Tutti a scuola a piedi o in bicicletta!

La primavera, è in arrivo e come ogni anno FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta promuove un’iniziativa all’insegna del divertimento, della salute e dell’ambiente dedicata a bambini e ragazzi ma soprattutto ai loro genitori: giovedi 21 marzo si celebra infatti la 5° Giornata Nazionale “Tutti a scuola a piedi o in bicicletta”.

“Negli ultimi anni l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti quotidiani in città è cresciuto – spiega Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB. – Grazie a questo modello di mobilità sostenibile è possibile fare del bene sia alla propria salute sia al nostro pianeta. E sviluppare questo tipo di sensibilità fin da piccoli è un valore davvero prezioso. Inoltre, grazie alle risorse previste dall’ultimo Collegato Ambientale, sono diversi i comuni che stanno mettendo in atto progetti di mobilità legati al tema casa-scuola”

Dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta l’invito a lasciare l’auto a casa e a percorrere con i propri figli il tragitto fino a scuola passeggiando o pedalando.

Una giornata che intende incoraggiare il bike to school e, più in generale, l’uso quotidiano della bicicletta per gli spostamenti in ambito urbano e scelte per una mobilità più sostenibile. Tutti possono condividere la propria esperienza postando una foto con l’hashtag #tuttiascuolaapiedioinbicicletta sulla pagina Facebook: www.facebook.com/Bimbimbici/

L’iniziativa dà il via al conto alla rovescia per l’atteso appuntamento di Bimbimbici 2019: domenica 12 maggio in oltre 200 città d’Italia.

Una manifestazione che quest’anno compie vent’anni e che FIAB propone nella seconda domenica di maggio per diffondere l’uso della bicicletta tra giovani e giovanissimi.

Confermato lo slogan “Bimbimbici: la nuova fiaba della bicicletta”, con particolare attenzione al clima e all’ambiente. Un fantastico universo per l’ambientazione di Bimbimbici dove la bicicletta non è un mezzo qualunque ma può vantare molti superpoteri: non inquina, non fa rumore, non occupa tutto lo spazio delle auto e sa rendere le persone più allegre. Per maggiori informazioni: www.bimbimbici.it 

Fiab Modena

www.modenainbici.it

Si torna a scuola … tutti in auto

Le scuole sono ricominciate da una settimana, con loro sono tornate le nostre care vecchie abitudini quotidiane e… il traffico in città!

Si perché naturalmente al pendolarismo lavorativo si assommerà nelle ore di punta anche il via vai ininterrotto di genitori che accompagnano i figli alle materne, alle elementari, alle medie e, da non credere, anche alle superiori. Non c’è da stupirsi in un paese che un paio di anni fa ha avuto bisogno addirittura di un decreto per permettere ai ragazzi delle medie di uscire da scuola da soli.

Ed allora anche quest’anno assisteremo al solito teatrino di decine di vigili urbani incredibilmente occupati a dover far rispettare la precedenza ai ragazzi sui passaggi pedonali, ogni mattina e mezzogiorno davanti ad ogni scuola modenese di ogni ordine e grado, ma praticamente inermi davanti alle continue trasgressioni degli stessi accompagnatori che parcheggeranno sui marciapiedi, ciclabili ed aiuole, faranno inversioni negli spazi antistanti gli ingressi, bloccheranno entrata ed uscita dei mezzi pubblici, fermeranno la macchina in mezzo alla strada con le 4 frecce a non più di 20 metri dal cancello scolastico salva-tutti, entro il quale i pargoli saranno finalmente al sicuro dall’assedio delle loro stesse auto.

Ho visto queste cose ogni giorno da genitore dal 2002 ad oggi, ho cercato di portare il problema nei vari consigli di istituto, ho distribuito volantini della Polizia Municipale sulle regole da tenere nelle vicinanze delle scuole, ho chiesto ai vigili piantati sulle strisce di intervenire. Tutto inutile.

Una situazione paradossale ben descritta da una vignetta vista su facebook, dove un adolescente chiede ai genitori “posso andare a scuola in bici?” e loro che rispondono “no è troppo pericoloso, ti accompagniamo in auto”. Disarmante è che per molti genitori italiani sia una risposta scontata.

Interrompere questo circolo vizioso è possibile, le nostre amministrazioni devono decidersi a prendere di petto la questione che ha importanti implicazioni sul traffico, sul senso di sicurezza delle nostre città, sul percorso di crescita ed autonomia dei nostri ragazzi. Ma soprattutto dovrebbe preoccuparci, visto che i giovani imparano più dai nostri comportamenti che dalle nostre prediche, che non potranno mai essere futuri cittadini migliori di noi.

Ermes Spadoni
FIAB Modena

Il Mobility Manager Scolastico: missione impossibile

I compiti del Mobility Manager Scolastico sono i seguenti:

  • organizzare e coordinare gli spostamenti casa-scuola-casa dei docenti, del personale scolastico e degli allievi;
  • tenere costanti rapporti con le strutture comunali e le aziende di trasporto;
  • coordinarsi con i Mobility Manager degli altri istituti scolastici presenti sul territorio;
  • trovare soluzioni migliorative, per il trasporto sia su gomma che ferroviario, fungendo da supporto alle aziende titolari del servizio;
  • gestire e garantire l’intermodalità e l’interscambio, agendo dove possibile sugli orari e le attività scolastiche;
  • favorire l’utilizzo della bicicletta e dei servizi di bike sharing e car sharing utilizzando veicoli elettrici o a basso impatto ambientale;
  • segnalare all’ufficio scolastico regionale eventuali problemi legati al trasporto dei disabili e di accessibilità alla scuola;
  • favorire l’abbattimento dei livelli d’inquinamento atmosferico e acustico;
  • consentire la riduzione dei consumi energetici perseguendo scelte eco-sostenibili;
  • accrescere i livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale;
  • disincentivare e ridurre al minimo l’uso individuale dell’auto privata, favorendo formule di car pooling per il contenimento del traffico.

Tutte attività che, secondo la legge n.221 del 28 dicembre 2015, dovranno essere compiute su base volontaria, da qualcuno scelto tra il personale docente, senza riduzione del carico didattico. Chiediamoci quanti docenti si prenderanno l’onere di tali responsabilità? E soprattutto quanti docenti potranno essere in possesso di tali competenze, senza nessun percorso formativo? È evidente che non sono ruoli che si improvvisano, peggio ancora definendoli su base volontaria.

Il Mobility Manager Scolastico è una figura tecnica-professionale che deve essere messa nelle condizioni di poter dare risposte concrete sulla mobilità “scolastica” quotidiana e di conseguenza migliorare i flussi di mobilità di parti di città; ad oggi il provvedimento legislativo non da alcuna risposta, sottovalutando così il ruolo essenziale del Mobility Manager Scolastico: il ruolo culturale ed educativo per la popolazione scolastica che attraverso, l’esperienza maturata negli anni di scuola, otterrebbe consapevolezza e responsabilità sui temi della mobilità sostenibile e delle politiche ambientali.

Marina Beneventi
www.modenainbici.it

Pedali fra Po di Goro e Po di Gnocca

Sabato 28 Domenica 29 aprile bici & barca

… scarsa documentazione fotografica, forse perchè gli adulti erano preoccupati di evitare cadute nei fossati dei monelli o di calmare il loro entusiasmo, domandandosi: riusciranno i nostri eroi a pedalare controvento, e i più piccoli a sopportare i sobbalzi del trasporto, per 35 chilometri?

beh, non solo riuscivano ma, rientrati all’ostello, continuavano ancora lì a spingere le loro bici attorno agli spritz degli adulti e non smorzavano l’entusiasmo, più per la gita in barca forse che per la pedalata, più la compagnia giocosa che per il birdwatching…

ma comunque il cocktail fra l’acqua dolce e quella salata, è stato perfetto e così, fra l’adagiarsi sul corso del fiume poi in una spiaggia deserta, fra una visita al Faro e i voli di gabbiani e aironi rosa, di fatica, per loro, nemmeno la traccia, ma solo tanta tanta voglia di ripartire …

 

Bimbimbici e la Terramara di Montale

Nella locandina dell’edizione Bimbimbici 2018 promossa dalla FIAB – Federazione Nazionale della Bicicletta, c’è il disegno di bambini vestiti da supereroi in sella non ad un drago o ad un cavallo alato, bensì ad una bicicletta. Sullo sfondo adulti che li seguono, anche loro in sella alle due ruote, con una macchina che fa da sfondo, parcheggiata lungo il bordo della strada. In primo piano, oltre all’entusiasmo dei bambini, un cartello segnaletico indicante il limite dei 30 chilometri orari, manifesto-speranza di quello che è il nostro auspicio per la città del futuro: muoversi in libertà e sicurezza.

Ma senza un buon inizio non si va da nessuna parte ed è per questo che, come recita un nostro slogan, “si impara da piccoli“. Si impara dalla scuola, si impara dai piccoli spostamenti quotidiani, dall’abbandonare quella che inizialmente potrà anche sembrare una comodità irrinunciabile, ma che spesso si rivela una trappola portatrice di stress oltre che di inquinamento.

Si inizia dunque per forza di cose anche dagli adulti, sono loro infatti che devono attuare questa piccola grande rivoluzione lasciando a casa la propria autovettura, ne va della salute dei propri figli. Così, giunti all’edizione 2018 di questa importantissima campagna nazionale di sensibilizzazione all’uso della bicicletta, cui hanno già aderito un centinaio di città in tutta Italia, la nostra associazione ha pensato di inserirla in un progetto più ampio di cicloturismo per famiglie, spingendoci oltre l’ambito cittadino.

Il 13 maggio ci recheremo dunque al Parco Archeologico della Terramara di Montale. Il percorso si snoderà lungo ciclabili e strade a bassa percorrenza, per un totale complessivo di 25 chilometri. Giunti alla Terramare, i ragazzi si cimenteranno in attività legate ad antiche tecniche artigianali. Il ritrovo è alle ore 10 al Parco della Repubblica (zona parcheggio) di Modena, iscrizione obbligatoria entro venerdì 11 maggio. Rientro previsto intorno alle h. 17,30.

Per le ulteriori informazioni vi rimandiamo al seguente link :
https://www.modenainbici.it/evento/bimbinbici-la-terramara-di-montale/

Luana Marangoni
www.modenainbici.it

 

Ecco tutti i testi vincitori del concorso “andiamo a scuola in bicicletta”

CATEGORIA SCUOLA PRIMARIA
1° classificato:

Con la neve in bicicletta
di Elena Montanari e Sofia Ganzerli, classe 3 A scuola primaria Marco Polo Bomporto

Ciao… siamo Sofia ed Elena.
Oggi andiamo a scuola in bicicletta!
La bici di Sofia è bianca, nera e fucsia, invece quella di Elena è lilla, bianca, rosa e nera.
Apriamo le catene che le tengono al sicuro, saliamo e partiamo respirando ľ aria fresca e sentendo
il fruscio del vento.
Pedaliamo lentamente mentre inizia a nevicare.
Noi e le nostre bici diventiamo sempre piú bianche. Arriviamo dal vigile e lo salutiamo con calma,mentre lui se ne va in mezzo alla strada per fermare il traffico e ci sorride. Arrivate al cancello siamo tutte congelate, ma,in
quelľ istante, ecco il sole che punta i suoi raggi
su di noi.
Ancora quattro o cinque pedalate ed eccoci al portabiciclette. Mentre infiliamo le biciclette in un buco esse scivolano,ma non piangiamo! Ridiamo!
Guardandoci intorno vediamo i pini verdi che cominciano ad imbiancarsi e una quercia spoglia.
Abbiamo ancora gli stivali un pó sporchi di neve, entriamo e la bidella ci dice:
“Ferme lì! Vi pulisco le scarpe con la scopa!”
Facciamo tre rampe di scale, dalla finestra vediamo le nostre due biciclette.
Entriamo in classe orgogliose e salutiamo tutti con un bel “Buongiorno !”
Questo viaggio in bicicletta è stato meraviglioso.

 

2° classificato:

Filastrocca della bicicletta
di Sonia Diana, Federico Raimondi, Riccardo Santori, classe 3 A scuola primaria Marco Polo Bomporto

Vado a scuola in bicicletta,

poi quando ho freddo,

mi sento una polpetta .

In inverno non sempre ci puoi andare,

altrimenti ti puoi gelare .

Quando andiamo in bicicletta

ci mangiamo una barretta,

perché quando si deve pedalare

 non c’è da scherzare!

E sentiamo un’ emozione

come giocare col pallone …

Davvero ci piace in sella stare

anche se ci fa sudare .

Quando piove

e in bicicletta andiamo a scuola

ci bagniamo delle scarpe la suola .

La mia bicicletta
è veloce come un cavallo

e mi fa sentire uno sballo!

 

 

3° classificato due racconti pari merito:

Vado a scuola in bicicletta
di Rita Delle Noci, classe 5 scuola Sacro Cuore

Fasce verdi, gialle, azzurre e bianche mi corrono accanto mentre i capelli volano liberi nell’aria; il viso è accarezzato dal vento, le mani vibrano e il cuore scoppia di gioia.

Sono felice e nessuno mi può fermare, sono invincibile, è magia!
 Un sasso sul sentiero mi fa tornare con i piedi per terra, anzi tutta per terra! I fiori fucsia che sembrano di velluto, l’edera verde scura dell’asse e il cestino bianco si sono rovinati, il campanellino dorato continua a scampanellare, i pedali girano su se stessi, il manubrio nero è a testa in giù e io mi ritrovo stesa sul selciato.

Mi alzo, solo qualche graffietto al braccio, per fortuna la mamma non mi ha vista.
La mia mamma non può capire, io mi fido della mia bicicletta, lei è un’ottima amica, insieme a lei mi sento libera da tutti gli “schemi”. Velocità, coraggio, passione, sono tre cose che provo mentre vado in bici. Con le sue grandi, potenti e magiche ruote mi porta ovunque: nei sentieri di campagna, nelle stradine della mia città, in riva al mare, sui sentieri montuosi.

Lei è anche amica della natura perché non inquina. Io penso che oggi l’automobile sia usata anche per tratti molto brevi, uccidendo la natura. L’inquinamento ci rende tristi e grigi, ci toglie quel sorriso che ognuno di noi dovrebbe avere sul viso per sorridere al mondo che ci circonda, non dobbiamo inquinarlo e rovinarlo, perché poi su questo brutto e sporco mondo ci viviamo noi! Io in “primis” mi impegnerò a inquinare meno e farò del mio meglio.


Un mio grande dispiacere è non poter andare a scuola in bici perché abito lontano, ma se un giorno mi dovessi trasferire, andrei in bici tutti i giorni. Sarebbe bellissimo e divertentissimo, mi sentirei meglio e forse anche più sveglia e pronta per la lezione; inoltre la bici è pratica e veloce. Spero che quando frequenterò la seconda o la terza media la mamma mi lascerà più libera di muovermi da sola e andare dove voglio.
Ah dimenticavo, la mia bicicletta si chiama Dalia.

La bicicletta
di Margherita Tamburini, classe 5 scuola Sacro Cuore

Era una calda estate del 2011.

Il 09 luglio conobbi una bambina di nome Mita. Era minutina, capelli biondi, due occhi azzurri e un sorriso che trasmetteva felicità.

Mita era molto timida e quando i suoi occhi mi incrociavano erano spaventati. Pian piano Mita, incoraggiata dalla sua mamma e dal suo papà, si fece coraggio e si avvicinò a me.

Passammo tanti pomeriggi insieme. Il nostro gioco preferito era il “Girotondo a tutta velocità”.

Un giorno Mita e si suoi genitori decisero di andare a fare un bel giro fino a Modena e mi portarono con loro.

Dimenticavo Mita e io vivevamo a Bomporto!

Quel pomeriggio partimmo per Modena, con merenda e acqua per una tappa lungo la ciclabile di Albareto.

Lungo la ciclabile abbiamo visto la natura: garzette, girasoli, zucchine e interi prati pieni di colori e profumi.

Fu un pomeriggio indimenticabile, ma di questi ce ne furono tanti altri.

Purtroppo riuscivamo a vederci solo nel pomeriggio. Mi sarebbe piaciuto accompagnarla a scuola, ma era troppo lontana e al mattino Mita era sempre di fretta. Tanto che non mi salutava nemmeno.

Passarono le estati e gli inverni fino a quando Mita diventò grande.

La nostra amicizia cambiò un po’. Ci frequentavamo meno, ma quando Mita mi sorrideva pensando a tutti i pomeriggi passati insieme. All’inizio era un po’dispiaciuta di non giocare più con lei come una volta, ma ero sicura che mi voleva ancora bene.

Mita il prossimo anno non cambierà casa e io non andrò con lei, ma sono sicura che nel suo cuore io rimarrò sempre la sua Prima Bicicletta, Aurora.

CATEGORIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Unico premio

A scuola in bicicletta
di Francesca Andreotti, Morgana Dardi, Sara Ghinelli, Vittoria Tinti, Viola Rossi, Beatrice Vezzelli

Il viaggio comincia e, seduti sulla sella, siamo tutt’uno con la nostra bicicletta. Come una penna che scrive sulla carta le ruote disegnano la strada, pedaliamo leggeri, i raggi sembrano le lancette di un orologio, girano lentamente ma non si fermano mai.

L’aria ci viene incontro, gli alberi e le case lontane si affacciano curiose sul nostro cammino, superiamo le automobili in fila ed orgogliosi della nostra velocità salutiamo un gruppo di ciclisti che ci incrocia sorridente. Inizia la salita, accendiamo le nostre gambe, pedaliamo forte ed infine stanchi ma felici arriviamo a destinazione: ad un passo dal cielo ammiriamo il mondo dall’alto.

Note delle autrici:

“L’unica catena che ti rende libero è quella della bicicletta” e “Anche una strada piatta in bicicletta è una scoperta”

I vincitori sono …

Seguono a queste poche righe di ringraziamento, i componimenti vincitori del concorso letterario “Vado a scuola in bicicletta”. FIAB Modena ringrazia per l’estrema generosità ricevuta da tutti i giovani ciclisti/e che hanno scritto, dimostrandoci che le parole sono importanti, dando voce ai loro pensieri autentici, estemporanei e spensierati.

Con la neve in bicicletta
di Elena Montanari, Sofia Ganzerli, classe 3°A Scuola primaria “M. Polo”- Bomporto, Modena.

Ciao… siamo Sofia ed Elena. Oggi andiamo a scuola in bicicletta!
La bici di Sofia è bianca, nera e fucsia, invece quella di Elena è lilla, bianca, rosa e nera.
Apriamo le catene che le tengono al sicuro, saliamo e partiamo respirando ľ aria fresca e sentendo
il fruscio del vento.
Pedaliamo lentamente mentre inizia a nevicare.
Noi e le nostre bici diventiamo sempre più bianche. Arriviamo dal vigile e lo salutiamo con calma, mentre lui se ne va in mezzo alla strada per fermare il traffico e ci sorride. Arrivate al cancello siamo tutte congelate, ma, in
quell’ istante, ecco il sole che punta i suoi raggi
su di noi.
Ancora quattro o cinque pedalate ed eccoci al portabiciclette. Mentre infiliamo le biciclette in un buco esse scivolano, ma non piangiamo! Ridiamo!
Guardandoci intorno vediamo i pini verdi che cominciano ad imbiancarsi e una quercia spoglia.
Abbiamo ancora gli stivali un po’ sporchi di neve, entriamo e la bidella ci dice:
“Ferme lì! Vi pulisco le scarpe con la scopa!”.
Facciamo tre rampe di scale, dalla finestra vediamo le nostre due biciclette.
Entriamo in classe orgogliose e salutiamo tutti con un bel “Buongiorno !”.Questo viaggio in bicicletta è stato meraviglioso.

A scuola in bicicletta
di Francesca Andreotti, Morgana Dardi, Sara Ghinelli, Vittoria Tinti, Viola Rossi, Beatrice Vezzelli , Scuola Media “G. Sola” ic5, Modena.

Il viaggio comincia e, seduti sulla sella, siamo tutt’uno con la nostra bicicletta. Come una penna che scrive sulla carta le ruote disegnano la strada, pedaliamo leggeri, i raggi sembrano le lancette di un orologio, girano lentamente ma non si fermano mai. L’aria ci viene incontro, gli alberi e le case lontane si affacciano curiose sul nostro cammino, superiamo le automobili in fila ed orgogliosi della nostra velocità salutiamo un gruppo di ciclisti che ci incrocia sorridente. Inizia la salita, accendiamo le nostre gambe, pedaliamo forte ed infine stanchi ma felici arriviamo a destinazione: ad un passo dal cielo ammiriamo il mondo dall’alto.

Con questa iniezione di energia, inizieremo anche quest’anno il 4 aprile “Biciclettando”, incontreremo altri ragazzi/e, in diverse scuole della città, per avvicinarli al mondo della bici con un po’ più consapevolezza teorica e pratica.

Concorso ciclo-letterario: vado a scuola in bicicletta

“Bambini/e, ragazzi/e, prendete un foglio e una penna oppure un computer e una tastiera e date libero sfogo alle vostre emozioni, traducete in parole le sensazioni che provate quando inforcate le due ruote, in tragitti solitari o collettivi, verso la prima ora di scuola o al rientro, insieme ai vostri amici, ai vostri compagni o ai vostri fratelli; attraversando i quartieri, tra le strade e i parchi della città. Provate ad osservare e riflettete su ciò che vi circonda o provate ad immaginare come sarebbe un vostro tragitto ideale casa-scuola, scuola-casa e raccontatecelo”.

FIAB Modena aspetta le vostre “parole in bicicletta”!

– Vado a scuola in bicicletta – è il tema del concorso letterario lanciato da FIAB Modena, per premiare i migliori testi originali degli studenti delle scuole primarie e secondarie di I° grado della Provincia di Modena. Per partecipare, in forma del tutto gratuita, basta inviare il proprio scritto (singolo o di gruppo, di massimo 2.000 battute spazi inclusi), esclusivamente in formato elettronico pdf, con le proprie generalità (nome, cognome, indirizzo, telefono, mail, classe e scuola di appartenenza) all’indirizzo di posta elettronica redazione@modenainbici.it, entro e non oltre mercoledì 1 marzo 2018. Allo stesso indirizzo mail potranno essere inviate ulteriori richieste di informazioni.

I primi classificati, rispettivamente per le scuole primarie e per le scuole secondarie di primo grado, saranno pubblicati sulla Gazzetta di Modena e riceveranno insieme ai secondi e terzi classificati accessori-bici utili, sicuri, luminosi e di ottima qualità per le proprie biciclette.

Una selezione dei migliori testi sarà pubblicata sul sito Modena in bici e saranno divulgati da Fiab per promozione alla mobilità sostenibile, attraverso i mezzi di comunicazione cartacei e digitali.

La proclamazione dei vincitori e la consegna dei premi avverrà il 10 marzo 2018 alle ore 12 a Palazzo Carandini in via Dei Servi, 5 a Modena, durante il seminario “Mobilità in equilibrio, per una migliore qualità urbana e del territorio”, organizzato da FIAB e dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Modena.

Marina Beneventi
www.modenainbici.it

A scuola a piedi o in bici: insieme il Comune di Novi e Fiab

a scuola con la bici

A scuola a piedi o in bici: insieme il Comune di Novi e Fiab
Giuseppe Marano

La concentrazione davanti alle scuole di un elevato numero di autoveicoli, pedoni e ciclisti provoca rischi di incidenti, inquinamento e confusione nelle ore di entrata e uscita. Nell’intento di migliorare la situazione, l’Amministrazione comunale di Novi ha avviato un progetto con cui intende favorire l’uso di mezzi alternativi alle automobili sui percorsi casa-scuola.

L’iniziativa è stata assunta dall’assessora all’Ambiente, Lorella Gasperi, e ha portato al coinvolgimento della Fiab di Modena e del Circolo Naturalistico Novese, oltre che delle scuole e delle famiglie interessate. Il primo passo è stato un’indagine sulle attuali modalità di spostamento casa-scuola e sulla disponibilità a cambiare abitudini a favore dei mezzi ecologici.

Il 48% degli studenti elementari e medi di Novi vengono accompagnati a scuola con l’automobile, pur abitando vicino ai plessi scolastici (il 58% a meno di 1 km). Va piedi il 26%, in bici il 18% e con trasporto pubblico l’8%. L’impiego dell’auto viene giustificato principalmente per la comodità (22%) e per l’età dei ragazzi (22%), ma anche per l’insicurezza dei percorsi (traffico e mancanza di sicurezza 29%).

Tuttavia, i genitori ‘aprono’ all’ipotesi di non usare più l’auto: ben il 79% si dice disponibile a valutare le alternative proposte dal Comune. A quali condizioni? Vogliono più sicurezza (54%) o l’accompagnamento di un adulto (24%). Il 17% chiede anche più sicurezza contro i furti delle bici. Impressiona la risposta al quesito sul possibile impegno diretto nel progetto comunale: l’83% dichiara di voler partecipare.

La seconda fase del progetto consiste nel rilievo dei possibili percorsi casa-scuola, effettuata con la collaborazione dei tecnici della Fiab. L’obiettivo è individuare interventi prioritari da realizzare per la messa in sicurezza dei principali tragitti.

Per la Fiab di Modena si tratta del primo progetto di promozione della mobilità ciclistica e pedonale sui percorsi casa-scuola, che si propone di affrontare organicamente tutti gli aspetti del problema della sicurezza: i percorsi, la segnaletica, il coinvolgimento dei vari soggetti sociali lungo i tragitti, il rapporto con la scuola, l’educazione alla mobilità sostenibile e all’autonomia personale. Sulla base dell’esperienza condotta a Novi, l’associazione formulerà un proprio modello di intervento che poi offrirà agli altri Comuni della provincia.

A scuola con la bici: Novi ci prova

a scuola con la bici

a scuola con la bici

Mentre monta la polemica sui livelli dello smog che le (insufficienti) misure delle autorità competenti non scalfiscono, si fanno largo progetti coraggiosi e innovativi che attaccano le sorgenti stesse dell’inquinamento.

Il Comune di Novi ha deciso di promuovere una più diffusa pratica della mobilità pedonale e ciclabile fra i propri studenti. È noto infatti che la concentrazione davanti alle scuole di un elevato numero di autoveicoli, pedoni e ciclisti provoca rischi di incidenti, inquinamento e confusione nelle ore di entrata e uscita. È possibile offrire alternative all’uso dell’automobile inquinante?

L’iniziativa municipale ha coinvolto la Fiab di Modena e il Circolo Naturalistico Novese, oltre che la scuola e le famiglie. Il primo passo si è concretizzato nell’attuazione di un’indagine per definire le attuali modalità di spostamento casa-scuola e la disponibilità a cambiare abitudini da parte delle famiglie.

I risultati sono stati sorprendenti. Il 48% degli studenti elementari e medi vengono accompagnati a scuola con l’automobile, pur abitando vicino ai plessi scolastici (il 58% a meno di 1 km). L’impiego dell’auto viene giustificato principalmente per la comodità (22%) e l’età dei ragazzi (22%), ma anche per l’insicurezza dei percorsi (traffico e mancanza di sicurezza 29%).

Tuttavia, i genitori (il 79%) si dice disponibile a valutare le proposte dal Comune, chiedendo anzitutto più sicurezza (54%). Impressiona anche che l’83% è interessato a partecipare al progetto. Ora l’iniziativa passa ai tecnici per individuare e attuare gli interventi più concreti per favorire l’auspicato cambiamento di mobilità.

Per la Fiab di Modena si tratta di un progetto molto innovativo perché affronta tutti gli aspetti della sicurezza (infrastrutture, segnaletica, coinvolgimento dei soggetti sociali, l’educazione alla mobilità sostenibile…) incrociando fattori tecnici, sociali e gestionali in modo realistico. Cambiare si può.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it