Città ciclabili? Felicità al massimo e stress al minimo

Fine anno, tempo di classifiche. Prendiamo ad esempio l’Happy City Index dell’Institute For Quality Of Life, che analizza le attività urbane che hanno un impatto diretto sulla felicità. Con 26 indicatori in 6 categorie (cittadini, governance, ambiente, economia, salute e mobilità), le migliori 10 città sono state Copenhagen, Zurigo, Singapore, Aarhus, Anversa, Seoul, Stoccolma, Taipei, Monaco di Baviera, Rotterdam.

In un’altra classifica sulle città meno stressanti (basata su tempi di viaggio per percorrere 10 km, inquinamento, sicurezza, salari e costo della vita e sistema sanitario) troviamo nei primi posti Eindhoven, Utrecht, Canberra, Tallin, Trondheim, Groningen, Bergen, Porto, Brisbane, Rotterdam.

Non stupisce che la mobilità sia un parametro ritenuto molto rilevante per la qualità della vita in città: chi non odia lo stress e tensioni del traffico cittadino? Infatti, le città che hanno ottenuto i punteggi più alti in termini di felicità complessiva hanno ottenuto risultati eccellenti negli indicatori di mobilità e ambiente, a partire dai campioni di ciclabilità del Nord Europa come Copenaghen: superstrade ciclabili, semafori regolati in base alla velocità delle bici e piste ciclabili sgomberate dalla neve rendono possibile l’uso della bicicletta tutto l’anno. Il risultato? Lo abbiamo appena visto anche nella trasmissione “La città ideale” su RAI3: aria più pulita, cittadini più sani e pendolari meno stressati.

E sono anche tutte città molto ricche: allora non è vero che pianificare la mobilità urbana su un mix più equilibrato di auto, bici e mezzi pubblici fa bloccare l’economia. E visto l’alto livello di felicità non sembra proprio che gli amministratori stiano complicando la vita ai loro cittadini privilegiando chi si sposta senza i mezzi privati motorizzati, cosa che sembra impossibile alle nostre latitudini.

E se è pur lecito dubitare di queste classifiche, i racconti di chiunque sia tornato da un viaggio possono descrivere meglio il senso di sicurezza, tranquillità e silenzio: strade vivaci frequentate in gran parte da cittadini sui mezzi pubblici, a piedi, in bici e punteggiate da un commercio locale diffuso e florido. Bastano pochi giorni per tornare in Italia e ritrovarsi, per questi aspetti, in città in ritardo di decenni, in pieno Novecento.

Un messaggio è chiaro per pianificatori e politici: se vuoi comunità più solide e persone più felici, dai priorità a pedonalità e ciclabilità.

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