Ciclopedonale Mazzoni: c’è un’altra soluzione

Il Consiglio Comunale di Modena ha appena approvato all’unanimità una mozione del Movimento 5 Stelle, del luglio 2019, per la realizzazione di un sottopasso o sovrappasso ciclabile vicino al cavalcavia Mazzoni. Si tratta di una proposta già contenuta nel PUMS per rispondere agli abitanti della zona nord, che da sempre chiedono un collegamento ciclabile sicuro alla città. Seguiranno studi e progetti che dovranno affrontare due problemi che, fin dagli anni ’80, hanno fatto arenare simili proposte: un cavalcavia costruito tra le due guerre e la presenza del canale Naviglio.

Il cavalcavia storico impedisce l’ancoraggio di una ciclabile a sbalzo e la fascia di rispetto della linea elettrica della ferrovia aumenta sensibilmente il dislivello da superare, mentre la rete dei canali rende complesso e molto costoso realizzare un sottopasso. Forse varrebbe la pena di considerare anche un’altra proposta che parte da ciò che il Comune ha più volte scritto e dichiarato nel PUMS: “mettere al centro le persone per offrire accessibilità e qualità della vita, sostenibilità e fattibilità economica, equità sociale e salute, incoraggiando la mobilità sostenibile con soluzioni efficaci ed economiche”.

La FIAB, che da oltre 10 anni compie il rilevamento semestrale dei ciclisti, può testimoniare che la stragrande maggioranza delle auto che scendono dal cavalcavia in Piazza Natale Bruni, non vanno verso il centro, ma svoltano verso viale Crispi o verso Viale Caduti in Guerra; si tratta cioè di automobilisti che usano questo cavalcavia al posto di quelli di Via Cialdini e di Ciro Menotti, impedendo ai ciclisti ed ai pedoni un collegamento breve con la città e rallentando inutilmente il transito dei mezzi pubblici diretti alle stazioni dei treni e delle autocorriere.

Per tutti questi motivi, in coerenza con le direttive del PUMS e del buon senso, riteniamo che sia giunto il momento di abbandonare soluzioni difficili e costose e di riservare questo cavalcavia ai mezzi pubblici, ai pedoni ed ai ciclisti. Non è solo una soluzione più ragionevole e fattibile, ma alleggerisce sensibilmente la pressione e l’inquinamento di zone centrali densamente abitate, dando una risposta efficace alle richieste dei cittadini.

Seguendo invece le numerose proposte di sottopasso o di sovrappasso ciclabile sono già passati 40 anni, ben più di quanto ha richiesto la lunga costruzione del cavalca ferrovia, deliberato dal Consiglio Comunale nel 1909 e ultimato nel 1939

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