COVID-19, Fase 2: le proposte di FIAB alla Amministrazione di Modena

COMUNICATO STAMPA COVID 19 – FIAB Modena sulla fase due.

Abbiamo inviate al Sindaco e all’assessora Filippi alcune proposte riguardanti una mobilità sostenibile per la “fase 2” dopo l’emergenza Covid19
Secondo la FIAB, in linea con quanto sostenuto nei giorni scorsi anche da Andrea Burzacchini, amministratore unico di AMO, occorre rivedere concretamente le modalità di trasporto evitando il massiccio ricorso all’auto privata.

Le proposte che alleghiamo si potrebbero definire “molta resa con poca spesa”. Si tratta, infatti, di proposte di veloce ed economica fattibilità.
Riguardano, in particolare:

• il cavalcavia Mazzoni da destinare solamente ai mezzi pubblici, ciclisti e pedoni
• gli assi di via Morane, di via Buon Pastore, di via Luosi, di via Emilia Ovest su cui, senza togliere particolare spazio alla sede stradale, si può realizzare una ciclabile mono direzionale.
• il collegamento tra via Ciro Menotti e corso Canalgrande ove si prevede di regolarizzare, per i ciclisti, l’uso della corsia degli autobus.
• il centro storico per il quale si ribadisce la richiesta di permettere ai ciclisti di percorrere alcuni tratti di sensi unici per le auto, apponendo la segnaletica “divieto di accesso eccetto biciclette”.

 


Al Comune di Modena
c/a Signor Sindaco
c/a Assessora alla Mobilità Sostenibile

Proposte di FIAB Modena per la Mobilità post Covid 19

Il virus, col quale dobbiamo imparare a convivere, sta ponendo alle nostre Comunità numerosi problemi sui quali gli scienziati e gli esperti stanno lavorando alacremente. In questi giorni, si stanno studiando anche le modalità di riorganizzazione della mobilità urbana per la Fase 2, che dovranno tutelare comunque l’isolamento individuale.

Se da una parte non si possono immaginare città assaltate quotidianamente da auto con un solo passeggero o centri storici senza ZTL e parcheggi a pagamento, non è possibile riorganizzare a breve neanche il trasporto pubblico perché, per garantire i trasportati, sono necessari nuovi mezzi, nuovo personale e nuovi investimenti.

L’Amministratore unico di AMO, Andrea Burzacchini, ha illustrato in una recente intervista i provvedimenti necessari per rendere efficiente il trasporto pubblico post Covid. A livello mondiale si stanno proponendo e sperimentando nuove misure per una mobilità di emergenza, dedicando maggior spazio pubblico alle due ruote, che sono poco ingombranti e garantiscono l’isolamento dei trasportati.

E’ così forte l’esigenza di questa riorganizzazione, che in diversi Paesi si stanno attuando interventi provvisori, non specificamente previsti dalle normative vigenti, finalizzati ad un unico obiettivo: incrementare l’uso della bicicletta tra la popolazione e ridare nuovi spazi ai pedoni e ai disabili, per garantire una mobilità efficiente e con la necessaria garanzia di sicurezza sanitaria. Una particolare attenzione viene dedicata anche ai monopattini, alle cargo bike per il trasporto ed ai pedoni riducendo, se necessario, gli spazi ora dedicati alle automobili.

Bikenomist ha pubblicato in questi giorni un interessante piano di Azione per una Rete di Mobilità di Emergenza che offre molti spunti operativi. Anche noi soci FIAB ci siamo chiesti se a Modena vi siano le opportunità concrete per una nuova ed efficiente mobilità post Covid, in grado di offrire collegamenti diretti e sicuri ai cittadini in sostituzione agli abituali spostamenti in auto e con i mezzi pubblici.

La nostra esperienza diretta di ciclisti urbani e l’analisi di dati sui flussi di ciclisti, raccolti in questi ultimi 20 anni, ci spingono ad avanzare proposte concrete sulle principali direttrici attualmente utilizzate dai cittadini che si muovono in bicicletta. Abbiamo cercato di affrontare i percorsi più interessanti ed i punti nodali principali con proposte che avessero le seguenti caratteristiche:

  1. strutture facilmente attuabili in tempo breve;
  2. soluzioni già largamente utilizzate in altre città italiane ed europee;
  3. interventi realizzabili con la sola segnaletica, senza costosi interventi strutturali;
  4. soluzioni reversibili se non risulteranno efficaci;
  5. costi complessivi decisamente ridotti.

Gli itinerari scelti sono quelli che connettono le principali zone residenziali con i poli di attrazione di traffico come: le stazioni, i parcheggi di interscambio, i centri direzionali, produttivi e scolastici del nostro centro urbano non ancora serviti:

Cavalcavia Mazzoni

E’ ormai maturo eliminare il traffico delle auto private dal cavalca ferrovia per dedicare l’intera sede stradale ai mezzi pubblici, alle bicilette ed ai pedoni; in tal modo si realizza il tanto atteso collegamento sicuro col centro città degli abitanti dei quartieri a nord della ferrovia, migliorando di qualità dell’aria e la vivibilità dell’intera area, ora attraversata da un ingente traffico parassitario in transito.

Asse di via Morane

L’ampia sezione stradale di via Morane, dalla nuova Estense a via Carlo Sigonio, consente di tracciare due corsie ciclabili monodirezionali sui entrambi i lati, con la sola esclusione dei tratti in prossimità dei due incroci semaforizzati. Si potrebbero realizzare con la sola segnaletica orizzontale, come quelle realizzate sulla via Emilia a Reggio Emilia e riportate nelle indicazioni delle “Linee guida sulla ciclabilità” della L.R. 10/2017

Assi di Via Buon Pastore e di via Luosi

Si tratta di due percorsi assai frequentati dai ciclisti per la presenza di quartieri densamente abitati e di attrezzature urbane e servizi attrattori assai frequentati. L’asse di Buon Pastore è in assoluto il più frequentato della città, con un flusso di ciclisti che, nell’ora di punta del mattino degli ultimi dieci anni, è variato tra i 250 e i 350 passaggi nella sola direzione centro. Su entrambe le strade sono presenti due ciclopedonali molto stretti, fuori norma, con un flusso di ciclisti tale da creare spesso conflitti ed incidenti tra ciclisti e pedoni. Sarebbe possibile migliorare la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni realizzando un secondo percorso ciclabile monodirezionale sul lato opposto della strada, in modo da separare chi procede verso il centro e chi verso la periferia. Con questi interventi su entrambe le direttici si ridurrebbero solo alcuni posti auto, senza alcuna limitazione al transito automobilistico e si offrirebbero ai residenti nuove opportunità alternative all’auto.

Via Emilia Ovest nel tratto da largo Aldo Moro a via Emilio Po

L’ampia sezione stradale, tipica di una ex strada statale, consente di realizzare una ulteriore ciclabile monodirezionale anche sul lato nord, per alleggerire il transito di bici sulla pista esistente e soprattutto per servire meglio i residenti e le attività di tutta la zona di S. Cataldo. Anche in questo caso si propone di realizzare una corsia ciclabile, con sola segnaletica orizzontale, come quella già esistente sul lato sud da Via Jacopo Barozzi a Viale Italia. Ciò comporta solo modesti restringimenti della sezione stradale, ininfluenti per il transito e la sosta degli altri veicoli, e permette di
regolarizzare l’utilizzo della pista esistente che, secondo il D.M. 557/99, può essere percorsa solo in direzione del centro.

Collegamento tra via Ciro Menotti e corso Canalgrande

E’ un percorso già ampiamente utilizzato dai residenti della popolosa zona Musicisti per accedere al Centro Storico, che deve tuttavia essere regolarizzato e messo in sicurezza. La soluzione proposta prevede una corsia ciclabile monodirezionale verso il centro e la regolarizzazione dell’uso della corsia bus da parte dei ciclisti, che già usano da molti anni senza particolari problemi. In questo caso si manterrebbe inalterato l’assetto attuale della viabilità, ma si renderebbe sicuro un itinerario prezioso questa parte di città.

Centro storico

Da molti anni segnaliamo le difficoltà oggettive che i ciclisti incontrano per accedere ed attraversare il cento storico cittadino. Il disinteresse degli amministratori comunali dura ormai da un decennio ed i ciclisti rischiano quotidianamente proprio nella zona della città più attrattiva e più vocata alla bicicletta e alla pedonalità. L’attuale organizzazione della viabilità impedisce l’attraversamento del centro, soprattutto sull’asse nord-sud ed in entrambe le direzioni. La richiesta che avanziamo da tempo, e che riproponiamo nuovamente, è quella di permettere ai ciclisti di percorrere alcuni brevi tratti di strada a senso unico per le auto, apponendo la segnaletica “divieto di accesso eccetto biciclette” nei tratti sotto indicati.

Eccetto Bici: la proposta FIAB Modena per rendere sicuro e comodo l’accesso al centro storico in bicicletta

E’ una soluzione, già ampiamente utilizzata in altre città italiane ed europee, che regolarizza e rende sicuro un comportamento abituale dei modenesi
Anche per questa soluzione si riportano alcuni esempi già realizzati e citati nelle “Linee guida sulla ciclabilità” della Legge Regionale 10/2017:


Queste sono solo alcune proposte per adeguare la rete principale e ridurre la pericolosità, soprattutto per i pedoni, dei ciclopedonali e delle infrastrutture esistenti; ma vi sono anche altre situazioni pericolose come la pseudo ciclabile di viale Amendola, il tratto tra via Riccoboni e Calle di Luca, il mancato collegamento tra Viale Barozzi e la stazione delle autocorriere.

Appena sarà possibile, per dare un ulteriore contributo al Comune, faremo una ricognizione dei tratti e dei punti della rete esistente che sono difformi dalla normativa vigente e che presentano pericolosità evidenti per pedoni e ciclisti.

La così detta Fase 2, che ci aspetta nei prossimi mesi, può diventare l’occasione per organizzare una mobilità diversa, più compatibile con i centri urbani e per abbandonare definitivamente le ricette vecchie che ci hanno portato alla congestione delle strade e ai livelli insostenibili di inquinamento atmosferico ed acustico.

Per Modena potrebbe essere anche l’occasione per far perdere le cattive abitudini ad una buona parte di quel 45% dei cittadini che quotidianamente usano l’auto in città per percorsi inferiori ai 2 chilometri.

Modena 22.4.2020
Il Presidente di FIAB Modena
Eugenio Carretti

 

Lettera a tutti i Sindaci modenesi: adottare una Rete di Mobilità di Emergenza

Egr. Sindaco, egr. Assessori,

come FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta di Modena a.p.s. ci rivolgiamo a Voi non solo come rappresentanti della Amministrazione Comunale ma anche come responsabili della salute e della mobilità della Vostra comunità.

La pandemia in corso ha provocato anche nella nostra Provincia vittime e danni economici rilevanti e in vista di una Fase 2 ovvero di un auspicabile e graduale ripresa delle attività produttive siamo preoccupati al pari di altre associazioni e rappresentanze sociali dei rischi impliciti ad un ritorno di una mobilità delle persone e delle merci che non potrà essere come quella pre Covid 19.

A tal fine Vi alleghiamo un “Piano di azione per la mobilità urbana post Covid” elaborata da BIKEITALIA che contiene suggerimenti tecnici utili per impostare da subito una “Rete di Mobilità di Emergenza – RME”. Tali linee guida con poche differenze le stanno iniziando a adottare altri comuni in Italia, in Europa e nel mondo intero. Suggerimenti e soluzioni che sono in sintonia con le raccomandazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità.

Siamo a disposizione attraverso la nostra rete di volontari esperti in mobilità a supportare la Vostra Amministrazione per l’implementazione della RME. A tal fine non esitate a contattarci per qualsiasi richiesta di chiarimenti riteniate necessaria per consentire una gestione della mobilità compatibile con la salute e la ripresa produttiva.

Cordiali Saluti

Per il consiglio direttivo FIAB Modena
Eugenio Carretti
presidente FIAB Modena a.p.s.

 

Piano di Azione RME

Fiab Modena e solidarietà

FIAB Modena, che da fine febbraio ha dovuto annullare tutte le attività associative finalizzate alla promozione dell’uso della biciletta (gite, incontri e attività pubbliche), nell’emergenza legata al coronavirus si è impegnata in attività di solidarietà e sostegno sociale, mettendo in contatto i nostri soci/volontari con associazioni, enti e istituzioni che già operano sul territorio modenese.

FIAB Carpi, sezione di Modena di recente costituzione, ha prontamente risposto alla richiesta dei Servizi Sociali del Comune di Carpi: da lunedì 20 aprile coordinerà il progetto “Pronto Voce”, che vedrà impegnati diversi volontari soci e non soci, rispondere alle telefonate di persone che hanno necessità o semplicemente desiderio di compagnia. Persone anziane, che vivono sole e che lo desiderano tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, potranno telefonare al numero 339/2956550 semplicemente per “scambiare quattro chiacchiere” in queste giornate di forzato isolamento.

Volontari di Fiab Modena sono impegnati nel confezionamento di pacchi spesa destinati a famiglie e persone in difficoltà, in collaborazione con Acli, Caritas, Croce Blu e Comune di Modena.

Sono attività di promozione sociale a cui l’associazione ha sempre riservato un impegno importante: organizzando i corsi per insegnare alle donne straniere ad andare in bicicletta, attività nelle scuole sulla mobilità sostenibile, corsi e laboratori per la manutenzione della biciletta per i migranti e per i ragazzi.

Resta sempre vivo l’interesse a collaborare con i settori mobilità delle amministrazioni locali che in questa difficile fase di ripensamento stanno studiando come gestire la mobilità dei cittadini dopo l’emergenza coronavirus. Ci auguriamo che la bicicletta possa assumere un ruolo prioritario nel risolvere le problematiche di spostamento: garantisce il distanziamento, non inquina, non intasa le nostre strade, dona ad ognuno di noi il benessere che deriva dell’attività fisica.

https://www.modenainbici.it/piu-auto-per-tutti/

https://www.change.org/p/giuseppe-conte-coronavirus-mobilit%C3%A0-di-emergenza-le-auto-non-sono-la-soluzione

https://www.bikeitalia.it/wp-content/uploads/2020/04/RME-Piano-di-azione-mobilit%C3%A0-urbana-post-covid.pdf

 

Dopo il CoronaVirus: il PUMS è da azzerare

Lettera aperta alla Amministrazione di Modena, firmata da:

FIAB Ambiente e Bicicletta Modena
Friday For Future Modena
Germogli di Salute
ISDE Modena
MOBASTACEMENTO
Officina Popolare Rimessa in Movimento
WWF Emilia Centrale
Madonnina per Modena
MVP – Modena Volta Pagina

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Non vediamo l’ora che finisca questo periodo, ma, come dice uno slogan in voga, “non vogliamo tornare alla normalità perché la normalità era il problema”.

Infatti ci siamo già scordati che il nostro pianeta è nel bel mezzo di una crisi climatica senza precedenti, e che le nostre città erano luoghi inospitali, inquinati, rumorosi, caotici e pericolosi? La natura in poche settimane si è ripresa i suoi spazi e le città sono tornate pacifiche, ma questi vantaggi sono ben poca cosa rispetto alla mancanza di libertà di spostamento e di socialità che per il genere umano vale ben più della tranquillità. E quindi bisognerà pur tornare a muoversi e stare insieme. Si, ma come prima?

Ormai tutti ritengono che alla fine della fase emergenziale, le abitudini relazionali ed il sistema economico siano destinati a cambiare per sempre. Proviamo a capire cosa potrebbe succedere alla mobilità. Partiamo da due dati incontrovertibili:

  • Nel breve/medio periodo la ricchezza disponibile calerà sensibilmente e ne sarà più colpito il ceto medio basso, che avrà meno risorse e le destinerà prioritariamente a beni essenziali
  • Sempre nei prossimi anni, perdurando piccoli focolai di pandemia, il distanziamento sociale rimarrà un costante che spingerà la domanda di ampi spazi in cui poter godere di una socialità più salutare e meno affollata.

Analizziamo il problema economico dal punto di vista della famiglia media italiana: difficilmente il reddito crescerà, probabilmente il lavoro sarà meno stabile (intermittente e mutevole), e sempre di più in modalità smart (meno spostamenti – come la scuola dei figli, tra l’altro). Cosa se ne può dedurre? Che le famiglie cercheranno di limare sui costi più elevati, e dopo casa ed alimentazione sui quali è difficile incidere, ci sono proprio le auto: si perché quasi ogni famiglia italiana ha 2 o 3 auto, e se è difficile pensare che nessuno possa fare a meno di un’auto in famiglia, è altrettanto ragionevole pensare che le seconde auto verranno messe in discussione.

Sarebbe oltretutto una scelta razionale: una seconda auto normalmente viene usata per tragitto casa-lavoro e per gli acquisti (uso depotenziato da consegne a domicilio ed acquisti online) o per gli spostamenti del figlio maggiorenne. Se stimiamo 2 ore di uso al giorno, l’auto sta ferma almeno il 92% del tempo sotto casa o sotto l’ufficio e ci costa tra possesso e manutenzione circa 5.200 euro/anno (stime ACI per una utilitaria). Un primo segnale arriva dalle vendite di auto che hanno fatto segnare un meno 85% a marzo 2020: si tornerà mai ai livelli pre-COVID?

Ma esistono alternative valide? Nelle città più servite il trasporto pubblico è già molto usato (57% degli spostamenti a Milano ad esempio), ma il trend in maggiore crescita è quello dei monopattini e biciclette elettriche. Questi strumenti molto smart permettono di soddisfare una richiesta di mobilità individuale, eliminando molte resistenze come il costo di accesso, la fatica, la velocità di spostamento, e la difficoltà di parcheggio. Sono molto apprezzati ed alla portata di tutti per l’acquisto, e sempre di più disponibili anche in modalità “servizio” come flotte di sharing.

In futuro anche diversi utilizzatori abituali del trasporto pubblico potrebbero considerare questa una valida alternativa per non frequentare luoghi affollati: essendo non più una scelta individuale del singolo sensibile cittadino ambientalista, ma una necessità economica-sanitaria, è possibile che questo scenario prenda quota coinvolgendo una bella fetta di popolazione.

Quindi si pongono urgenti ed evidenti due problemi:

  • Dove facciamo circolare questi nuovi commuter giornalieri, che hanno necessità completamente diverse dagli automobilisti? Sulle attuali ciclabili?
  • Come riorganizziamo le città perché i servizi e le utilità siano a portata di monopattino e bicicletta?

Missione impossibile? A Parigi, per esempio, il sindaco Anne Hidalgo ha vinto largamente il primo turno delle elezioni proponendo di tagliare il numero di veicoli motorizzati privati, ed impostando una rete ciclabile che in poco tempo e bassi investimenti, sia fondata su questi principi:

1) universalità: la rete ciclabile deve rivolgersi alla stragrande maggioranza dei cittadini interessati a utilizzare la bicicletta ma che temono per la propria incolumità;

2) riequilibrio: lo spazio per le nuove infrastrutture ciclabili non deve essere tolto ad aree verdi e pedoni; corollario: le piste ciclabili sono parte di un processo di riequilibrio che riduce lo spazio dedicato al veicolo motorizzato individuale;

3) priorità: la rete deve essere realizzata in modo di essere efficace, creando percorsi diretti/rettilinei da punto A al punto B; corollario: senso unico eccetto bici e riduzione della velocità delle auto a 20 o 30 km/h nella maggior parte della rete viaria

4) ampiezza: la rete deve poter ospitare agevolmente il flusso previsto nei prossimi decenni; corollario: le piste devono essere ampie, permettendo di viaggiare affiancati per ogni senso di marcia, ed agevolando così i sorpassi tra utenti a diverse velocità;

5) urgenza: la rete deve essere realizzata rapidamente, in modo che, dopo qualche disagio durante la realizzazione, i cittadini possano subito prenderne possesso e apprezzarne i vantaggi.

Ma la trasformazione urbanistica va ben oltre e la Sindaca si è ricandidata con un progetto di “Città 15 minuti”, che intende promuovere una situazione di “iper-prossimità” dove tutti i servizi essenziali siano disponibili a distanze percorribili a piedi o in bicicletta. Ed entro il 2024 (… non il 2030 del nostro PUMS) propone “Parigi 100% ciclabile”, per avere una corsia ciclabile in ogni strada, e rimuovere 60.000 degli 83.500 parcheggi auto in strada (-71%) per trasformarli in piste ciclabili, aree verdi, spazi gioco.

I cinque cardini del decalogo parigino (universalità, riequilibrio, priorità, ampiezza, urgenza) appaiono proprio quelli che permetteranno alle città di adeguarsi velocemente alle nuove esigenze di socialità dopo il coronavirus, nel quale lo spazio per il permanente distanziamento sociale viene recuperato da quello sprecato da auto che occupano 25mq per spostare spesso una sola persona.

E la promessa di una “città 15 minuti” risponde alla seconda questione posta dalla crisi coronavirus, quella di avere maggiori spazi e minori spostamenti in auto. Tra l’altro avere tutti i servizi pubblici e commerciali a 15 minuti a piedi, avrebbe il grande merito di rivitalizzare non solo il centro storico, ma anche il commercio e l’artigianato di servizio di ogni singolo quartiere, e di decretare la fine del modello (già in crisi) basato sui grandi centri commerciali (dove il distanziamento sociale è impossibile) dislocati in periferia vicino alle grandi arterie di comunicazione.

Tra l’altro il COVID-19 ci ha fatto capire che fare solo 2 ore di ginnastica alla settimana, andare e tornare dal lavoro in auto e stare fermi 8 ore in ufficio, stare chiusi tutto il giorno in casa non è benessere, ma debolezza che ci espone di più alle infezioni. E la mobilità attiva può essere una soluzione efficace: muoversi di più a piedi e in bici non solo ci aiuta a mantenere una certa distanza fisica, ma contribuisce anche a mantenerci in forma e ridurre le malattie.

In tutto il mondo questa emergenza improvvisa ha portato in secondo piano molti progetti. A Modena avevamo in varo il PUMS (Piano della Mobilità Sostenibile), in colpevole ritardo e soprattutto inadeguato a rispondere alle nuove domande di mobilità dei cittadini.

Con questa nuova prospettiva, ad esempio, l’idea che l’attuale rete ciclabile sia solo da riconnettere è diventata chiaramente obsoleta: i percorsi sono quasi tutti promiscui con i pedoni, quasi tutti bidirezionali, spesso di larghezza inadeguata a far passare due ciclisti, sempre insicuri e dalla incerta segnaletica nelle intersezioni, dal fondo sconnesso e raramente illuminati. Possono rispondere a criteri di universalità, riequilibrio, priorità, ampiezza, urgenza?

Chiediamo quindi alle nostre amministrazioni di pensare sin da ora a una mobilità delle persone che:

  • permetta ai cittadini di scegliere modalità di trasporto più economiche, risparmiando sulle spese legate all’auto.
  • permetta di fare attività fisica quotidiana, dopo mesi di sedentarietà, semplicemente andando al lavoro o facendo la spesa
  • valorizzi e favorisca la frequentazione dei piccoli negozi di quartiere, fortemente colpiti dalle chiusure ma che i cittadini stanno riscoprendo ora, spinti dal cercare intorno a casa quello che prima cercavano a chilometri di distanza nei centri commerciali
  • favorisca le consegne a domicilio della spesa tramite bici o cargo-bike, dando priorità e valorizzando il commercio di prossimità
  • soprattutto in un primo momento, garantisca indipendenza negli spostamenti e la distanza fisica ma promuova la relazione sociale: molte città stanno già sperimentando piste ciclabili di emergenza nelle strade svuotate dalle auto
  • permetta di ridurre gli incidenti stradali e di conseguenza alleggerire il sistema sanitario, già oggi messo a dura prova.
  • faccia risparmiare sulla manutenzione stradale e sull’uso dello spazio pubblico. Basta spese per nuove strade, autostrade e rotonde. I fondi pubblici per la mobilità devono essere spesi per la ciclabilità che già da subito può diventare una valida alternativa per le esigenze di spostamento in città.

Alla luce del coronavirus forse questo ritardo del PUMS può venire utile. Siamo ancora in tempo a ripensare da zero il piano, assegnando risorse certe, cospicue e tempi immediati (non il 2030) per un ridisegno complessivo dello spazio urbano, che tolga all’insostenibile peso dell’auto privata per restituire leggerezza ai cittadini.

Bretella di Carpi: un’opera superata dai tempi

BRETELLA CARPI: Da rotonda via Guastalla a rotonda zona Autotrasportatori

La futura opera denominata “Bretella” che collega la rotatoria di via Guastalla alla rotonda della zona autotrasportatori di Fossoli, a nostro avviso è un progetto superato dai tempi, previsto ancor prima del PRG dell’anno 2000, del tutto inadatto alla realtà che stiamo vivendo e completamente difforme dalle strade intraprese in altre realtà europee ed extra-europee.

Le realizzazioni di superstrade, autostrade, tangenziali, svincoli e bretelle sono tutti interventi costosissimi, in termini non solo economici ma soprattutto ambientali, ideati per risolvere problemi di traffico, per fluidificare flussi; è invece ormai assodato che nuove strade e nuove arterie non fanno altro che richiamare nuovi flussi e nuove auto aggravando i problemi invece che risolverli.

La nuova bretella non risolve il problema di fondo, sposta solamente un poco più a ovest traffico ed inquinamento senza eliminarli ma anzi, probabilmente, generandone di nuovi. Si perpetua per altro un consumo del suolo che pare senza fine, per costruire centri commerciali, ambiti F, caserme, bretelle, futuri ospedali e quant’altro, nonostante la specifica legge regionale 24/2017 e la sempre più evidente emergenza ambientale e climatica.

Si prevede, ovviamente nel lungo periodo, di sgravare la tangenziale Losi e di poterla utilizzare in parte per altri utilizzi: però tutto il traffico pesante e di scorrimento, con direzione nord-sud, che oggi interessa sia via dell’Industria (ad una sola corsia) che la tangenziale Losi (a due corsie) in futuro dovrebbe essere smaltito dalla nuova bretella e da via dell’Industria, che è a una sola corsia.

La bretella troverà un tappo proprio in via dell’Industria, che è a una sola corsia; ci ritroveremo probabilmente tutti in coda sulla nuova bretella e sarà quindi necessario procedere anche alla “riqualificazione e miglioramento” di via dell’Industria allargandone ulteriormente la carreggiata.

Pensiamo che meglio si possano impiegare i 7 milioni di euro previsti per interventi sulla mobilità davvero sostenibile; interventi tesi anche a ridurre il più possibile il traffico delle auto dei pendolari sulla strada Romana Nord; collegare la città con la zona autotrasportatori con una vera “autostrada ciclabile”, incentivare l’utilizzo di bici anche elettriche, di cargo bike, del TPL anche con premi tangibili a chi rinuncia all’uso dell’auto; iniziare a studiare e pianificare seriamente la mobilità futura su rotaia, invece che su gomma, sia per le persone che per le merci.

Inoltre evidenziamo come la ciclabile prevista lungo la ferrovia in direzione di Fossoli (intervento correlato alla Bretella), ritenuta interessante, prenda però inizio da via Remesina Interna, ove esiste una ciclopedonale sempre piena di pedoni e con numerose intersezioni tali da disincentivarne l’utilizzo.

Apprezziamo che l’Amministrazione illustri ed esponga spesso argomenti legati alla mobilità sostenibile, pur tuttavia gli investimenti, davvero considerevoli, sono ancora sulla mobilità insostenibile; per la prima, ormai sempre più diffusa in tutta Europa, si fanno sperimentazioni, per la seconda, che ha ormai evidenziato limiti intollerabili e non più sostenibili, si realizzano gli interventi senza aver prima cercato delle alternative sostenibili.

Se vogliamo pensare di poter far fronte al nuovo mondo che ci si sta configurando innanzi, con una velocità di cambiamento che nessuno fra l’altro si aspettava, proviamo a pensare a nuove soluzioni per i soliti vecchi problemi di troppo traffico.

Per Chiara

L’ultimo dei suoi giri in bici è stato il Cammino della Plata, da Siviglia a Santiago de Compostela, partenza settembre 2019.

Per lei, ciclista dalle buone gambe, una sfida non solo fisica, ma anche psicologica: da anni ammalata, le cure sembravano darle qualche speranza, ma naturalmente era provata. Eppure è arrivata fino in fondo, con grinta e fierezza e – al ritorno da quel viaggio – ne parlava come di una esperienza molto faticosa ma anche piena di bellezza.

Raccontava che – arrivata con la sua bici sulla piazza, davanti al santuario – aveva vissuto e sentito anche negli altri compagni di viaggio – un’esperienza di pura gioia. Aveva respirato gioia.

Perché lei era così: senza mezze misure, in tutte le cose della sua vita. Una donna dalle forti passioni.

Per la sua famiglia innanzitutto, per le due figlie Francesca e Giovanna e per i nipoti  Matilde e Tommaso, di cui non perdeva occasione di raccontare le piccole e grandi imprese e per i quali combatteva modelli distorti di società.

Per la letteratura, che aveva insegnato al Muratori. Per lei Dante e Leopardi non erano solo materie da insegnare ma maestri di vita, e lo sa bene chi ha condiviso con lei il viaggio in bici a Recanati; non solo pedali, ma anche poesie e racconti.

Per la musica, Mozart soprattutto, che ascoltava “quando sentiva in testa le vespe che ronzavano”. Anche negli ultimi tempi, bastava mettere su un CD di Mozart e pian piano il ronzio cessava. E poi il coro gospel, anche quello vissuto con la voce e l’anima.

Per il mare. Aveva scoperto negli ultimi anni la bellezza della barca a vela e naturalmente – quando pioveva e tirava vento – preferiva star fuori, per sentire tutta la potenza del mare.

Ultimamente, sempre più stanca, si riposava spesso sul divano, e questa è delle ultime immagini che conservo di lei: una grande sala, piena di luce, a distanza di sicurezza Chiara dolcemente allungata sul divano, così diversa da tutti noi “leoni in gabbia” che scalpitiamo per andare a fare una gita, con una lentezza di gesti in qualche modo coerente con il tempo che stiamo vivendo. Diceva: “per chi sa di averne poco, questo tempo lento non è una condanna, ma un dono. Per assaporare ogni piccola cosa. Un dolce addio a questo mondo fisico con tutta la sua bellezza di cui ci è stato dato di fare esperienza”.

Così si andava da lei non per compatire, ma per cercare pace.

Ciao Chiara!

 

Mobilità sostenibile: qualcosa si muove?

La seduta del consiglio comunale del 13 febbraio è stata riservata alla discussione di diversi OdG sulla mobilità sostenibile; si tratta di un fatto a cui FIAB Modena attribuisce particolare importanza.

Gli OdG sono stati presentati, cosa abbastanza inusuale, quasi tutti da esponenti della maggioranza, con Diego Lenzini e Lucia Connola in prima fila, e le votazioni finali si sono tenute il 27 febbraio con un risultato sorprendente: il voto favorevole della maggioranza e dei 5stelle e l’astensione del centro destra; insomma, il tema della mobilità sostenibile non è più di parte, ma seppur con sfaccettature diverse, sembra diventare un comune sentire.

Ma di cosa si è parlato nelle due sedute? Quattro i temi: uno su Gigetto, il secondo sulla mobilità ciclabile, il terzo sui furti di biciclette, il quarto (presentato dalla Lega) sulla valorizzazione della “Strada del sole” (Eurovelo7). Sono argomenti che Fiab Modena, spesso inascoltata, sta tenacemente portando avanti da anni. Ci sentiamo quindi pienamente coinvolti a darne una valutazione.

1) Linea Modena Sassuolo: “ … condividere con tutte le amministrazioni interessate per sostenere davanti alla Regione e a TPER la necessità di un’analisi approfondita su come rendere la linea davvero funzionale; a inserire nel Pums soluzioni coerenti con questo obiettivo; a valutare l’avvio di uno studio di fattibilità per il prolungamento della linea; a prevedere un incremento della frequenza e delle fermate…

FIAB Modena: l’obiettivo di costruire una infrastruttura che serva ai pendolari di mezza provincia è un obiettivo strategico. Certo che da un PUMS dove il TPL è trattato in poche pagine senza dire nulla sulle risorse che intende allocare, siamo arrivati ad un piano di fattibilità del valore di 80.000 euro (pochino) senza nessuna indicazione precisa circa a che fattibilità si intenda verificare e senza un ventaglio di proposte anche alternative o integrative fra loro. Non sappiamo quante risorse nei prossimi 5 -10 anni si vogliono dedicare sia al trasporto urbano che a quello interurbano, e non c’è nessun indicatore di prospettiva e vincolante su quanto fra 5 o 10 anni debba essere il trasporto privato e quello pubblico. Crediamo necessario ridiscutere da capo il PUMS anche con le sue relazioni con il trasporto provinciale. Perché ad oggi le uniche risorse certe nel PUMS sono quelle dedicate al trasporto privato.
Piccola chiosa: se non avessimo sprecato 20 anni ed una montagna di soldi per fare una Modena Sassuolo autostradale, oggi potevamo aprire i cantieri del nuovo Gigetto, invece di una inutile e dannosa seconda camionabile verso il comprensorio ceramico. Avremmo ottenuto l’effetto tra l’altro di ridurre i transiti auto nelle ore di punta sull’attuale Modena Sassuolo, unici momenti in cui questa è davvero sovraccarica.

2) Mobilità ciclabile:… prevedere piste ciclabili a elevato scorrimento sulle direttrici strategiche del Pums. Sistemi alternativi per garantire la sicurezza dei ciclisti anche penalizzando, se necessario, la mobilità veicolare e prevedendo eventualmente il doppio rosso ai semafori. Prevedere piste ciclabili sulla sede stradale ogni volta che la larghezza della carreggiata lo consente, stabilendo nel Pums un crono programma per la loro realizzazione prioritaria; di proseguire l’opera di ricucitura dei vari tratti di ciclabili impegnando immediatamente adeguate risorse per la manutenzione dei punti più dissestati; di scorporare i percorsi pedonali da quelli ciclabili e di realizzare nuovi depositi protetti.

FIAB Modena: le ciclabili sulle direttrici strategiche servono per le strade principali, mancano completamente i riferimenti a Modena città a 30 km/h strumento “economico” ed efficace non solo per la viabilità di tutti, ma anche per la qualità della vita nei nostri quartieri residenziali. I singoli proponimenti sono encomiabili, ma la mobilità ciclistica si svilupperà davvero solo quando la velocità dei mezzi privati sarà compatibile con gli altri mezzi di trasporto sostenibili. Così potremo passare da “piste ciclabili ogni volta che la larghezza della strada lo permetta” a “corsie ciclabili ogni qualvolta la velocità delle auto lo permetta”. La ricucitura delle attuali ciclabili non è più sufficiente, perché sono quasi tutte bidirezionali, promiscue ciclopedonali. In questa ottica, sarà fondamentale che gli uffici tecnici non cadano più negli errori progettuali del passato quando si è disegnato e costruito in barba a tutte le buone pressi della mobilità ciclistica.

3) Prevenzione dei furti in bici:… rafforzare le campagne di comunicazione per marchiare le bici, comprare solo mezzi di provenienza lecita e presentare sempre denuncia in caso di furto; ampliare l’iniziativa delle aste delle bici usate a basso costo; chiedere nuovi incentivi per sostenere l’acquisto di dispositivi GPS da installare sulle bici; aumentare i depositi protetti per bici negli spazi pubblici e le rastrelliere a partire dal centro storico

FIAB Modena: Esiste un registro privato legato alla targatura delle bici. Non esiste però alcun registro pubblico istituzionale. La maggior diffusione di depositi protetti, magari in centro storico, l’assoluta inadeguatezza delle classiche rastrelliere basse montate davanti ad uffici pubblici e supermercati, in realtà poco adatte a parcheggiare le biciclette ed a cui è impossibile legare le bici in maniera efficace. Sostituirli con porta bici adeguati e magari aumentarne il numero anche nei quartieri residenziali ove ci siano esercizi commerciali e servizi. L’importanza di denunciare i furti e l’adozione di autocertificazioni dell’usato come si fa da anni, per esempio, con le attrezzature fotografiche. L’importanza di dotarsi di antifurto di qualità ed imparare ad usarli.

4) Valorizzazione della “Strada del sole” (EuroVelo7): “… sollecita a realizzare una segnaletica coordinata che renda il percorso visibile e riconoscibile; di fare in modo che la pista sia il più possibile scorrevole e sicura, tenendo conto delle progettazioni europee più avanzate; di mettere a punto una comunicazione efficace sui servizi offerti dalla città di Modena ai cicloturisti.

FIAB Modena: Il cicloturismo è una risorsa importante ed in espansione per i prossimi anni. In passato la provincia ha mappato e tabellato tutta l’Eurovelo7 in provincia di Modena, da Concordia a Modena e Vignola, fino ad uscire in provincia di Bologna a Vergato (infatti trovate le indicazioni EV7 dappertutto in città). Peccato che, nonostante le nostre sollecitazioni, nessuno abbia pensato a sfruttare questo grande lavoro, e farne un pacchetto turistico, e che nel frattempo i cugini bolognesi siano riusciti a farsi finanziare la Verona – Bologna, che diventerà il corridoio principale di Eurovelo7 (nonostante sia ancora quasi tutto da fare – e comunque sono stati aperti i cantieri). Quindi la segnaletica va sicuramente potenziata, ma più di tutto bisogna che il sistema turistico modenese punti fortemente ad infrastrutturare di servizi il nostro tracciato e venderlo come pacchetto alternativo, e secondo noi (per luoghi ed esperienze) altrettanto appetibile rispetto a quello bolognese. Perché il turista sceglie in base ai servizi ed alle bellezze da vedere, ed in questo campo non siamo secondi a nessuno.

Quindi la Fiab di Modena plaude sicuramente all’approvazione degli OdG, che vanno tutti nella giusta direzione, ma nel contempo si impegna a mantenere un’ alta vigilanza sugli impegni presi; molte, troppe volte, già in passato, sono stati approvati orientamenti di questo genere senza che vi fosse poi fatto seguito.

Non condividiamo l’affermazione dell’assessore Filippi che gli OdG rappresentino una “sostanziale condivisione sulla direzione da intraprendere, che è la stessa che abbiamo tracciato nel Pums”. Riteniamo, al contrario, che essi rappresentino una sostanziale discontinuità col PUMS e siano maggiormente in linea con le osservazioni da noi presentate.

In un precedente comunicato avevamo sottolineato come non vedevamo nessuno che ci presentasse il PUMS come uno strumento per combattere una guerra all’abuso dell’auto in città. Alcune affermazioni ci fanno sperare. Per prima Paola Aime (Verdi), “abbiamo sempre pensiamo che tra i nostri bisogni ci sia usare l’auto e andare veloci. Oggi cominciamo a pensare ad una situazione in cui è l’auto l’intralcio”. Per il Pd, Diego Lenzini ha ribadito che oggi le esigenze sono cambiate “e le nostre ciclabili devono adeguarsi, diventando più veloci e competitive con l’auto privata”. Per Lucia Connola (Pd) gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento richiedono di “ragionare in modo completamente diverso sulla mobilità, puntando sulla multimodalità del trasporto pubblico per ottenere una mobilità più sostenibile e smart”. È un risultato che richiede anche un cambiamento nei comportamenti e per questo, secondo la consigliera, è fondamentale la sensibilizzazione dei cittadini.

Adesso aspettiamo a vedere se in giunta i segnali sono arrivati. La nostra disponibilità a sostenerli non mancherà.

Petizione per una ciclabile sulla strada S.P. 413 Romana Nord tra Carpi e Fossoli

OGGETTO DELLA PETIZIONE
Richiesta di un percorso ciclabile e pedonale sicuro sulla strada S.P. 413 Romana Nord, nel tratto che va dall’incrocio Via Magazzeno/Via Quattro Pilastri alla rotonda zona Autotrasportatori a Fossoli.

SITUAZIONE DI FATTO E CONSIDERAZIONI RELATIVE
Sulla strada S.P. 413 Romana Nord dall’incrocio di Via Magazzeno/Via Quattro Pilastri fino alla rotonda in zona Autotrasportatori a Fossoli, transitano spesso ciclisti che si recano al lavoro a Fossoli, anche per necessità in quanto privi di ogni altro mezzo di trasporto, e percorrono questa strada al buio nei mesi autunnali / invernali e comunque in qualsiasi condizione climatica.

A volte i ciclisti che percorrono la strada in direzione sud-nord si immettono sulla SP413 da un sentiero che è il proseguo di Via Bramante, sottostrada della SP413; anche questo innesto non è visibile e molto pericoloso.
Il tratto di strada in oggetto è molto pericolosa per ciclisti e pedoni: si tratta di una strada con carreggiata stretta, priva di banchine laterali e con traffico sempre molto elevato.

NON ESISTE un percorso alternativo diretto da Carpi alla zona autotrasportatori di Fossoli percorribile in sicurezza da ciclisti e pedoni.

RICHIESTE ALL’AMMINISTRAZIONE:

  • La realizzazione della PISTA CICLABILE RADIALE n. 12 (prevista dal piano per la ciclabilità nel territorio comunale di Carpi approvato con delibera di Consiglio n. 136 del 12/12/2013) con priorità assoluta nel breve periodo.
  • Realizzazione di una soluzione IMMEDIATA anche PROVVISORIA, in attesa della Pista Ciclabile n. 12 (limite di velocità di 30 km/h sulla SP413, sistemazione e messa in sicurezza del sentiero con attraversamento ciclabile, adeguamento della rotonda in zona Autotrasportatori a Fossoli)
  • Segnaletica stradale e cartellonistica con indicazioni dei percorsi ciclabili e pedonali, e segnali di pericolo per la presenza di ciclisti sulla carreggiata.
  • Istituzione di una campagna di comunicazione per aziende e lavoratori sulla sicurezza in bici e sull’uso delle attrezzature di illuminazione con fornitura di kit ai lavoratori.

Per il testo della Petizione … clicca qui

Per il modulo firme … clicca qui

Nasce FIAB Carpi

Dal 1° gennaio 2020 l’Associazione FIAB Modena ha costituito la Sezione FIAB di Carpi.

I soci carpigiani di Fiab Modena, vista l’emergenza ambientale e la necessità di buone pratiche per la mobilità sostenibile del territorio, hanno sentito la necessità di attivarsi ad operare sul territorio.

F.I.A.B. Modena, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, è un’associazione autonoma fondata nel 2004; è associata a livello nazionale a F.I.A.B. ex Onlus Nazionale (costituita da oltre 180 associazioni/sezioni) e tramite questa a E.C.F. European Cyclists’ Federation (che ha progettato anche la rete Eurovelo di cui alcuni itinerari 7/Ciclopista del Sole e 8/VenTo transitano vicino a Carpi).

Nello scorso anno FIAB Modena si è anche occupata dei PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile) adottati dai comuni di Carpi, Modena e Distretto Ceramico, presentando le proprie Osservazioni; tale percorso che non è ancora terminato.

Le prime iniziative portate avanti a Carpi sono state mirate a diffondere la conoscenza delle piste ciclabili esistenti, alla diffusione della cultura della mobilità sostenibile ed ai rapporti con altre associazioni aventi finalità affini sotto il profilo ambientale e della conservazione del territorio; inoltre grazie alla collaborazione con Spazio Mac’è e Velodogma si è tenuto un frequentato corso di Ciclomeccanica,

I soci di Carpi per diffondere la cultura della bicicletta e la conoscenza del territorio hanno programmato diverse gite in bicicletta da realizzarsi nel 2020, ampliando e diversificando la consolidata e ampia offerta di FIAB Modena. Le gite sono in calendario FIAB Modena (www.modenainbici.it)

Al momento FIAB Carpi sta raccogliendo firme per una petizione in cui chiede all’amministrazione la messa in sicurezza di un tratto della S.P. 413 Romana Nord nella zona nord di Carpi, quotidianamente percorsa da molti lavoratori in bicicletta.

Oggi FIAB Carpi è presente in Consulta Ambiente e ha una sede a Carpi alla Casa del Volontariato. Le idee sono tante e vi invitiamo ad aderire alla neonata sezione FIAB di Carpi per realizzare progetti, attività e soprattutto pedalare assieme in libertà e compagnia.

Martedì 4 Febbraio 2020 dalle ore 21:00, nella sala convegni c/o la Casa del Volontariato i soci di Carpi e Modena presenteranno l’Associazione FIAB e la Sezione di CARPI.

FIAB Carpi sezione di FIAB Modena A.P.S.
Sede Carpi: Viale Peruzzi 22, 41012 Carpi (MO), c/o Casa del volontariato, terzo piano, stanza 40
apertura sede: mercoledì dalle ore 21:00-22:30 e venerdì ore 10:30-12:30 e 14:30-16:30
indirizzo e-mail è [email protected]; sito web: www.modenainbici.it

8 Domande ai candidati presidente di Regione

FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta
Coordinamento Regionale dell’Emilia-Romagna

Elezioni Regionali del 26 gennaio 2020
Domande ai candidati presidente di Regione

In occasione del prossimo appuntamento elettorale del 26 gennaio, per l’elezione del presidente di Regione e del Consiglio regionale, la FIAB Emilia-Romagna (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – Coordinamento Regionale dell’Emilia-Romagna) chiede ai candidati presidente di esprimersi sui temi della “ciclabilità” del territorio regionale, dal punto di vista dell’Ambiente, della Salute e della Sicurezza stradale, favorendo in tutti i modi la mobilità attiva delle persone, che si esprime in:
– Promozione del cicloturismo e valorizzazione dei percorsi esistenti;
– Riduzione del consumo di suolo con l’uso promiscuo delle strade attraverso opportune misure per la riduzione della velocità;
– Azioni di promozione dell’intermodalità bici+treno e sinergia con le altre Regioni;
– Azioni per la educazione stradale rivolta a tutti gli utenti;

Partendo dalla legge quadro L. n. 2/2018: “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”, analizzando alcuni temi fondamentali che la legge evidenzia, formuliamo 8 domande a cui si chiede ai candidati alla presidenza regionale una risposta nel merito.
Faremo pervenire a tutti gli associati FIAB dell’Emilia-Romagna e alle principali testate giornalistiche regionali i risultati di questo documento e, visti i tempi ristretti, si chiede di rispondere a stretto giro.

Coordinamento regionale FIAB Emilia-Romagna
Elezioni Regionali 2020
DIAMO SPAZIO ALLE PERSONE

1. La legge quadro, indica all’articolo all’art. 5 “Piani regionali della mobilità ciclistica” indicando che le Regioni, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto del quadro finanziario, predispongano e approvino con cadenza triennale, in coerenza con il PRIT (Piano Regionale dei Trasporti) e con il Piano nazionale della mobilità ciclistica, il Piano regionale della mobilità ciclistica che disciplina l’intero sistema
ciclabile regionale ed è redatto in conformità dei PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile) e dei relativi programmi e progetti presentati dai Comuni e dalle Città Metropolitane, assumendo e valorizzando, quali dorsali delle reti, gli itinerari della Rete Ciclabile Nazionale denominata «Bicitalia» Come intende attuare questo piano fornendo di concerto linee guida, agli Enti Locali e garantendone adeguate coperture finanziarie?

2. Sempre all’art. 5 della L. n.2/2018 nel comma 3 si parla di Intermodalità e promozione dei servizi di trasporto pubblico, con l’inserimento di specifiche clausole nei contratti di servizio e di programma, per rimuovere ostacoli e barriere infrastrutturali, favorire l’accessibilità in bicicletta ai parcheggi, alle stazioni ferroviarie, agli scali fluviali e lacustri, porti e aeroporti e fornire adeguata segnalazione degli appositi percorsi e delle modalità di accesso ai mezzi di trasporto pubblico. Questo anche con particolare riguardo alla possibilità di trasportare la bicicletta sui mezzi di trasporto. Nel Piano Regionale della Mobilità ciclistica sono inoltre definiti gli obiettivi programmatici concernenti la realizzazione e la gestione della rete regionale di percorribilità ciclistica.
Quale ruolo intende dare da presidente di Regione, alla rete ciclistica regionale, per favorire l’intermodalità e la ciclabilità dell’intero territorio dell’Emilia-Romagna?

3. La legge quadro n. 2/2018 prevede, anche, all’art. 6 – Biciplan, comma 2 punto h gli interventi per favorire il casa-scuola e il casa-lavoro da parte dei Comuni. Alla luce, inoltre, della propria L.R. n. 10 del 2017 “INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DEL SISTEMA REGIONALE DELLA CICLABILITÀ” Come può, a sua volta, la Regione favorire queste iniziative?

4. L’intermodalità è una importante soluzione all’eccessivo traffico automobilistico privato. La scelta treno+bici è una soluzione che presenta molti vantaggi in termini di riduzione del traffico privato, ambiente e salute e dove a fronte di un (cospicuo) investimento iniziale si avrebbe poi un’economia nei settori precedentemente indicati, nonché da salute e sanità, i cui costi gravano sul bilancio regionale in modo pesante. Attualmente l’inadeguatezza dei treni locali prevale anche sui nuovi treni recentemente acquistati (treni Pop e Rock), in quanto la progettazione degli
spazi dedicati alle biciclette risulta inadeguata all’utilizzo. Si lamenta il fatto che Regione e Trenitalia non hanno tenuto in considerazione le indicazioni date da FIAB nella progettazione delle nuove carrozze. Cosa intende, concretamente, fare da presidente di Regione per risolvere questa inadeguatezza?

5. L’Unione europea continua a sviluppare politiche che favoriscono sistemi di trasporto sostenibile e che facilitano la mobilità attiva.
Quale ruolo di indirizzo e di stimolo potrebbe avere la Regione Emilia-Romagna?

6. È in corso da parte del Parlamento l’approvazione del nuovo codice della strada, sul quale FIAB ha contributo alla stesura degli articoli relativi alla ciclabilità. Quale ruolo da presidente di Regione intende svolgere per favorire l’approvazione del nuovo codice della strada?

7. Il settore del cicloturismo è ormai una realtà importante, conta l’8,4% dell’intero comparto turistico. Da presidente, quali interventi pensa di mettere in atto per sviluppare questo settore?

8. Ogni cittadino ha “diritto al futuro”, come ha dichiarato il presidente Sergio Mattarella, invitando la politica a superare la ricerca del consenso. Come, da presidente di Regione, intende garantire questo diritto al futuro, che vede la sua ragion d’essere in una attenzione all’Ambiente e a stili di vita sostenibili, quindi a scelte coraggiose?