Buoni propositi per la Ferrovia Modena-Sassuolo

Un segnale positivo da parte di alcuni consiglieri regionali, che sorprendentemente si sono incontrati proprio lì: tra i ritardi, il disservizio, la fatiscenza delle carrozze e il disagio dei pendolari; alla stazione ferroviaria di Carpi. Presente anche l’assessore alla mobilità Cesare Galantini per dibattere sullo stato in cui riversa la linea ferroviaria Modena-Carpi-Mantova.

Tra le richieste, che i consiglieri regionali hanno avanzato, che tradurranno ben presto in documento politico, c’è la proposta di estendere la linea Ferrovia Modena-Sassuolo fino a Carpi; su cui, tra l’altro, è già favorevole la nostra assessora all’ambiente, Alessandra Filippi. Sperando che la richiesta, insieme alle altre, venga sostenuta in Assemblea Legislativa con il megafono, sappiamo di certo che aumentare la capillarità del servizio, e quindi la sua estensione, non può prescindere dal potenziamento e da una revisione complessiva dell’intera linea ferroviaria. Inoltre investire nell’ ammodernamento dei mezzi non è sufficiente; occorre intervenire sul “paesaggio infrastrutturale”, che comprende un rinnovamento urbano di ampia visione. Si parte dalle stazioni implementandone il numero e l’accessibilità, trasformandole in luoghi pubblici di qualità e sicurezza, e con sistemi anti-evasione, ma soprattutto predisponendo un ordine di interscambio con altri mezzi di trasporto, per dare la possibilità di intraprendere percorsi casa-lavoro, casa-scuola e casa-ospedale attraverso una mobilità collettiva e alternativa; togliendo così dalla strada un numero elevato si autovetture.

Non dimentichiamoci che è di pochi giorni fa il deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia Europea per smog, perché come prevedibile i livelli di Pm10 restano ancora troppo elevati.

Un’occasione persa fino ad oggi per il nostro bistrattato “Gigetto”, che attraversando 6 comuni che rappresentano il 50% della popolazione e il 60% dei posti di lavoro della Provincia di Modena, genera quotidianamente 110,000 spostamenti, un grande potenziale per la vita urbana del nostro territorio.

Marina Beneventi
www.modenainbici.it

 

Pedali fra Po di Goro e Po di Gnocca

Sabato 28 Domenica 29 aprile bici & barca

… scarsa documentazione fotografica, forse perchè gli adulti erano preoccupati di evitare cadute nei fossati dei monelli o di calmare il loro entusiasmo, domandandosi: riusciranno i nostri eroi a pedalare controvento, e i più piccoli a sopportare i sobbalzi del trasporto, per 35 chilometri?

beh, non solo riuscivano ma, rientrati all’ostello, continuavano ancora lì a spingere le loro bici attorno agli spritz degli adulti e non smorzavano l’entusiasmo, più per la gita in barca forse che per la pedalata, più la compagnia giocosa che per il birdwatching…

ma comunque il cocktail fra l’acqua dolce e quella salata, è stato perfetto e così, fra l’adagiarsi sul corso del fiume poi in una spiaggia deserta, fra una visita al Faro e i voli di gabbiani e aironi rosa, di fatica, per loro, nemmeno la traccia, ma solo tanta tanta voglia di ripartire …

 

Bimbimbici e la Terramara di Montale

Nella locandina dell’edizione Bimbimbici 2018 promossa dalla FIAB – Federazione Nazionale della Bicicletta, c’è il disegno di bambini vestiti da supereroi in sella non ad un drago o ad un cavallo alato, bensì ad una bicicletta. Sullo sfondo adulti che li seguono, anche loro in sella alle due ruote, con una macchina che fa da sfondo, parcheggiata lungo il bordo della strada. In primo piano, oltre all’entusiasmo dei bambini, un cartello segnaletico indicante il limite dei 30 chilometri orari, manifesto-speranza di quello che è il nostro auspicio per la città del futuro: muoversi in libertà e sicurezza.

Ma senza un buon inizio non si va da nessuna parte ed è per questo che, come recita un nostro slogan, “si impara da piccoli“. Si impara dalla scuola, si impara dai piccoli spostamenti quotidiani, dall’abbandonare quella che inizialmente potrà anche sembrare una comodità irrinunciabile, ma che spesso si rivela una trappola portatrice di stress oltre che di inquinamento.

Si inizia dunque per forza di cose anche dagli adulti, sono loro infatti che devono attuare questa piccola grande rivoluzione lasciando a casa la propria autovettura, ne va della salute dei propri figli. Così, giunti all’edizione 2018 di questa importantissima campagna nazionale di sensibilizzazione all’uso della bicicletta, cui hanno già aderito un centinaio di città in tutta Italia, la nostra associazione ha pensato di inserirla in un progetto più ampio di cicloturismo per famiglie, spingendoci oltre l’ambito cittadino.

Il 13 maggio ci recheremo dunque al Parco Archeologico della Terramara di Montale. Il percorso si snoderà lungo ciclabili e strade a bassa percorrenza, per un totale complessivo di 25 chilometri. Giunti alla Terramare, i ragazzi si cimenteranno in attività legate ad antiche tecniche artigianali. Il ritrovo è alle ore 10 al Parco della Repubblica (zona parcheggio) di Modena, iscrizione obbligatoria entro venerdì 11 maggio. Rientro previsto intorno alle h. 17,30.

Per le ulteriori informazioni vi rimandiamo al seguente link :
https://www.modenainbici.it/evento/bimbinbici-la-terramara-di-montale/

Luana Marangoni
www.modenainbici.it

 

I Piani per la mobilità sostenibile (PUMS)

I comuni di Modena, di Carpi e del Distretto Ceramico stanno elaborando i Piani per la mobilità sostenibile.

Il PUMS è un nuovo strumento di pianificazione della mobilità di medio e lungo termine, che supera gli altri piani della mobilità e del traffico e che può variare gli strumenti urbanistici vigenti.

Trae origine dagli indirizzi della Commissione Europea finalizzati a realizzare uno sviluppo equilibrato e sostenibile della mobilità. Deve perseguire 4 macro-obiettivi: l’efficacia ed efficienza del sistema della mobilità attraverso riequilibrio dei modi di spostamento ed una maggiore integrazione tra lo sviluppo urbanistico e la mobilità, la sostenibilità energetica ed ambientale per ridurre il consumo di carburanti ed i livelli di inquinamento, la sicurezza della mobilità stradale e la sostenibilità socio economica, per il miglioramento della soddisfazione dei cittadini, dell’inclusione sociale, dell’occupazione e per la riduzione dei costi della mobilità.

Il decreto attuativo del 4 agosto 2017 individua una lunga ed articolata serie di azioni per raggiungere questi obiettivi e stabilisce le modalità per assicurare, nella fase di formazione dei piani, la partecipazione attiva dei cittadini.

E’ una grande occasione per ripensare l’attuale mobilità centrata prevalentemente sull’automobile, che ha trasformato la nostra provincia nella zona urbanizzata con i più alti livelli di inquinamento d’Europa.

I PUMS sono strumenti che, se elaborati consapevolmente e coraggiosamente, permetteranno alle nostre comunità di accedere a nuove e consistenti fonti di finanziamento per nuovi investimenti sul trasporto pubblico, per le infrastrutture per la mobilità ciclabile e per la riorganizzazione degli spazi e delle aree pubbliche.

Questa volta per i nostri amministratori non vi sono alibi, perché sono chiari gli obiettivi politici, sono disponibili gli strumenti amministrativi per una intensa partecipazione dei cittadini, sono precise le indicazioni tecniche e, se i progetti saranno efficaci e credibili, non mancheranno i finanziamenti utili al cambiamento.

Giorgio Castelli
www.modenainbici.it

Modena: Alessandra Filippi nuovo assessore alla mobilità.

Fiab Modena dà il benvenuto al nuovo assessore all’ambiente e alla mobilità del Comune di Modena, Alessandra Filippi, e le augura buon lavoro.

Questa scelta da parte del Comune di Modena, nonostante si sia ormai giunti all’ultimo anno di legislatura, ci fa sperare in una svolta e in un’azione più incisiva del Comune in materia ambientale. Soprattutto, ci pare significativo che il Comune intenda trattare in stretta sinergia i due importanti settori della programmazione, strategici per la qualità ambientale della nostra città, ovverossia l’ambiente e la mobilità.

Modena sta lavorando alla realizzazione del PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), il piano che si occuperà di stabilire le modalità di sviluppo della mobilità modenese per i prossimi dieci anni, e Fiab Modena si augura che prevalgano scelte più coraggiose e innovative, di quelle fino ad ora presentate, volte a favorire la mobilità sostenibile.

Per questo ci permettiamo di ricordare all’Assessore Filippi, ma anche, e soprattutto, al resto della Giunta Comunale, il documento di 10 proposte che proprio insieme a Legambiente e ad altre associazioni ambientaliste sottoponemmo ai candidati alla carica di sindaco alle ultime elezioni amministrative rimasto in tutto questo tempo disatteso: una proposta per una migliore qualità di vita della città, e soprattutto dello spazio urbano e della convivenza comune.

Allegato – Decalogo Mobilità Nuova

FIAB MODENA
20 aprile 2018

Rilevamento Flussi ciclistici: dati del 10 aprile 2018

Il rilevamento è stato effettuato dalle 7,30 alle 8,45 conteggiando i ciclisti che entrano ed escono dal centro storico: dalle 7,30 alle 7,45 abbiamo conteggiato 491 ciclisti, per lo più studenti; nell’ora successiva, dalle 7,45 alle 8,45, ne abbiamo conteggiati 2463, per un totale quindi di 2954 ciclisti, contro i 3033 che furono conteggiati nell’aprile del 2016. Si tratta dunque d’un leggero calo, che però s’iscrive in una tendenza che continua a manifestarsi in modo regolare ormai.

Nonostante il numero di ciclisti conteggiato ogni anno ad aprile sia inferiore a quello conteggiato, sempre ogni anno, a settembre, dobbiamo constatare una progressiva diminuzione rispetto ai rilevamenti precedenti. Dal 2008, anno in cui abbiamo iniziato ad effettuare il rilevamento, v’è stata una leggera crescita del numero di ciclisti fino al 2013, stabile fino al 2016, cui, da allora, ha fatto seguito una costante diminuzione.

Anche alla luce dei dati che il Comune di Modena ha presentato a proposito del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), crediamo che le ragioni principali da imputarsi al costante calo del numero di ciclisti siano da attribuirsi alla politica comunale in materia di parcheggi per automobili disponibili in prossimità del centro storico: troppi in termini quantitativi e troppo a buon mercato considerando che ogni auto occupa suolo che è di tutti.

Alcune riflessioni al riguardo:

  1. All’interno del parcheggio sotterraneo Novi Park, moltissimi posti auto non sono utilizzati, in particolare la quasi totalità di quelli situati al piano interrato con relativi e seri problemi di sicurezza pubblica.
  2. Secondo i dati del PUMS, anche quando i posti auto destinati alla sosta regolamentare non sono totalmente occupati, si assiste purtroppo a numerosissimi episodi di abusivismo: il 25% delle auto risulta parcheggiato al di fuori degli spazi consentiti, sui marciapiedi o sulle piste ciclabili e/o in doppia fila. La volontà da parte degli automobilisti di non voler pagare per parcheggiare la propria auto e la mancanza di adeguati controlli da parte della società che controlla i parcheggi sono tra i fattori che contribuiscono al perdurare della situazione.
  3. Il parcheggio dell’Ex-AMCM (di una capienza di circa 300 posti auto) consente di poter parcheggiare a costo zero anche per l’intera giornata, invogliando chi si reca al lavoro in centro, a farlo in automobile. Ciò è confermato dalle varie analisi effettuate sulla mobilità modenese e dai dati che il Comune ha raccolto in fase di studio del PUMS: il 12% degli spostamenti in auto all’interno della città sono inferiori a 1,2 km; il 47% è inferiore a 2,5 km.

A ciò si deve aggiungere il fatto che nelle zone di parcheggio a pagamento, commercianti e lavoratori del centro storico possono lasciare l’auto in sosta per tutta la giornata giorno un abbonamento mensile di 23 euro (ovverossia, meno di 1 euro al giorno), mentre al parcheggio Novi Park — tanto per fare un altro esempio — uno studente può parcheggiare la propria auto per meno di 3 euro al giorno.

Questa politica, evidentemente, non fa che incentivare l’utilizzo dell’automobile da parte di tutti, lavoratori e studenti, per recarsi in città, in completo contrasto con quella promossa da un numero sempre crescente di città europee e che mira a un progressivo aumento delle spese legate al parcheggio dell’automobile privata per limitarne o scoraggiarne l’uso e favorire invece un tipo di mobilità dolce, aumentando al contempo la vivibilità stessa della città; una politica che, oltretutto, si è finora rilevata più efficace dell’ampliamento stesso delle piste ciclabili cittadine.

Il transito dei pedoni, invece, è in aumento: 1022 nel 2014, 1340 nel 2018. V’è la possibilità, però, che si tratti prevalentemente di automobilisti che hanno lasciato la propria auto in prossimità del centro storico per poi raggiungerlo a piedi.

Infine, marciapiedi malmessi o inesistenti nelle zone adiacenti al centro, così come la scarsa competitività del trasporto pubblico contribuiscono senza dubbio a favorire l’utilizzo dell’auto anche per gli spostamenti interni alla città.

Una considerazione specifica va fatta riguardo i dati rilevati in Via Giardini, sulla tanto contestata ciclabile che ha rappresentato un ingente investimento da parte del Comune e della Regione: 53 passaggi all’ora in direzione centro nel 2016 contro i 74 del 2018, e 42 in direzione Baggiovara nel 2016 contro i 53 di oggi. Sarebbe interessante confrontare questi dati con lo studio specifico sui flussi d’utilizzo della ciclabile che il Comune ha presentato alla Regione per ottenerne il finanziamento.

Modena possiede numerosi chilometri di piste ciclabili sulla carta; purtroppo, a scarseggiare, sono i ciclisti.

La manutenzione e la continuità della rete ciclabile; attraversamenti più sicuri e più facili per pedoni e ciclisti (i dati del PUMS rivelano che un solo attraversamento su 25 è ciclabile, ovverossia quando il ciclista può restare in sella alla proprio bici per attraversarlo, e che solo il 2% delle piste ciclabili è in sede propria), e provvedimenti più efficaci per contrastare i furti di bicicletta sono misure necessarie per invogliare i cittadini a preferire la bicicletta all’auto e affinché la ciclomobilità diventi sempre più comoda ed efficace.

FIAB MODENA
16 aprile 2018

Grazie a Banca Interprovinciale per il supporto al nostro corso per donne straniere

Ringraziamo la Direzione Provinciale di Banca Interprovinciale che ci ha donato una bicicletta da utilizzare per il corso per insegnare ad andare in bicicletta alle donne straniere.

Il primo dei due corsi previsti nel 2018 si concluderà proprio domenica 22 aprile con una gita in bicicletta per la città

Un ringraziamento sincero a tutte le volontari e i volontari che anche quest’anno hanno reso possibile lo svolgimento di questa preziosa iniziativa organizzata da Fiab Modena ormai da parecchi anni: più biciclette in giro per la città, più libertà e integrazione per le donne straniere.

Biciclettando, andare in bici diventa un gioco istruttivo

Fra le numerose attività svolte, nei mesi di aprile e maggio, dalla FIAB modenese spicca per impegno e originalità «Biciclettando», il modulo didattico offerto alle scuole primarie e secondarie per avvicinare i ragazzi al mondo delle due ruote e alla mobilità sostenibile. L’iniziativa è presente da anni nel catalogo ufficiale degli itinerari scuola-città offerti da MeMo (Comune di Modena) e ha suscitato un interesse crescente. Il successo dell’attività è originato dal mix di storia, cultura, tecnologia ed escursioni che la FIAB ha messo a punto nel tempo, confezionato abilmente con comunicazione verbale, video, dimostrazioni pratiche, sintetizzato in due ore e veicolato dalla travolgente passione (e competenza) dei ciclisti per il loro amatissimo mezzo.

«Biciclettando» si articola in un modulo teorico in classe, a sfondo culturale, e in un laboratorio all’aria aperta, più pratico. L’attività in classe presenta la bicicletta nella sua evoluzione storica, come mezzo di trasporto meccanico che richiede conoscenze tecniche elementari e rispetto delle norme, e come protagonista della mobilità sostenibile. Un’interessante momento è l’osservazione delle carte del territorio in cui è ubicata la scuola e lo studio delle piste ciclabili più vicine, ponendole a confronto con i percorsi automobilistici del quartiere.

Straordinariamente coinvolgente è poi il laboratorio pratico, durante il quale i ragazzi apprendono le principali attività di controllo, manutenzione e riparazione della propria bicicletta, ricevendo aiuto e consigli per metterla a punto e dotarla di tutte le componenti necessarie per migliorarne la visibilità sulla strada. Come momento culminante delle attività, ricco di gratificazione e avventura urbana, «Biciclettando» offre la possibilità di compiere insieme agli esperti della Fiab un’escursione in città, progettata insieme ai docenti e agli studenti.

Tutte le attività sono svolte dai soci dell’organizzazione, a titolo volontario.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Il 10 aprile FIAB rileva i flussi ciclistici- pedonali di Modena.

Il 10 aprile 2018 Fiab Modena svolgerà il primo rilevamento annuale dei flussi ciclistici nella città di Modena, monitorando i percorsi da e verso il centro storico di biciclette e pedoni.

Dal 2008, due volte all’anno, in aprile e in settembre, dalle 7,30 alle 8,45, i volontari dell’associazione conteggiano il numero di biciclette che transitano per determinati luoghi della città per monitorare la mobilità ciclo-pedonale di Modena. I dati così raccolti vengono regolarmente trasmessi al comune a titolo assolutamente gratuito.

Questo è il primo rilevamento che la federazione effettua nel 2018.

Purtroppo, anche nel 2017 non abbiamo rilevato un aumento del numero dei ciclisti: 2907 ciclisti sono stati conteggiati nel settembre scorso, contro i 3120 dell’aprile precedente.

Questa tendenza negativa perdura almeno dal 2013, e da una successiva analisi dei dati crediamo che le motivazioni sostanziali siano:

  1. la percezione da parte dei ciclisti della carenza di sicurezza nel percorrere le strade della città in bicicletta, a causa del traffico intenso e dell’elevato numero di strade a scorrimento veloce.
  2. la percezione da parte dei ciclisti d’un elevato numero di furti di biciclette, cui si accompagna la percezione d’una mancanza di politiche di contrasto atte a ridurli.
  3. la creazione di due grossi parcheggi scambiatori (ex-AMCM e NoviSad) a ridosso del centro storico che spinge gli automobilisti a raggiungere il centro città in auto.

La mobilità pedonale, anch’essa monitorata dai volontari Fiab, è invece in costante aumento. La possibilità di poter parcheggiare la propria auto in prossimità del centro storico sembra invogliare i pendolari a recarsi in città utilizzando l’auto. Dopo aver attraversato quindi buona parte della città, gli automobilisti utilizzano i due parcheggi scambiatori menzionati qui sopra per lasciarvi l’auto e raggiungere poi il centro storico a piedi.

FIAB MODENA
www.modenainbici.it

La prova del passeggino … the buggy test!

“Prendi un passeggino, mettici un sacco di patate, perché un bambino è troppo prezioso, e vai in giro per la città con una cartina. Quando c’è una buca, un gradino troppo alto, un marciapiede che sparisce, prendi nota, segnalo e vai dal Sindaco; digli che la città ti sta invitando ad andare in macchina, non ti sta invitando ad andare a piedi. Se la tua città ti invita ad andare in macchina è quello che farai, e non c’è da sorprendersi che tutti vogliano andare in macchina o in motorino e che quelli che vanno in bicicletta o a piedi hanno qualcosa di strano”.

È la prova del passeggino; l’architetto urbanista Riccardo Andrea Marini, collaboratore dello studio Gehl di Copenaghen, invita noi cittadini a fare questo semplice test nella nostra città, per definire il suo stato di vivibilità. Allora chiediamoci anche: quanto Modena ci invita ad andare a piedi, in bicicletta o in autobus; se lo spazio pubblico a nostra disposizione è sufficiente, se è sicuro per nostro figlio di otto anni ed accessibile per nostro nonno di ottant’ anni. Quante panchine ci sono nelle piazze e nei parchi; com’è possibile che manchino marciapiedi e che spesso ci troviamo di fronte a ciclabili interrotte; abbiamo un buon motivo per camminare nei nostri quartieri, i percorsi sono confortevoli mi fanno sentire sicuro, sono interessanti da vivere? Abito in un posto dove vivo soltanto, dove lavoro soltanto, dove vado solo a fare compere? Tutte quelle macchine inquinanti, che invadono marciapiedi e ciclabili, sono necessarie? E tutti quegli enormi parcheggi?

Semplici domande che ognuno di noi si può porre, che ognuno di noi si deve porre, per provvedere attivamente al proprio benessere, per ritornare al centro, nel processo di creazione delle nostre città e ripensare gli spazi esistenti. D’altra parte, quante volte vi è stato chiesto dall’amministrazione, che tipo di città volete? E se non si conosce che tipo di città si vuole, come si fa a creare la città più giusta per noi?

Marina Beneventi
www.modenainbici.it