcheggi e/o l’aumento delle tariffe?

 

7) Vi impegnate ad istituire un programma di allargamento e manutenzione straordinaria di tutti i marciapiedi della città? automobilisti, ciclisti, utenti del trasporto pubblico prima o poi siamo tutti pedoni

 

8) Il comune di Modena privilegia la linea ferroviaria Dinazzano-Marzaglia a qualsiasi altro collegamento per lo scalo merci?

 

ARIA

https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/2017/09/Report_La_sfida_della_qualita_dell_aria_nelle_citta_italiane_2017.pdf

8) Indicare in ordine di priorità i seguenti temi e le azioni da intraprendere sulla qualità dell’aria, giustificando la scelta

  1. Intervenire sul settore mobilità (pubblica e/o privata)
  2. Intervenire sul settore edilizio privato, incentivando la riqualificazione degli edifici (soprattutto gli impianti di riscaldamento)
  3. Intervenire nelle aziende con incentivi i programmi per ridurre le emissioni e monitorare la qualità dei processi e la gestione degli scarti
  4. Ridurre produzione rifiuti con obiettivo di intervenire sull’ inceneritore: sì /no/perché /quando
  5. Intervenire sulla riduzione e controllo delle emissioni e le sostanze inquinanti derivate dal settore agricolo
  6. Premialità/riconoscenze pubbliche alle aziende che si attivano per la riduzione delle emissioni con certificazione Comunale.
  7. Adeguare gli strumenti urbanistici affinché ogni nuovo edificio, riqualificazione, ristrutturazione, ecc, … preveda come standard minimo gli standard più elevati per le prestazioni energetiche indipendentemente dalla zona della città
  8. Attuazione urgente e radicale del PAIR piano aria integrato regionale 2020! (Duemilaventi!!)

 

ACQUA

9) Il 12-13 giugno 2011 la maggioranza assoluta dei cittadini modenesi e dei cittadini italiani votò si pronunciò per la gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato. Sono passati quasi otto anni ma quel risultato referendario non ha avuto applicazione. E’ all’esame del parlamento una legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico, anche nel caso non venga approvato i Comuni hanno comunque la possibilità di riappropriarsi della gestione di questi importanti servizi. Alla fine del 2024 scade in buona parte dei comuni della Provincia, compreso quello di Modena, l’affidamento della distribuzione e depurazione dell’acqua ad HERA, è l’occasione per passare a una gestione pubblica partecipata dai cittadini senza dover pagare penali. La ripubblicizzazione va preparata per tempo e in questo senso il ruolo della prossima consigliatura è fondamentale. Come Sindaco si impegnerà in tal senso?

 

RIFIUTI

10) Il comune di Modena attuerà la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale in quanto metodo che ha dimostrato di essere il migliore per diminuire rifiuti oltre che per arrivare ad una percentuale alta di RD, come prescritto dalla LR 16/2015; contestualmente all’aumento di RD e riciclo siete disposti a fare accordi perché nell’inceneritore vengano bruciati solo i rifiuti provenienti da Modena per arrivare al 50% di incenerimento entro il 2021 per arrivare in tempi brevi a spegnerlo?

 

11) Siete disponibili a istituire il divieto di fumare nei parchi pubblici visto il tappeto di mozziconi abbandonati che è impossibile togliere e visto che non sono biodegradabili?

Baggiovara – Spezzano: i dati non mentono

Ho sperimentato anche il percorso ciclabile per raggiungere Spezzano da Baggiovara che brevemente vi riassumo. Dopo il passaggio a livello sulla via Giardini si inizia la lunga circumnavigazione di Casinalbo e Formigine, lungo ciclopedonali che costeggiano la campagna e numerosi parchi, con percorsi sinuosi e attraversamenti solo pedonali, per arrivare finalmente alla zona industriale di via Gatti. Con un altro attraversamento pedonale, ho imboccato la nuova pista che, con 4 curve strette e cieche, supera un fabbricato per arrivare alla pista sul lato Est di via della Fornace. La pista muore contro una recinzione quindi, ritornato agli orti, ho imboccato via Stradella e dopo due attraversamenti contorti di via Prati ho raggiunto via Giardini. Mi aspettavano un attraversamento non ciclabile, due scandalose e illegali transenne davanti a Fondovalle e altri due
attraversamenti pedonali per imboccare via Viazza verso Fiorano.

Una specie di ciclopedonale di via Viazza muore prima dell’incrocio con via del Canaletto, che imbocco assieme ai numerosi TIR diretti alle ceramiche. Più avanti sulla sinistra spunta una pista promiscua poco prima della rotonda, che muore dopo un’altra rotonda ai piedi del cavalcavia, per lasciare posto ai camion in attesa di scaricare. Arrivo così alla Statale, dove rispunta sulla destra uno spazio ciclopedonale stretto e contorto che percorro fino al centro di Spezzano.

Mi sono chiesto: con simili infrastrutture ciclabili, per quale motivo quel 77% che ora usa l’auto per andare al lavoro e quel 45% che la usa per percorsi inferiori a 2 km e mezzo dovrebbero passare alla bicicletta? Per ritornare a Modena ho preso via Stradella che almeno mi assicura la stessa precedenza che hanno gli automobilisti.

Giorgio Castelli
www.modenainbici.it

Osservazioni preliminari di FIAB al PUMS di Carpi

Oggetto: Osservazioni preliminari di FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta di Modena al PUMS di Carpi

Buongiorno,
consegniamo il documento con le osservazioni al Piano della Mobilità Sostenibile della città di Carpi (MO), che la nostra associazione ha compilato analizzandone obiettivi, strategie e azioni.

Alleghiamo anche, pensando di fare cosa gradita, le osservazioni, proposte e criticità specifiche sulla ciclabilità emerse durante un pubblico incontro che abbiamo organizzato il 17.04.2019 con i nostri soci e simpatizzanti della zona di Carpi, proprio per discutere il PUMS.

Anche se molto circostanziate, crediamo possano essere di aiuto per gli amministratori che si occupano della mobilità a Carpi, al fine di migliorare sensibilmente le condizioni per lo sviluppo dell’uso della bicicletta, l’alternativa più semplice, economica e immediatamente attuabile per modificare le modalità di spostamento sul nostro territorio, oggi troppo orientate sull’utilizzo dell’auto, per raggiungere così l’obiettivo primario che anche il PUMS si pone.

Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordiali saluti.
La Presidente FIAB
Paola Busani

Modena 3 maggio 2019

 

Osservazioni generali:

Il Direttivo di FIAB in generale giudica il PUMS di Carpi non all’altezza delle aspettative rispetto alle linee guida presentate. Pur partendo da una situazione storicamente positiva quale:
i) il buon piano della Ciclabilità del 2013,
ii) una buona dotazione di aree pedonali,
iii) un uso consistente (vista la dimensione urbana) del Trasporto Pubblico (TPL),
si rileva un incremento nell’uso dell’auto privata per gli spostamenti urbani contestuale ad una diminuzione della ciclabilità.

La tendenza alla diminuzione della ciclabilità è fin troppo evidente, con un calo del 3% annuo rilevato negli ultimi 4 anni. Questo dato avrebbe già dovuto trovare forte riscontro nelle azioni di piano che invece appaiono timide e fortemente sottovalutate in favore ancora una volta della mobilità automobilistica. Tale diminuzione è conseguenza della eccesiva disponibilità di spazi di parcheggio per le auto.

L’istituzione della zona pedonale ha avuto per Carpi un effetto molto positivo, valorizzandone il prezioso centro storico. Va annotato che la dimensione della città non è rilevante e la quantità di parcheggi su strada è di converso molto rilevante, tanto che l’offerta di parcheggi è superiore alla domanda, così come affermato nel documento di piano non raggiungendo mai la saturazione, la rotazione scarsa con conseguente incentivazione all’uso dell’auto privata.

In tale contesto il PUMS pensa di agire sulla mobilità sostenibile attraverso l’estensione di piste ciclabili, la realizzazione di Zone a Km.30, aree ZTL, l’incremento del trasporto pubblico, l’incentivazione all’auto elettrica. Misure tutto sommato utili, ma secondarie rispetto alle buone pratiche di ostacolare l’accesso in città alla modalità automobilistica anche e soprattutto agendo sulla sosta, ovvero aumentando il costo orario nelle immediate vicinanze della ZTL e Centro Storico, diminuendo gradualmente la quantità di parcheggi (1% anno) in un arco di tempo definito, utilizzando gli spazi così ottenuti per stalli per bici, aree di riposo con panchine (lungo i viali), verde, abbellimento etc. Ovvero cercando di diminuire il rapporto auto/abitanti in favore della pedonalità, ciclabilità e trasporto pubblico.

… continua in allegato

Allegato 1) Osservazioni Pums Carpi DEFINITIVO

Allegato 2) Documento Proposte PUMS Carpi 17-04-2019 DEFINITIVO

Modena – Baggiovara: i dati non mentono

La mattina del 9 aprile i volontari FIAB hanno rilevato per il quindicesimo anno i ciclisti che transitano nel centro urbano di Modena, registrando ancora una leggera riduzione.

Per cercare il motivo di questo calo, mentre cresce l’inquinamento e la sensibilità sull’ambiente, vi racconto il percorso ciclabile che ho fatto mercoledì per raggiungere Baggiovara e Spezzano.

Dal centro di Modena ho attraversato i tre semafori, non sincronizzati, ed ho imboccato la pista rappezzata e priva di segnaletica che fiancheggia l’istituto Corni. Passato un altro semaforo non ciclabile, ho percorso la pista di viale Barozzi per immettermi in quella di via Luosi. Qui mi aspettava una gimcana tra pali e pedoni, buche e radici affioranti. Ho girato sulla pista di via Gaddi, occupata da auto nel tratto finale, ho schivato i cordoli di granito dell’incrocio e col semaforo giallo mi sono fermato nell’isola spartitraffico di via Giardini. Qui ho scoperto che molte auto fanno la svolta a “U” e ti sfiorano le ruote perché l’isola è troppo stretta. Ho infilato la nuova pista in direzione di Baggiovara e dopo la Croce Blu mi sono districato tra cubetti divelti, cartelloni pubblicitari, pali e paline ed attraversamenti non ciclabili fino all’incrocio di viale Amendola.

Dopo il semaforo non ciclabile, la pista migliora fino alla casa lunga di Saliceta, che si oltrepassa sul retro. Da qui con un attraversamento non ciclabile di via Contrada si imbocca via Igea per attraversarla subito dopo. La pista sempre ciclopedonale, dopo due sottopassi con gimcana, si riaffianca alla via Giardini e tra accessi, attraversamenti non ciclabili, transenne e paletti mi porta a Baggiovara. Questo è il percorso tipo dei sanitari che vanno a lavorare all’ospedale in bicicletta: è fattibile? (Fine prima parte)

Giorgio Castelli

FIAB: Sassuolo, Comune poco Ciclabile (per ora)

Fiab Modena si compiace con il Comune di Sassuolo per la partecipazione all’iniziativa Comuni Ciclabili che Fiab dal 2017 organizza a livello nazionale, con lo scopo di dare una valutazione comparata del livello di ciclabilità ai comuni italiani che ne fanno richiesta.

Comuni Ciclabili non è un premio e aver conseguito solo 2 bikesmile (l’unità di misura della valutazione) sui 5 previsti nella scala di Fiab, non è un risultato che attesti una positiva situazione per la ciclabilità di un comune dell’Emilia Romagna, dove città come Cesena, Ravenna e Ferrara raggiungono comodamente i 5 bikesmile e la media si attesta sui 3.

Ci auguriamo che con l’attuazione del PUMS del Distretto Ceramico di recente approvazione, la prossima amministrazione comunale si impegni a confermare e a migliorare questo punteggio, attuando nel breve termine tutte le misure per incentivare l’uso della bici e portare gli spostamenti in bici oggi al 3% al 15% previsto a lungo termine proprio dal PUMS e la conseguente “riduzione del 12% del traffico veicolare” (oggi ad un imbarazzante 80% degli spostamenti su auto privata). Questo renderà la città più sicura per chi gira in bici, meno inquinata, più a misura di pedoni e ciclisti, che significa più a misura d’uomo e meno di automobile.

Nella provincia modenese oggi sono ben 13 i comuni che come Sassuolo si sono sottoposti alla valutazione di Comuni Ciclabili – Modena, Carpi, Maranello e tutti i comuni dell’Area Nord, a dimostrazione del forte interesse e della consapevolezza che l’uso della bicicletta può essere la vera soluzione al problema del traffico, un’opportunità per rendere più attrattivi e preziosi i nostri territori.

Invitiamo le nuove amministrazioni promosse dal prossimo confronto elettorale, forti del consenso ottenuto, a impegnarsi politicamente e finanziariamente da subito sulla promozione della bicicletta e i cittadini a premiare con il proprio voto chi realmente e concretamente darà garanzie di portare a termine quest’impegno.

Per le valutazioni attribuite ai Comuni da Fiab nazionale consultare

Valutazioni sintetiche ComuniCiclabili 2^ edizione

FIAB, Ambiente e Bicicletta

Stesso logo, stesso acronimo (FIAB), ma nei giorni scorsi l’assemblea nazionale a Verona ha decretato il cambio di nome da “Federazione Italiana Amici della Bicicletta” a “Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta”. Può sembrare una questione di poco conto, ma invece sottintende tutta la filosofia di FIAB: la bicicletta è importante, ma è un mezzo per migliorare l’ambiente urbano e non è il fine.

Spesso infatti veniamo etichettati come il partito delle piste ciclabili, gli integralisti che vorrebbero eliminare l’auto in città. Niente di tutto questo naturalmente: ognuno di noi possiede anche un’ auto e non ci vergogniamo ad utilizzarla quando serve, ma – si è vero – noi siamo quelli che vogliono convincere molti italiani a cambiare l’abitudine dell’automobile sempre e comunque.

Infatti dai recenti dati del PUMS di Modena “… si riscontra un uso dell’auto privata per spostamenti molto brevi: il 12% sotto i 1000 metri, il 32% sotto i 2000 metri e il 45% sotto i 2500 metri”.

Si, avete letto bene. Sono oltre il 45% gli spostamenti in città in auto sotto i 2,5 km. Togliamo pure quelli fatti con passeggeri, per portare carichi ingombranti, in giornate piovose, ma quanti ne rimangono che potevano essere fatti a piedi o in bici?

Ognuno di questi spostamenti è un danno per tutta la collettività: per gli altri automobilisti che trovano più traffico e meno parcheggio disponibile, per i residenti che devono sorbirsi smog e rumore superflui, ed infine è un danno per le amministrazioni che devono prevedere maggiori costi di costruzione e manutenzione per strade e parcheggi.

Ed è finalmente chiaro che FIAB non è il partito delle biciclette, ma una Associazione di cittadini che chiede alle amministrazioni di restituire valore allo spazio pubblico (spesso occupato impropriamente da auto private), di avere un ambiente urbano bello, sicuro e tranquillo, semplicemente combattendo l’uso parassita dell’auto.

E’ tempo di esami

Ogni studente poco preparato sa che, con la tarda primavera, si avvicina il tempo degli scrutini e degli esami e cerca di recuperare il tempo perduto. Allo stesso tempo i partiti politici sanno che, con l’avvicinarsi degli scrutatori, bisogna occuparsi di tutte le questioni trascurate negli anni precedenti.

Fioriscono così incontri, convegni e iniziative sulla mobilità sostenibile, si organizzano biciclettate e giornate dedicate ai temi ambientali. I partiti che in questi anni si sono occupati solo della mobilità delle auto e delle merci, o solo di quella degli immigrati, diventano improvvisamente ambientalisti e sostenitori della pedonalità diffusa.

Intanto tutti assieme hanno proposto, sostenuto e approvato la realizzazione di altre autostrade, bretelle e tangenziali, con l’impiego di ingenti risorse pubbliche. I più accaniti hanno perfino chiesto deroghe ai limiti imposti dalla normativa vigente finalizzata alla riduzione dell’inquinamento.

Per ampliare il consenso si formano liste civiche che aggregano le diverse anime ed i relativi consensi, salvo poi annacquare le proposte ambientali più interessanti.

La FIAB ha deciso quest’anno di non sottoporre ai candidati sindaci le proprie richieste per una mobilità sostenibile. Si eviterà così una inutile adesione di tutti, o quasi tutti, salvo dimenticarsene subito dopo. Eviteremo anche di vedere, per la terza volta, la sottoscrizione delle nostre proposte da parte della solita rappresentante politica, a nome di un candidato sindaco, per poi lavorare nei cinque anni successivi in tutt’altra direzione.

Commercio e parcheggi: binomio indissolubile?

Nei giorni scorsi a Modena che a Carpi i commercianti si sono lamentati perché ciclabili e ZTL previste dai nuovi PUMS porterebbero a perdite di posti auto nei pressi dei negozi. Paventano una perdita di attrattività, che però non vediamo supportata da numeri: ad esempio, a distanza di 5 anni, la pur criticabile ciclabile di via Giardini ha prodotto chiusure di attività e calo di fatturato?

In attesa di riscontri, rileviamo come negli ultimi decenni in Italia si siano creati enormi outlet alle uscite delle autostrade, ricostruendo finti centri storici in cartongesso dove le persone possono passeggiare con calma e guardare tutti i negozi, ritrovandosi in una Italia “anni 50”, senza l’assillo del rumore, del traffico, del parcheggio abusivo ed invasivo fin dentro le vetrine. Nel frattempo, tutto questo degrado l’abbiamo invece riservato ai veri centri storici, che infatti vedono tutti i giorni qualche vetrina chiusa in più.

Quando commercianti e cittadini si lamentano delle zone pedonalizzate, dovrebbero sapere che in tutto il mondo queste operazioni hanno portato benessere alle zone interessate, rivitalizzando il commercio e rivalutando il valore delle abitazioni. Certo, sono operazioni che vanno fatte con progettualità, condivisione e gradualità, ma perché non dovrebbero funzionare anche in Italia?

Scrive l’urbanista Claudio Borsari nell’articolo “il piccolo commercio muore nei parcheggi”: non è la presenza o assenza di parcheggi a decretare il proliferare dei centri commerciali e le difficoltà del Centro Storico, ma è il modello di vita auto-centrico che decreta il successo delle medie e grandi superfici di vendita rispetto ai piccoli negozi.

Gianluca Diegoli, uno dei maggiori esperti italiani di marketing attento alle evoluzioni del commercio, invece racconta: “ … sono tornato da Copenhagen. Cosa mi ha colpito? Come sempre a nord, l’accogliente panchina davanti ai negozi … e l’uso delle bici, ovviamente, e il silenzio conseguente che ti fa godere la città in modo meraviglioso. Sono tornato a Modena questa settimana e mi sembrava fosse Nuova Delhi, dal rumore e dal traffico che c’era.”

Proprio tutto quello che manca in Italia, spazio vivibile davanti ai negozi e tranquillità per fare gli acquisti. Commercianti, siamo proprio sicuri che queste pedonalizzazioni siano un danno per le vostre attività?

La qualità dell’aria non si scambia con i voti alle elezioni

Fiab Modena e Fiab Carpi –la neonata sezione di Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, (che sta nascendo e che opererà sui territori dei Comuni delle Terre d’Argine) si augura che la Regione Emilia Romagna responsabilmente non sconti neanche un metro quadro di area ZTL alla città di Carpi, né conceda deroghe al PUMS di recente adozione, che ne prevede l’aumento in estensione, da oggi al 2030 (dagli attuali 5000 mq circa a 75.000 mq).

Il PAIR (Piano Regionale per la Qualità dell’Aria) ha l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico spropositato della nostra regione. Questo va a vantaggio di tutti i cittadini, non solo dei pochi commercianti del centro storico e delle loro associazioni di categoria che, con ignoranza o incoscienza, perseguono l’obiettivo di aprire le zone pedonali alle auto, illudendo i loro rappresentati che in tal modo migliorerebbe il commercio in centro storico. Non è vero, ne è un esempio vicino a noi la pedonalizzazione di Piazza Roma a Modena e i dati che arrivano da tantissime città europee: dove si chiudono i centri storici il commercio di qualità rifiorisce perché sono le persone che acquistano e non le auto, e in spazi vivibili e gentili lo fanno più volentieri.

Su questi temi la nostra associazione è disponibile a un confronto diretto con i commercianti, dati alla mano.

E’ singolare che un sindaco, responsabile in primis della salute pubblica, manifesti strategie solo rivolte al consenso elettorale invece di attuare norme che l’Europa ci impone per migliorare la qualità dell’ambiente e quindi della salute. La mancata attuazione del PAIR deve quanto meno essere giustificata con altri provvedimenti di eguale o superiore qualità ambientale.

Se ci sono fondi ingenti disponibili, come sembra di capire dalla risposta del sindaco, che siano destinati ad attuare nell’immediato quei provvedimenti previsti dal PUMS per incentivare la mobilità attiva, l’uso della bicicletta per andare al lavoro e a scuola, migliorare le condizioni dei marciapiedi e del trasporto pubblico affinché si riduca drasticamente il traffico veicolare e l’inquinamento che si porta dietro.

Carpi, 3 Aprile 2019
Fiab Modena