Aggiusta la bici e pedala felice

IMG-20160307-WA0008

corso manutenzione bici

Le limpide giornate di primavera suscitano in voi un naturale desiderio di strappare le ragnatele che avvolgono la bici relegata in cantina, inforcarla e lanciarvi in escursioni salutari fra i campi in fiore. Mentre procedete spensierati e felici, un fruscio inconsueto attira la vostra attenzione: vi fermate e scoprite con raccapriccio che una gomma si è sgonfiata. Disarmati, impreparati, senza il ‘necessaire’ e le competenze per porre rimedio all’incidente, venite assediati dalla sensazione che la jella vi perseguita. Presi dall’ira, decidete su due piedi un irrevocabile ‘mai più in bici!’

La Fiab di Modena ha pensato proprio a voi quando ha programmato un corso per la manutenzione della bici e l’organizzazione delle escursioni. Previsto nel calendario 2016 delle attività (3 incontri in tutto), si è svolto a febbraio con un successo così ampio (20 partecipanti) da indurre l’associazione a riproporlo anche a marzo, per rispondere alle insistenti richieste dei numerosi ciclisti (altri 20) ansiosi di apprendere i piccoli segreti per liberarsi dai guai meccanici e pedalare felici.

Il corso di ‘sopravvivenza ciclistica’ della Fiab fornisce elementi per organizzare un viaggio e imparare a risolvere i più comuni guasti meccanici. Chi partecipa non diventa meccanico, ma potrà tornare a casa in autonomia, evitando le amarezze di chi si pianta masticando fiele. Gli ‘allievi’ si esercitano sulla propria bicicletta e imparano a scegliere le attrezzature, regolare la bici e prepararsi al viaggio. Non solo: apprendono a effettuare una riparazione delle gomme, a sostituire un filo del freno o un raggio delle ruote. Infine, apprendono come organizzare l’escursione, scegliendo abbigliamento, attrezzature e alimentazione.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

L’Europa pedala, Modena costruisce … autostrade

autostrada ciclabile germania

autostrada ciclabile germania

Si moltiplicano i segnali europei di un salutare ripensamento del modello finora dominante di mobilità autocentrica (la quattroruote fulcro degli spostamenti urbani), che ha avvelenato le città, facendo sperare in un cambiamento benefico per tutti i cittadini del continente.

In Germania è stato appena inaugurato un tratto della Radschnellweg, l’autostrada ciclistica lunga 100 km destinata a collegare 10 città, fra cui Mülheim an der Ruhr, Duisburg, Bochum e Hamm. In Danimarca spicca per ambizione la Cycle Super Highway, una ciclabile di 22 chilometri che collega il centro di Copenhagen con la città di Albertslund e che, in futuro, si prolungherà fino a 300 chilometri nel resto del paese. L’Olanda ha da tempo realizzato un’autostrada per le biciclette lunga 7 chilometri fra Breda e Etten-Leur. A Londra è in programma la costruzione della East-West Cycle Superhighway, 30 chilometri di ciclabili che collegheranno i quartieri occidentali di Acton a quelli orientali Barking. La fredda Norvegia investirà quasi un miliardo di euro per realizzare una rete di ciclabili per collegare i centri di nove città con l’hinterland.

E a Modena? L’emulazione positiva per l’operato degli amministratori del centro-nord Europa ha suscitato un inedito, straripante entusiasmo in città. Per abbattere le polveri sottili, gli ecologisti che animano la lobby politico-economica già scaldano le betoniere per realizzare la versione estense delle nordiche Cycle Superhighway: con un colpo di scena assoluto, hanno infatti comunicato che riserveranno alle bici le progettate autostrade Campogalliano-Sassuolo, Cispadana, complanare A1 fra Cantone del Mugnano e Modena sud.

Nel frattempo, animata da spavaldo entusiasmo, la citata lobby ha voluto strafare, mettendo in cantiere interventi sempre più faraonici: un ponticello ciclabile sul Panaro, la ciclabilina fra Via Araldi e Via Martiri delle Foibe 

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

2 ruote - 13 marzo 2016

2 ruote – 13 marzo 2016

Inquinamento: ininfluenti le «cure palliative»

auto ibrida

auto ibrida

Il 2015/16 passerà alla storia come il primo anno senza un vero inverno. Questo incredibile primato è la conseguenza di un cambiamento climatico che è stato ribadito nella Conferenza ONU di Parigi (dicembre 2015), conclusasi con l’impegno a limitare a 2 gradi l’incremento della temperatura nei prossimi decenni per prevenire una situazione ingovernabile.

A tale scopo, è indispensabile «fare i compiti a casa». Per salvaguardare la salute e il futuro della biosfera (il posto in cui viviamo), è necessario ridurre le emissioni dei gas climalteranti (biossido di azoto, anidride carbonica ecc.). A questa misura, ne dev’essere associata un’altra, finalizzata a tutelare la salute umana: contenere le polveri sottili prodotte dal riscaldamento, dall’industria pesante e dal traffico.

Di fronte a questa esigenza, come reagiscono i decisori politici nostrani? Invece di attuare interventi commisurati alla gravità della situazione ambientale e sanitaria (in provincia di Modena sono circa 30mila su 700mila abitanti le persone colpite da patologie alle vie respiratorie collegate all’inquinamento dell’aria), lanciano iniziative capaci di conquistare l’attenzione dei media ma del tutto inefficaci per risolvere i problemi. Adottano le «cure palliative» per illudere l’ammalato, piuttosto che combattere le cause all’origine dei suoi mali.

L’ultima misura assunta dalla Regione Emilia Romagna, l’esenzione dal pagamento del bollo per tre anni per chi acquisti auto ibride (motore a benzina associato a elettrico o idrogeno), rientra in questa classe di annunci surreali. Le lobby dei produttori di veicoli ibridi, come già quelle degli impianti a metano e gpl, continuano a spolpare il bilancio pubblico in nome di una presunta «mobilità sostenibile» dietro cui si celano vistosi interessi privati. Solo chi vive sulle nuvole può fingere che questi veicoli, destinatari di incentivi a vario titolo, siano «ecologici», nonostante emettano gas velenosi per l’ambiente (bruciano derivati del petrolio per produrre elettricità). La verità è che, a Bologna come a Modena, l’auto continua a restare l’unica vera opzione per la mobilità urbana.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Copertura assicurativa per il bike to work

bikeworkze_140a

bike 2 work

“L’uso del velocipede, come definito ai sensi dell’art. 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, deve, per i positivi riflessi ambientali, intendersi sempre necessitato.”

Questa affermazione perentoria, espressa nell’urticante forma del burocratese più puro, pone termine ad una durissima disputa durata 9 anni che ha contrapposto la Fiab e l’INAIL, l’ente che sovrintende alle assicurazioni sugli infortuni dei lavoratori.

La questione è di rilevante interesse. Fino al dicembre 2015, ai dipendenti che utilizzavano la bici per recarsi in azienda non era riconosciuta la copertura assicurativa in caso di infortuni sul percorso casa-lavoro, in quanto l’uso del loro mezzo non era ritenuto “necessitato”. In concreto, un lavoratore coinvolto in un incidente stradale che usava il mezzo pubblico veniva risarcito, mentre se usava la bicicletta non lo era.

La nuova normativa estende i benefici assicurativi anche ai ciclisti, in base ad una considerazione ambientale (il loro gesto contribuisce a ridurre l’inquinamento dell’aria), e quindi va premiato per la sua valenza civica (legge n° 221/2015).

Il successo della Fiab corona 9 anni di una dura battaglia. La campagna dell’associazione era iniziata nel 2007 e ha coinvolto un crescente numero di enti locali. In questa circostanza, va dato atto che il Comune di Modena è stato fra gli enti che hanno aderito fra i primi alla campagna con una propria deliberazione di Consiglio Comunale risalente al 2008. Un piccolo gesto che ha contribuito certamente a sbloccare la situazione verso un esito positivo.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

articolo di domenica 6/3/2016

articolo di domenica 6/3/2016

Mobilità ciclistica: quali incentivi?

rossella-casa-lavoroL’incalzare delle cattive notizie sugli elevati livelli di inquinamento nelle aree urbane e, più in generale, delle emissioni nell’aria che stanno provocando il grande cambiamento climatico in corso, richiede risposte proporzionali alla gravità della situazione ambientale. Chiarezza di obiettivi, trasparenza nelle decisioni e costanza nell’attuare le attività programmate costituiscono i requisiti essenziali di cui gli enti decisori dovrebbero dotarsi per affrontare fenomeni di enorme portata, prodotti localmente e a livello planetario.

Oltre ai citati attributi, i decisori dovrebbero affidarsi anche alla creatività, nel senso di immaginare soluzioni originali e concrete capaci di contribuire a risolvere i problemi individuati. In altre parole, per promuovere l’uso dei mezzi alternativi all’auto privata (trasporto pubblico, bicicletta e pedonalità) occorre anche mettere in campo forme di incentivi reali per modificare stili di mobilità divenuti ormai contrari al bene comune.

Sotto questo aspetto, la Francia sta mettendo in cantiere misure inedite e di lungo periodo. Il governo ha deciso di prevedere un’indennità di 25 centesimi a chilometro percorso per i cittadini che vanno al lavoro in bicicletta. Il Comune di Parigi ha adottato proprio questo strumento a vantaggio dei suoi 63.000 dipendenti.

E in Italia? Alcune aziende private importanti da tempo praticano questa misura semplice e concreta, a volte con qualche variante interessante. Un’azienda ospedaliera ferrarese ha previsto un incentivo temporale: accantona il tempo di spostamento in bici dei lavoratori e lo trasforma in tempo da recuperare come congedo. Le vie della mobilità sostenibile sono infinite, basta cercarle.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Precauzioni per difendersi dai furti di biciclette

catena furti bici

catena furti bici

Per la partecipazione alla Domenica ecologica, la Fiab ha scelto di affrontare il tema dei furti di biciclette, un fenomeno molto diffuso in città che crea allarme sociale e inibisce o riduce l’uso di questo mezzo di spostamento ecologico strategico (insieme al trasporto pubblico) per contenere l’inquinamento dell’aria. Annualmente, è stato stimato che solo a Modena vengono rubate circa 5mila bici, per un danno di mezzo milione di euro.

La lotta efficace ai furti di bici richiede l’attuazione di due misure concorrenti finalizzate a incidere sui furti e la ricettazione.

Alcuni consigli pratici per difendersi dai furti: legare ruota e telaio a un portabici, dotarsi di un antifurto di buona qualità, targare la bici per poterla identificare, denunciare il furto alle forze dell’ordine, non comprare bici usate da venditori irregolari. In caso di sparizione dell’amato velò, verificare all’Ufficio comunale oggetti rinvenuti e presso le forze dell’ordine se è stato ritrovato. Conviene acquisire la chiave per l’accesso ai depositi protetti comunali per bici, presenti in diversi punti della città.

La ricettazione va contrastata isolando i venditori illegali di usato da quelli corretti. A tale scopo la Fiab sostiene il progetto B.U.S. (Biciclette Usato Sicuro) con cui offre una convenzione ai venditori che li impegna a vendere usato di provenienza certa e targato.

L’Ente locale dovrebbe diffondere i portabici “Modena” (quelli a P), costruire nuovi depositi protetti, potenziare il bike sharing. Le Forze dell’ordine dovrebbero attuare controlli dei venditori illegali, ben noti in città.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Inquinamento: ristabilire la verità dei fatti

siringa-auto

auto – droga

Nel suo rapporto “Qualità dell’aria in Emilia-Romagna”, l’ARPA ha rilevato che nel 2015 a Modena sono stati registrati 55 superamenti dei limiti del PM10, confermando Modena e provincia fra le zone più inquinate d’Europa. L’agenzia ha precisato che il traffico contribuisce per il 34% alle emissioni delle polveri cancerogene, cui occorre aggiungere il 57% di ossidi di azoto, il 39% di monossido di carbonio e il 25% dell’anidride carbonica.

Di fronte ai dati di ARPA, gli enti responsabili delle politiche ambientali e della salute hanno assunto atteggiamenti “negazionisti”, deresponsabilizzanti e intimidatori: i problemi dipendono dalla natura e dalla geografia, non dal traffico. Inoltre, il PM10 è un indicatore della ricchezza e del successo: non vorremo mica impoverirci? Di conseguenza, le misure di contrasto di Comune e Regione sono state emergenziali e rassicuranti, limitandosi a perseguire un lieve contenimento del traffico. Salvo poi dichiarare grottescamente che i blocchi del traffico sono “inefficaci”.

Come stanno le cose?

Disinformazione e ipocrisia imperano e la verità latita. I blocchi del traffico non sono veri blocchi: riguardano una categoria ridotta di veicoli, un’area limitata della città, una fascia oraria ininfluente (gli automobilisti anticipano e posticipano gli spostamenti rispetto agli orari del blocco), i controlli sono inesistenti. L’ordinanza comunale dei blocchi prevede 22 deroghe, compresi i veicoli commerciali, i più inquinanti. Le misure “negative” non sono accompagnate da misure “positive”: non c’è un Piano della mobilità ciclistica né un programma di rilancio del trasporto pubblico. Nel frattempo, però, il complesso politico-economico (politici, commercianti, costruttori) solo pochi giorni fa ha festeggiato il varo di due nuove autostrade e il potenziamento delle due esistenti. Questo sì che è parlar chiaro!

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Tesoro a Pedali: la mostra del Museo della Bilancia sulla bicicletta

FIAB ospite di “Detto tra noi” la trasmissione mattutina di TRC, nella quale il Museo della Bilancia di Campogalliano presenta le attività che nel 2016 ruotano intorno “Tesoro a Pedali”, la mostra sulla tecnica della bicicletta. FIAB è tra gli Enti che collaborano con il Museo per realizzare incontri e cicloescursioni a Campogalliano.

 

FIAB Modena presenta “Tesoro a Pedali” from FIAB Modena on Vimeo.

Più autostrade, più traffico e inquinamento

città inquinata

città inquinata

Le grandi manovre condotte in nome del paradigma autocentrico hanno conseguito un successo strabiliante: in un’area tra le più densamente infrastutturate d’Europa saranno realizzate nei prossimi anni altre due autostrade (Cispadana e Sassuolo-Campogalliano) e potenziate quelle esistenti (A1 e A22). Oltre alle new entry, infatti, le sempre più faraoniche autostrade storiche saranno arricchite di complanari (A1 nel tratto Cantone del Mugnano-Modena sud) e di una nuova corsia (Brennero). L’investimento (iniziale) previsto ammonta a ben 2,8 miliardi di euro, una cifra da capogiro che farà stappare molte bottiglie di champagne ai costruttori e ai politici che li sostengono a oltranza.

Nella colata di cemento e asfalto programmata, enorme e ingiustificata, spicca peraltro la più incredibile distorsione della razionalità economica e sociale mai architettata: in presenza di un collegamento autostradale esistente (Modena-Sassuolo) se ne costruirà un doppione parallelo.

Facilmente prevedibile l’impatto sul territorio e sulla vita quotidiana dei cittadini: più autostrade vuol dire più circolazione autoveicolare, più inquinamento e riduzione della speranza di vita per gli abitanti (lo attestano le ricerche dell’Unione Europea e dell’OMS).

La situazione appare ormai chiara: le strategie della mobilità sono dettate da un complesso politico-economico ben consolidato ed efficiente, capace di condizionare la gestione del bilancio pubblico con modalità amministrative acrobatiche. La mobilità sostenibile, sbandierata in periodo elettorale e richiamata in testa al Piano della Mobilità ciclistica, riguarda ormai gli studi di archeologia del consenso. Il re è nudo e danza intorno a noi.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it