Pensando solo alle automobili si trova ciò che si vuol vedere

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Se dobbiamo attraversare in bicicletta sulle strisce pedonali, siamo combattuti tra la tentazione di rimanere in bicicletta e quella di scendere per condurla a mano. Spesso la scelta che facciamo è condizionata dalla fretta o dalla stanchezza che abbiamo addosso.

Se rimaniamo in sella non manca l’automobilista “rigoroso” che ci invita a scendere e qualche volta incontriamo un vigile che, con uno sguardo tra il fermo ed il paterno, ci suggerisce caldamente di andare a piedi.

E’ infatti opinione diffusa che i ciclisti debbano scendere sempre dalla bicicletta quando devono attraversare sulle strisce pedonali e questa convinzione, peraltro ribadita nei corsi di educazione stradale dai Vigili Urbani, trae origine dall’art. 41 del Codice della Strada che recita: “In assenza di lanterne semaforiche per velocipedi, i ciclisti sulle intersezioni semaforizzate devono assumere il comportamento dei pedoni”.

Tuttavia non tutti sanno che una Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’agosto 2012 ha chiarito definitivamente l’equivoco, precisando che il richiamo al comportamento dei pedoni va inteso “che sono fermi o attraversano quando c’è via libera per i pedoni, senza necessariamente scendere dalla bicicletta.

La Circolare termina saggiamente con un richiamo all’art. 182 che prescrive ai ciclisti di condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. Rimane solo da chiederci due cose:

  • perché nel senso comune, quando si tratta di interpretare le norme del Codice della Strada, generalmente si scelgono le soluzioni più penalizzanti per i pedoni ed i ciclisti?
  • perché chi gestisce la mobilità non assicura comunque la continuità dei percorsi pedonali e ciclabili con la segnaletica prevista per gli attraversamenti?

Giorgio Castelli
www.modenainbici.it

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