È tempo di bilanci

FIAB e Modena

FIAB e Modena

È tempo di bilanci
di Giorgio Castelli

Alla fine di Maggio si svolgeranno le elezioni per la scelta di numerosi sindaci e, come abbiamo fatto prima delle ultime elezioni, abbiamo invitato tutti i candidati a illustrare i propri programmi sulla mobilità ed ambiente. Sarà un’occasione pubblica per conoscere la loro sensibilità su questi temi e per un confronto sui contenuti del decalogo, che abbiamo stilato assieme alle altre associazioni del Coordinamento della Mobilità Nuova.

Questo è anche il tempo dei consuntivi di una legislatura, che era iniziata con impegni e speranze, che poi sono state in gran parte tradite.

Numerose sono state le richieste avanzate dalla FIAB al Comune di Modena nel corso di questi 5 anni:

  • la realizzazione dei tratti mancanti sulle principali strade di accesso al centro città (Via Emilia Est, Vignolese, Giardini e Cialdini),
  • il miglioramento dei percorsi di accesso in bicicletta al centro storico,
  • la rimozione delle numerose barriere che ostacolano il transito delle biciclette nelle piste esistenti,
  • il posizionamento dei segnali di precedenza prima delle piste, affinché anche i ciclisti vengano rispettati,
  • la modifica di alcuni semafori per renderli meno penalizzanti per pedoni e ciclisti,
  • la riduzione della velocità nelle zone residenziali,
  • una politica sistematica di contrasto ai furti di biciclette, promossa con una impegnativa azione dalla FIAB, al livello locale e nazionale, e concordata con tutte le Forze dell’ordine.

Non sono richieste da ciclisti intransigenti, che pretendono il primato della bicicletta, ma sono proposte per favorire una migliore integrazione ed un maggiore equilibrio tra i diversi mezzi di trasporto. Sono in gran parte provvedimenti che non richiedono ingenti investimenti, anzi molti sono a costo zero.

Nell’insieme si è chiesto alle amministrazioni pubbliche di destinare alla mobilità pedonale e ciclabile attenzione e risorse almeno proporzionali agli spostamenti che si compiono giornalmente con queste modalità. E l’esperienza di numerose città italiane ed europee dimostra che decisioni politiche coerenti possono affermare modi di trasporto rispettosi delle persone e dell’ambiente, aumentando il consenso dei cittadini.

Ma dal Comune abbiamo ricevuto risposte scarse e negative: non una di queste richieste ha trovato soluzione e spesso è stato difficile farci ascoltare.

Gli assessori competenti hanno fatto fatica a riceverci, spesso non hanno dato risposte, neanche negative. L’assessore Sitta si è distinto per insensibilità ed arroganza promettendoci, nel caso del cavalcavia Cialdini, soluzioni fantasiose ed irrealizzabili, per poi lasciare tutto come prima.

Nel frattempo prosciugava il bilancio per realizzare costose passerelle, che collegano il niente col nulla, inutili piste ed un parcheggio per il centro storico in gran parte inutilizzato.

Gli assessori che gli sono succeduti, Arletti e Giacobazzi, hanno disfatto il settore traffico e si sono barcamenati fino alla fine della legislatura.

Poi, a pochi mesi dagli esami, hanno cercato di recuperare con proposte di ciclabili in via Giardini e in via Emilia Est, scontentando tutti.

Purtroppo anche Modena conferma quanto è scritto nel Manuale della Commissione Europea “Città in bicicletta” indirizzato ai politici delle città medie: “I politici e i tecnici sono più cauti di qualsiasi altro gruppo di persone interrogate, compresi gli automobilisti, forse perché confondono le proprie esigenze di mobilità con quelle della media dei cittadini. Il pubblico è in realtà maturo per un cambiamento di atteggiamento da parte delle autorità, sono questi ultimi ad essere in ritardo rispetto all’opinione pubblica”.

Noi, col nostro inguaribile ottimismo, insisteremo anche con i prossimi amministratori, continuando a collaborare alle iniziative rivolte ai cittadini e alle scuole, sperando di essere percepiti per ciò che siamo: una risorsa.

I piaceri (segreti) dei ciclisti modenesi

cavalcavia via cialdini a modena

cavalcavia via cialdini a modena

Chi pedala sulle strade modenesi è abituato ad affrontare con solitaria rassegnazione le difficoltà negli spostamenti, non trovando nel Comune un interlocutore sensibile pronto ad accogliere le richieste di miglioramento delle infrastrutture e dei servizi per agevolare i mezzi ecologici e ridurre l’inquinamento da traffico.

L’ultimo esempio di questo approccio autoreferenziale municipale è il progetto di ciclabile sulla via Giardini, con l’irresponsabile soluzione dello “spezzatino” che costringerebbe i ciclisti a spostarsi da un lato all’altro della pericolosa strada all’altezza dell’incrocio con via Pace: lo spezzatino si farà.

Purtroppo, la circolazione in bici sulle strade cittadine fornisce una lista imbarazzante di casi che dimostrano quanto poco le esigenze dei ciclisti siano note e incidano nelle scelte operate dal Municipio estense nel campo della mobilità. Nel caso dei sovrappassi ferroviari, sono state adottate tre soluzioni diverse: in viale Menotti esiste una ciclabile affiancata al pedonale; in via Mazzoni non è stato attuato alcun intervento; in via Cialdini è stato realizzato un percorso alternativo sul piano di campagna con ben due tunnel in un colpo solo, con rampe di scale piacevolissime in uno di essi, nonostante una carreggiata larghissima.

Essendo la situazione di via Cialdini diventata pericolosa, la Fiab ha invitato il Comune ad ampliare i pedonali esistenti (strettissimi) e a realizzare almeno una ciclabile per favorire gli spostamenti da/verso il nuovo polo del cinema Victoria e la Moschea, restringendo l’ampia carreggiata. Quale esito hanno avuto le richieste della Fiab? Indovinatelo…

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

La responsabilità tecnica nella progettazione stradale

tecnici progettisti ed associazioni

tecnici progettisti ed associazioni

La politica è la prima responsabile della gestione della viabilità e degli spazi pubblici, perché ha il compito di elaborare gli indirizzi e definire gli obiettivi da assegnare alla struttura tecnica.

Ma esiste anche una responsabilità dei dirigenti e dei tecnici nell’organizzare il lavoro degli uffici e nel redigere i progetti che devono tradurre le scelte politiche in provvedimenti e opere concrete.

Spesso, nel lamentare la scarsa attenzione dei Comuni alla mobilità pedonale e ciclabile, si dimentica il ruolo centrale che la struttura tecnica svolge nello sfruttare tutte le occasioni che possono agevolare i pedoni e i ciclisti nel traffico.

Si pensi, ad esempio, a tutte le occasioni offerte dagli interventi di manutenzione ordinaria delle strade, della segnaletica, dei semafori e della illuminazione pubblica, che possono accrescere la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti migliorando:

  • la qualità delle pavimentazioni, che riduce i rischi di caduta o di brusca deviazione, permettendo al ciclista di concentrarsi sul traffico;
  • la visibilità dei pedoni e dei ciclisti agli incroci che riduce i conflitti;
  • la modifica della sincronizzazione dei semafori per dare più continuità ai percorsi e ridurre le infrazioni;
  • la realizzazione di corsie riservate ai ciclisti o di attestazioni protette ai semafori.

Molti altri piccoli provvedimenti possono rendere i percorsi ciclabili diretti, gradevoli e sicuri, come la moderazione della velocità delle auto o la riduzione delle corsie stradali troppo ampie, che aumentano le velocità, consentono il sorpasso a destra e istigano alla sosta in doppia fila.
Per contro le piste ciclabili mal progettate danno una falsa sensazione di sicurezza, sia all’automobilista, che al ciclista e aumentano il rischio di incidenti, perché entrambi si dimenticano dell’esistenza dell’altro fino all’incrocio, dove il reinserimento dei ciclisti nel traffico è inevitabile. I progetti per essere efficaci richiedono una attenta preparazione tecnica e l’abitudine a leggere attentamente e con pazienza le diverse situazioni, a misurare il traffico, ad analizzare i comportamenti specifici dei cittadini nelle diverse condizioni.
Pensare, come spesso avviene, che il traffico segua una legge fisica, significa dimenticare che sulla strada si sommano i comportamenti consci o inconsci di tutti i suoi protagonisti e i comportamenti quasi sempre si adattano alle condizioni dell’ambiente attraversato. È per questo che la considerazione dell’esperienza dei ciclisti quotidiani, la creatività e l’attenta analisi dei progettisti sono la migliore garanzia di soluzioni intelligenti, adatte alla situazione specifica.
Scrive il Manuale della Commissione Europea “Città in bicicletta”: “La consultazione delle associazioni dei ciclisti urbani può essere di grande aiuto. La loro conoscenza della città, la loro esperienza, le loro difficoltà, i loro desiderata, la loro valutazione delle misure prese a loro favore costituiscono altrettante informazioni preziose relativamente facili da raccogliere. Il contributo inoltre delle associazioni di ciclisti può consentire risparmi (a livello di realizzazione di inchieste, conteggi, elaborazione di progetti, pareri, verifica sul terreno, conoscenza dei quartieri, documentazione, informazioni ecc.).

Le nuove ciclabili: ecco come scontentare tutti

Via Emilia Est

Via Emilia Est

I progetti di ciclabili in Via Giardini ed Emilia est presentati dall’Amministrazione comunale, pur rispondendo ad attese di lungo periodo dei ciclisti, appaiono inadeguati e improvvisati, estranei ad una visione unitaria di tutti i fattori della mobilità. Col risultato di scontentare tutti.

Con una inattesa accelerazione, il Comune ha presentato, proprio a fine legislatura, il progetto della pista ciclabile della via Giardini e ben due progetti di piste ciclabili che dovrebbero essere realizzate sulla via Emilia Est, scontentando tutti. In un caso, il progetto ha mandato i ciclisti sul marciapiede, ricevendo la bocciatura delle Circoscrizioni; nell’altro, ha ridotto drasticamente la sosta davanti ai negozi, raccogliendo le proteste univoche del Coordinamento delle associazioni per la Mobilità Nuova e dei commercianti.

Le strade interessate dai due progetti sono due ex statali che, fin dagli anni Sessanta, sono state inglobate nel centro urbano, subendo continue modifiche per assorbire il crescente flusso veicolare, a scapito delle funzioni tipiche dei margini laterali della strada, quale il transito delle biciclette e dei pedoni e la sosta, nelle strade statali affidate alle banchine laterali.

Tutti e tre i progetti non hanno previsto la riorganizzazione della carreggiata stradale, di larghezza superiore ai dieci metri, dimenticando che l’eccessiva larghezza delle corsie stradali diminuisce la capacità della strada a smaltire i flussi di veicoli, per effetto degli spostamenti laterali e della sosta in doppia fila, possibile proprio per la eccessiva larghezza delle corsie. Non hanno inoltre previsto il riordino degli incroci e delle fasi semaforiche che pure riducono le capacità di una strada urbana e, assieme alle fasce laterali, danno una caratterizzazione urbana allo spazio pubblico.

E pensare che l’articolo numero 1 del Codice della Strada indica i seguenti obiettivi prioritari: “la riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare; il miglioramento del livello della qualità della vita dei cittadini, anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio; il miglioramento della fluidità della circolazione”.

Ma queste scelte richiedono un cambio di visione culturale, che, stando a quanto sta succedendo, sembra ancora molto lontano dal trovare una concreta realizzazione.

Giorgio Castelli
(presidente Fiab di Modena)

I diversi colori della mobilità sostenibile

donne in bicicletta

donne in bicicletta

La Fiab di Modena ha avviato un corso rivolto alle donne per insegnare ad andare in bicicletta ed essere autonome negli spostamenti. L’iniziativa dura fino al 29 aprile, nell’area del parco Novi Sad.

Laddove i mezzi pubblici sono insufficienti o inadeguati, per potersi muovere le persone sono costrette all’uso del mezzo privato. Questa situazione mette in difficoltà soprattutto le donne immigrate, perché spesso senza patente ed automobile, ma anche incapaci di usare la bicicletta, mezzo che permetterebbe a costo zero di effettuare quei piccoli spostamenti quotidiani senza i quali non sarebbe possibile recarsi al lavoro, accompagnare i bimbi a scuola, fare la spesa.

È a queste donne che la Fiab si rivolge offrendo loro un corso per metterle in grado di familiarizzare con la bicicletta, stare in equilibrio sulla bici, saper andare in bicicletta da sole in un luogo protetto, non aver paura di andare in bicicletta in un luogo aperto, riconoscere la segnaletica stradale, utilizzare le ciclabili, fare attenzione ad alcuni pericoli insiti nella circolazone stradale.

L’iniziativa si rivolge alle donne di qualsiasi età, che non hanno mai usato la bicicletta, oppure che hanno bisogno di riprendere dimestichezza col mezzo che non utilizzano da lungo tempo.

Durante la prima fase del corso saranno utilizzate biciclette con telaio piccolo, tipo Graziella, sostituite successivamente da quelle di telaio medio, tipo City bike.

Il corso è condotto da volontarie dell’associazione e prevede 8 incontri di due ore circa, dalle h. 17 alle h 19, due volte la settimana, al parco Novi Sad, presso la Ciclofficina Popolare (Via Monte Kosica 97).

La Fiab non abbandona le donne che hanno imparato ad andare in bici. Infatti, resta disponibile ad attuare incontri informali periodici con le persone che hanno frequentato i corsi per conoscere i loro problemi, paure, esperienze ed aiutarle anche dopo ad usare la bicicletta in città in sicurezza e serenità.

Contatti:
Luana: tel. 337.1024234 – email: luanamara@hotmail.it
Gabriella: tel. 333.2897771

Pista ciclabile Via Giardini: il Consiglio Comunale accoglie le richieste del Coordinamento associazioni mobilità nuova: il percorso sarà realizzato su entrambi i lati della strada

Con una decisione a sorpresa al fotofinish, il Consiglio Comunale del 13 marzo ha approvato una modifica al bilancio comunale col quale si finanzia con ulteriori 50.000 euro il progetto di ciclabile sulla Via Giardini (fra Viale Corassori e Piazzale Risorgimento). L’integrazione di risorse è finalizzata alla realizzazione di percorsi su entrambi i lati della strada, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza degli spostamenti in una delle più trafficate arterie cittadine.

Con questo imprevisto atto amministrativo e politico, che peraltro segue i precedenti pronunciamenti negativi delle Circoscrizioni 1 e 4 sul progetto comunale del 2013, il più elevato consesso amministrativo cittadino accoglie in pieno le richieste di adeguamento del progetto originario sostenute dal Coordinamento associazioni mobilità nuova, dando una prospettiva positiva a un confronto con gli Assessorati all’Ambiente e alla Mobilità che si prolungava dal novembre scorso e che era parso non risolvibile.

Il finanziamento porta le risorse disponibili per le ciclabili in Via Giardini a circa 720.000 euro. Gli uffici tecnici comunali dovranno ora rivedere il progetto, prevedendo due percorsi ciclabili distinti da quelli pedonali, unidirezionali per ogni senso di marcia, garantendo la piena continuità fra Viale Corassori e Piazzale Risorgimento.

Nel prendere atto con soddisfazione delle decisioni del Consiglio Comunale, il Coordinamento chiede che l’Amministrazione Comunale dia le indicazioni conseguenti agli uffici tecnici interessati, auspicando che il nuovo progetto sia predisposto celermente e attuato entro il 2014.

Da parte sua, se richiesto, il Coordinamento si dichiara disponibile a fornire il proprio parere sulle future proposte comunali di ciclabili in Via Giardini, augurandosi un serio confronto preventivo per la ricerca delle soluzioni tecniche più efficaci per la sicurezza della mobilità.

Le ciclabili della discordia: via Giardini e via Emilia est

bici acquisti

bici acquisti

Il Comune di Modena presenta nel giro di pochi mesi due progetti di ciclabili in due strade importanti della città: via Giardini e via Emilia Est, suscitando numerose polemiche sia fra coloro che sostengono l’uso della bicicletta che fra i rappresentanti delle categorie dei commercianti e degli artigiani. Cosa c’è dietro?

Mentre il Coordinamento Associazioni mobilità nuova lancia una raccolta di firme a sostegno della modifica del progetto comunale di ciclabile in via Giardini, chiedendone la continuità fino a Piazzale Risorgimento e la distinzione fra percorso destinato ai ciclisti e ai pedoni, si accendono le polemiche sull’ altro progetto di ciclabile, quello in via Emilia est.

Il Comune ha presentato la soluzione che prevede una pista ciclabile sul lato nord (a sinistra uscendo dalla città) e la riqualificazione del percorso pedonale sul lato opposto (sud). La Rete Imprese Italia Modena, che raccoglie le sigle degli artigiani e dei commercianti, ha evidenziato che l’operazione comporta il restringimento della carreggiata e la riduzione di 60-80 posti auto nel tratto compreso fra gli incroci con viale Menotti e via Bonacini. Il progetto non terrebbe conto della consolidata presenza di esercizi commerciali in zona, che ne verrebbero notevolmente penalizzati.

Questa reazione difensiva, identica a quella verso la ciclabile di via Giardini, rispecchia fedelmente l’impostazione degli operatori commerciali sul tema del traffico: più automobili passano davanti al mio negozio, più ne traggo benefici. E se l’inquinamento dell’aria sale, non ci possiamo fare nulla: non è un nostro problema.

La cultura autocentrica, in base alla quale l’unico mezzo usabile per gli spostamenti urbani è l’automobile, ha completamente travolto ogni spazio di discorso pubblico: senza l’auto ci sentiamo orfani inconsolabili, deprivati del diritto inalienabile alla mobilità e votati al fallimento economico.

Una simile impostazione non tiene conto dell’opportunità che gli operatori avrebbero dalla ciclabile, rendendo più facile e piacevole l’accesso dei potenziali clienti ai loro negozi, liberati dai vincoli asfissianti dell’auto. Ovunque sono stati realizzati ciclabili e pedonali, i negozi hanno invece registrato incrementi di fatturato. Naturalmente, occorre cambiare e adeguarsi a questo nuovo pubblico: forse è questa la vera paura che si cela dietro la critica alle ciclabili …

Via Emilia est: necessario un progetto organico di riqualificazione

bozza del progetto di via emilia est

bozza del progetto di via emilia est

La recente presentazione di un progetto di ciclabile in via Emilia est da parte del Comune di Modena ha immediatamente suscitato una reazione negativa nelle associazioni di categoria artigianali e commerciali, basata essenzialmente sulla difesa della situazione attuale.

La soluzione prospettata dall’Amministrazione prevede una pista ciclabile e pedonale sul lato nord (a sinistra uscendo dalla città) e un percorso pedonale sul lato opposto (sud). Rete Imprese Italia Modena, che raccoglie le sigle degli artigiani e dei commercianti, ha evidenziato che l’operazione comporta il restringimento della carreggiata e la riduzione di 60-80 posti auto nel tratto compreso fra gli incroci di via Emilia est con viale Menotti e via Bonacini. Il progetto non terrebbe conto della consolidata presenza di esercizi commerciali in zona, con i loro dehor in strada, che ne verrebbero notevolmente penalizzati.

La nota critica di Rete Imprese Italia Modena richiama l’attenzione su una zona della città nella quale sono da tempo riscontrabili i rilevanti problemi derivanti dal traffico auto veicolare: inquinamento dell’aria e sonoro e dequalificazione urbana, oltre che una significativa incidentalità.

Per la sua importanza nella mobilità cittadina, via Emilia est richiede invece un disegno generale per la cui attuazioni potrebbero necessitare anche più esercizi di bilancio, ma che preveda chiaramente un cambiamento radicale di paradigma nell’uso dei mezzi di spostamento dei cittadini, non più basato quasi esclusivamente sull’automobile privata ma sulla valorizzazione dei veicoli ecologici.

Un organico progetto di riqualificazione di via Emilia est richiederebbe la realizzazione di ciclabili e pedonali su entrambi i sensi di marcia, separati fra loro, continui fra l’intersezione di via Trento Trieste e la tangenziale, riconnettendo tutti i tratti isolati oggi esistenti, adottando un unico standard (ciclabili e pedonali separati).

Contemporaneamente, occorre ribadire che il traffico in ingresso da est dovrebbe approdare su parcheggi scambiatori collocati in periferia, collegati al centro attraverso il trasporto pubblico e la rete delle ciclabili.

È anche utile ricordare che, ovunque si realizzi una vera riqualificazione stradale, gli esercizi artigianali e commerciali ne traggono beneficio perché –migliorate le condizioni ambientali- si creano situazioni più adatte allo shopping e al passeggio, particolarmente dei residenti, pre-condizioni per incrementare e fidelizzare clientela e fatturato.

Il Coordinamento associazioni mobilità nuova di Modena

Ciclabile via Giardini: Il Coordinamento associazioni mobilità nuova lancia una raccolta di firme a sostegno delle modifiche del progetto comunale

Il Coordinamento delle associazioni mobilità nuova ha lanciato una raccolta di firme a sostegno delle modifiche al progetto di ciclo pedonale in Via Giardini, presentate all’Amministrazione a dicembre 2013 e che sono allo studio presso gli uffici comunali.

I volontari delle dieci associazioni del Coordinamento attueranno un presidio presso la Chiesa S. Faustino sia sabato 1 (ore 16 – 19) che domenica 2 marzo (ore 9.45 – 12.30) per illustrare ai cittadini le loro richieste e raccoglierne le firme per l’adesione. La stessa iniziativa sarà probabilmente ripetuta il week end successivo, con le medesime modalità. È prevista anche la raccolta delle firme on-line.

Le ragioni delle associazioni sono note da tempo e hanno trovata eco anche nella recente bocciatura del progetto da parte delle Circoscrizioni 1 (Centro storico) e 4 (S. Faustino): viene considerato inadeguato per la discontinuità del tracciato, ricavato parte sul lato est e parte sul lato ovest, con attraversamento all’ incrocio con Via Pace, oltre che per i costi eccessivi e la promiscuità ciclabile e pedonale.

Con la raccolta di firme, il Coordinamento si appella al Sindaco di Modena, al Presidente del Consiglio Comunale, ai Presidenti delle Circoscrizioni 1 e 4 affinché l’Amministrazione comunale sospenda l’attuazione del progetto approvato e lo modifichi per renderlo più sicuro e funzionale alle esigenze della mobilità ciclistica e pedonale, prevedendo:
1) il percorso continuo su entrambi i lati della strada (est e ovest);
2) la separazione del percorso pedonale da quello ciclabile;
3) la destinazione degli eventuali risparmi ottenuti dalla revisione del progetto alla riqualificazione del tratto di ciclo pedonale fra Viale Corassori e Viale Amendola, oggi del tutto inadeguato.
IL COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI MOBILITÀ NUOVA

E’ possibile firmare la petizione online cliccando qui

La ciclabile di Via Giardini: le Circoscrizioni 1 e 4 bocciano il progetto comunale, verificati costi superiori agli standard

rossella-modena-dubbio

dubbi sulla ciclabile

Dopo le critiche circostanziate sollevate dal Coordinamento associazioni mobilità nuova al progetto di ciclabile in Via Giardini del Comune di Modena, arrivano le bocciature politiche pesanti delle due Circoscrizioni interessate, la 1 (Centro storico) e la 4 (San Faustino).

Infatti, il 13 febbraio 2014 il Consiglio della Circoscrizione 4 (San Faustino) ha espresso parere contrario al progetto Comunale, seguito 4 giorni dopo, il 17 febbraio, da eguale negativo parere de l Consiglio della Circoscrizione 1 (Centro Storico).

Il progetto era apparso subito inadeguato alle esigenze di mobilità sia dei ciclisti che dei pedoni. Oltre all’ ingiustificato “spezzatino” del percorso, previsto parte sul lato est e parte su quello ovest, e alla commistione di ciclabile e pedonale sul tratto del lato ovest previsto, è risultato particolarmente indigesto anche un aspetto finora trascurato: i costi.

La realizzazione del ciclo-pedonale, lungo in tutto circa 1,2 km, richiede una spesa superiore ai 650.000 euro, garantita in buona misura da un contributo della Regione Emilia Romagna. Fin dall’ inizio, le associazioni ambientaliste avevano evidenziato che sul lato est esiste una sottostrada di circa 250 m che può tranquillamente ospitare il percorso, senza praticamente alcuna spesa. Ciò avrebbe comportato un risparmio che poteva essere reinvestito per riqualificare la poco funzionale ciclabile esistente da Viale Corassori fino alla scuola media Guidotti.

Ma l’analisi economica effettuata sul progetto ha recentemente prodotto un esito sconcertante: il costo per metro lineare previsto dal Comune è di 557 € al metro, oltre il doppio del costo standard (250 €/m), sovra costo dovuto alla demolizione e al rifacimento di buona parte del marciapiede esistente e alla modifica di numerosi incroci stradali.

Non minore meraviglia hanno suscitato alcune specifiche previsioni di spesa: 75.800 € solo per la segnaletica e 13.600 € solo per i cestini portarifiuti, decisamente eccessive in una situazione di ristrettezze finanziarie degli enti locali.

Per tutte queste motivazioni, ancor più rafforzate dai pareri negativi delle Circoscrizioni 1 e 4, la Fiab di Modena e Salvaciclisti ribadiscono la richiesta di modifica del progetto comunale e invitano l’Amministrazione ad accogliere finalmente le proposte migliorative formulate nella comunicazione inviatale il 9 dicembre 2014 dal Coordinamento associazioni mobilità nuova.

FIAB Modena
Salvaciclisti