Da Carpi ad Albareto, storie di mamme, cittadini e ragazzi che hanno smesso di rassegnarsi al traffico.

Alla Festa degli Auguri Fiab Modena di fine anno, riconoscimenti a chi ha trasformato piazzali-parcheggio in luoghi di vita. Da Carpi ad Albareto, storie di mamme, cittadini e ragazzi che hanno smesso di rassegnarsi al traffico.

La tradizionale serata degli Auguri di Fiab Modena e Carpi ha visto riassumere un anno di intensa attività dell’associazione ed è stata anche un momento per celebrare chi ha avuto il coraggio di chiedere: “Come potrebbe essere?” invece di ripetere “È sempre stato così”. In questa occasione, Fiab Modena ha premiato progetti che incarnano la riappropriazione dello spazio pubblico e la sicurezza dei percorsi casa-scuola.

Carpi a Misura di Bambino: se gli adulti ascoltassero davvero
Il primo riconoscimento ha toccato un nervo scoperto della pianificazione urbana. Benedetta Bellocchio e Maria Chiara Buzzega, rispettivamente giornalista e pedagogista (ma soprattutto madri), hanno ritirato il premio per il progetto “Carpi a Misura di Bambino“.
Nato dalla constatazione post-Covid di città sempre più ostili ai piccoli, il progetto ha ribaltato il paradigma: invece di decidere per i bambini, hanno chiesto ai bambini. Il risultato è stato un documento in 10 punti, sottoscritto dal Sindaco, e una grande festa simbolica che ha visto le associazioni occupare pacificamente il Sagrato del Duomo, solitamente intoccabile.
Ma il dato più politico emerso dalla serata è quello del sondaggio sulla mobilità: sebbene il 99% dei genitori usi l’auto, oltre la metà vorrebbe cambiare abitudini. «Non è pigrizia, è mancanza di alternative sicure», hanno spiegato le premiate. Il prossimo passo? Il “Placemaking”: saranno i bambini stessi ad analizzare tre parchi cittadini per spiegare all’amministrazione come renderli vivi e non solo “verdi”.

Scuole Bersani di Albareto: il miracolo del “panettone in piazza”
La storia più toccante di riappropriazione fisica dello spazio arriva dal Comitato Genitori delle Scuole Bersani di Albareto. Le mamme premiate (Tina, Rossana, Erika, Sara) hanno raccontato la metamorfosi di un piazzale scolastico che fino a ieri era una giungla.
«Era una gimcana tra le auto in seconda, terza, quarta fila. Pericoloso e brutto», hanno ricordato.
Dopo un sondaggio che ha certificato la percezione di insicurezza (80% delle famiglie), sono passati all’azione con l’urbanistica tattica: il grigio dell’asfalto ha lasciato spazio ai colori. A terra sono comparsi giochi antichi disegnati con gessetti colorati, come “la settimana” (o campana), trasformando una zona di parcheggio in un enorme cortile a cielo aperto. Dove prima si rischiava l’incidente, ora si salta e si gioca.
Il culmine è stato proprio la mattina della premiazione, l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Le mamme hanno chiesto un “regalo” ai genitori: non parcheggiare. Risultato? Alle 8:30 il piazzale era vuoto di auto e pieno di persone. «Abbiamo mangiato il panettone e bevuto il tè caldo dove prima si rischiava di essere investiti». Un esempio lampante di come, rimuovendo le lamiere, fioriscano le relazioni.

Il “Tesoro Nascosto”: la dignità è gratuita
A Carpi, il parcheggio custodito bici del giovedì e sabato mattina è molto più di un servizio: è un presidio per la mobilità attiva e di inclusione. Gestito dal 2019 dai volontari del “Tesoro Nascosto” (un gruppo che include persone con disabilità), il servizio vanta un record assoluto: zero furti in sei anni.
Durante la premiazione è emerso un dettaglio fondamentale sull’evoluzione etica del progetto: inizialmente c’era una cassettina per le offerte, ma i volontari hanno notato che questo creava imbarazzo in chi non aveva spiccioli, facendoli sentire obbligati. La decisione è stata radicale: via la cassetta. Il servizio è diventato totalmente gratuito per eliminare ogni barriera sociale.
La città ha risposto con gratitudine: i commercianti locali hanno donato al gruppo una splendida casetta di legno (quella di Babbo Natale) con vere finestre in vetro, robusta e ben rifinita, per proteggere dal freddo i guardiani delle bici. E la vecchia casetta in legno con i trasparenti in plastica? Non andrà persa: è stata donata al centro riabilitativo “Lotopaca”, in un perfetto circolo virtuoso di solidarietà.

Gli “Irriducibili” delle Scuole Margherita Hack: a scuola in bici, sempre
L’ultimo riconoscimento è andato agli studenti della Scuola Margherita Hack che partecipano al progetto di bike to school. Partendo dal piazzale della Polivalente San Martino, percorrono la ciclabile fino a scuola ogni mattina.
Sono stati definiti gli “Irriducibili” perché, nonostante il gelo invernale abbia scoraggiato molti compagni riducendo il gruppo a un nucleo d’acciaio di cinque ragazzi, loro hanno continuato a pedalare senza sosta, attrezzati con cuffie, guanti e tanta determinazione.
In un video proiettato durante la serata, hanno spiegato le loro ragioni con disarmante lucidità: “Mi piace sentire l’aria fresca la mattina”; “Si risparmiano soldi e inquiniamo meno”; “È un modo per stare con gli amici e andare ‘chillati’ (tranquilli) a scuola”.
Un aneddoto raccontato dal palco ha catturato l’essenza del gruppo: un giorno, al ritorno da scuola, a uno dei ragazzi (Sebastiano) è caduta la catena. Il gruppo non lo ha abbandonato per correre a a casa: si sono fermati tutti. Hanno perso tempo, hanno rischiato il ritardo, ma hanno aspettato l’amico. Perché la mobilità attiva non è una gara a chi arriva prima, ma un modo per arrivare insieme.
Queste storie ci insegnano che il cambiamento è possibile. Che si tratti di chiedere ai bambini come immaginano la loro città o di liberare un piazzale scolastico dalle lamiere, la ricetta vincente è la stessa: unire le forze, analizzare i dati e avere il coraggio di immaginare strade più sicure e belle.

Fiab Modena è orgogliosa di camminare (e pedalare) al fianco di questi cittadini. Buon anno e buona strada a tutti!

“Senza Rotelle”: grande successo al Parco Novisad per l’evento che insegna ai bambini a pedalare in autonomia

Oltre 70 iscritti per la prima edizione dell’iniziativa promossa da Genitori ECOattivi, FIAB Modena e Ciclofficina Popolare. Prossimo appuntamento il secondo sabato di ogni mese fino a giugno.

Modena, 8 novembre – Il Parco Novisad si è trasformato ieri in una grande palestra a cielo aperto dedicata alle due ruote, ospitando la prima edizione di “Senza Rotelle“, l’iniziativa che insegna a bambine e bambini a pedalare in autonomia.

Promosso da Genitori ECOattivi e FIAB Modena, in collaborazione con Ciclofficina Popolare Rimessa in movimento, l’evento ha registrato un’affluenza ben oltre le aspettative: oltre 70 bambini iscritti, ai quali si sono aggiunti numerosi partecipanti tra i passanti, conquistati dall’atmosfera gioiosa e dalla soleggiata giornata autunnale.

Per due ore, una parte dell’anello del parco si è animata di piccoli ciclisti alle prese con le bici senza pedali (balance bike), biciclette tradizionali e persino cargo bike, sotto lo sguardo attento dei volontari FIAB. Un vero e proprio percorso didattico attrezzato con segnali stradali e semafori funzionanti ha permesso ai più piccoli di mettersi alla prova sulle due ruote e apprendere, divertendosi, anche le prime fondamentali regole di sicurezza stradale.

«Facendo attività nelle scuole ci siamo accorti che sono tanti i bambini che anche alle elementari hanno ancora bisogno di imparare a pedalare, mentre i genitori hanno sempre meno tempo da dedicare a questo apprendimento», spiega Davide Paltrinieri, vicepresidente di FIAB Modena e referente dei Genitori ECOattivi. «Così sono nati i “Senza Rotelle”: un’occasione per supportare le famiglie nell’accompagnare i propri figli verso una sempre maggiore autonomia sulle due ruote».

L’iniziativa non si rivolge solo ai più piccoli. Grazie ai volontari FIAB e ad alcune biciclette apposite, anche i genitori che non si sentono ancora sicuri in sella possono aver l’opportunità di migliorare le proprie competenze o imparare da zero.

Grande interesse hanno suscitato i test drive della “Cargoteca”, organizzati dalla Ciclofficina Popolare: un parco bici cargo messo gratuitamente a disposizione dei partecipanti per scoprire soluzioni ecologiche e pratiche per la mobilità urbana familiare.

“Senza Rotelle” tornerà ogni secondo sabato del mese fino a giugno, sempre dalle ore 10 alle 12 al Parco Novisad. Un appuntamento fisso per costruire una comunità educante che cresce, e per riscoprire un modo più attivo e piacevole di muoversi e vivere insieme lo spazio pubblico.

Evento gratuito ma registrazione obbligatoria per questioni organizzative, per info ed iscrizioni consultate il form bit.ly/sr-novisad

I giovani e la bicicletta: una felicità che rischia di diventare sconosciuta

Come FIAB Modena, viviamo quotidianamente la città sulle due ruote e promuoviamo una mobilità più attiva e sostenibile. Recentemente, abbiamo avuto il piacere di collaborare con l’Istituto e Liceo Venturi per un’attività di coinvolgimento di tutti gli studenti del primo anno, accompagnandoli in un tour in bicicletta per le vie di Modena. Dopo aver illustrato le regole base per una circolazione sicura, abbiamo chiesto ai ragazzi di esprimere, con parole o disegni, le loro sensazioni sul muoversi in bici. Il risultato è stato un’ondata di entusiasmo e di senso di libertà. Un biglietto, su tutti, riassume perfettamente l’esperienza: “Liberi di pedalare, come volare”.

Questa gioia pura, quasi primordiale, stride però con una realtà che osserviamo con crescente preoccupazione durante i nostri interventi di educazione stradale nelle scuole elementari e medie: sono sempre di più i bambini e i ragazzi che non sanno andare in bicicletta. Non è solo una nostra impressione. Si tratta di un fenomeno diffuso, confermato da recenti analisi che evidenziano come l’uso della bicicletta tra i più giovani si sia drasticamente ridotto. Le cause sono molteplici: la priorità data all’automobile per ogni spostamento, anche brevissimo, e un tempo libero sempre più trascorso in casa, lontano da cortili e parchi.

Si perde così non solo un’abilità motoria fondamentale, ma anche l’accesso a quell’incredibile sensazione di autonomia e felicità che i ragazzi del Venturi hanno saputo descrivere così bene. Quella sensazione che loro hanno paragonato al “volare”, la scienza la descrive in modo leggermente diverso, ma altrettanto affascinante. Andare in bicicletta non sarebbe come volare, un’azione quasi passiva, ma piuttosto come “nuotare”: uno stato di flusso, un movimento in cui siamo immersi nell’ambiente, coordinando attivamente equilibrio e percezione per avanzare. È questa connessione attiva con ciò che ci circonda a generare un profondo senso di benessere e libertà.

Vedere la gioia negli occhi delle matricole ci ha confermato l’importanza della mobilità ciclistica. Regalare a un giovane la possibilità di “nuotare” per le strade della propria città, di sentirsi “libero come di volare”, è un investimento per il suo futuro e per quello dell’intera comunità. È un’esperienza di crescita che non possiamo permettere diventi un lusso per pochi. Per questo, come FIAB, continueremo a impegnarci affinché ogni bambino e ragazzo di Modena possa scoprire questa semplice, meravigliosa forma di felicità.

 

Strade scolastiche: quando i bambini riconquistano lo spazio urbano

Immaginatele, le strade davanti alle nostre scuole. Non più fiumi di auto e smog negli orari di punta, ma spazi restituiti ai loro veri protagonisti: i bambini. Luoghi per correre, giocare, chiacchierare in sicurezza. Questa visione, a lungo sostenuta da cittadini e associazioni come Genitori ECOattivi e FIAB, incomincia finalmente a diventare realtà a Modena. Il modello delle “strade scolastiche”, che sta cambiando il volto di tante città europee, sta mettendo radici anche qui, dimostrando che la perseveranza dal basso può tradursi in azioni concrete.

Anche questa spinta ha portato l’Amministrazione a stanziare fondi, ricavati dalle sanzioni del codice della strada, per un primo, ambizioso progetto di “aree quiete scolastiche”. I fatti iniziano a seguire le sollecitazioni: in via Corni (scuole Galilei e Calvino) si sta riqualificando il percorso ciclopedonale creando un’area giochi, mentre in via Frescobaldi (Saliceto Panaro) nascerà inizialmente un’area pedonale più sicura. L’intervento più atteso è quello in via Amundsen (scuole Giovanni XXIII e Cavour), con un cantiere al via da settembre, a cui seguirà una sperimentazione alla primaria Bersani di Albareto durante la Settimana Europea della mobilità. E ora nuove scuole si stanno facendo avanti per richiedere interventi, come di recente hanno chiesto le Graziosi.

È fondamentale ricordare da dove nasce questo percorso. Non da una concessione, ma da una conquista. Parte con iniziative come Pedibus e Bicibus che costruiscono comunità, prosegue con la raccolta di dati sulle abitudini delle famiglie e si trasforma in un dialogo serrato con le istituzioni, fino a vedere le richieste diventare progetti finanziati. I benefici di questo circolo virtuoso vanno oltre la sicurezza: significa migliorare la qualità dell’aria che i nostri figli respirano, incentivare la mobilità attiva e ridurre il traffico, come insegnano le esperienze di Parigi e Barcellona.

Questi non sono solo interventi stradali, ma un progetto educativo e culturale. Una città che azzera il traffico davanti alle scuole è un laboratorio di educazione civica, dove i bambini imparano il valore di uno spazio pubblico di qualità. Ogni transenna posizionata da un volontario, o ancor meglio ogni fioriera o panchina, ogni marciapiede allargato, rappresenta un passo avanti nella costruzione di una città per le persone, non per le auto.

Come FIAB, continueremo a promuovere, a proporre e a monitorare, perché ogni metro di strada reso più sicuro per un bambino è un investimento sul futuro di tutta la comunità. La strada è lunga, ma abbiamo iniziato a percorrerla.

Strade Scolastiche: ripartiamo dai bambini per cambiare le nostre città


Anche nel 2025 torna Bimbimbici

Bimbimbici è una manifestazione nazionale di FIAB che vuole promuovere la mobilità attiva e diffondere l’uso della bicicletta tra giovani e giovanissimi. Si svolge il weekend dell’10-11 maggio 2025 in tantissime località di tutta Italia: l’edizione 2024 ha avuto più di 220 eventi in 18 regioni per un totale di oltre 43.000 partecipanti. L’evento ha il patrocinio di Unicef, Società Italiana di Pediatria, Ministero dell’Ambiente, ANCI, Confindustria ANCMA, Euromobility.

La manifestazione è rivolta principalmente a bambini e ragazzi, ma è aperta a tutti i cittadini: un’opportunità per pedalare insieme ed una vera e propria occasione di festa. Il “popolo” di Bimbimbici è costituito dalle persone (grandi e piccini) che amano la bicicletta, la natura e desiderano vivere rispettando l’ambiente. Bimbimbici vuole sollecitare una riflessione sulla necessità di creare zone verdi e piste ciclabili per aumentare la vivibilità dei centri urbani dando spazio alle persone.

E per ribadire l’importanza di un corretto stile di vita, nel corso della settimana precedente si propone di organizzare pedibus o bicibus (bike to school): ci muoviamo per andare a scuola in modo attivo, ribadendo che vogliamo città più sicure, spazi dedicati in prossimità delle scuole e una qualità migliore dell’aria che respiriamo.

Anche FIAB nella nostra provincia propone diverse iniziative. Domenica 11 maggio a Modena saranno due le pedalate: un giro di 20 km che al mattino a partire da Piazza Grande alle ore 9,30 toccherà 10 parchi cittadini, ed un’altra escursione che partendo da Via Frescobaldi a Modena Est alle ore 10,00 su ciclabili e percorsi nella natura ci porterà al Parco di Villa Sorra a Gaggio dove ci sarà un momento conviviale con giochi ed attività per i bimbi, pranzo al sacco e rientro nel pomeriggio.

Sempre domenica 11 maggio dalle ore 16 alle ore 19 a Carpi invece ci sono feste e giochi in Piazza Martiri all’interno della manifestazione “SE I BAMBINI POTESSERO GIOCARE” organizzata dalle Associazioni di volontariato, degli Istituti culturali del Comune di Carpi e della Diocesi di Carpi: FIAB sarà presente con un percorso in cui i bambini potranno provare ad andare “senza rotelle” ed imparare alcune semplici regole della strada.

Tutti gli eventi nazionali di Bimbimbici sono su www.andiamoinbici.it e quelli modenesi su www.modenainbici.it

Bimbinbici: l’invasione dei bambini in strada

Chissà se qualcuno avrà notato l’invasione di bambini in questi giorni nelle strade di Modena e tante altre città, tutta colpa di una concentrazione di eventi per bambini promossi da tante associazioni, tra cui FIAB e CleanCities.

É stata la settimana BimBimBici, iniziativa di FIAB Italia, con 5 eventi organizzati in provincia di Modena: sperimentazioni di strade scolastiche, bicibus,“senza rotelle” e gite per famiglie.

C’è stato anche l’appuntamento primaverile della campagna europea “StreetsForKids” con oltre 90 eventi in tutta Italia, di cui 2 a Modena, grazie ai quali tanti bambini hanno potuto godere di spazi sicuri davanti alle scuole, ma soprattutto di respirare un’altra aria, divertendosi coi loro amici, almeno per un giorno.

C’è un forte legame tra tutte queste iniziative, accomunate non solo dal mettere al centro i bambini, ma anche dal promuovere una mobilità attiva, strade più sicure, e soprattutto occasioni per fare comunità, e socializzare. Nella nostra quotidianità frenetica a volte perdiamo il contatto con le altre persone. Spesso rallentare un poco ci permette di riassaporare opportunità di incontro che tendiamo a perdere.

La velocità e la potenza, sono troppo spesso ideologizzate, dalle costanti pubblicità, ma anche da amministratori che dovrebbero mettere al centro l’interesse comune piuttosto di quello di poche aziende per la produzione di beni di lusso che pochi si possono permettere, e che portano tutt’altro che benessere e salute. Ci portano anche a perdere qualità della vita e occasioni di stare insieme. Infatti in macchina si è sempre soli. Perdiamo anche spazi di socializzazione: le auto continuano a crescere di dimensione e numero, e pensare che possedere una o più auto dia il diritto di avere un posto dove poterle tenere, ha chiaramente un costo su tutta la comunità.

E allora ben vengano iniziative che facciano riscoprire modi diversi di vivere quegli spazi che dovrebbero essere di tutti, ma di cui ne stiamo perdendo il controllo, e la possibilità di goderne.

Tutto questo non sarebbe possibile senza la collaborazione dei genitori che riconoscono il valore di poter fare vivere e praticare ai propri figli stili di vita attivi. Tutte iniziative dove non si parcheggiano i propri figli, ma in cui si costruisca una sorta di patto educativo, in cui i genitori si mettono in gioco e accettano di cambiare stile di vita, insieme. Chissà che l’effetto contagio di queste iniziative possa trasformarsi in una bella epidemia, che porti ad un radicale cambiamento imprescindibile.

Senza rotelle!

Sono stati tanti i bambini che domenica 7 aprile hanno partecipato a “I Senza Rotelle”, organizzato dai “Genitori ECOattivi” al Parco Novi Sad di Modena, nei pressi della gradinata: un percorso disegnato sull’asfalto con segnali stradali, strade scolastiche e un attraversamento pedonale dotato di semaforo: un’occasione per i genitori di trovare suggerimenti e concreto aiuto fisico per insegnare ai figli a guidare la bici. Un bel modo di vivere la Giornata mondiale della salute.

Una situazione, quella delle persone che trascorrono tempo all’aria aperta a piedi e in bici, che ricordava situazioni già viste in nazioni del nord Europa, oppure in alcuni nuovi quartieri residenziali con percorsi ciclabili e “isole ambientali” dove sono limitati il transito delle auto o la loro velocità.

Molti dei presenti hanno voluto ascoltare la descrizione delle biciclette da carico (bici cargo) esposte, ed alcuni le hanno provate per un breve tratto, per provare la possibilità di trasportare la spesa settimanale o i bimbi più piccoli senza usare l’auto. Principalmente bici prodotte da produttori di Modena che le hanno messe a disposizione per prove gratuite. Era presente anche ARIA con la raccolta delle firme per la petizione Modena30, per promuovere un ripensamento degli spazi pubblici, in cui trascorrere tempo con i bambini all’aria aperta e in sicurezza.

Erano 60 i bambini iscritti, dai 2 fino agli 8 anni: chi è venuto con la sua balance bike, o la sua bici a pedali, con o senza rotelle. Un resoconto preciso del numero dei partecipanti è difficile, perché alcuni genitori a passeggio coi bimbi sono capitati lì per caso, incuriositi forse dalle voci amplificate dell’asta delle biciclette recuperate grazie all’animazione della Ciclofficina Popolare “Rimessa in Movimento” e dal Comitatissimo della Balorda, ed è stato bello assistere alla generosità dei giovani ciclisti che hanno prestato la propria bicicletta ai coetanei sprovvisti, per consentire loro di fare qualche prova.

I volontari della ciclofficina con il laboratorio “Come ti rubo la bici” hanno dato consigli su come fronteggiare al meglio il problema dei furti, e altri volontari hanno assistito alla nascita di nuovi ciclisti senza rotelle: il momento in cui il bambino smette di appoggiarsi al braccio o alle ruotine e pedala sulla bici autonomamente è sempre sorprendente.

Chissà se anche loro, da adulti, quando dovranno fare l’esempio di una azione che imparata non si dimentica più, diranno “… è come andare in bicicletta!”

Streets for kids: strade scolastiche ovunque

Venerdì 5 maggio c’è stata la terza mobilitazione “Streets for kids”: in 610 città europee (115 italiane) migliaia di bambini sono scesi in strada con girotondi, pedalate e giochi per chiedere più strade scolastiche. A Modena l’evento, per la seconda volta, è stato davanti la scuola dell’infanzia Saliceto Panaro.

Solo nel corso della mattina del 5 maggio a Modena ci sono stati ben quattro incidenti stradali: quando gli episodi di violenza stradale sono troppo diffusi (Modena è maglia nera da anni purtroppo) non si può più parlare di incidenti, di fatalità, ma occorre prendere atto di problemi sistemici di insicurezza stradale.

Anche presso la scuola dell’infanzia di Saliceto Panaro da anni i genitori lamentano velocità elevatissime dei veicoli vicino la scuola, solo dal 2010 ad oggi in quell’area di Modena si sono verificati più di 42 incidenti, la maggior parte con feriti e purtroppo anche mortali.

Quando in una strada la velocità normalmente raggiunta dai veicoli è superiore al limite in vigore significa che quel tratto stradale è stato mal progettato: non è accettabile che un veicolo possa raggiungere gli 80 kmh o più in un centro abitato, a maggior ragione davanti ad una scuola dove sulla carta il limite sarebbe dei 30kmh. Ed anche se nel PUMS c’è la previsione di aumentare in città le zone 30 e le strade scolastiche, quel comparto di Modena è completamente esclusa da questi benefici.

Molti genitori si sentono costretti a prendere l’auto per accompagnare i bimbi a scuola, perché farlo a piedi o in bici è troppo pericoloso, ed anche i ragazzi più grandi rinunciano per lo stesso motivo al loro diritto di muoversi autonomamente.

I “genitori ECOattivi” continueranno a sensibilizzare sul tema della sicurezza stradale anche in altre zone di Modena: la prossima iniziativa sarà il 17 maggio davanti la scuola dell’infanzia Tamburini. C’è tanta voglia di vivere in una città più a misura di persone, soprattutto per piccoli ed anziani, spesso i meno considerati. Noi di FIAB con ARIA supportiamo queste iniziative con eventi formativi e azioni concrete per promuovere “Modena Città 30”, una città più vivibile.

Nel resto d’Europa si punta verso una mobilità più democratica, con un riequilibrio degli spazi a favore delle utenze più deboli. Oltre ad un abbassamento dei limiti vengono istituite zone di quiete scolastica dove, almeno nelle ore di ingresso/uscita, il traffico motorizzato viene vietato. Chiediamo che quanto prima questo sia lo standard davanti ad ogni plesso scolastico modenese.

Mai sentito parlare di strade scolastiche?

Si tratta di strade chiuse al traffico davanti alle scuole, che si traducono in spazi più sicuri e aria più pulita e incoraggiano bambini e genitori ad andare a scuola a piedi, in bici o col bus. Venerdì 21 ottobre in occasione della campagna europea “StreetsForKids”, alcuni genitori della scuola d’infanzia di Saliceto Panaro hanno occupato simbolicamente alcuni spazi pubblici con giochi e striscioni per sensibilizzare al problema della sicurezza stradale in prossimità delle scuole, anche con riferimento alle ‘zone quiete’ e ai percorsi casa scuola recentemente dibattuti in Consiglio Comunale.

Le famiglie raccontano di aver fatto una piccola dimostrazione simbolica per sperimentare come sarebbero le strade scolastiche o le zone quiete. È stato anche un modo per far capire alle persone che passano di lì che c’è una scuola, perché sulla carta è in vigore il limite dei 30 km/h, ma in realtà le macchine vanno a velocità più elevate.

La dimostrazione arriva a pochi giorni dopo la presentazione della mozione in Comune, ma per i genitori è il frutto di un percorso. Raccontano di aver già cercato in passato un dialogo con l’amministrazione, ma anche che questo è un dialogo difficile. Hanno approfittato di questa iniziativa europea, per farsi sentire e soprattutto per far sperimentare ai bambini quella che dovrebbe essere la normalità.

I problemi che riportano sono vari: vorrebbero più sicurezza, ma anche che i bambini possano avere uno spazio di gioco al di fuori di quello scolastico, e che ad oggi non c’è. Con la scuola stanno cercando di ‘adottare’ un parchetto nelle vicinanze, che però da tempo è in stato di abbandono, ma rimane il fatto che non esistono dei percorsi sicuri per arrivarci.

Le famiglie chiedono non solo delle zone temporanee di chiusura, cioè delle zone chiuse al traffico in prossimità dell’orario di apertura e chiusura della scuola, ma anche che ci sia un interesse a rivedere il percorso casa-scuola, per esempio per muoversi nel quartiere con le insegnanti o i genitori in sicurezza. È salutare per tutti fare due passi a piedi: se uno è costretto ad andare in macchina l’accortezza è quella di parcheggiare più lontano in modo da poter arrivare a piedi, così che i bambini abbiano uno spazio di incontro anche nelle prossimità della scuola.

Sarebbe bello che questo tentativo diventasse presto normalità per tutte le scuole.