FIAB sull’apertura della ZTL al “take away”

Comprendiamo benissimo la finalità dell’iniziativa che punta a aprire la ZTL per l’asporto, e siamo certi che sia stata pensata per dare una risposta immediata in un momento difficile, ma pensiamo che sia una risposta sbagliata ad un problema reale.

Per prima cosa è il messaggio ai cittadini ad essere sbagliato: soprattutto in tempi di COVID i piccoli spostamenti devono essere incentivati a piedi o in bici, non in auto. E l’esperienza comune ci dice che l’asporto di una pizza, due lasagne o un kebab nella grande parte dei casi viene fatto a poche centinaia di metri da casa, con un peso da spostare che non giustifica l’uso di un’auto.

Poi pensiamo che sia una misura in gran parte inutile, perché ci sono già centinaia di riders disponibili a consegnare in bicicletta dal centro storico verso ogni quartiere di Modena.

Ma soprattutto è controproducente per gli stessi operatori economici del centro storico, perché non è vero che l’accesso delle auto favorisca gli affari in centro storico. Si è dimostrato esattamente il contrario in tutto il mondo, perché non dovrebbe valere per Modena?

Ne è la riprova il fatto che proprio in questi giorni i commercianti di via Canalino accolgono con piacere la riqualificazione della via e pensano di chiederne la pedonalizzazione, perché ritengono in questo modo di poter anche raddoppiare le vendite.

Infatti per ogni cittadino modenese in più in centro in auto, avremo centinaia di modenesi a cui sarà negato il piacere di godersi sotto Natale gli acquisti in tutta tranquillità e senza l’assillo del traffico.

Per non parlare poi di quando ci ritroveremo a commentare gli inevitabili parcheggi fantasiosi di cittadini che, in situazione di centro affollato, non troveranno posto vicino al loro locale.

Per cui chiediamo all’ Amministrazione di valutare con attenzione tutti i pro ed i contro di questa scelta, perché ci sembra che comporti più svantaggi che utilità.

Mobilità – Dubbi tecnici. E che c’entra il Covid ?

In risposta all’articolo “Mobilità – Dubbi tecnici. E che c’entra il Covid ? PRENDE FORMA CON QUALCHE PERPLESSITA’ LA CICLABILITA’ GRAFICA” pubblicato sul settimanale Voce di Carpi del 15/10/2020

La finalità della Rete di Mobilità di Emergenza, all’estero e in Italia è di far muovere il più possibile i cittadini su due ruote attraverso la realizzazione di percorsi ciclabili che sfruttino i vantaggi dell’urbanismo tattico: velocità di realizzazione, costi ridotti, flessibilità, possibilità di sperimentare con successive implementazioni.

L’RME, non è un insieme di piste ciclabili/ciclopedonali ma un nuovo modo di pensare gli spazi urbani: l’RME è dare spazio alle persone, restituire i marciapiedi ai pedoni e le strade alle biciclette in condivisione con le automobili (diversi anni fa le biciclette non erano ghettizzate su ciclabili/ciclopedonali ma viaggiavano in strada assieme alle auto).

Sicuramente queste misure oggi chiamate Rete di Mobilità d’Emergenza si potevano attuare anche prima, ma il Covid ha reso evidente ai politici il desiderio dei cittadini di vivere la città e di poter occupare gli spazi pubblici: i marciapiedi, le ciclabili e le strade. Vi ricordate, nel periodo di lockdown, il nostro desiderio di passeggiare, di stare all’aria aperta, di vivere gli spazi comuni e le strade a volte quasi deserte.
Inoltre il problema dell’affollamento del trasporto pubblico è reale soprattutto per gli studenti negli orari scolastici… il rischio di contagio utilizzando la bicicletta, piuttosto che l’autobus, si riduce e con l’RME i percorsi per i ciclisti aumentano e sono più sicuri.

Queste misure RME: corsie ciclabili, case avanzate, zone 30km/h con precedenza bici sulle auto, sono più sicure di ciclabili e ciclopedonali, perché la bici in strada è visibile alle automobili negli incroci e nei passi carrabili (ricordiamoci che la sicurezza dei ciclisti è anche la sicurezza degli automobilisti). Queste misure costano pochissimo perché sono realizzate solo con la segnaletica… quindi perché non farle? Perché chiediamo ciclabili costosissime sia in fase di realizzazione che di manutenzione? Perché vogliamo sempre qualcosa di diverso? Le ciclabili/ciclopedonali come realizzate fino ad ora non hanno funzionato, i ciclisti non sono aumentati, quindi perché non sperimentare, non provare a fare qualcosa di diverso e innovativo ?

Fiab da tempo crede nella condivisione degli spazi urbani per restituire spazi ai cittadini. Il Comune di Carpi con l’RME stà andando in questa direzione, e Fiab Modena-Carpi con grande soddisfazione plaude gli amministratori di Carpi che hanno il coraggio di provare a cambiare, sperimentare cercando di dare strada ai cittadini in particolare a quelli più deboli.

Piero Busso
Fiab Modena sezione di Carpi

A scuola in salute #primalabici

FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e SIP-Società Italiana di Pediatria lanciano una campagna di sensibilizzazione sul tema della mobilità casa-scuola
Scuola e salute viaggiano a braccetto nella nuova campagna A SCUOLA E IN SALUTE! #PRIMALABICI! promossa da FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e da SIP-Società Italiana di Pediatria, rivolta ai più piccoli e alle loro famiglie sul tema degli spostamenti quotidiani casa-scuola.
Andare a scuola in bicicletta (ma anche a piedi) è una modalità che può facilmente diventare un’abitudine quotidiana per tutta la famiglia, sempre salutare per chi pedala, oggi ancor più importante perché facilita il distanziamento.
La pandemia da Covid-19 ha portato in primo piano, come non mai, la tutela della salute. Salute che si basa su scelte di vita sane, a partire dall’attività motoria quotidiana fortemente raccomandata dai pediatri e dall’OMS: uno stile di vita sano porta maggiori benefici proprio se adottato fin dall’infanzia.
“Sono particolarmente lieto di questa iniziativa con la Società Italiana di Pediatria, lo dico da padre che ogni giorno accompagna i bambini a scuola in bici – dichiara Alessandro Tursi, Presidente FIAB e Vicepresidente di ECF-European Cyclists’ Federation di cui FIAB è parte-. In Italia purtroppo la grande maggioranza dei bambini non ha oggi il diritto di andare a scuola con le proprie gambe, a differenza dei loro coetanei europei, anche quelli di paesi dai climi particolarmente rigidi. La nuova sensibilità sul tema salute imposta dal Covid può essere occasione per cambiare abitudini sbagliate e dannose per i nostri figli. E sono i medici a affermarlo prima ancora di FIAB.”
“E’ ormai assodato che la salute degli adulti si costruisce nelle prime età della vita”, afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani. “Già in gravidanza e nei primi anni di vita, grazie a una sana e calibrata alimentazione e a corretti stili di vita, si creano i presupposti per ridurre e/o annullare molti dei fattori di rischio di malattie che si manifestano in età adulta. Andare a scuola a piedi o in bicicletta è parte integrante di uno stile di vita sano, stimola il bambino all’autonomia e per questo è una buona abitudine da incentivare nelle nostre città”.
Oltre ad essere veicolata on line su tutte le pagine web e i canali social di FIAB e di SIP, la locandina della campagna A SCUOLA E IN SALUTE! #PRIMALABICI sarà diffusa anche negli studi dei pediatri.
“Ognuno può fare scelte consapevoli e sostenibili – auspica Alessandro Tursi che precisa: – I cittadini da subito possono abbracciare nuove e migliori abitudini nell’accompagnare i figli a scuola. I sindaci, grazie alle nuove norme varate in questi mesi, hanno ora strumenti rapidi e economici per favorire la mobilità attiva nei percorsi casa-scuola: corsie ciclabili, case avanzate ai semafori, e soprattutto strade scolastiche interdette alle auto. Anche gli istituti scolastici possono fare la propria parte con politiche bike-friendly, a cominciare dai cicloparcheggi scolastici attrezzati e sicuri.”

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile 2020

Sta arrivando anche nel 2020 la SEM (settimana europea della mobilità sostenibile): le associazioni stanno già organizzando eventi e sono pronte a partire. Infatti la ricchezza della SEM è fatta dalle centinaia di eventi creati su tutto il territorio nazionale.

Il tema proposto dalla Comunità Europea per il 2020 è “Emissioni zero, mobilità per tutti”, ciò che suggerisce il Ministero è “Scegli il mezzo giusto” e noi lo abbiamo completato con il nostro motto: #primalabici.

Queste sono le attività organizzate (o partecipate) da FIAB Modena all’interno della SEM

18 settembre – Nonantola
Bici Bus – tutti a scuola in Bicicletta

19 settembre – Parco Ferrari – Modena
Vivere Senz’auto

17 Settembre – Carpi
Giretto d’Italia

20 Settembre – Emilia Romagna
Campagna “Bella Coincidenza”

20 Settembre – Carpi
Alla scoperta della città di Carpi

22 Settembre – Modena
Rilevamento Flussi Ciclistici e Pedonali

 

 

Bella coincidenza, per promuovere gli spostamenti bici + treno

Bella coincidenza, al via la campagna regionale per promuovere gli spostamenti  bici + treno

Con l’occasione la tradizionale asta di biciclette si trasforma in un contest creativo online

FIAB Bologna / Monte Sole Bike Group e L’Altra Babele lanciano sul territorio regionale Bella Coincidenza, una campagna sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna per diffondere l’intermodalità “bici + treno”, ovvero l’uso combinato di bicicletta e treno per tragitti brevi e lunghi.

Usare insieme bicicletta e treno è infatti un ottimo modo per tutelare l’ambiente e ridurre lo stress. Per diffondere il “bici + treno” è fondamentale che le soluzioni siano conosciute da tutte e tutti. Nasce così la campagna Bella coincidenza che da oggi a fine anno diffonderà non solo informazioni pratiche ma anche testimonianze e dubbi su questa modalità di spostamento, cresciuta in regione anche in questi ultimi mesi.

Poiché è pensata per diffondere le informazioni ufficiali, ma anche per dare spazio al punto di vista di chi viaggia (sia a chi ha già portato la bicicletta sul treno che a chi non lo ha mai fatto) chiunque può contribuire inviando a [email protected] una fotografia e un breve messaggio che rispondano a una di queste domande:

  • In che modo il “bici + treno” ti cambia la vita?
  • Come miglioreresti le soluzioni disponibili?
  • Quali sono i tuoi dubbi? Cosa ti spaventa?

La foto può ritrarre un cartello, un dettaglio, un oggetto esemplificativo, un momento divertente dell’ultima volta che si è portata la bici sul treno.

Gli hashtag da usare per condividere il tutto su Facebook e Instagram sono #bellacoincidenza e #andràtuttinbici.

 

L’asta di biciclette si trasforma in un contest creativo online

Proprio perché c’è bisogno di maggiore consapevolezza e soluzioni accessibili al fine di non lasciare indietro nessuno, la tradizionale asta di biciclette organizzata da L’Altra Babele, cambia pelle ma continua a mantenere il suo obiettivo: recuperare e riparare bici e rimetterle a disposizione ad un prezzo contenuto. Un centinaio di biciclette recuperate saranno messe all’asta online a prezzo calmierato (dai 40 ai 70 euro) tramite un contest creativo.

Da giovedì 10 a domenica 20 settembre studenti e lavoratori che si muovono nel territorio regionale potranno collegarsi al sito di L’Altra Babele e raccontare punti di vista e dubbi sull’intermodalità bici + treno, ma, attenzione, a fare la differenza e ad essere premiata sarà la creatività dei materiali inviati.

Le bici assegnate saranno rese pubbliche martedì 22 settembre nel corso di un evento on-line e consegnate giovedì 24 settembre a Ferrara e Ravenna, e venerdì 25 settembre a Modena e Reggio Emilia, e nei giorni successivi a Bologna.

L’iniziativa si inserisce nelle iniziative della Settimana Europea della Mobilità

BONUS BICI: a che punto siamo?

Col via libera del 6 agosto, come annunciato dal Ministro dell’Ambiente Costa, si sarebbe potuto nei giorni di Ferragosto, appena trascorsi, scaricare l’app del Minambiente  per richiedere il Bonus Bici: fino al 60% del valore di acquisto e per un massimo di 500 euro, se in possesso di SPID e fattura di acquisto o “scontrino parlante”, con indicato il Codice Fiscale dell’acquirente/avente diritto all’incentivo”. Ebbene dell’applicazione non c’è traccia.

Da indiscrezioni sembra che l’erogazione del bonus biciclette non avverrà più con una apposita app, ma attraverso la compilazione di un modulo che, probabilmente, sarà disponibile online a partire dalla prima settimana di settembre. Il rimborso dovrebbe avvenire attraverso un bonifico sul conto corrente entro quindici giorni dalla domanda, sull’IBAN che dovrà essere riportato sul modulo; dovranno essere anche indicati i dati riportati sulla fattura o scontrino parlante che provino l’acquisto di una bicicletta (a pedalata muscolare o assistita) o monopattini, hoverboard, segway, o ancora servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture, avvenuto dal 4 maggio di quest’anno in poi.

Non è chiaro se la stessa modalità sarà valida per chi volesse, invece, acquistare uno dei mezzi, o servizi, per i quali è previsto il bonus, successivamente all’uscita della modulistica, dato che dovrebbe essere rilasciato una sorta di “buono” spendibile presso negozi convenzionati; su questo vi aggiorneremo.

Per ora sappiamo che il Ministro Costa ha ribadito che i soldi ci sono e da parte del governo c’è la disponibilità economica per rimborsare tutti gli aventi diritto, per gli acquisti fatti a partire dal 4 maggio fino al 31 dicembre 2020.

Lettera aperta al Sindaco sulla Mobilità per la ripresa scolastica

A 20 giorni dalla riapertura delle scuole FIAB MODENA sollecita  il Sindaco Muzzarelli per ricevere un aggiornamento sulla predisposizione della rete di mobilità ciclistica d’emergenza, votata in consiglio comunale in luglio 2020, e più volte proposta dall’Associazione dei ciclisti all’amministrazione come una delle soluzioni utili a risolvere l’accesso alle scuole di studenti ed insegnanti alla ripresa scolastica di settembre.

La realizzazione di una rete ciclabile d’emergenza (RME), che utilizza le “corsie ciclabili” per potenziare i collegamenti della rete di “piste ciclabili” esistenti favorirebbe gli accessi in sicurezza alle scuole, e dovrebbe essere abbinata a un contestuale abbassamento della velocità di transito delle auto a 30Km/h su quelle stesse strade.

La “pista ciclabile” in genere occupa uno spazio proprio, ricavato anche su un tratto di marciapiede, è ben separata dalla strada; la “corsia ciclabile” è invece una striscia di carreggiata, posta sul lato destro e divisa dalla strada da una striscia discontinua bianca ed è realizzabile in tempi molto più brevi e costi estremamente più contenuti.

FIAB MODENA ha proposto già da Aprile 2020 a tutte le amministrazioni della provincia di dotarsi di corsie ciclabili per potenziare i collegamenti con le frazioni ed i comuni vicini (ad esempio la ciclabile d’emergenza fra Modena e Nonantola che avrebbe potuto essere utilizzata come alternativa all’auto o al trasporto pubblico da almeno 600 studenti che tutti i giorni si spostano per raggiungere gli istituti scolastici a Modena) e favorire gli accessi alle scuole con la bicicletta anziché con l’auto privata, per contrastare l’aumento esponenziale degli spostamenti in auto registrato con l’emergenza sanitaria e contribuire a risolvere il problema della carenza di autobus.

 

FIAB: Modena, positivo avere un piano di emergenza. Valuteremo i fatti.

FIAB (Federazione Ambiente e Bicicletta di Modena e Carpi) ha inviato, già da metà aprile, in particolare alle comuni di Modena e Carpi, alcune proposte concrete per sollecitare le amministrazioni ad adottare misure efficaci e sostenibili, perchè in epoca post lockdown chi era abituato a servirsi di treni e autobus è in difficoltà per le restrizioni che riducono i posti disponibili e per la paura legata al rischio di essere contagiato.

In particolare da settembre, quando riapriranno le scuole, c’è il concreto rischio che si verifichi un uso assai maggiore dell’auto privata e si deve lavorare affinché ciò non accada favorendo l’uso di mezzi alternativi, come la bicicletta appunto, che per tempi di percorrenza costi ed efficienza risulta assolutamente concorrenziale e conveniente nelle nostre città dalle dimensioni contenute e pianeggianti.

Si parla delle cosiddette RME, reti di mobilità, sostenibile, d’emergenza. Dopo Carpi che ha già adottato e presentato un piano di cui inizieranno a breve i lavori, è la volta della nostra città che, con un comunicato del comune in data odierna, ha annunciato iniziative per favorire la mobilità sostenibile. Si tratta di proposte “d’emergenza” con esempi concreti che ricalcano in parte anche le nostre proposte. Andranno inserite nel tessuto cittadino con l’ottica di renderle quantomeno propedeutiche ad un futuro di mobilità moderno e sostenibile.

Abbiamo spesso criticato la nostra amministrazione, ma sempre in uno spirito propositivo e con intento di stimolare una visione più rivolta al futuro. Accogliamo certo con piacere e favore le novità annunciate, nella speranza che i molti verbi coniugati al condizionale diventino poi un indicativo.

Che sia la volta (e la svolta) buona che la nostra amministrazione prenda coscienza e coraggio del fatto che non si può progettare una città solo dal punto di vista delle automobili?

Ripartenza delle gite sociali

Il Consiglio Nazionale FIAB ritiene che ci siano tutte le condizioni per ripartire in sicurezza con le escursioni sociali.

Per questo anche il direttivo di FIAB Modena ha deciso di riprendere le escursioni sociali, ma con una nuova parola d’ordine: responsabilità individuale e collettiva. Quindi verificheremo, escursione per escursione se esistono le condizioni per confermarla, modificarla o cancellarla, selezionando con cura l’itinerario da percorrere, privilegiando percorsi semplici e, meglio ancora, lontano da posti affollati ed in mezzo alla natura.

Cercheremo di evitare gruppi grandi, che creano inevitabilmente situazioni di assembramento. Pedaleremo in gruppi di massimo 10-15 persone, e quindi è possibile che il numero dei partecipanti venga limitato già all’atto delle prenotazioni, od in alcuni casi potremo scaglionare gli orari di partenza creando più gruppi di 10-15 persone.

Comunque la partecipazione è subordinata all’iscrizione (anche via messaggio whatsapp) al referente della gita, ed alla accettazione del regolamento gite, integrato con le norme di comportamento COVID-19:

  1. Come da art.1 DPCM 17/05/2020 è vietata la partecipazione alla gita in caso di temperatura corporea superiore ai 37,5°, se si hanno sintomi influenzali o se si è avuto, nei 15 giorni precedenti, contatti con persone affette da sindrome covid-19. Ciascun partecipante, all’atto della registrazione, dichiara di non ricadere consapevolmente in una delle categorie sopra menzionate;
  2. Ogni partecipante dovrà avere al seguito la seguente dotazione:
    • mascherina chirurgica monouso certificata CE o altro dispositivo lavabile di analoga valenza, certificato CE, in quantità adeguata alla durata della gita, tenendo conto di un suo possibile deterioramento;
    • Gel disinfettante a base alcolica certificato CE, non autoprodotto;
    • guanti monouso in nitrile (da utilizzare solo in casi di necessità), in quantità adeguata alla durata dell’escursione;
    • sacchetto per il corretto smaltimento dei dispositivi usati.
  3. La mascherina VA INDOSSATA nei momenti di arrivo e registrazione, nel momento di incrocio sul percorso con altri ciclisti e/o pedoni, quando ci si avvicina alla guida e/o ad altri partecipanti e in generale quando non è possibile mantenere le distanze di sicurezza.
    NON VA INDOSSATA ma tenuta a portata di mano durante la marcia.
  4. I partecipanti dovranno mantenere una distanza minima fra loro di almeno 1 m durante le soste e almeno 2 m durante la marcia (fatta eccezione per nuclei conviventi);
  5. E’ vietato lo scambio di materiale e/o cibo fra i partecipanti;
  6. I partecipanti sono invitati ad igienizzarsi frequentemente le mani;
  7. Per il pagamento in loco della quota di partecipazione chiediamo ai partecipanti di presentarsi con la cifra contata, da depositare in apposito contenitore, in modo da non avere la necessità di scambio di denaro diretto con la guida.

Fiab Carpi – un piano per non tornare alla mobilità di prima

La Fiab – Federazione italiana Ambiente e Bicicletta di Modena ha inviato, lo scorso 6 maggio, al Comune di Carpi un piano di azione per la realizzazione urgente di una Rete di Mobilità d’Emergenza (RME). Il documento delinea alcune possibili soluzioni tese a favorire una mobilità dolce e a scongiurare il rischio di un ritorno massivo all’uso della propria automobile dopo i mesi di stop legati all’emergenza sanitaria.

Come? Garantendo più spazio a pedoni e ciclisti, riducendo la velocità delle auto e promuovendo la cultura del biketowork e del biketoschool alla riapertura delle scuole. Il piano tracciato dalla Fiab contiene numerose proposte e suggerimenti per collegare in modo snello e veloce i principali centri di interesse cittadini (centro storico, stazione ferroviaria, polo scolastico, polo sportivo, centri commerciali, ospedale) e per percorrere le principali direttrici nord/sud ed est/ovest lungo percorsi conosciuti e in piena sicurezza a piedi, in bicicletta o con mezzi di micromobilità.

La soluzione più semplice ed efficace per rendere più scoroicuro il traffico urbano è certamente quella di rallentare la velocità dei veicoli dagli attuali 50 km/h ai 30 km/h in tutta la città, rotonde comprese, con la sola esclusione delle tangenziali e delle strade su cui prevale il traffico di transito e nelle quali sarà però necessario ricavare spazi per pedoni e ciclisti riducendo la larghezza delle corsie dedicate alle auto. “In questo modo – spiega Piero Busso, della sezione carpigiana di Fiab – l’incidentalità cala drasticamente così come la gravità dei sinistri. E’ però necessario spiegare alla cittadinanza tali interventi di moderazione del traffico e la loro utilità così come fanno nel resto d’Europa dove il 20% della spesa necessaria per realizzare modifiche o introdurre novità in tema di viabilità è destinato proprio alla comunicazione”.

Sono nove le azioni a cui Fiab Modena dà la priorità e riguardano le vie Volta, Pezzana, Remesina Interna ed Esterna, Ugo da Carpi, Manzoni, Bortolamasi, Peruzzi, Marx e Aldo Moro interna e le sottostrade di via Cattani.

“Anche qualora l’Amministrazione non ritenga opportuno istituire una zona 30 estesa a tutto il centro urbano – prosegue Piero Busso – proponiamo comunque di restringere le carreggiate, dove possibile, realizzando, come previsto dal nuovo Decreto Rilancio, una semplice linea bianca di demarcazione a bordo strada per delimitare così le corsie ciclabili monodirezionali su entrambi i lati di marcia. Un intervento a bassissimo costo che può fare davvero la differenza dal momento che gli automobilisti vedrebbero costantemente i ciclisti e, rendendosi conto della velocità con cui viaggiano, chissà che non venga loro la voglia di tirare fuori la due ruote dal garage. Un’altra misura necessaria è poi quella di trasformare le ciclabili bidirezionali in monodirezionali per scongiurare così pericolosi incroci fra gli utenti”.

La rete ciclopedonale carpigiana è spesso tortuosa e difficilmente identificabile, a causa di una segnaletica inadeguata, e pertanto è poco conosciuta dalla maggior parte dei cittadini. Per superare tale gap, Fiab propone di far percorrere itinerari già noti, soprattutto nei collegamenti, perlopiù rettilinei e resi più sicuri grazie alla realizzazione di alcuni semplici interventi, anche ai ciclisti.

“Le piste ciclopedonali – sottolinea Busso – sono un assurdo tutto italiano: per favorire l’utilizzo delle bici occorre togliere spazio alle auto, non ai pedoni, i quali hanno a loro volta il diritto di muoversi in sicurezza. Queste soluzioni spurie non le troviamo in nessun altro paese europeo, poiché sono previste dal Codice della Strada solo in rari casi, come dentro ai parchi ad esempio. A Carpi, invece, si snodano per decine di chilometri ma la convivenza coi pedoni è tutt’altro che semplice. Spesso ci si imbatte in persone  a spasso col cane o che camminano con le cuffie alle orecchie o parlano al cellulare… tutte situazioni di potenziale pericolo. La filosofia che ha guidato il nostro progetto è quello di restituire i marciapiedi ai pedoni e di rendere le strade anche a misura di ciclista. In questo modo chi opta per la due ruote si potrà spostare in modo veloce e sicuro su assi viari che conosce bene, abbandonando i fondi scivolosi e spesso pieni di ostacoli o di curve a gomito di certi percorsi ricavati sui marciapiedi, e senza dover più scendere dalla bicicletta in prossimità degli attraversamenti, altra limitazione che esiste solo nel nostro Paese”.

Andare in bicicletta fa bene alla salute e all’ambiente e quindi ben vengano gli incentivi previsti da Comune e Regione: “gli italiani posseggono più auto di qualsiasi altro paese europeo, il 30% della popolazione è obesa e l’Italia ha la più alta percentuale d’Europa di bambini in grave soprappeso, tanto che le malattie legate alla sedentarietà incidono sulla spesa sanitaria per il 9%. Per non parlare poi dell’inquinamento dell’aria… Sono quindi estremamente favorevole a questi incentivi, eccezion fatta per quelli destinati alle auto elettriche poiché incentivano comunque la presenza di veicoli sulla strada, peraltro molto silenziosi e dunque pericolosi per pedoni e ciclisti. Il nodo cruciale però resta: puoi comprare una bicicletta a pedalata assistita o un monopattino elettrico ma se poi non sai dove utilizzarli, il risultato non cambia”.

Proposta per la RME – Carpi