La normalità dell’eccezione

Ho avuto, anche nei giorni di quarantena, la possibilità di uscire tutti i giorni e mi sono considerato un privilegiato. Mi sono goduto le strade irrealmente libere e silenziose con la mia bicicletta, a cominciare dal momento in cui aprendo le finestre al mattino ho sentito entrare aria che non sapeva più di gas di scarico. Non ho neppure, per la prima volta in 40 anni, sofferto della mia allergia primaverile!

Modena è una piccola città, gli spostamenti sono raramente oltre i 5 Km, bisogna abitare in una frazione o in qualche comune limitrofo per andare oltre, e in questi casi parliamo poi di 7, 10 Km al massimo. Non occorre essere atleti, io che non sono certo un ciclista allenato, anche se abituato ad usare la bici, facendo alcune prove banali con il gps del telefono mi sono accorto, con sorpresa, di avere rilevate percorrenze con velocità medie di 18/19 Km/h. Ammettiamo pure che si viaggi a 15 Km di media, per fare 5 Km occorrono poco più di 20 minuti, parcheggio compreso! Se poi si usa una bicicletta a pedalata assistita le velocità medie aumentano ed il rischio di arrivare in ufficio sudati sparisce. In auto le medie sono attorno ai 30 Km ora, che diminuiscono ulteriormente nelle ore di punta; se poi aggiungiamo il tempo che spesso si perde a cercare parcheggio, l’auto risulta sicuramente penalizzata nel rapporto tra distanza e tempo impiegato per spostarsi in città. Pensando a quanto ci costa tutto ciò in denaro, tempo sprecato e salute persa, diventa eclatante quanto poco conveniente ed efficiente risulti l’auto in ambito urbano.

Quindi, perché questo non potrebbe diventare normalità ? Perché invece di metterci in colonna con l’auto non proviamo ad usare la bici, o le gambe, per andare al lavoro, a muoverci con calma, goderci la nostra città, viverla, fare acquisti nei negozi di quartiere, fermarci a fare due chiacchiere con un conoscente che non avremmo neppure visto passando in auto?

L’approccio con la città vista attraverso la bicicletta è empatico. Non siamo costretti a subire la strada ed il traffico, possiamo decidere percorsi alternativi senza dover forzatamente preoccuparci di dove parcheggiare. Non si tratta solo di un modo di spostarsi, ma di vivere la città sempre, tutti i giorni, di non avere quartieri residenziali ridotti a dormitori, di non dover sentire la necessità di scappare il fine settimana per sentirsi vivi.

Eugenio Carretti

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