Oltre 1.400 firme per San Damaso: una ciclabile protetta per ricucire la città

C’è un dato inequivocabile che dovrebbe fare da bussola nel dibattito sulla nuova ciclabile tra Modena e San Damaso: le 1.405 firme raccolte in poche settimane tra i cittadini. A dimostrazione che la ciclabilità non è una battaglia di nicchia, ma di un bisogno diffuso. Andare dalle frazioni al centro cittadino per raggiungere scuole, il lavoro o l’ospedale, senza dover per forza usare l’automobile, dovrebbe essere la normalità.

Sul tavolo ci sono tre opzioni: via Vignolese, il percorso sul Tiepido e strada Scartazza. Ma va subito chiarito che non si dovrebbe trattare di alternative equivalenti tra cui scegliere, bensì di interventi diversi che devono far parte di una visione d’insieme.

Se l’obiettivo è trasferire quote di traffico quotidiano dall’auto alla bicicletta, le persone cercano la via più logica, diretta e veloce. Questa direttrice è, inevitabilmente, la Vignolese. Lo dice il buon senso e lo confermano i documenti di pianificazione dello stesso Comune. Ovviamente scorrendo parallela ad una via ad alto traffico dovrà essere in sede protetta, continua, illuminata e sicura agli incroci.

E le altre opzioni? Il percorso sul torrente Tiepido ha un enorme valore paesaggistico e ambientale. È la soluzione nel verde perfetta per le famiglie, per il tempo libero per raggiungere i percorsi natura. Può essere la seconda gamba della rete ciclabile in quel quadrante, ma con una funzione diversa.

Allo stesso modo, le legittime richieste dei residenti di strada Scartazza meritano ascolto: la larghezza della strada induce ad alte velocità e servono almeno interventi per garantire la sicurezza di chi ci vive e di chi deve pedalare in quel tratto. Tuttavia, non può rappresentare la dorsale ciclabile principale di collegamento con San Damaso.

Sappiamo che sulla Vignolese ci sono competenze Anas, ma questo nodo burocratico non deve diventare un alibi per rinunciare al progetto o per ripiegare su tracciati meno funzionali. Gli enti locali aprono continuamente tavoli tecnici con Anas e chiediamo che la stessa determinazione venga applicata per questa infrastruttura salvavita per pedoni e ciclisti.

Come FIAB sosteniamo da sempre che le ciclabili non vanno fatte dove è possibile, ma dove serve. Chiediamo quindi di procedere con il progetto della dorsale protetta sulla Vignolese per i pendolari, di valorizzare il Tiepido come alternativa naturalistica, e di mettere in sicurezza strada Scartazza dal traffico veloce. San Damaso ha aspettato fin troppo.

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