Petizione per una ciclabile sulla strada S.P. 413 Romana Nord tra Carpi e Fossoli

OGGETTO DELLA PETIZIONE
Richiesta di un percorso ciclabile e pedonale sicuro sulla strada S.P. 413 Romana Nord, nel tratto che va dall’incrocio Via Magazzeno/Via Quattro Pilastri alla rotonda zona Autotrasportatori a Fossoli.

SITUAZIONE DI FATTO E CONSIDERAZIONI RELATIVE
Sulla strada S.P. 413 Romana Nord dall’incrocio di Via Magazzeno/Via Quattro Pilastri fino alla rotonda in zona Autotrasportatori a Fossoli, transitano spesso ciclisti che si recano al lavoro a Fossoli, anche per necessità in quanto privi di ogni altro mezzo di trasporto, e percorrono questa strada al buio nei mesi autunnali / invernali e comunque in qualsiasi condizione climatica.

A volte i ciclisti che percorrono la strada in direzione sud-nord si immettono sulla SP413 da un sentiero che è il proseguo di Via Bramante, sottostrada della SP413; anche questo innesto non è visibile e molto pericoloso.
Il tratto di strada in oggetto è molto pericolosa per ciclisti e pedoni: si tratta di una strada con carreggiata stretta, priva di banchine laterali e con traffico sempre molto elevato.

NON ESISTE un percorso alternativo diretto da Carpi alla zona autotrasportatori di Fossoli percorribile in sicurezza da ciclisti e pedoni.

RICHIESTE ALL’AMMINISTRAZIONE:

  • La realizzazione della PISTA CICLABILE RADIALE n. 12 (prevista dal piano per la ciclabilità nel territorio comunale di Carpi approvato con delibera di Consiglio n. 136 del 12/12/2013) con priorità assoluta nel breve periodo.
  • Realizzazione di una soluzione IMMEDIATA anche PROVVISORIA, in attesa della Pista Ciclabile n. 12 (limite di velocità di 30 km/h sulla SP413, sistemazione e messa in sicurezza del sentiero con attraversamento ciclabile, adeguamento della rotonda in zona Autotrasportatori a Fossoli)
  • Segnaletica stradale e cartellonistica con indicazioni dei percorsi ciclabili e pedonali, e segnali di pericolo per la presenza di ciclisti sulla carreggiata.
  • Istituzione di una campagna di comunicazione per aziende e lavoratori sulla sicurezza in bici e sull’uso delle attrezzature di illuminazione con fornitura di kit ai lavoratori.

Per il testo della Petizione … clicca qui

Per il modulo firme … clicca qui

Nasce FIAB Carpi

Dal 1° gennaio 2020 l’Associazione FIAB Modena ha costituito la Sezione FIAB di Carpi.

I soci carpigiani di Fiab Modena, vista l’emergenza ambientale e la necessità di buone pratiche per la mobilità sostenibile del territorio, hanno sentito la necessità di attivarsi ad operare sul territorio.

F.I.A.B. Modena, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, è un’associazione autonoma fondata nel 2004; è associata a livello nazionale a F.I.A.B. ex Onlus Nazionale (costituita da oltre 180 associazioni/sezioni) e tramite questa a E.C.F. European Cyclists’ Federation (che ha progettato anche la rete Eurovelo di cui alcuni itinerari 7/Ciclopista del Sole e 8/VenTo transitano vicino a Carpi).

Nello scorso anno FIAB Modena si è anche occupata dei PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile) adottati dai comuni di Carpi, Modena e Distretto Ceramico, presentando le proprie Osservazioni; tale percorso che non è ancora terminato.

Le prime iniziative portate avanti a Carpi sono state mirate a diffondere la conoscenza delle piste ciclabili esistenti, alla diffusione della cultura della mobilità sostenibile ed ai rapporti con altre associazioni aventi finalità affini sotto il profilo ambientale e della conservazione del territorio; inoltre grazie alla collaborazione con Spazio Mac’è e Velodogma si è tenuto un frequentato corso di Ciclomeccanica,

I soci di Carpi per diffondere la cultura della bicicletta e la conoscenza del territorio hanno programmato diverse gite in bicicletta da realizzarsi nel 2020, ampliando e diversificando la consolidata e ampia offerta di FIAB Modena. Le gite sono in calendario FIAB Modena (www.modenainbici.it)

Al momento FIAB Carpi sta raccogliendo firme per una petizione in cui chiede all’amministrazione la messa in sicurezza di un tratto della S.P. 413 Romana Nord nella zona nord di Carpi, quotidianamente percorsa da molti lavoratori in bicicletta.

Oggi FIAB Carpi è presente in Consulta Ambiente e ha una sede a Carpi alla Casa del Volontariato. Le idee sono tante e vi invitiamo ad aderire alla neonata sezione FIAB di Carpi per realizzare progetti, attività e soprattutto pedalare assieme in libertà e compagnia.

Martedì 4 Febbraio 2020 dalle ore 21:00, nella sala convegni c/o la Casa del Volontariato i soci di Carpi e Modena presenteranno l’Associazione FIAB e la Sezione di CARPI.

FIAB Carpi sezione di FIAB Modena A.P.S.
Sede Carpi: Viale Peruzzi 22, 41012 Carpi (MO), c/o Casa del volontariato, terzo piano, stanza 40
apertura sede: mercoledì dalle ore 21:00-22:30 e venerdì ore 10:30-12:30 e 14:30-16:30
indirizzo e-mail è [email protected]; sito web: www.modenainbici.it

8 Domande ai candidati presidente di Regione

FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta
Coordinamento Regionale dell’Emilia-Romagna

Elezioni Regionali del 26 gennaio 2020
Domande ai candidati presidente di Regione

In occasione del prossimo appuntamento elettorale del 26 gennaio, per l’elezione del presidente di Regione e del Consiglio regionale, la FIAB Emilia-Romagna (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – Coordinamento Regionale dell’Emilia-Romagna) chiede ai candidati presidente di esprimersi sui temi della “ciclabilità” del territorio regionale, dal punto di vista dell’Ambiente, della Salute e della Sicurezza stradale, favorendo in tutti i modi la mobilità attiva delle persone, che si esprime in:
– Promozione del cicloturismo e valorizzazione dei percorsi esistenti;
– Riduzione del consumo di suolo con l’uso promiscuo delle strade attraverso opportune misure per la riduzione della velocità;
– Azioni di promozione dell’intermodalità bici+treno e sinergia con le altre Regioni;
– Azioni per la educazione stradale rivolta a tutti gli utenti;

Partendo dalla legge quadro L. n. 2/2018: “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”, analizzando alcuni temi fondamentali che la legge evidenzia, formuliamo 8 domande a cui si chiede ai candidati alla presidenza regionale una risposta nel merito.
Faremo pervenire a tutti gli associati FIAB dell’Emilia-Romagna e alle principali testate giornalistiche regionali i risultati di questo documento e, visti i tempi ristretti, si chiede di rispondere a stretto giro.

Coordinamento regionale FIAB Emilia-Romagna
Elezioni Regionali 2020
DIAMO SPAZIO ALLE PERSONE

1. La legge quadro, indica all’articolo all’art. 5 “Piani regionali della mobilità ciclistica” indicando che le Regioni, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto del quadro finanziario, predispongano e approvino con cadenza triennale, in coerenza con il PRIT (Piano Regionale dei Trasporti) e con il Piano nazionale della mobilità ciclistica, il Piano regionale della mobilità ciclistica che disciplina l’intero sistema
ciclabile regionale ed è redatto in conformità dei PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile) e dei relativi programmi e progetti presentati dai Comuni e dalle Città Metropolitane, assumendo e valorizzando, quali dorsali delle reti, gli itinerari della Rete Ciclabile Nazionale denominata «Bicitalia» Come intende attuare questo piano fornendo di concerto linee guida, agli Enti Locali e garantendone adeguate coperture finanziarie?

2. Sempre all’art. 5 della L. n.2/2018 nel comma 3 si parla di Intermodalità e promozione dei servizi di trasporto pubblico, con l’inserimento di specifiche clausole nei contratti di servizio e di programma, per rimuovere ostacoli e barriere infrastrutturali, favorire l’accessibilità in bicicletta ai parcheggi, alle stazioni ferroviarie, agli scali fluviali e lacustri, porti e aeroporti e fornire adeguata segnalazione degli appositi percorsi e delle modalità di accesso ai mezzi di trasporto pubblico. Questo anche con particolare riguardo alla possibilità di trasportare la bicicletta sui mezzi di trasporto. Nel Piano Regionale della Mobilità ciclistica sono inoltre definiti gli obiettivi programmatici concernenti la realizzazione e la gestione della rete regionale di percorribilità ciclistica.
Quale ruolo intende dare da presidente di Regione, alla rete ciclistica regionale, per favorire l’intermodalità e la ciclabilità dell’intero territorio dell’Emilia-Romagna?

3. La legge quadro n. 2/2018 prevede, anche, all’art. 6 – Biciplan, comma 2 punto h gli interventi per favorire il casa-scuola e il casa-lavoro da parte dei Comuni. Alla luce, inoltre, della propria L.R. n. 10 del 2017 “INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DEL SISTEMA REGIONALE DELLA CICLABILITÀ” Come può, a sua volta, la Regione favorire queste iniziative?

4. L’intermodalità è una importante soluzione all’eccessivo traffico automobilistico privato. La scelta treno+bici è una soluzione che presenta molti vantaggi in termini di riduzione del traffico privato, ambiente e salute e dove a fronte di un (cospicuo) investimento iniziale si avrebbe poi un’economia nei settori precedentemente indicati, nonché da salute e sanità, i cui costi gravano sul bilancio regionale in modo pesante. Attualmente l’inadeguatezza dei treni locali prevale anche sui nuovi treni recentemente acquistati (treni Pop e Rock), in quanto la progettazione degli
spazi dedicati alle biciclette risulta inadeguata all’utilizzo. Si lamenta il fatto che Regione e Trenitalia non hanno tenuto in considerazione le indicazioni date da FIAB nella progettazione delle nuove carrozze. Cosa intende, concretamente, fare da presidente di Regione per risolvere questa inadeguatezza?

5. L’Unione europea continua a sviluppare politiche che favoriscono sistemi di trasporto sostenibile e che facilitano la mobilità attiva.
Quale ruolo di indirizzo e di stimolo potrebbe avere la Regione Emilia-Romagna?

6. È in corso da parte del Parlamento l’approvazione del nuovo codice della strada, sul quale FIAB ha contributo alla stesura degli articoli relativi alla ciclabilità. Quale ruolo da presidente di Regione intende svolgere per favorire l’approvazione del nuovo codice della strada?

7. Il settore del cicloturismo è ormai una realtà importante, conta l’8,4% dell’intero comparto turistico. Da presidente, quali interventi pensa di mettere in atto per sviluppare questo settore?

8. Ogni cittadino ha “diritto al futuro”, come ha dichiarato il presidente Sergio Mattarella, invitando la politica a superare la ricerca del consenso. Come, da presidente di Regione, intende garantire questo diritto al futuro, che vede la sua ragion d’essere in una attenzione all’Ambiente e a stili di vita sostenibili, quindi a scelte coraggiose?

Diventa una “sentinella” FIAB

Ci immaginiamo come delle sentinelle “armate” di bicicletta, che sorvegliano la città e il territorio, ma soprattutto chi l’amministra; se dovessimo individuare un nemico potrebbe essere banalmente l’automobile, ma molto più verosimilmente combattiamo l’uso-abuso che si fa dell’auto per gli spostamenti quotidiani; teniamoci ben in mente che dai dati recenti del Piano della Mobilità Sostenibile di Modena, il 45% degli spostamenti in auto avviene sotto i 2,5 Km!

Un uso dell’auto individuale a dir poco ridicolo, che contribuisce all’aumento dell’inquinamento ambientale che riguarda la collettività. Ecco uno dei motivi del perché siamo sempre pronti a vigilare per una mobilità urbana realmente sostenibile e soprattutto per un aumento della sicurezza stradale per ciclisti e pedoni.

Le nostre “battaglie” sono quotidiane, tante sono le attività che svolgiamo, di promozione all’uso della bicicletta nei percorsi casa-lavoro e casa-scuola, alla rilevazione e monitoraggio dei flussi ciclistici e pedonali, e numerose sono le iniziative di interesse sociale.

Siamo coscienti che sono ancora numerosi gli obbiettivi da raggiungere per una Modena veramente amica della bicicletta e per chiunque abbia voglia di sorvegliare, pedalare con noi e sostenerci, sono aperte le iscrizioni 2020 per FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) Modena, al seguente link: https://www.modenainbici.it/associazione/richiesta-adesione-a-fiab-modena/, oppure nei prossimi eventi e ciclo-escursioni.

CRITICAL MASS: m’illumino di più

Il 18 ottobre torna “M’illumino di più”, tradizionale biciclettata serale rigorosamente illuminata. Quest’anno in collaborazione con: Ciclofficina Popolare “Rimessa in Movimento” Modena, Medici per l’Ambiente – ISDE Modena, Comitatissimo della Balorda, Ciclofficina MO.RE Bike, Fridaysforfuture Modena, Ingegneria Senza Frontiere Modena, Inco.Scienza , #mobastacemento e Legambiente Modena.

Dopo la Critical Mass di giugno vogliamo tornare in strada e questa volta farci VEDERE. Crediamo che il vero salto di qualità nella sicurezza in strada sia rappresentato dall’abbassamento delle velocità delle auto, da infrastrutture davvero ciclabili sulle direttrici di traffico principali e maggiore condivisione e redistribuzione degli spazi pubblici nel contesto urbano, dal centro alle periferie.

È il momento di smitizzare “il ciclista come pericolo” per la circolazione, quando i numeri ci dicono che i morti causati da ciclisti sono tendenti allo zero, e al contrario, ogni giorno le auto in Italia uccidono e feriscono decine di pedoni e ciclisti, e che nel 75% dei casi di incidente bici/auto la colpa risulta essere del mezzo motorizzato. Banalmente si può dedurre che il pedone e il ciclista siano l’esatta soluzione per l’aumento della sicurezza stradale.

L’appuntamento è per venerdì 18 ottobre alle ore 18.30 presso la Ciclofficina Popolare (Parco Novi Sad- Viale Monte Kosica, 97- Modena) con partenza della Critical Mass alle ore 19, e arrivo al Museo della Figurina con visita gratuita alla mostra “Bici Davvero!” Velocipedi, figurine e altre storie.

M’illumino di più 2019 from FIAB Modena on Vimeo.

 

Osservazioni di FIAB al PUMS di Modena

Modena, 13 settembre 2019
Al Sindaco di Modena

Oggetto. Osservazioni della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, adottato dalla G C con Deliberazione n°151 del 26.3.2019.

FIAB Modena, dopo aver raccolto le sollecitazioni dei cittadini e dei propri soci, ha elaborato numerose osservazioni al PUMS di Modena, adottato dal Comune nel marzo scorso.

Le osservazioni sono state già illustrate ad altre associazioni, organizzazioni e cittadini, in un incontro pubblico che si è svolto lunedì 9 settembre nella sala Ulivi. In tale occasione si sono raccolte ulteriori considerazioni che hanno permesso di arricchirne il testo. Le osservazioni che alleghiamo di seguito, sono quindi l’insieme delle opinioni di FIAB e dei contributi raccolti successivamente.

Nel presentare le osservazioni ad un documento di 390 pagine, con ulteriori allegati, che contiene e rimanda a sua volta ad altri piani, si corre il rischio di non essere esaustivi o completamente compresi.

La FIAB è quindi fin da ora disponibile a specificare o integrare queste osservazioni, eventualmente anche in un incontro successivo.

Per facilitare l’esposizione delle osservazioni si è cercato di seguire l’indice del documento, riassumendo quanto previsto nel Piano e riportando per ogni argomento le specifiche osservazioni.

Cordiali saluti
Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Modena
Il Presidente
Eugenio Carretti


OSSERVAZIONI al PUMS di FIAB_MODENA

SLIDE PRESENTAZIONE delle OSSERVAZIONI al PUMS

#+BICI+SICURI: torna la “Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

Dal 16 al 22 settembre 2019 orna la “Settimana Europea della Mobilità Sostenibile… in Bicicletta!”
#+BICI+SICURI
La sicurezza al centro della “SEM… in bicicletta 2019”!

Le nostre città diventano più sicure ogni qual volta viene realizzato, attraverso adeguata pianificazione, un sistema di mobilità che prevede un’intensa presenza di biciclette e pedoni.

L’utilizzo frequente di un numero consistente di bici porta con sé maggiore sicurezza in ogni dimensione: stradale, urbana, sociale e individuale.
Questo è il messaggio della campagna #+bici+sicuri di FIAB per la “Settimana Europea della Mobilità Sostenibile… in bicicletta 2019”, che evidenzia quello che per molte realtà è ormai palese: più persone pedalano, più le strade diventano sicure per tutti, compresi i pedoni e gli automobilisti. Infatti i luoghi con alti livelli di ciclabilità e pedonalità presentano, oggettivamente, rischi e incidentalità più bassi per tutti i soggetti e i veicoli presenti in strada.

Le cause dell’effetto #+bici+sicuri sono dovute a diversi fattori riconducibili a un maggior numero di biciclette in strada:

+ bici + autisti attenti: i conducenti di veicoli a motore sono più attenti ai ciclisti e pedoni e, in generale, a tutti gli altri utenti della strada;

+ bici + autisti prudenti: quando i cittadini usano di più la bici, diventano anche automobilisti più prudenti perché più consapevoli dei rischi che corrono le utenze vulnerabili;

+ bici – incidenti: è statisticamente provato che esiste una correlazione tra ciclabilità e riduzione dell’incidentalità, che a sua volta porta un ulteriore aumento dei ciclisti;

+ bici + socialità: quando le persone usano la bicicletta, lungo il tragitto e nello spazio pubblico, socializzano di più e le interazioni sociali nelle strade sono il più efficace mezzo per prevenire degrado e microcriminalità;

+ bici + salute: più le persone pedalano ogni giorno, più riducono il rischio di soffrire di depressione e malattie gravi.

Ecco perché è importante che gli eventi della SEM19 raccontino i grandi benefici che un numero sempre maggiore di biciclette in strada è in grado di portare nelle nostre città, cambiandone radicalmente il volto, anche grazie a infrastrutture appositamente progettate.
Le nostre città hanno bisogno di più sicurezza per la ciclabilità perché è dimostrato che questo aumenta il numero dei ciclisti e diminuisce il numero degli incidenti!

IL PROGRAMMA
La Settimana Europea della Mobilità FIAB 2019 è l’occasione migliore per provare ad andare al lavoro in bicicletta: dipendenti di aziende, commercianti, amministratori pubblici e studenti. Tutti possono farla diventare una salutare abitudine quotidiana in grado di migliorare la mobilità delle città!

Venerdì 20 settembre 2019 Fiab propone per il sesto anno consecutivo la giornata dedicata al BIKE TO WORK (BIKETOWORKDAY).
Si tratta di una giornata in cui FIAB organizza, in collaborazione con le Amministrazioni Comunali, una pedalata simbolica per sensibilizzare l’opinione pubblica a favore dell’uso della bicicletta per recarsi al lavoro, anche in compagnia di un ”Testimonial” di fama nazionale mentre le Associazioni Locali promuovono in contemporanea diverse pedalate per andare al lavoro con alcuni punti di sosta con ristori (ad esempio la colazione) per i ciclisti.

Per l’edizione 2019 FIAB invita tutti – Aziende e Associazioni locali – a registrarsi ed inserire i propri eventi all’interno del sito www.settimanaeuropeafiab.it, allo scopo di allo scopo di consentire alla persona comune di conoscere la varietà e l’ampiezza di eventi durante la settimana e il mese di settembre e quindi per essere il punto di riferimento in Italia delle numerosissime iniziative volte a creare una maggiore sensibilità verso la mobilità sostenibile. Inoltre, FIAB, con la capillare collaborazione di tutte le 190 Associazioni locali ( http://www.fiab-onlus.it/bici/la-fiab/associazioni-aderenti/sedi-locali.html) supporta le Amministrazioni pubbliche ad organizzare e gestire eventi con l’obiettivo di celebrare insieme la Settimana Europea e la cultura della ciclabilità, anche con modalità ludiche, per essere sempre più coinvolgenti e attrattivi nei confronti delle persone e dell’opinione pubblica.

Informazioni supplementari per le iniziative delle singole città e riferimenti alle passate edizioni sono reperibili sul sito www.settimanaeuropeafiab.it o scrivendo a [email protected] .

L’insufficienza del PUMS di Modena

Ieri sera FIAB Modena ha organizzato il confronto pubblico sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che il Comune ha adottato il 26/03/2019, invitando i cittadini e le numerose Associazioni interessate.

E’ stata l’occasione per illustrare le osservazioni di FIAB al PUMS, e sono state raccolte quelle di tutti i presenti, con l’obiettivo di cercare una sintesi condivisa.

Non si è trattato solo di un momento di confronto, ma del coinvolgimento più ampio possibile di “tutti i portatori di interesse con un approccio trasparente e partecipativo”, come è espressamente indicato nelle relative Linee Guida Europee.

Superando i vecchi obiettivi dei piani del traffico e dei parcheggi, il PUMS dovrebbe infatti “sviluppare una visione strategica condivisa” sulla mobilità, che “metta al centro le persone e la loro qualità della vita” per raggiungere gli obiettivi dell’Unione Europea e dell’Italia “in materia di lotta ai cambiamenti climatici, creazione di un efficiente sistema di trasporti e il rafforzamento della coesione sociale.

A nostro avviso il Piano adottato non contiene le strategie e le azioni necessarie a raggiungere questi obiettivi. Per questi motivi presenteremo le nostre osservazioni, che pubblicheremo anche sul sito www.modenainbici.it Tutti coloro che non hanno potuto partecipare all’incontro, possono far giungere le proprie osservazioni direttamente al Comune di Modena e per conoscenza a FIAB ([email protected]).

Piano Mobilità + Sostenibile

Come sarà la mobilità a Modena tra 10 anni? Tale e quale ad oggi se verrà attuato il Piano della Mobilità Urbana (PUMS) così come è stato adottato a giugno dall’ Amministrazione: un piano che negli obiettivi più che condivisibili promette di trasformare Modena in una città a mobilità sostenibile e di conseguenza meno inquinata, più vivibile.

Se però analizziamo le azioni e le strategie finalizzate al raggiungimento di questi obiettivi, notiamo che le priorità restano quelle di fluidificare il traffico veicolare che equivale ad agevolare l’uso delle auto in città, che inevitabilmente aumenteranno; lasciare che le auto parcheggiate occupino le strade, a discapito di ciclisti, pedoni e trasporto pubblico che, liberi dal traffico viaggerebbero sicuramente più in sicurezza per la città e, “fluidificati”, diventerebbero modalità di spostamento competitive all’auto.

Fino al 26 settembre è possibile presentare delle osservazioni al Piano.

FIAB MODENA ha già individuato diverse criticità e invita soci, simpatizzanti, associazioni e cittadini interessati alla sostenibilità e all’ambiente ad un confronto diretto per condividere e arricchire le osservazioni che intende presentare all’Amministrazione, al fine di dare un contributo importante, in quanto espressione diretta di chi tutti i giorni sceglie di muoversi in città in bici, a piedi, con il trasporto pubblico.

L’incontro si terrà lunedì 9 settembre ore 21:00, presso Sala Ulivi a Modena.

5 anni persi

Le ciclabili ci sono, mancano solo i ciclisti: è un rebus comune a molte amministrazioni, ma per capire i motivi basta guardare a ciò che è stato fatto a Modena nelle ultime due legislature. L’ultima ha ereditato dalla precedente:

  1. il ponte ciclopedonale sulla tangenziale, per anni non collegato a nessuna ciclabile – bello, usato però da pochi esigui cittadini
  2. la ciclabile di via giardini, stretta, promiscua, spezzata su due lati della strada – progetto nato vecchio e sbagliato, che abbiamo provato a ridefinire senza successo.
  3. la ciclabile via Emilia est, non ancora terminata dopo 5 anni, che a termine prevederà 11 tratti diversi di piste per larghezza, pavimentazione, segnaletica, cambi di lato della strada – una babele così inospitale che non abbiamo nemmeno provato a migliorarla.

Proprio per rispondere a questo modo disorganico di procedere, senza standard di qualità e senza una visione complessiva della mobilità sostenibile, 5 anni fa avevamo stilato, insieme ad altre 10 associazioni, un decalogo sottoposto a tutte le forze politiche. Prevedeva tra l’altro:

  • Moderazione del traffico a 30 Km orari in tutti i quartieri residenziali con forte riduzione delle auto in sosta, e riduzione della larghezza delle carreggiate
  • Realizzazione di percorsi ciclabili su tutte le radiali urbane
  • Adeguamento degli incroci e degli attraversamenti per dare continuità e sicurezza ai percorsi pedonali e ciclabili (cosa che si poteva cominciare a fare subito)
  • Obbligo nel Regolamento Urbanistico di un deposito protetto per biciclette nelle grandi strutture e nei centri aggregatori
  • Potenziamento del trasporto pubblico con l’incremento delle corsie preferenziali e riduzione dello spazio occupato dalle auto in sosta
  • Messa in sicurezza dei percorsi casa-scuola
  • Riorganizzazione dello spazio pubblico con riduzione di quello assegnato alla mobilità privata
  • senso unico eccetto bici nelle strade del centro ove possibile (cosa che si dovrebbe cominciare a fare SUBITO)

A parte Pellacani (Forza Italia), 5 anni fa ogni partito aveva approvato i contenuti del decalogo. Chi sarebbe poi diventato sindaco, Giancarlo Muzzarelli, nel faccia a faccia giornalistico con lo sfidante al ballottaggio aveva promesso di estendere le zone 30, completare la rete ciclabile, mettere in sicurezza i percorsi casa scuola, il ridimensionamento delle sedi stradali a favore di ciclabili e marciapiedi, discussione immediata del progetto per Gigetto, senso unico eccetto bici nelle strade del centro ove fosse possibile.

In seguito alla sua elezione, visto che sappiamo bene che questi sono temi divisivi e impopolari, avevamo garantito il nostro supporto al Sindaco nel caso si fosse impegnato in almeno uno dei punti del decalogo, ben coscienti che realizzarli tutti sarebbe stata una utopia. Ricordiamo ancora le parole del nostro ex presidente: “siamo un po’ stanchi di fare proposte e non vederne mai realizzate neanche una. Non dico che siano tutte condivisibili, ma almeno su una avremo ragione?”

Purtroppo, i fatti di questi 5 anni fotografano un altro zero assoluto: nessuna vera zona 30 nuova, nessun doppio senso ciclabile, nessuna ciclabile sulle radianti, (quasi) nessuna messa in sicurezza di incroci e nessun percorso casa scuola. Gigetto è ancora “il trenino del cuccio”, le carreggiate sono sempre larghe uguali, la segnaletica sulle ciclabili è spesso contraddittoria e sbagliata, nei centri commerciali e luoghi di aggregazione si continuano a mettere vecchi ed insicuri scolapiatti invece che depositi protetti (fa eccezione solo quello a Porta Nord).

Se vogliamo trovare i simboli di questa incoerenza, possiamo ricordare queste vicende:

  1. Il sottopasso BenFra, scollegato dalla rete ciclabile, lungo, nascosto, mezzo ciclopedonale, mezzo ciclabile, con 3 curve cieche – un collage di superficialità progettato da chi non è mai andato in bici
  2. Porta Nord, una ampia zona a vocazione pedonale dove sono state disegnate piste promiscue ciclo-pedonali, con intersezioni solo pedonali tra le piste … in mezzo ad un mare di auto parcheggiate fino a 5 metri dall’ingresso della stazione.
  3. viale Barozzi, che è passata da autostrada a 3 corsie cittadina … ad autostrada a 2 corsie, nessun rallentamento del traffico – con una pista bidirezionale larga 2 metri – nemmeno il minimo di legge previsto – neanche uno spazio di sicurezza per l’apertura improvvisa della portiera lato passeggero
  4. Piazzale Sant’Agostino, a soli 300 metri e a quasi 10 anni dalla realizzazione del Novi Park che avrebbe dovuto determinarne la restituzione alla cittadinanza, è ancora incredibilmente un parcheggio che deturpa una delle principali piazze di Modena, ingresso al salotto della città, tra i Musei ed il nuovo polo culturale del S.Agostino.

Basta dire che ancora nelle scorse settimane è stata approvata una nuova infrastruttura ciclo-pedonale promiscua ai Torrazzi, di quelle che la normativa vieta se non nei parchi e dove non c’è spazio per altre soluzioni. Tutto questo inibisce molti cittadini ad usare la bici, e quindi induce l’opinione pubblica a pensare che i soldi spesi in ciclabilità siano sprecati, e ad opporsi a nuovi interventi. Sinceramente, nel 2019 preferiamo non vedere realizzare nulla se la qualità e la filosofia del costruito deve essere a livelli di 50 anni fa.

Tanto è stato insignificante e dannoso quel poco che è stato fatto, che alle elezioni dello scorso mese abbiamo deciso di non sottoporre ai candidati sindaci le nostre richieste per una mobilità sostenibile, per evitare così una inutile adesione di tutti, o quasi tutti, salvo dimenticarsene subito dopo.

Infatti, come al solito, i partiti che in questi anni si sono occupati solo della mobilità delle auto e delle merci, sostenendo ed approvando la realizzazione di altre autostrade bretelle e tangenziali con l’impiego di ingenti risorse pubbliche, o che hanno parlato solo della “mobilità” degli immigrati, sono diventati improvvisamente ambientalisti e sostenitori della pedonalità diffusa.

Ora il Sindaco ha ricevuto un ampio mandato, ha in giunta un assessore alla mobilità che conosce le nostre proposte, ha davanti un quinquennio ma i problemi sono ancora tutti sul tavolo e le difficoltà di portare avanti una nuova mobilità non sono diminuite. Anzi, si sono radicate nuove resistenze e le nuove chimere della mobilità automobilistica elettrica e delle guida autonoma tendono a raccogliere sponsor importanti ed influenti. Temiamo che risorse ed attenzioni prioritarie verranno dedicate a questi argomenti, che purtroppo non risolveranno problemi di traffico, parcheggio congestione e degrado cittadino, riproponendo di fatto un modello di mobilità auto centrico ormai messo in discussione in tutti i paesi avanzati.

Fuori dall’agone elettorale torniamo a dare la nostra diponibilità “critica” ancora una volta al Sindaco ed alla sua giunta, a sostenerlo se vuole fare queste battaglie: il PUMS appena approvato prova a dare risposte a tutte le questioni rimaste sotto il tappeto in 20 anni di inconcludenza e negligenza, di cui gli ultimi davvero in controtendenza rispetto alle migliori prassi. Speriamo che la prossima giunta le affronti nei primi 2 anni, perché dopo sappiamo che ci si preparerà ad altre elezioni e quindi non si farà nulla per paura di scontentare chicchessia.

Il nostro supporto ci sarà solo quando:

  • Si vorrà una città davvero più sicura per giovani ed anziani e più accogliente per tutti,
  • Si proporranno “salotti” e spazi vivibili in ogni quartiere, e non solo nel centro storico
  • Si vorrà contrastare l’abuso del mezzo privato
  • Si vorrà contrastare l’occupazione sistematica ed illegale di spazio pubblico sui marciapiedi, negli incroci, nelle piste ciclabili, davanti alle scuole;
  • Si vorrà riorganizzare un trasporto merci cittadino, che adesso vede camioncini da 35 quintali consegnare la spesa ad un anziano, o un telefonino ordinato su uno shop online cinese.

Si tratta, insomma, di dare risposte a tutte quelle persone che ogni venerdì manifestano per l’ambiente. Se non ora, quando?