Montecorone e l’orrido di Gea

Quando:
18 Ottobre 2026@9:30–16:30
2026-10-18T09:30:00+02:00
2026-10-18T16:30:00+02:00
Dove:
Rocca Malatina
Rocca Malatina

Domenica 18 ottobre
Montecorone e l’orrido di Gea

Pronti a partire per un viaggio fuori dall’ordinario?

Ma attenzione, viandanti delle due ruote: l’Empireo non si raggiunge senza fatica! Ci attendono 58 chilometri di meraviglie e oltre 1.000 metri di dislivello. Un itinerario impegnativo, che richiede un ottimo allenamento se affrontato con una bici muscolare, oppure un’adeguata e-bike. E, naturalmente, un ingrediente irrinunciabile: quello spirito d’avventura che ci spinge anche quando la strada s’impenna e il fiato si fa corto.

Il nostro pellegrinaggio a pedali prenderà le mosse alle 9:30, dal parcheggio del ponte Samone, sulla fondovalle Panaro. Partenza 9:45. Da qui, senza indugi, comincerà la nostra inesorabile ascesa verso l’Empireo: lassù, dove le gambe incontrano la fatica e lo sguardo viene ripagato dalla bellezza.

Dopo circa sette chilometri, transitando per la località di Sant’Apollonia, ci concederemo uno spettacolo che da solo meriterebbe il viaggio: uno dei panorami più belli sui Sassi. Un incontro con la pietra e con il paesaggio, dove la natura sembra aver scolpito il proprio tempio.

Ma non ci sarà troppo tempo per contemplare: ci attendono un paio di chilometri di sterrato in una discesa piuttosto impegnativa, dove prudenza e abilità dovranno accompagnare ogni pedalata.

Raggiungeremo quindi la meravigliosa Pieve di Trebbio, prezioso scrigno di storia e spiritualità, dove faremo una breve visita prima di rimetterci in cammino.

Al chilometro 13, un altro tratto di circa mille metri di sterrato ci condurrà fin nei pressi dei Sassi, imponenti sentinelle di roccia che emergono dalla terra come antiche presenze, sospese fra il mondo naturale e quello delle leggende.

Da qui in avanti, l’asfalto accompagnerà quasi costantemente le nostre ruote, aprendoci la strada verso nuovi incontri.

Ed ecco Montecorone, deliziosa frazione dal nome tutto da interpretare, con le sue eleganti architetture antiche e le sue atmosfere d’altri tempi. Una simpatica serpentina ci accompagnerà poi verso Zocca, dove sarà tempo di placare gli appetiti.

Per il pranzo potremo scegliere la libertà del sacco, consumato all’aria aperta, oppure lasciarci tentare dai sapori della tradizione al bar ristorante Come nelle Favole, dove borlenghi, polente e lasagne ci attendono a prezzi popolari.

Riprenderemo la via costeggiando santuari, maestà e antichi lavatoi, testimonianze di una civiltà contadina che ha lasciato nella pietra i segni della propria devozione e della propria quotidianità.

Attraverseremo gli abitati di Zocchetta e Verucchia, fino a raggiungere Rosola, graziosissimo borgo antico, dove il tempo sembra aver rallentato il passo per concederci uno sguardo più attento sulle cose. Qui, fra case, viuzze e memorie silenziose, la nostra pedalata si farà ancora una volta scoperta.

Soltanto trecento metri di sterrato ci separeranno dal ritorno al percorso principale: passeremo quindi da Semelano e Villa d’Aiano, avvicinandoci a un luogo dove la natura sembra obbedire a leggi tutte sue.

Entreremo in una zona caratterizzata da un microclima particolare, fino a raggiungere l’affascinante Orrido di Gea, luogo avvolto dal mistero e legato ad antichi rituali preistorici.

Qui le biciclette resteranno per qualche minuto a riposo. Abbandoneremo selle e pedali per concederci un semplicissimo trekking di circa dieci minuti, inoltrandoci verso il cuore pulsante dell’Orrido.

Di nuovo in sella, proseguiremo il nostro viaggio costeggiando il luogo del cosiddetto santuario etrusco del lago di Bracciano, altra tappa che evoca antiche frequentazioni e misteriose sacralità. La strada ci porterà poi a deviare dalla provinciale per raggiungere una frazione tanto nascosta quanto incantevole: San Martino. Un piccolo mondo appartato, lontano dai percorsi più battuti, dove il fascino dei luoghi si misura nella loro capacità di sorprendere chi abbia la curiosità e la pazienza di raggiungerli.

Ma non è ancora tempo di abbandonarsi alla nostalgia del ritorno. Ci aspetta un ultimo saliscendi impegnativo, una piccola prova finale per gambe e polmoni, che ci permetterà di evitare il traffico domenicale e di godere ancora un poco della quiete di queste strade. Seguendo le provinciali raggiungeremo infine il ponte Docciola, a circa cinque chilometri dal traguardo.

Da lì, ormai con il viaggio nelle gambe e negli occhi, affronteremo l’ultimo tratto fino al parcheggio da cui tutto è cominciato.

Info:
__ Ritrovo ore 9:30 – dal parcheggio del ponte Samone sulla fondovalle Panaro. Partenza 9:45.
__ Km 58
__ Dislivello: 1000 mt
__ Fondo: asfalto + facile sterrato
__ Riservato ai soci FIAB
__ Assicurazione Giornaliera: 2 Euro Soci FIAB
__ Livello: °°° Difficile
__ Info: Gino e prenotazioni 3295383431

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