Da ottobre è partita la campagna di tesseramento 2015 per la Fiab. Il Consiglio Direttivo ha fissato le nuove quote:
- Socio junior (under 14), 5 €
- Socio ordinario, 20 €
- Socio ordinario+bimestrale BC, 25 €
- Socio sostenitore, 30 €
- Socio sostenitore+bimestrale BC, 35 €
Oltre che in sede e durante le escursioni, ci si può iscrivere anche online su www.modenainbici.it e ricevere tutte le informazioni relative ai servizi e ai vantaggi che offre l’iscrizione a Fiab, oltre a sostenere l’associazione: più siamo più contiamo!
La decisione di incrementare le quote di adesione è stata sofferta, ma inevitabile: invariata dal 2004, anno di fondazione, la quota (15 €) non riusciva più a sostenere le numerosissime iniziative sociali e culturali ritenute strategiche: educazione alla mobilità ciclistica nelle scuole, corsi per insegnare alle donne straniere ad andare in bici, iniziative contro i furti di biciclette, promozione cicloturismo in provincia di Modena (in particolare “Biciclette a fiumi”), corsi di manutenzione bici, produzione di materiali informativi sulla mobilità sostenibile…
Sono inoltre intervenute altre esigenze inderogabili: la Fiab nazionale ha aumentato da 8 a 10 € per ogni tessera il contributo per l’organizzazione centrale, mentre il costo del periodico BC è passato da 2 a 6 € annuo.
Occorre evidenziare che, con l’aumento della quota sociale, il costo della tessera della Fiab Modena si è allineata alla media nazionale e che comprende anche l’assicurazione per la responsabilità civile per tutto l’anno. Inoltre, riduce i costi di partecipazione alle escursioni di una giornata ed è obbligatoria per quelle di più giorni.
I conti della Fiab modenese sono in ordine, grazie al rigore gestionale e al notevolissimo impegno di volontariato e organizzativo dei soci. Le maggiori entrate garantiranno pertanto l’autonomia dell’associazione e la sua capacità di assumere iniziative finalizzate alla promozione della mobilità ciclistica, in tutte le sue forme, da quella urbana a quella cicloturistica, com’è nella sua tradizione.



Da tempo è stato inaugurato il sottopasso della via Emilia alla linea ferroviaria per Milano, vicino allo scalo merci. All’imbocco è stato installato il segnale di divieto di transito alle biciclette, per le quali è stata realizzata la pista ciclabile sul lato nord del manufatto. Peccato che la pista, benché ultimata da oltre due anni, non sia mai stata aperta al transito. Così ai ciclisti rimane la scelta tra tornare indietro o percorrere il sottopasso, rischiando la vita e la contravvenzione.



