Micro-mobilità elettrica

Lo scorso 25 luglio, il Consiglio Comunale di Modena ha approvato il documento, che fa riferimento al decreto del Ministero dei Trasporti emanato il 4 giugno 2019, che introduce la possibilità di sperimentare la circolazione su strada dei veicoli di micromobilità elettrica.

Il DM stabilisce che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel potranno circolare in ambito urbano, previa delibera comunale, su aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata e zone a 30 Km/h.

Il documento chiede quindi che la Giunta comunale adotti la delibera, dando il via alla sperimentazione, naturalmente con le dovute regolamentazioni di utilizzo di sosta e sicurezza, chiedendo inoltre al Governo un contributo economico per sostenere le spese, ad esempio di un ipotetico servizio di noleggio.

Bene, il decreto si sposa e si aggiunge alle azioni di Mobility Management che il PUMS (Piano della Mobilità Sostenibile) di Modena, ha già programmato nella primavera passata, nel testo troviamo poi gli spostamenti casa lavoro, il progetto Bike to Work,  Walk to school e bike sharing; tutti strumenti comunicativi e supporti tecnologici utili ed efficaci anche sul piano culturale, ma solo in una città strutturata per disincentivare l’abuso dell’automobile, ridisegnata nell’organizzazione strutturale degli spazi urbani e che faciliti l’uso quotidiano del trasporto pubblico, della bicicletta e perché no anche dei monopattini elettrici.

Modena è pronta?

 

Osservazioni preliminari di FIAB al PUMS di Carpi

Oggetto: Osservazioni preliminari di FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta di Modena al PUMS di Carpi

Buongiorno,
consegniamo il documento con le osservazioni al Piano della Mobilità Sostenibile della città di Carpi (MO), che la nostra associazione ha compilato analizzandone obiettivi, strategie e azioni.

Alleghiamo anche, pensando di fare cosa gradita, le osservazioni, proposte e criticità specifiche sulla ciclabilità emerse durante un pubblico incontro che abbiamo organizzato il 17.04.2019 con i nostri soci e simpatizzanti della zona di Carpi, proprio per discutere il PUMS.

Anche se molto circostanziate, crediamo possano essere di aiuto per gli amministratori che si occupano della mobilità a Carpi, al fine di migliorare sensibilmente le condizioni per lo sviluppo dell’uso della bicicletta, l’alternativa più semplice, economica e immediatamente attuabile per modificare le modalità di spostamento sul nostro territorio, oggi troppo orientate sull’utilizzo dell’auto, per raggiungere così l’obiettivo primario che anche il PUMS si pone.

Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordiali saluti.
La Presidente FIAB
Paola Busani

Modena 3 maggio 2019

 

Osservazioni generali:

Il Direttivo di FIAB in generale giudica il PUMS di Carpi non all’altezza delle aspettative rispetto alle linee guida presentate. Pur partendo da una situazione storicamente positiva quale:
i) il buon piano della Ciclabilità del 2013,
ii) una buona dotazione di aree pedonali,
iii) un uso consistente (vista la dimensione urbana) del Trasporto Pubblico (TPL),
si rileva un incremento nell’uso dell’auto privata per gli spostamenti urbani contestuale ad una diminuzione della ciclabilità.

La tendenza alla diminuzione della ciclabilità è fin troppo evidente, con un calo del 3% annuo rilevato negli ultimi 4 anni. Questo dato avrebbe già dovuto trovare forte riscontro nelle azioni di piano che invece appaiono timide e fortemente sottovalutate in favore ancora una volta della mobilità automobilistica. Tale diminuzione è conseguenza della eccesiva disponibilità di spazi di parcheggio per le auto.

L’istituzione della zona pedonale ha avuto per Carpi un effetto molto positivo, valorizzandone il prezioso centro storico. Va annotato che la dimensione della città non è rilevante e la quantità di parcheggi su strada è di converso molto rilevante, tanto che l’offerta di parcheggi è superiore alla domanda, così come affermato nel documento di piano non raggiungendo mai la saturazione, la rotazione scarsa con conseguente incentivazione all’uso dell’auto privata.

In tale contesto il PUMS pensa di agire sulla mobilità sostenibile attraverso l’estensione di piste ciclabili, la realizzazione di Zone a Km.30, aree ZTL, l’incremento del trasporto pubblico, l’incentivazione all’auto elettrica. Misure tutto sommato utili, ma secondarie rispetto alle buone pratiche di ostacolare l’accesso in città alla modalità automobilistica anche e soprattutto agendo sulla sosta, ovvero aumentando il costo orario nelle immediate vicinanze della ZTL e Centro Storico, diminuendo gradualmente la quantità di parcheggi (1% anno) in un arco di tempo definito, utilizzando gli spazi così ottenuti per stalli per bici, aree di riposo con panchine (lungo i viali), verde, abbellimento etc. Ovvero cercando di diminuire il rapporto auto/abitanti in favore della pedonalità, ciclabilità e trasporto pubblico.

… continua in allegato

Allegato 1) Osservazioni Pums Carpi DEFINITIVO

Allegato 2) Documento Proposte PUMS Carpi 17-04-2019 DEFINITIVO

FIAB, Ambiente e Bicicletta

Stesso logo, stesso acronimo (FIAB), ma nei giorni scorsi l’assemblea nazionale a Verona ha decretato il cambio di nome da “Federazione Italiana Amici della Bicicletta” a “Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta”. Può sembrare una questione di poco conto, ma invece sottintende tutta la filosofia di FIAB: la bicicletta è importante, ma è un mezzo per migliorare l’ambiente urbano e non è il fine.

Spesso infatti veniamo etichettati come il partito delle piste ciclabili, gli integralisti che vorrebbero eliminare l’auto in città. Niente di tutto questo naturalmente: ognuno di noi possiede anche un’ auto e non ci vergogniamo ad utilizzarla quando serve, ma – si è vero – noi siamo quelli che vogliono convincere molti italiani a cambiare l’abitudine dell’automobile sempre e comunque.

Infatti dai recenti dati del PUMS di Modena “… si riscontra un uso dell’auto privata per spostamenti molto brevi: il 12% sotto i 1000 metri, il 32% sotto i 2000 metri e il 45% sotto i 2500 metri”.

Si, avete letto bene. Sono oltre il 45% gli spostamenti in città in auto sotto i 2,5 km. Togliamo pure quelli fatti con passeggeri, per portare carichi ingombranti, in giornate piovose, ma quanti ne rimangono che potevano essere fatti a piedi o in bici?

Ognuno di questi spostamenti è un danno per tutta la collettività: per gli altri automobilisti che trovano più traffico e meno parcheggio disponibile, per i residenti che devono sorbirsi smog e rumore superflui, ed infine è un danno per le amministrazioni che devono prevedere maggiori costi di costruzione e manutenzione per strade e parcheggi.

Ed è finalmente chiaro che FIAB non è il partito delle biciclette, ma una Associazione di cittadini che chiede alle amministrazioni di restituire valore allo spazio pubblico (spesso occupato impropriamente da auto private), di avere un ambiente urbano bello, sicuro e tranquillo, semplicemente combattendo l’uso parassita dell’auto.

Commenti al documento preliminare del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile – PUMS

Osservazioni Fiab Modena

1 – Resoconto del processo partecipativo dei due tavoli del 2018.


Le osservazioni qui presentate si attengono a quanto risulta scritto nel “181228_ModenaPUMS_DocumentoPreliminarePiano_Giunta.pdf” a tutt’oggi il documento illustrativo del PUMS Modena, che è stato sottoposto preliminarmente ai tavoli di consultazione del 21, 29 Gennaio e 7 febbraio 2019.

Il documento presentato è ancora troppo generico rispetto alle linee guida presentate da oltre un anno. Le affermazioni di principio, gli obiettivi del Piano, pur se condivisibili, sono ancora senza indicazioni di luogo, tempi, priorità, dati, azioni riconoscibili e quantificabili.

Attendiamo quindi una versione del Piano che riporti in modo circostanziale le azioni per il raggiungimento degli obiettivi, con priorità, riferimenti temporali e impegni di spesa.

In particolare, data la criticità che l’inquinamento atmosferico rappresenta oggi per il nostro territorio, peraltro sottolineata unanimemente da tutti i partecipanti al tavolo, riteniamo necessario un focus sulle azioni preventivate a breve termine e che immediatamente potrebbero accelerare il cambiamento nelle modalità di spostamento auspicato dal PUMS. Senza attendere la realizzazione delle opere infrastrutturali di grande portata ipotizzate, crediamo sia utile l’operare incisivamente e da subito su tutte quelle azioni di immediata attuazione che migliorerebbero di molto la situazione modenese (zone 30, percorsi preferenziali per TPL e bici, riduzione della sosta a bordo strada, parcheggi scambiatori, ridisegno e riduzione della sezione stradale, adeguamento della segnaletica, controlli sulla velocità e sul rispetto delle norme del codice).

In particolare si auspica che si prevedano soprattutto azioni incisive e a favore della mobilità sostenibile

E’ prassi normale che si prenda nota scritta dei momenti di partecipazione (verbale) e che quanto affermato, richiesto ed anche risposto dagli estensori/responsabili del PUMS sia poi reso noto a tutti gli stakeholders, possibilmente prima di un successivo incontro. Di tali momenti deve essere redatto un documento da allegarsi sia al/ai documenti preliminari che a quello finale.

Ci rammarichiamo che sino ad ora non siano state rese note le proposte, osservazioni e posizioni dei singoli stakeholder. A tal fine riteniamo completamente insufficiente l’allegato al Rapporto Preliminare denominato “Report di 1°Fase della Partecipazione: Le Priorità tra gli obiettivi del PUMS” che riporta solo quanto proposto dagli estensori nei tavoli di partecipazione e l’elenco dei partecipanti senza le proposte ed indicazioni di quest’ultimi. Le strategie rimangono quelle presentate dall’Amministrazione nelle Linee Guida, agli stakeholder è stato solo chiesto di farne una valutazione in termini di priorità (non nel contenuto). Ed inoltre che degli stakeholder ne sia indicato solo l’associazione di riferimento, mai il nome ed il ruolo del rappresentante che ha partecipato all’incontro né tantomeno quello che ha detto. Invitiamo pertanto a fornire al più presto tale materiale che deve essere reso pubblico.

 

2- Incentivare la ciclabilità e la pedonalità 


a)       Non è condivisibile l’affermazione (anche se molto generica) (pag 37/45)….”che verrà posta particolare attenzione agli ambiti residenziali, scolastico e di elevato pregio urbanistico..”. Tutta la città ed a maggior ragione le parti più popolari anche se non di pregio urbanistico devono essere interessate, con attenzione anche alle zone produttive (quartieri commerciali e industriali); da non sottovalutare la necessità di assicurarvi pedonalità/ciclabilità per incentivare il Bike To Work. Certo, le aree scolastiche sono prioritarie cosi come i percorsi casa scuola.

 

b)      In base all’indagine conoscitiva e allo stato di fatto, volendo perseguire i condivisibili obiettivi del PUMS, ribadiamo ancora che le zone a Km 30 sono la soluzione prioritaria. Devono interessare tutti i quartieri e all’interno di questi avrebbero dovuto già essere individuate le priorità, l’estensione in mq, il tipo di intervento che di primo acchito dovrebbero contenere:

·         ampliamento o l’inserimento di aree completamente pedonali,

·         la riduzione dei parcheggi a bordo strada,

·         l’abbattimento delle barriere architettoniche introducendo già da subito in zone ed aree strategiche elementi del PEBA ( Piano Eliminazione Barriere architettoniche).

·         graduale ma progressiva abolizione dei percorsi ciclopedonali (per legge vietati),

·         l’introduzione di  “case o stanze” per bici,

·         l’introduzione del ” senso unico eccetto bici”,

·         la rimozione della segnaletica incongrua e l’introduzione di segnaletica specifica per le biciclette e la pedonalità,

·         il riordino della semaforizzazione,

L’istituzione delle zone 30 di fatto toglie la necessità di realizzare le ciclabili di quartiere, liberando risorse per la manutenzione delle ciclabili esistenti.

 

Per incentivare la ciclabilità riteniamo azioni prioritari (breve e medio periodo):

·         l’istituzione dell’Ufficio Biciclette con un funzionario incaricato a tempo pieno con orari di ricevimento, funzioni e attribuzioni, sito e pagina FB.

·         Servizi smart che forniscano piante delle ciclabili cittadine, scaricabili e consultabili su smart phone con indicazione dei percorsi.

·         Inoltre, a più di un anno di distanza ancora non sono state identificate le aree o percorsi casa scuola da mettere in sicurezza in ogni quartiere per grado di priorità.

·         Migliorare la visibilità in prossimità delle strisce pedonali, togliere i parcheggi a fianco delle strisce

Ancora troppo generiche anche se condivisibili gli obiettivi macro.

c)       Ci paiono non prioritari gli interventi sulla cosiddetta diagonale, ma fondamentali quelli invece di inizio e completamento delle infrastrutture ciclabili su tutte le radiali e il collegamento fra quelle esistenti,

d)      Insufficienti anzi totalmente assenti le indicazioni generali e specifiche sull’allargamento dei marciapiedi, loro manutenzione straordinaria, modalità di intervento.

e)      In sintesi ribadiamo che ogni PUMS deve contenere l’analisi delle criticità e specificità dei problemi locali e non essere generico tale da andar bene per tutte le città. I marciapiedi a Modena ad esempio, sono una criticità evidente, innegabile ed essendo la prima infrastruttura di mobilità, siamo sopresi che non sia fra le priorità di analisi ed intervento così come pure dei percorsi ciclabili misti, incongrui e fuori norma e una evidente quanto necessaria proposta di superamento indicandone i luoghi, le quantità le caratteristiche di intervento.

 

3 – Ripensare la sosta in ambito urbano.


a)       Le macro- azioni, anche se condivisibili dopo oltre un anno di attesa appaiono ancora troppo generiche ed inconsistenti rispetto alle criticità che la sosta su strada oramai rappresenta per pedoni, ciclisti e per lo stesso traffico veicolare specialmente in alcuni quartieri e settori.

b)      Proponiamo che sia chiaramente indicato nel documento un obiettivo di riduzione della sosta su strada di almeno dell’1% all’anno nell’arco di durata del piano con l’obiettivo specifico di destinare gli spazi pubblici così ripristinati alla realizzazione di marciapiedi, alberature , collocazione di panchine e realizzazione di micro isole ambientali per la sosta pedonale, al trasporto pubblico ed altre destinazioni compatibili con la mobilità urbana sostenibile.

c)       Manca ancora effettiva una policy su parcheggi lato strada e di pricing il cui costo dovrebbe essere calibrato in funzione della distanza dal centro storico e di specifiche ulteriori indici e parametri di rotazione e che i proventi della sosta dovrebbero andare alla riqualificazione e beneficio delle aree e dei quartieri interessati piuttosto che all’ammortamento del costo di costruzione e gestione dei parcheggi fuori o sottoterra;

d)      Si ritiene fondamentale un ridisegno e riduzione della sezione stradale di molte arterie. Riduzione che dovrebbe poter essere contenuta tra i 2,25 ed i 2,5 metri e di 2,75 in presenza di linee di trasporto pubblico. Ciò sia la fine di evitare la possibilità di parcheggio lato strada che a quello di limitare la velocità agevolando così l’introduzione sistematica di zone a Km.30/h

e)      Si ritiene di inserire già fin d’ora (e siamo meravigliati non sia stata contemplata), la completa pedonalizzazione dell’area di Piazza Sant’Agostino potendo contare già da anni sul più grande parcheggio interrato di Italia a poco meno di un centinaio di metri.

f)        Per quanto attiene il parcheggio fuori terra Ferrari su Viale Trento Trieste si ritiene che questo dovrebbe essere utilizzato prevalentemente per colmare il gap di aree e posti auto nella vicina area dei “musicisti” piuttosto che per essere utilizzato come parcheggio scambiatore essendo troppo vicino al centro storico; ciò al fine di evitare una ulteriore negativa attrazione di traffico veicolare già oggi eccessivo e con punte di congestione importanti durante l’arco dell’intera giornata.

g)       Manca un deciso orientamento di revisione degli standard di parcheggio sia da inserire nel PUG (in corso di elaborazione) che nel regolamento edilizio che potrebbe già fin d’ora essere prospettato;

h)      Insufficienti i riferimenti generali e specifici al PUG in corso.

i)        Non è previsto il pagamento per la sosta nel parcheggio dell’Area dell’ex AMCM che dovrebbe almeno essere pari se non superiore al costo di una corsa di un biglietto di autobus, i cui proventi sino a quando l’area non sarà pedonalizzata, potrebbero andare alla qualificazione urbana in generale e stradale in particolare di Via Carlo Sigonio, Via Morane, Via Peretti, Viale Buon Pastore;

j)        Mancano indicazioni ed orientamenti precisi circa la collocazione di stalli per bici in tutta la città costruita, di riferimenti normativi, standard e priorità di collocazione.

k)       In conclusione ci pare di capire che l’enorme spreco di suolo del parcheggio a lato strada non sia ancora stato completamente compreso e che la politica dello standard

 

4- Migliorare l’attrattività del TPL


a)       il piano di riassetto del TPL presentato da AMO in sede d’incontro (non compare sul documento preliminare) risponde all’obiettivo di efficientare il TPL (linee ad alta frequenza e capacità con altre secondarie calibrate in funzione della densità di utenza). Giudichiamo positivo l’obiettivo di potenziare la linea ferroviaria Carpi-Modena-Sassuolo-Vignola come asse del trasporto pubblico sul territorio provinciale. E’ un piano ambizioso, che presuppone interventi complessi che necessitano tempi lunghi di attuazione. Ci riserviamo comunque ulteriori valutazioni nel momento in cui avremo maggiori dettagli in merito.
Ci chiediamo però quali azioni possano essere messe in atto nel breve termine (ad esempio si potrebbe già intervenire sulla realizzazione delle corsie preferenziali e preferenzazione semafori per le 3 linee forti individuate dal piano, sulle politiche di tariffazione).

b)      Per quanto attiene i parcheggi scambiatori, definiti nel piano come Mobility Point, che rappresentano uno dei pilastri del TPL, riteniamo che siano prioritari e che la definizione di tali parcheggi sia indipendente dal fatto che ci sarà un bando per il TPL per un nuovo gestore entro il 2019. Troppo generiche le modalità di funzionamento. In assenza di ulteriori informazioni pensiamo che luoghi come i parcheggi già esistenti o in aderenza a centri commerciali il Pianeta, Ipercoocp, Portali Porta Nord dovrebbero essere già oggi sede di “parcheggi scambiatori”. Evitando così il più possibile che questi siano troppo vicini al centro storico riservando per quanto possibile ed equilibrato quelli esistenti nelle vicinanze del Centro storico e ZTL  ai residenti.

c)       Riteniamo già fin d’ora necessario indicare dei principi circa le modalità di pagamento per la sosta in tali centri scambiatori: ad esempio ticket di ingresso che comprende anche un biglietto di AR sul TPL in funzione anche del tempo di sosta. Purtroppo ancora generiche le indicazioni d’uso, scarse le indicazioni di luogo, merito, quantità, obiettivi riconoscibili, misurabili e quantificabili.

d)      Nessun cenno ad un ripristino del servizio serale e notturno almeno alternativo al TPL come i taxi la cui tariffa nelle ore serali dovrebbe essere calmierata ed in convenzione anche con abbonamenti anche mensili.

e)      Non è chiaro come ed in che termini e quando il TPL sulla diagonale sarà attivato. E comunque in assenza di informazioni non pare prioritario.

f)        Nessuna indicazione circa migliori mezzi del TPL. Facciamo notare che sono passati oltre 5 anni da quando sono state richiesti portabici sui BUS, pedane di sollevamento per anziani e disabili che né il Gestore, né AMO né l’amministrazione comunale in questi anni hanno non solo attuato, ma neanche programmato in fase sperimentale. La possibilità di trasportare le bici sui bus urbani consentirebbe di risparmiare investimenti sul bike sharing a flusso libero (ad oggi tutto da fare a Modena) e ridurrebbe la necessità di copertura con linee deboli di TPL nelle aree non servite dalle linee forti. Segnaliamo che ad oggi il trasporto bici sui bus extraurbani è inutilizzabile perché non è garantito in tutte le fermate.

 

5- Intervenire sulla rete viaria.


a)       Non paiono sufficientemente illustrate le priorità verso la costruzione di nuove rotonde (messa in sicurezza di punti neri o fluidificazione del traffico?). Essendo opere molto costose e che non trovano più finanziamenti europei se ne dovrebbe valutare la necessità in relazione alle stime di riduzione del traffico privato conseguente all’attuazione del PUMS.  Si dovrebbe altresì prioritariamente mettere mano alle rotonde esistenti per permettere il transito in sicurezza di bici e pedoni;

b)      Rimarchiamo un’altra volta la mancanza di un minimo di analisi dei flussi di traffico, quantità e tipologia di merci trasportati nell’ambito urbano e nel centro storico e ZTL. Si ritiene necessario prevedere maggiori aree regolamentate di sosta per il carico e scarico delle merci in tutte le aree residenziali;

c)       Necessità prioritaria di provvedere contestualmente alla predisposizione di aree a Km 30 alla risagomatura stradale anche in vista di nuove alberature che in alcune strade o sono insufficienti o mancano del tutto così come la predisposizione di aree di sosta per pedoni dotate di panchine, tali da rendere maggiormente attrattiva, facile e sostenibile la pedonalità per anziani,  utenze deboli e protette oltre che per una più complessiva opera di beautification degli spazi pubblici fra cui vanno intese anche quelli stradali;

d)      Manca contestualmente una revisione in diminuzione delle aree di sosta per automobili a favore d parcheggi per bici nei luoghi e nelle aree densamente popolate o dotate di strutture di piccolo e medio commercio al dettaglio in sede fissa.

e)      Riteniamo necessario abbattere il cavalcavia della Madonnina al fine di rigenerare lo spazio pubblico alla Madonnina riportando l’allineamento con la via Emilia, agevolando così la pedonalità e ciclabililtà da e per il centro storico e la riqualificazione della parte storica della “Porta della Madonnina”. Intervenendo anche qui con operazioni di beautification che comprendono anche il ridisegno delle sezioni stradali, degli incroci e dell’attraversamento della ferrovia dismessa sia in senso longitudinale che perpendicolare.

f)        Riteniamo che il PUMS dichiari da subito che l’accesso alle zone pedonali e ZTL non sia consentito alle automobili a trazione elettrica considerando non solo la questione ambientale ma anche quella della occupazione di suolo pubblico che è la stessa indipendentemente dal tipo di trazione utilizzata;

g)       Nella riorganizzazione del sistema semaforico (nuova centrale del traffico) si tenga conto prioritariamente della tempistica favorevole alla chiamata ciclo-pedonale. Invitiamo anche ad attuare le case avanzate per le biciclette.

h)      I sottopassi indicati non ci paiono sufficientemente illustrati per scopi e priorità. Essendo opere molto costose chiediamo una maggiore descrizione di tali interventi. Per quanto attiene il sottopasso Minutara ci pare che questo abbia giustificazione principale per la mobilità automobilistica, a meno che non sia previsto un parcheggio scambiatore ai portali che possa intercettare il traffico da e per Nonantola.

i)        La Campogalliano-Sassuolo, cioè la Bretella e la Complanarina sono state inserite nel PUMS quali invarianti, che svolgeranno una funzione di “scarico” del traffico veicolare privato di transito fuori dalle strade cittadine. Tuttavia sottolineiamo la necessità di prevedere uno scenario alternativo, soprattutto per quel che riguarda la Bretella, che come Fiab Modena ci auguriamo proprio non venga realizzata anche perché deturperebbe irrimediabilmente il percorso ciclo turistico sul fiume Secchia e l’area parco.

6 – Diffondere la cultura della mobilità


Le indicazioni contenute sono molto generiche e non danno il senso dell’importanza delle azioni, mezzi e strumenti necessari per la diffusione della “cultura della mobilità”;

a)       Mancano indicazioni e linee guida per l’approccio alla mobilità sostenibile nelle scuole attraverso:

i.      formazione dei mobility manager ;

ii.      corsi per ragazzi per imparare ad andare correttamente in bici

b)      manca l’indicazione di fissare un budget annuale /triennale per la comunicazione che deve essere continua ed indirizzata sia agli alunni, che ai genitori che insegnanti ed in genere a tutta i cittadini

c)       il pedibus è stato importante ma si potrebbe andare oltre per esempio attraverso la dotazione alle scuole elementari di cargo bike per 8 e più alunni coinvolgendo i genitori nel portarli a scuola a turni alterni

d)      se incentivi devono essere previsti anche da fondi regionali è preferibile che questi siano prioritari per le bici normali, poi per quelle a pedalata assistita anche per tricicli per anziani e porta bimbi e poi per bike cargo e per ultimo per le automobili in base al loro ingombro.

e)      Fare conoscere attraverso focus e dimostrazioni group ed incontri vari le opportunità di lavoro che la progettazione, costruzione e manutenzione di bici anche elettriche possano contribuire ad un buon e ben retribuito lavoro sia individuale che di impresa

f)        Continuare nella formazione di extracomunitari anche uomini e non solo donne ad andare in bici.

g)       Promuovere il cicloturismo a livello provinciale, Modena non più Motor Valley ma Comune Ciclabile Fiab, città inserita nel circuito Eurovelo7, tappa del percorso Bicitalia Verona-Firenze.

 

*** PDF Commenti al Documento Preliminare PUMS Modena Gennaio 2019 ***

Osservazioni preliminari di FIAB Modena al PUMS del Distretto Ceramico

Ai Comuni di Fiorano Modenese – Formigine – Maranello – Sassuolo

Prima di presentare le proprie osservazioni, la nostra Associazione sottolinea lo sforzo tecnico e politico che il Distretto ed i tecnici incaricati del progetto hanno profuso nella stesura della Proposta di Piano. Questo sforzo è particolarmente rilevante se si tiene conto che il PUMS è stato avviato in modo volontario e virtuoso da parte dei comuni interessati. Questo risulta evidente dalla efficace ricostruzione del quadro conoscitivo e dei dati di contesto e dalla serietà adottata nell’analizzare ed affrontare i temi trattati.

Tuttavia le condizioni attuali della mobilità del Distretto, impietosamente emersi dall’analisi della ripartizione modale dei mezzi utilizzati, e la complessità dei flussi di traffico quotidiani del territorio interessato, richiedono una virata della politica della mobilità da parte dei Comuni coinvolti.

L’attuale congestione della mobilità, causata dalle scelte passate che hanno previlegiato e sostenuto quasi esclusivamente i trasporti motorizzati privati su gomma, non può trovare soluzione nella prosecuzione ad oltranza delle stesse scelte. Questo è ancora più importante ed evidente in questi mesi che vedono i territori impegnati a scegliere la allocazione delle risorse disponibili per le infrastrutture.

Le proposte di miglioramento dell’assetto viario territoriale (strategia F) appaiono ancora totalmente sbilanciate sulla motorizzazione privata. Appaiono inoltre ancora preminenti se confrontate con le strategie indicate per il trasporto pubblico (tutte a medio e lungo termine e da definire), l’innovazione logistica e le misure di limitazione del traffico veicolare.

Passando alle proposte di Piano, a nostro parere deve emergere con più chiarezza l’intenzione di destinare le risorse disponibili verso modalità di spostamento sostenibili. L’efficacia del Piano sulla mobilità si può valutare infatti solo sulla base dell’allocazione delle risorse, degli attori coinvolti e dei tempi previsti.

Per sostenere la pedonalità, la mobilità ciclabile ed il trasporto pubblico, verso il riequilibrio della ripartizione modale attesa, è infatti indispensabile destinare con determinazione e continuità le risorse infrastrutturali ed organizzative sulla riqualificazione degli spazi e delle aree pubbliche. Questo non solo per migliorare l’accoglienza delle sistemazioni e delle pavimentazioni dei centri urbani, ma per realizzare una progressiva riconquista degli spazi per gli utenti “sostenibili” della strada a scapito della mobilità motorizzata. Ridare l’urbanità ai centri abitati permette infatti di migliorare la qualità urbana e di incidere concretamente sul riequilibrio modale.

Nei centri urbani la moderazione del traffico deve essere contemporanea al ridimensionamento delle carreggiate (indispensabile per abbassare le velocità) per ottenere una diversa ripartizione degli spazi che favorisca prima di tutto i pedoni. L’introduzione di sensi unici deve essere attentamente valutata per non aumentare le velocità ed i giri viziosi del traffico veicolare.

Per gli esercizi commerciali di Maranello – Spezzano – Fiorano, che sono centri di passaggio, è importante che la pista ciclabile prevista sia di forte impatto, unico modo di migliorare le attività commerciali.

Anche il trasporto pubblico che deve riguadagnare spazio e precedenza rispetto al trasporto privato, attraverso le corsie dedicate, il preferenziamento semaforico e la qualità delle fermate che devono integrarsi con le altre modalità di spostamento.

Una mancanza che abbiamo evidenziato e che riteniamo molto importante al fine di incentivare l’utilizzo del TPL è l’assenza del collegamento ciclabile per raggiungere la stazione ferroviaria di Fiorano, condizione che favorirebbe l’utilizzo del treno per i pendolari e studenti.

E’ infatti ormai assodato che, a fianco di interventi per la promozione della mobilità sostenibile, devono essere adottati provvedimenti per disincentivare il traffico automobilistico lavorando, oltre che sulle sezioni stradali, sul numero di parcheggi e sulla tariffazione della sosta.
Su questo tema appare ancora troppo timida e impopolare la proposta di ridurre solo parzialmente la sosta di piazza Martiri a Sassuolo che rischia di non accontentare nessuno.

Sulla ciclabilità potrebbero essere approfonditi alcuni temi cruciali:

  1. Istituzione dell’Ufficio biciclette nei Comuni o nel Distretto per offrire un servizio mirato (e non residuale) agli utenti sulle infrastrutture viarie, i portabiciclette, l’interscambio con gli altri mezzi, la lotta ai furti, le iniziative di promozione, ecc.;
  2. Inserimento nei regolamenti edilizi dell’obbligo di dotare gli edifici residenziali, industriali, commerciali e di servizio di spazi per il deposito e il parcheggio delle biciclette per gli abitanti, gli operatori ed i visitatori;
  3. Realizzazione di infrastrutture per la pedonalità e la ciclabilità all’interno delle opere di urbanizzazione degli insediamenti industriali per favorire il “bike to work”. Evidenziata mancanza di una pista ciclabile in via Ghiarola Nuova dove ci sono molte ceramiche e quindi molti dipendenti, utile per incentivare il “bike to work”;
  4. Divieto di parcheggio auto in prossimità delle scuole, soprattutto in coincidenza con l’ingresso e l’uscita degli studenti;
  5. Ricognizione dei portabiciclette esistenti e adozione di portabiciclette efficienti e standardizzati.

Per quanto concerne alle attività di Comunicazione riteniamo utile una costante e pressante informazione sui livelli di inquinamento atmosferico del territorio, al fine di responsabilizzare la cittadinanza e motivarla a scelte di modalità più sostenibili negli spostamenti quotidiani (Strategie G3 e A11)

Da ultimo riteniamo inopportuno e fuorviante utilizzare nel PUMS vocaboli tipo “sperimentare”, “auspicabile”, “se non reca disfunzioni” che non esprimono la necessaria intenzione di realizzare le scelte indicate.

La Fiab si congratula per il lavoro iniziato e offre la sua disponibilità all’ulteriore sviluppo dei progetti previsti dal PUMS ed in particolare sul tema dei collegamenti ciclabili urbani e infra comunali del Distretto.

La Presidente FIAB
Paola Busani

Parere_Intestato_PUMS_DistrettoCeramico

I Piani per la mobilità sostenibile (PUMS)

I comuni di Modena, di Carpi e del Distretto Ceramico stanno elaborando i Piani per la mobilità sostenibile.

Il PUMS è un nuovo strumento di pianificazione della mobilità di medio e lungo termine, che supera gli altri piani della mobilità e del traffico e che può variare gli strumenti urbanistici vigenti.

Trae origine dagli indirizzi della Commissione Europea finalizzati a realizzare uno sviluppo equilibrato e sostenibile della mobilità. Deve perseguire 4 macro-obiettivi: l’efficacia ed efficienza del sistema della mobilità attraverso riequilibrio dei modi di spostamento ed una maggiore integrazione tra lo sviluppo urbanistico e la mobilità, la sostenibilità energetica ed ambientale per ridurre il consumo di carburanti ed i livelli di inquinamento, la sicurezza della mobilità stradale e la sostenibilità socio economica, per il miglioramento della soddisfazione dei cittadini, dell’inclusione sociale, dell’occupazione e per la riduzione dei costi della mobilità.

Il decreto attuativo del 4 agosto 2017 individua una lunga ed articolata serie di azioni per raggiungere questi obiettivi e stabilisce le modalità per assicurare, nella fase di formazione dei piani, la partecipazione attiva dei cittadini.

E’ una grande occasione per ripensare l’attuale mobilità centrata prevalentemente sull’automobile, che ha trasformato la nostra provincia nella zona urbanizzata con i più alti livelli di inquinamento d’Europa.

I PUMS sono strumenti che, se elaborati consapevolmente e coraggiosamente, permetteranno alle nostre comunità di accedere a nuove e consistenti fonti di finanziamento per nuovi investimenti sul trasporto pubblico, per le infrastrutture per la mobilità ciclabile e per la riorganizzazione degli spazi e delle aree pubbliche.

Questa volta per i nostri amministratori non vi sono alibi, perché sono chiari gli obiettivi politici, sono disponibili gli strumenti amministrativi per una intensa partecipazione dei cittadini, sono precise le indicazioni tecniche e, se i progetti saranno efficaci e credibili, non mancheranno i finanziamenti utili al cambiamento.

Giorgio Castelli
www.modenainbici.it

Modena: Alessandra Filippi nuovo assessore alla mobilità.

Fiab Modena dà il benvenuto al nuovo assessore all’ambiente e alla mobilità del Comune di Modena, Alessandra Filippi, e le augura buon lavoro.

Questa scelta da parte del Comune di Modena, nonostante si sia ormai giunti all’ultimo anno di legislatura, ci fa sperare in una svolta e in un’azione più incisiva del Comune in materia ambientale. Soprattutto, ci pare significativo che il Comune intenda trattare in stretta sinergia i due importanti settori della programmazione, strategici per la qualità ambientale della nostra città, ovverossia l’ambiente e la mobilità.

Modena sta lavorando alla realizzazione del PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), il piano che si occuperà di stabilire le modalità di sviluppo della mobilità modenese per i prossimi dieci anni, e Fiab Modena si augura che prevalgano scelte più coraggiose e innovative, di quelle fino ad ora presentate, volte a favorire la mobilità sostenibile.

Per questo ci permettiamo di ricordare all’Assessore Filippi, ma anche, e soprattutto, al resto della Giunta Comunale, il documento di 10 proposte che proprio insieme a Legambiente e ad altre associazioni ambientaliste sottoponemmo ai candidati alla carica di sindaco alle ultime elezioni amministrative rimasto in tutto questo tempo disatteso: una proposta per una migliore qualità di vita della città, e soprattutto dello spazio urbano e della convivenza comune.

Allegato – Decalogo Mobilità Nuova

FIAB MODENA
20 aprile 2018

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Modena

Favorire l’uso dei modi di trasporto a minor impatto ambientale e sociale, riducendo la dipendenza dall’uso dell’auto, incentivare i comportamenti virtuosi dei cittadini, ottimizzare e integrare le infrastrutture e i servizi alla mobilità, promuovere l’impiego di tecnologie applicate ai sistemi della mobilità di persone e merci, e rendere la città accessibile a tutti portando a zero il rischio di incidentalità.

Sono questi i principali indirizzi del PUMS di Modena.

Gli obiettivi specifici e le azioni del PUMS di Modena, tuttavia,  verranno definiti insieme ai cittadini e portatori di interesse (stakeholder), partendo da alcuni obiettivi generali individuati a livello europeo, nazionale e regionale, come ad esempio l’Accordo di Parigi 2015 – COP 21 ed il Piano Aria-PAIR2020 (riduzione del 20%  dei flussi di traffico entro il 2020; riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2030 e raggiungimento dei livelli minimi entro il 2050).

Per questo motivo è stata predisposta una indagine on-line in cui i cittadini sono invitati ad esprimersi rispetto agli obiettivi strategici proposti, attraverso un semplice questionario anonimo. Le priorità che emergeranno dall’indagine potranno così contribuire ad evidenziare le necessità percepite sul territorio e ad orientare le successive fasi di discussione del PUMS.

LA TUA OPINIONE È IMPORTANTE: PARTECIPA ALL’INDAGINE

Per partecipare a questo sondaggio è necessario inviare una e-mail, entro il 5 febbraio, all’Ufficio Organizzazione, formazione, programmazione e ricerche della Direzione generale del Comune di Modena all’indirizzo ufficioricerche@comune.modena.it, mettendo come oggetto “questionario PUMS”.

In risposta, all’indirizzo scrivente verrà inviata dall’Ufficio suddetto una email contenente la richiesta di disponibilità a partecipare alle ricerche svolte del Comune di Modena. In seguito, coloro che avranno dato disponibilità, saranno contattati per compilare il questionario online relativo al progetto PUMS.

Le priorità del PUMS a Modena

In questi giorni Fiab Modena partecipa alla consultazione pubblica che il Comune di Modena organizza per la stesura del PUMS, il Piano per la Mobilità Sostenibile, cioè le politiche per la mobilità che la città adotterà nei prossimi 10 anni. Pur salvaguardando la necessità individuale di spostamento, è condiviso da tutti l’obiettivo di avere una città meno stremata dal traffico, più vivibile, silenziosa e sicura, (ve la ricordate nei giorni del concerto di Vasco?) privilegiando l’autobus, la biciletta o andando a piedi invece che in auto.

Un appuntamento importantissimo per i modenesi di oggi e di domani, che verranno invitati a dare il loro parere sulle priorità del Piano stesso con un questionario, in una città dove gli spostamenti in auto con singolo conducente raggiungono quasi il 70% del totale e dei quali solo la metà supera distanze superiori ai 2,5 km.

Per decidere di lasciare l’auto a casa pensiamo sia fondamentale la concorrenzialità dei mezzi pubblici, a parità di tempo devono almeno essere più comodi: sapere se e quando passa l’autobus grazie ad applicativi ITC, le corsie preferenziali che ne garantiscono il transito dovrebbero essere priorità del PUMS.

Marciapiedi più larghi, ben pavimentati e illuminati, percorsi ciclabili adeguatamente collegati, attraversamenti pedonali più sicuri sarebbero garanzia non solo per gli utenti deboli, i ragazzi e gli anziani, ma per ognuno di noi, che diventa pedone o ciclista nel momento in cui scende dall’auto. Anche queste le possiamo considerare priorità del PUMS?

Tra 10 anni possiamo immaginare una maggiore diffusione della bicicletta elettrica che può diventare una vera alternativa all’auto anche su lunghe distanze. Già da ora dobbiamo porci la necessità di adeguare la nostra rete ciclabile a questo cambiamento, con ciclabili funzionali e parcheggi bici protetti in tutti gli edifici pubblici e privati, assicurazione contro i furti.

Anche la logistica delle merci dovrà cambiare: meno furgoni e camion e più cargo-bike (le simpatiche bici con cestone per il trasporto di grossi oggetti) per consegnare gli acquisti on-line e le merci nei negozi. Quindi strade più libere dalle auto parcheggiate a bordo strada, dal pericoloso traffico a velocità eccessiva per tutelare e favorire chi sceglierà di muoversi in bici, a piedi in autobus, perché questo dovrebbe essere il vero obiettivo di un Piano della Mobilità Sostenibile.

Paola Busani
www.modenainbici.it