Una metropolitana… a piedi

Una soluzione creativa per muoversi, risparmiare, stare in salute

Mirella Tassoni

 

Se dico metropolitana, la prima cosa che viene in mente è un tunnel sotterraneo in cui sfreccia un bolide ad alta velocità: luce artificiale, persone per lo più distratte o indaffarate con i loro smartphone, qualcuno che ciondola sulle panchine…

E invece no.

La metropolitana di cui parliamo prevede: aria in faccia, gambe in movimento, socialità. Che cos’è dunque una “metropolitana pedonale”? È un gruppo di esseri umani che, percorrendo un itinerario prefissato con diverse “stazioni”, cammina veloce per la città facendo “salire” lungo il percorso i compagni di viaggio che si trovano alle varie stazioni.

È stato questo uno degli spunti più interessanti nell’intervento di Alessandro Bettio, del Servizio Urbanistica del comune di Soliera, dedicato alla mobilità dolce e ai percorsi ciclo-pedonali: la presentazione appunto del progetto di metropolitana pedonale MuoviSOLIERA.

Un progetto in tutto simile c’è anche per i cittadini modenesi, il MuoviMo, e l’idea si sta diffondendo in numerosi comuni.

Sulla pagina Facebook di MuoviMo tutte le info sul gruppo, i post e le foto di chi partecipa alle camminate, le regole del gruppo. Per giocare, scegli un treno, leggi il giorno e l’ora in cui passa dalla tua stazione, vieni in stazione all’ora esatta, sali sul treno e, se non passa, parti e fai tu il capotreno.

Il capotreno passa in orario da tutte le stazioni, ha il compito di mantenere la velocità costante e dichiarata lungo tutto il binario. Non deve controllare il gruppo, non deve aspettare chi ritarda né trattenere chi vuole andare più veloce.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità”. Il progetto della metropolitana urbana avvia le persone a camminare per la salute e per conoscersi, in tutte le ore di tutti i giorni dell’anno, a km 0 (sotto casa), a costo 0 (in autogestione) e a impatto 0 (nessun gas inquinante).

Non resta che salire sul prossimo treno.

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