Gli insegnamenti della grandinata

La forte grandinata della scorsa settimana ha lasciato segni evidenti del suo passaggio: alberi caduti, rami spezzati, automobili e infissi danneggiati, foglie sparse dappertutto.

Si sono subito liberate le strade dagli alberi e dai rami caduti al suolo, occupando spesso i marciapiedi ed è ripresa la circolazione stradale su un tappeto di foglie. La sera stessa si potevano vedere distintamente le scie lasciate dalle automobili, come dopo una nevicata.

Tutti hanno potuto constatare che spazi utilizzati dai veicoli sono decisamente inferiore alle attuali corsie stradali, che molti modenesi parcheggiano per pigrizia in strada anche se posseggono l’autorimessa e che la pulizia è stata rapida ed efficiente sulle strade, ma scarsa o assente sulle piste ciclabili e sui marciapiedi.

Questi tre indizi ci dovrebbero indurre a eliminare gli spazi in esubero lasciati alle auto per darli ai pedoni, alle biciclette ed ai mezzi pubblici, riservare prioritariamente lo spazio pubblico per le persone e non per le loro auto, dare priorità negli interventi di manutenzione e gestione delle aree pubbliche ai pedoni, ai ciclisti e ai mezzi pubblici.

Come afferma il meteorologo Luca Lombroso “vi sono seri motivi, che inducono a ritenere che l’evento grandinigeno di sabato a Modena sia stato accentuato dai cambiamenti climatici” e aggiunge “nessuno è troppo piccolo per fare la differenza, e tutti siamo parte della soluzione, solo insieme possiamo vincere questa sfida dell’umanità, cambiando direzione e avviando insieme il mondo alla decarbonizzazione.

Questa responsabilità diffusa è ancora maggiore per chi governa le nostre città se vuole seriamente perseguire un diversa mobilità sostenibile per l’ambiente e per i cittadini.

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