Alla Festa degli Auguri Fiab Modena di fine anno, riconoscimenti a chi ha trasformato piazzali-parcheggio in luoghi di vita. Da Carpi ad Albareto, storie di mamme, cittadini e ragazzi che hanno smesso di rassegnarsi al traffico.
La tradizionale serata degli Auguri di Fiab Modena e Carpi ha visto riassumere un anno di intensa attività dell’associazione ed è stata anche un momento per celebrare chi ha avuto il coraggio di chiedere: “Come potrebbe essere?” invece di ripetere “È sempre stato così”. In questa occasione, Fiab Modena ha premiato progetti che incarnano la riappropriazione dello spazio pubblico e la sicurezza dei percorsi casa-scuola.
Carpi a Misura di Bambino: se gli adulti ascoltassero davvero
Il primo riconoscimento ha toccato un nervo scoperto della pianificazione urbana. Benedetta Bellocchio e Maria Chiara Buzzega, rispettivamente giornalista e pedagogista (ma soprattutto madri), hanno ritirato il premio per il progetto “Carpi a Misura di Bambino“.
Nato dalla constatazione post-Covid di città sempre più ostili ai piccoli, il progetto ha ribaltato il paradigma: invece di decidere per i bambini, hanno chiesto ai bambini. Il risultato è stato un documento in 10 punti, sottoscritto dal Sindaco, e una grande festa simbolica che ha visto le associazioni occupare pacificamente il Sagrato del Duomo, solitamente intoccabile.
Ma il dato più politico emerso dalla serata è quello del sondaggio sulla mobilità: sebbene il 99% dei genitori usi l’auto, oltre la metà vorrebbe cambiare abitudini. «Non è pigrizia, è mancanza di alternative sicure», hanno spiegato le premiate. Il prossimo passo? Il “Placemaking”: saranno i bambini stessi ad analizzare tre parchi cittadini per spiegare all’amministrazione come renderli vivi e non solo “verdi”.
Scuole Bersani di Albareto: il miracolo del “panettone in piazza”
La storia più toccante di riappropriazione fisica dello spazio arriva dal Comitato Genitori delle Scuole Bersani di Albareto. Le mamme premiate (Tina, Rossana, Erika, Sara) hanno raccontato la metamorfosi di un piazzale scolastico che fino a ieri era una giungla.
«Era una gimcana tra le auto in seconda, terza, quarta fila. Pericoloso e brutto», hanno ricordato.
Dopo un sondaggio che ha certificato la percezione di insicurezza (80% delle famiglie), sono passati all’azione con l’urbanistica tattica: il grigio dell’asfalto ha lasciato spazio ai colori. A terra sono comparsi giochi antichi disegnati con gessetti colorati, come “la settimana” (o campana), trasformando una zona di parcheggio in un enorme cortile a cielo aperto. Dove prima si rischiava l’incidente, ora si salta e si gioca.
Il culmine è stato proprio la mattina della premiazione, l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze. Le mamme hanno chiesto un “regalo” ai genitori: non parcheggiare. Risultato? Alle 8:30 il piazzale era vuoto di auto e pieno di persone. «Abbiamo mangiato il panettone e bevuto il tè caldo dove prima si rischiava di essere investiti». Un esempio lampante di come, rimuovendo le lamiere, fioriscano le relazioni.
Il “Tesoro Nascosto”: la dignità è gratuita
A Carpi, il parcheggio custodito bici del giovedì e sabato mattina è molto più di un servizio: è un presidio per la mobilità attiva e di inclusione. Gestito dal 2019 dai volontari del “Tesoro Nascosto” (un gruppo che include persone con disabilità), il servizio vanta un record assoluto: zero furti in sei anni.
Durante la premiazione è emerso un dettaglio fondamentale sull’evoluzione etica del progetto: inizialmente c’era una cassettina per le offerte, ma i volontari hanno notato che questo creava imbarazzo in chi non aveva spiccioli, facendoli sentire obbligati. La decisione è stata radicale: via la cassetta. Il servizio è diventato totalmente gratuito per eliminare ogni barriera sociale.
La città ha risposto con gratitudine: i commercianti locali hanno donato al gruppo una splendida casetta di legno (quella di Babbo Natale) con vere finestre in vetro, robusta e ben rifinita, per proteggere dal freddo i guardiani delle bici. E la vecchia casetta in legno con i trasparenti in plastica? Non andrà persa: è stata donata al centro riabilitativo “Lotopaca”, in un perfetto circolo virtuoso di solidarietà.
Gli “Irriducibili” delle Scuole Margherita Hack: a scuola in bici, sempre
L’ultimo riconoscimento è andato agli studenti della Scuola Margherita Hack che partecipano al progetto di bike to school. Partendo dal piazzale della Polivalente San Martino, percorrono la ciclabile fino a scuola ogni mattina.
Sono stati definiti gli “Irriducibili” perché, nonostante il gelo invernale abbia scoraggiato molti compagni riducendo il gruppo a un nucleo d’acciaio di cinque ragazzi, loro hanno continuato a pedalare senza sosta, attrezzati con cuffie, guanti e tanta determinazione.
In un video proiettato durante la serata, hanno spiegato le loro ragioni con disarmante lucidità: “Mi piace sentire l’aria fresca la mattina”; “Si risparmiano soldi e inquiniamo meno”; “È un modo per stare con gli amici e andare ‘chillati’ (tranquilli) a scuola”.
Un aneddoto raccontato dal palco ha catturato l’essenza del gruppo: un giorno, al ritorno da scuola, a uno dei ragazzi (Sebastiano) è caduta la catena. Il gruppo non lo ha abbandonato per correre a a casa: si sono fermati tutti. Hanno perso tempo, hanno rischiato il ritardo, ma hanno aspettato l’amico. Perché la mobilità attiva non è una gara a chi arriva prima, ma un modo per arrivare insieme.
Queste storie ci insegnano che il cambiamento è possibile. Che si tratti di chiedere ai bambini come immaginano la loro città o di liberare un piazzale scolastico dalle lamiere, la ricetta vincente è la stessa: unire le forze, analizzare i dati e avere il coraggio di immaginare strade più sicure e belle.
Fiab Modena è orgogliosa di camminare (e pedalare) al fianco di questi cittadini. Buon anno e buona strada a tutti!

