FIAB Modena sostiene il percorso del Paesaggio Protetto del Secchia

Si è concluso la scorsa primavera il percorso partecipativo “Il nostro fiume, il nostro futuro”, promosso dall’Ente Parchi Emilia Centrale per costruire una proposta condivisa di Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto del medio e basso corso del Secchia. Il suo esito è il Libro Bianco, un documento che rappresenta un esempio di partecipazione, frutto di un percorso durato mesi: una prima indagine che ha raccolto le opinioni di 1.428 cittadini dei sedici comuni del Secchia; poi un gruppo di 80 cittadini, selezionato per rappresentare tutte le posizioni emerse, che in quattro incontri ha elaborato le raccomandazioni; a cui si è aggiunto un tavolo di confronto con associazioni di categoria e istituzioni; e infine una piattaforma aperta dove chiunque poteva inviare le proprie proposte. Dentro questo elaborato ci sono tutte le voci in campo e vengono riportate tutte le posizioni che divergono, a partire da quelle del mondo agricolo e venatorio fino alle istanze ambientaliste.

Innanzitutto, si ribadisce che un Paesaggio protetto non è un Parco con vincoli rigidi calati dall’alto, ma uno strumento flessibile che non vieta, ad esempio, il contenimento della fauna opportunista, e soprattutto, dove la gestione e la sicurezza idraulica del territorio restano il fattore primario: il Libro Bianco lo scrive esplicitamente, definendola una “priorità non comprimibile”. L’obiettivo del Paesaggio, del resto, è accompagnare e sostenere una transizione ecologica condivisa, tutelare la biodiversità, favorire uno sviluppo duraturo, mettere i Comuni che si affacciano sul fiume nelle condizioni di lavorare insieme. Soprattutto, tenere insieme sicurezza idraulica e conservazione della natura, che non sono due esigenze in conflitto ma due facce dello stesso lavoro di cura. 

Infatti, nel documento emerge che il Secchia ha bisogno di cura e di una comunità che lo conosca e lo viva, dalla pedemontana a Concordia, dove sicurezza idraulica, qualità delle acque, rapporto quotidiano tra le città e il fiume e ambiente naturale, rinaturalizzato e agricolo si tengono insieme.

È una visione in cui FIAB si riconosce: il Secchia può diventare la spina dorsale di una rete di mobilità attiva continua e sicura: utile prima di tutto ai residenti, per il tempo libero, per lo sport, per gli spostamenti quotidiani. Un fiume che smette di essere un margine percepito come problema e diventa polmone delle città che attraversa.

Il documento lancia poi un’altra suggestione che sosteniamo: il collegamento ecologico e ciclabile tra Secchia e Panaro attraverso il Naviglio, nel punto in cui i due storici affluenti del Po quasi si toccano tra Modena, Bastiglia e Bomporto. Unire le due valli fluviali significherebbe creare un unico grande corridoio verde e blu, capace di rilanciare l’intero territorio dal punto di vista ambientale, turistico e sociale.

E poi ribadisce che è fondamentale in primo luogo il coinvolgimento di chi vicino al fiume vive e lavora, come le aziende agricole, che il Libro Bianco definisce “custodi e partner” del territorio. Il documento suggerisce di valorizzarle con accordi formali di manutenzione, pagamenti per i servizi ecosistemici, tutele sulle responsabilità legate alla fruizione pubblica, libertà di scelta agronomica entro le norme già vigenti. E apre – su base volontaria – a nuove possibilità di reddito legate al turismo lento: agriturismo, vendita diretta dei prodotti locali, ospitalità diffusa e punti ristoro per cicloturisti e camminatori.

Non è la prima volta che si prova ad istituire il Paesaggio protetto: secondo noi ci sono le condizioni per un percorso in cui tutti possano riconoscersi, e confidiamo che gli Enti e le Istituzioni questa volta abbiano la lungimiranza e la capacità di portare a sintesi le varie posizioni emerse. FIAB è pronta a fare la sua parte per controllare i percorsi, documentare le criticità, coinvolgere le comunità locali in modo attivo e promuovere la fruizione responsabile da parte dei cittadini. 

Pan-Secchino, un Pan-Sec piccolino

In occasione della 1° edizione di “Pan-Sec –  in Gravel tra il Panaro e il Secchia“, FIAB Modena organizza due brevi percorsi che partendo da Modena si ripropongono di far assaggiare a tutti i cittadini l’esperienza di pedalare sugli argini di Secchia e Panaro .

Infatti la “Pan-Sec” è un percorso impegnativo di oltre 400 km e 7000mt di dislivello su ciclabili, sterrati e strade poco trafficate immersi in un contesto paesaggistico ricco di stimoli culturali, storici, naturalistici e gustosi.

Per chi partecipa all’evento principale il ritrovo è al Foro Boario di Modena giovedì mattina 3 ottobre con partenza libera dalle 8 alle 12 del mattino, mentre il traguardo finale è previsto 4 giorni dopo al Bensone design shop nel centro storico di Modena a due passi dal Duomo con la Ghirlandina e piazza Grande, patrimonio Unesco ( Info e iscrizioni qui >> )

In concomitanza con la giornata di partenza e con quella di chiusura della Pan-Sec abbiamo pensato di organizzare due pedalate minori – i Pan-Secchini 🙂 –  per raggiungere rispettivamente il Panaro ed il Secchia.

Queste le nostre proposte:

  1. Pan-Secchino 1 – Il Panaro: Giovedì 3 ottobre ore 9.00 saremo con un nostro stand al Foro Boario alla partenza della Pan-Sec e percorreremo insieme i primi km di sterrato, quelli che portano sul Panaro passando da Bomporto, San Donnino e Vaciglio, per rientrare a Modena dopo 55km. Info ed iscrizioni qui >>
  2. Pan-Secchino 2 – Il Secchia: Domenica 6 ottobre invece partiamo da Piazza Grande alle ore 14.00 per andare a scoprire il Secchia: qui il percorso di soli 18km sarà ancora più semplice ed adatto anche alle famiglie e prevede di raggiungere il Ponte della Barchetta di Campogalliano, per poi rientrare sugli argini e congiungerci con i partecipanti della Pan-Sec al Bensone in centro a Modena verso le 17.30 per un brindisi finale. Info ed iscrizioni qui >>

Vi aspettiamo ad assaggiare il mondo della ghiaia!

2 giugno, Secchia in Festa: da Modena a Campogalliano per vivere una giornata al fiume

SECCHIA IN FESTA è una manifestazione nata per valorizzare e a far conoscere il territorio fluviale, rivolta non soltanto agli sportivi, ma anche a famiglie e visitatori, ai quali viene offerta la possibilità di vivere una giornata insieme, a stretto contatto con la natura e le attrattive ambientali del fiume Secchia.

Programma delle attività dal Comune di Modena:

  • Ritrovo ore 9.00 presso Largo S. Agostino – a cura di Fiab Modena – in bicicletta si proseguirà per la ciclabile di via Emilia, cavalcavia Madonnina, ciclabile Barchetta, Tre Olmi, ponte Barchetta e ciclabile fino ai laghi Curiel e arrivo a Casa Berselli.
  • A partire dalle ore 10.30 – attività di animazione gratuite presso Casa Berselli
programma attività comune di modena

programma attività comune di modena

Una festa sul fiume sconosciuto

Logo Festa del Secchia

Logo Festa del Secchia

Il 2 giugno i ciclisti si riapproprieranno del fiume Secchia con una grande escursione che da Castellarano si snoderà lungo i suoi argini fino a Quingentole, alla confluenza col Po. Propiziata dai Parchi dell’Emilia Centrale e dalla UISP, l’iniziativa ha visto l’adesione di enti locali, associazioni e organizzazioni sociali (fra cui la Fiab di Modena) impegnati nella promozione della ciclabilità e della tutela ambientale. In ogni tratto di fiume attraversato sono previste numerose attività sociali e punti di ritrovo anche gastronomici.

Prima nel suo genere per dimensione e complessità organizzativa, la festa intende far riscoprire un habitat (quello del fiume) ignorato dai più e che riserva continue sorprese e sprazzi di flora e fauna inusuali. Occorre evidenziare che gli argini sono stati resi praticabili nella parte di pianura sia per i pedoni che per i ciclisti.

L’attività escursionistica è parte integrante del programma annuale offerto dalla Fiab e riscontra un successo crescente (nel 2015 sono in calendario una trentina di iniziative in Italia e all’estero).

Per promuovere la pratica cicloturistica e portare un concreto sostegno alle popolazioni terremotate, dal 2012 la Fiab ha avviato la realizzazione del progetto “Biciclette a fiumi” nell’area nord della provincia. L’obiettivo è di costruire il tracciato modenese di Eurovelo 7, l’autostrada per bici da Copenaghen a Malta, collegando i tratti a nord e a sud già realizzati. L’infrastruttura consentirà di far transitare i ciclo turisti provenienti dal nord Europa verso il sud Italia e di creare posti di lavoro.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it