Mùvet • Cambia mezzo: al via la maratona di idee per la mobilità sostenibile (con il patrocinio di FIAB)

 

Hai tra i 17 e i 25 anni, vivi in Emilia-Romagna e ti muovi abitualmente in bici, a piedi o con i mezzi pubblici? Come FIAB Modena e FIAB Italia siamo orgogliosi di patrocinare Mùvet • Cambia mezzo, un’iniziativa imperdibile per chi vuole ripensare la mobilità del futuro in modo creativo.

Cos’è Mùvet?

Si tratta di un vero e proprio hackathon, una maratona di idee pensata per immaginare e mettere a punto proposte innovative capaci di ispirare ragazze e ragazzi verso l’uso della bicicletta, il trasporto pubblico, la mobilità integrata e il viaggio sostenibile.

L’evento si struttura intorno a temi e sfide (domande aperte) a cui rispondere attraverso il lavoro di squadra. Se ti appassionano la comunicazione, le arti visive, la sostenibilità o l’economia della mobilità, avrai l’opportunità di confrontarti con i tuoi coetanei per sviluppare idee inedite e originali.

Cosa si vince? Un’estate in Interrail!

L’impegno e la creatività verranno premiati alla grande: in palio per il gruppo vincitore c’è un Interrail Pass Europe. La prossima estate potrai viaggiare in treno tra le capitali e i paesi d’Europa più affascinanti, trasformando in realtà l’idea di scoperta e di viaggio a basso impatto ambientale.

Come funziona: il percorso e le date da segnare

L’iniziativa si sviluppa in diverse fasi. Ecco il calendario completo per non perdere l’occasione:

  • Dal 18 febbraio al 15 marzo 2026 | Candidature aperte
    Vai sul sito ufficiale, leggi il regolamento e invia la tua candidatura.

  • Dal 16 al 20 marzo 2026 | Selezione e ammissione
    Tra le candidature ricevute verranno selezionati 50 partecipanti (più 10 in lista di attesa), privilegiando la motivazione e il mix di competenze. Attenzione: in quei giorni tieni d’occhio la tua casella email per confermare rapidamente il tuo posto!

  • 28 marzo 2026 (Ex Dynamo, Bologna) | Pre-maratona
    Un momento di formazione per mettere a fuoco le sfide insieme a coach e facilitatori. Entrerai individualmente e uscirai come parte di un gruppo pronto a collaborare.

  • 12 aprile 2026 (Filla, Bologna) | Maratona di idee
    Il clou dell’evento: ogni gruppo avrà un’intera giornata per sviluppare il proprio progetto e presentarlo alla giuria finale.

Come partecipare e contatti

Vuoi metterti in gioco e aiutarci a cambiare il modo in cui ci muoviamo? Trovi il regolamento completo e il modulo di iscrizione sui canali ufficiali dell’evento:

🌐 Sito web: www.muvet-cambiamezzo.it
📧 Email per info: muvet.cambiamezzo@gmail.com
📱 Instagram:@muvet.cambiamezzo

A Modena è emergenza violenza stradale. Sabato 21 febbraio la mobilitazione cittadina.

Modena, 17 Febbraio 2026 – Le associazioni della campagna Modena30 e la rete ARIA chiamano a raccolta tutta la cittadinanza per Sabato 21 Febbraio 2026, con un momento culminante alle ore 15:00 in Largo Garibaldi, all’incrocio con Viale Trento Trieste.

La decisione di scendere in piazza, già programmata, assume un significato ancora più urgente alla luce del grave scontro avvenuto il 17 febbraio in Piazzale Bruni (zona Rotonda del Tempio). Una persona in bici di 53 anni è attualmente ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata. A lui e alla sua famiglia va il nostro pensiero e la speranza che possa superare questo momento critico.

Modena: una città ostile
Indipendentemente dalla dinamica specifica della collisione — che sarà accertata dalle autorità — e dalle criticità già denunciate riguardo al cantiere dell’ex Cinema Principe, un fatto è inoppugnabile: Modena è diventata un ambiente urbano che punisce, spesso gravemente, chi sceglie di muoversi a piedi o in bicicletta.

Mentre il dibattito pubblico si concentra su l’insicurezza urbana declinata principalmente come problema di ordine pubblico, si ignora una delle più gravi emergenze sanitarie e sociali: la violenza stradale e l’inquinamento. Non percepiamo la gravità di un sistema viario progettato per la velocità e non per la vita. Non si tratta di “incidenti” o casualità, ma di risultati prevedibili frutto di scelte urbanistiche e mancati controlli.

Le richieste della cittadinanza
Sono tantissimi i cittadini che continuano ad attivarsi per migliorare la situazione del proprio pezzo di città, da S. Anna e S. Agnese fino ad Albareto. Le segnalazioni che riceviamo sono un bollettino di guerra quotidiano: strade vicino alle scuole insicure e inadatte a incentivare l’autonomia dei ragazzi, Zone 30 ancora mancanti o realizzate “solo coi cartelli” dove le auto continuano a sfrecciare, attraversamenti pedonali che non proteggono e marciapiedi stretti, ammalorati e troppo spesso occupati abusivamente dalle auto.

Ci chiediamo: dov’è finito il “difensore dei diritti dei pedoni” promesso nel programma elettorale? E dove sono i controlli stradali sistematici? Nel 2025 si sarebbero dovute riaprire le osservazioni al PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile): qual è il costo sociale di continuare a rimandare?

Il confronto impietoso: Bologna e Olbia
Non serve guardare all’estero per trovare soluzioni. Nella vicina Bologna si sta investendo sul modello Città 30 e sul trasporto pubblico, e i risultati sono arrivati in fretta: miglioramento del modal split, riduzione dell’inquinamento e spazi pubblici più vivibili. E prima ancora di Bologna c’era Olbia, governata da un sindaco di destra, a conferma che la Città 30 non è una questione ideologica, ma di analisi dei dati e buon senso.

Mentre altrove si evolve, Modena resta maglia nera in regione per (in)sicurezza stradale, tasso di motorizzazione e sforamenti dei livelli di inquinamento dell’aria (come certificato dal report Mal’Aria 2026).

IL PROGRAMMA DI SABATO 21 FEBBRAIO: “RIPRENDIAMOCI LA STRADA”

La giornata sarà un atto di riattivazione comunitaria per rivendicare la strada come luogo di relazione e vita, non una trincea.

  • Mattina: Appuntamento al Parco Novi Sad con l’incontro dei “Senza Rotelle” (per famiglie e bambini).
  • Ore 12.00: Pranzo sociale al Parco Novi Sad.
  • A seguire: “Biciclettata” verso il luogo della manifestazione.
  • Ore 15.00: Flash Mob in Largo Garibaldi (incrocio Viale Trento Trieste).

Il luogo del Flash Mob non è casuale: è lì che lo scorso dicembre è stato investito e ucciso Luciano Sbrozzi, 89 anni, mentre attraversava sulle strisce pedonali.

Invitiamo ad aderire associazioni, comitati, sindacati, forze politiche e tutti i cittadini che credono in strade più giuste, sicure e democratiche.

Per info e contatti:
Modena30  / Rete ARIA
Davide Paltrinieri – 339 6109988

ISDE Modena
Francesco Soci – 339 6178014 

FIAB Modena
Ermes Spadoni – 340 6764713 

Legambiente
Daniele La Cecilia – 339 2143078

Aderiscono ad oggi in particolare: ISDE Modena, FIAB Modena, Comitato No Bretella, Genitori ECOattivi, Legambiente Modena, Circolo Arci Civica 15a, Ciclofficina Popolare “Rimessa in Movimento”,

 (in aggiornamento)

 

 

Camminabilità e ciclabilità come medicina preventiva

Una ricerca pubblicata nell’agosto 2025 sulla rivista Nature  ha analizzato milioni di persone in migliaia di città, dimostrando che la “camminabilità” di un quartiere funziona di fatto come una medicina preventiva. Le persone che vivono in zone con marciapiedi sicuri, servizi raggiungibili a piedi e strade ben connesse si muovono di più e risultano più sane. Non solo la salute, anche le relazioni migliorano. A Cambridge, qualche anno fa, un quartiere è stato costruito appositamente attorno a una strada senza auto: in questo spazio sicuro i bambini hanno incominciato a giocare e i vicini a incontrarsi e conoscersi naturalmente. Ma l’esperimento ha avuto anche una controparte amara: non basta creare “oasi felici” se queste rimangono accerchiate dal traffico veloce che gli scorre intorno. 

Queste circostanze confermano intuizioni di cinquant’anni fa. Nel 1969 l’urbanista Donald Appleyard studiò tre strade di San Francisco con diversi livelli di traffico. In quella più trafficata trovò case con tende chiuse, marciapiedi deserti, vicini sconosciuti. In quella più tranquilla i bambini giocavano per strada, gli anziani sedevano sulle verande, le persone dichiaravano di avere degli amici, in sostanza vi risiedeva una comunità. Il traffico, quindi, non divide solo fisicamente: lacera il tessuto sociale e genera stress cronico.

Questo può spiegare quello che succede anche a Modena. L’alto tasso di motorizzazione e arterie concepite per velocizzare il traffico, portano a comportamenti aggressivi come accelerate brusche, sorpassi rischiosi, clacson per futilità che generano un alto numero di scontri stradali anche con esito fatale. L’esito è quello di una conflittualità spinta, che tra l’altro autoalimenta il malessere generale, facendo perdere a chi guida il senso di attraversare una comunità e vedere solo ostacoli alla propria velocità.

Il problema è che questo comportamento, anche nella piccola strada di quartiere, rende nei fatti la città sempre meno vivibile. La “guida isterica” in una piccola città pianeggiante rivela quindi un paradosso: l’auto è diventata una corazza per proteggersi da quell’ostilità e scaricare quello stress che essa stessa contribuisce a creare.

Il modo in cui progettiamo le città plasma salute e relazioni sociali. Rendere Modena più camminabile e calma significa investire nella sanità pubblica, ricostruire legami sociali e creare un ambiente meno stressante per tutti. La battaglia per strade più umane è la battaglia per una città che cura invece di ferire.

 

Strade Scolastiche: ripartiamo dai bambini per cambiare le nostre città


L’obesità del traffico

“Allargare le strade per ridurre il traffico è come allargare la cintura per ridurre l’obesità”. L’impatto della motorizzazione di massa era chiaro già nel 1957 all’urbanista e sociologo Lewis Mumford: peccato che 60 anni dopo continui ad essere l’unica ricetta proposta dalla politica italiana e convintamente consolidata in gran parte dell’opinione pubblica.

Eppure il confronto con gli altri paesi è impietoso: Eurostat certifica che abbiamo il record europeo di 65 auto ogni 100 abitanti contro i 51 della Spagna e 48 della Francia, tutto aggravato da un paese che vede 207 abitanti per km/q contro i 105 della Francia ed i 98 della Spagna. Insomma, abbiamo il 30% di auto in più dei francesi ed il 50% dello spazio disponibile in meno.

In un paese così ristretto dove circolano 39 milioni di auto (il 17% del totale europeo) dovrebbe venire il dubbio che forse non abbiamo poche strade, ma troppe auto (sempre più grandi) che occupano 20 mq a persona, una dimensione insostenibile per un mezzo ampiamente usato anche per piccoli spostamenti cittadini.

Questo è il risultato di decenni di investimenti a senso unico sulle infrastrutture stradali, depauperamento del TPL e mancate risorse su pedonalità e ciclabilità. L’ultima mossa è il recente incentivo “svuota piazzali” anche per auto benzina e diesel ed anche senza rottamazione: proprio il momento giusto di sollecitare migliaia di cittadini orfani del TPL post-covid a tornare ad indebitarsi per guidare una fiammante Euro6. Intasando ancora di più le strade e rendendo necessarie nuove bretelle, cispadane e rotatorie, finanziate solo in Emilia Romagna da 5 miliardi di nuovi investimenti sulla rete viaria. Un altro buco in più sulla cintura.

FIAB Modena

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Pedalare con la Storia

Nel mese di luglio abbiamo deciso di promuovere  in bicicletta dei percorsi di interesse storico per ripercorrere eventi del drammatico biennio 1943 – 45.

Adatto ai più temerari e con un po’ d’esperienza sulle due ruote il percorso che, domenica 7 luglio, da Costrignano ci ha portati verso il parco di Monte Santa Giulia, attraverso i luoghi delle stragi nazifasciste. In particolare, drammatico è stato il racconto presso la Buca di Susano e Monchio, dove, nel marzo del 1944, persero la vita 136 persone tra bambini, donne ed anziani per mano della divisione corazzata Hermann Goring.

Clima decisamente diverso, in un percorso adatto a tutti, sarà quello che ci accompagnerà il 25 luglio in bicicletta attraverso i luoghi del fascismo e dell’antifascismo modenese verso la pastasciutta di Papà Cervi che consumeremo insieme agli amici dell’ Anpi e a diverse altre associazioni che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. La serata presso il parco XXII aprile ricorda il 25 luglio del 1943, quando a Reggio i fratelli Cervi celebrarono la caduta del Fascismo offrendo pastasciutta in piazza. Quello fu un giorno di festa raccontato bene nel libro scritto da papà Cervi. La pedalata sarà accompagnata dal coro “I violenti piovaschi”, mentre la serata al parco sarà allietata dal coro “La Ghirlandeina”. Per chi fosse interessato a partecipare il ritrovo per la pedalata è alle ore 18 presso l’Istituto Storico della Resistenza, mentre per la pastasciutta alle 20 presso il Bar Arcobaleno nel parco XXII aprile.

FIAB Modena

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Il coraggio a scuola può viaggiare su due ruote

Nei viaggi di istruzione capita in più occasioni alla scuola di doversi confrontare con genitori preoccupati, ansiosi anche se si viaggia in pullman o in treno. L’ansia è spesso fomentata dai mass media, dalle notizie che mettono in risalto i drammatici incidenti che hanno colpito scolaresche durante i loro viaggi d’istruzione, eventi drammatici, ma ci permettiamo di dire, senza alcun cinismo, statisticamente irrilevanti se messi a confronto con i tanti viaggi che mettono in moto migliaia di studenti ogni anno. La scelta di accompagnare i propri alunni in bici è coraggiosa e in controtendenza rispetto all’offerta che viene presentata alle scuole ogni anno. Una scelta coraggiosa, come lo è far muovere per l’Europa alunni italiani, stranieri in un periodo in cui si innalzano muri, in cui bisogna penare nelle questure per regolarizzare i documenti. Scelte di questo tipo insegnano agli alunni che “si può fare”, nonostante gli ostacoli. Queste esperienze insegnano ai ragazzi e alle ragazze della scuola media che la libertà la si conquista pedalata dopo pedalata, che nulla è dato per acquisito e che, ancor più della meta, l’esperienza meravigliosa è nel viaggio e in chi lo vive con noi.

Riteniamo che la scuola abbia bisogno di costruire esperienze assieme ai propri alunni, uscire dalle aule fredde e spoglie, sempre più lontane dal mondo reale e virtuale in cui sono immersi ogni giorno. Oggi il mondo viaggia ad una velocità straordinaria e la scuola come laboratorio di vita non basta più. La scuola deve poter immergersi nel mondo per poterlo interpretare e trovare con i propri alunni soluzioni concrete per affrontare al meglio la complessità del quotidiano. La scuola deve avere coraggio e ai genitori non resta che essere fiduciosi alleati e collaboratori di un corpo docente che lavora con loro per formare al meglio l’uomo di domani.

José Carrasso

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Tutti a scuola a piedi o in bicicletta!

La primavera, è in arrivo e come ogni anno FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta promuove un’iniziativa all’insegna del divertimento, della salute e dell’ambiente dedicata a bambini e ragazzi ma soprattutto ai loro genitori: giovedi 21 marzo si celebra infatti la 5° Giornata Nazionale “Tutti a scuola a piedi o in bicicletta”.

“Negli ultimi anni l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti quotidiani in città è cresciuto – spiega Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB. – Grazie a questo modello di mobilità sostenibile è possibile fare del bene sia alla propria salute sia al nostro pianeta. E sviluppare questo tipo di sensibilità fin da piccoli è un valore davvero prezioso. Inoltre, grazie alle risorse previste dall’ultimo Collegato Ambientale, sono diversi i comuni che stanno mettendo in atto progetti di mobilità legati al tema casa-scuola”

Dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta l’invito a lasciare l’auto a casa e a percorrere con i propri figli il tragitto fino a scuola passeggiando o pedalando.

Una giornata che intende incoraggiare il bike to school e, più in generale, l’uso quotidiano della bicicletta per gli spostamenti in ambito urbano e scelte per una mobilità più sostenibile. Tutti possono condividere la propria esperienza postando una foto con l’hashtag #tuttiascuolaapiedioinbicicletta sulla pagina Facebook: www.facebook.com/Bimbimbici/

L’iniziativa dà il via al conto alla rovescia per l’atteso appuntamento di Bimbimbici 2019: domenica 12 maggio in oltre 200 città d’Italia.

Una manifestazione che quest’anno compie vent’anni e che FIAB propone nella seconda domenica di maggio per diffondere l’uso della bicicletta tra giovani e giovanissimi.

Confermato lo slogan “Bimbimbici: la nuova fiaba della bicicletta”, con particolare attenzione al clima e all’ambiente. Un fantastico universo per l’ambientazione di Bimbimbici dove la bicicletta non è un mezzo qualunque ma può vantare molti superpoteri: non inquina, non fa rumore, non occupa tutto lo spazio delle auto e sa rendere le persone più allegre. Per maggiori informazioni: www.bimbimbici.it 

Fiab Modena

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Elogio alla Cargo-bike

 

Da qualche settimana sono (felice) possessore di una cargo-bike, quella specie di bici lunga con un grande piano di carico anteriore. Ci ho pensato molto prima di fare questo acquisto (made in Modena tra l’altro), per la paura che non fosse utile, ma l’idea era quella di estendere l’uso quotidiano della bici, anche per le piccole commesse di casa. Non una bici in più, ma proprio la bici che uso tutti i giorni, solo più versatile.

Se fossimo ad Amsterdam, a Copenaghen o Berlino passerei inosservato, ma qui a Modena la curiosità e la diffidenza per questo strano aggeggio è inevitabile. A partire da mia madre “csa el cal baruzet? te propria mat!”, per finire ai commenti su facebook “bella, ma cosa ci fai?”, o davanti ai negozi “furba, ma non è ingombrante?” o sulle ciclabili “ma come fai a manovrarla?”

Domande che in realtà andrebbero girate a chi compra un SUV 4×4 da 10 mq che non uscirà mai dalle mura cittadine, od a chi acquista un monovolume da 12 mq per riempirlo solo il giorno della partenza per le ferie.

Invece le cargo-bike sono un mezzo diffusissimo in mezza Europa, dove sono una valida alternativa all’auto per tutti quei nuclei famigliari che hanno bimbi piccoli da portare a scuola (famosissima sui social la regina danese che porta 2 figli a scuola nella cargo sotto la neve), fare le piccole spese di ogni giorno (avvantaggiando così il piccolo commercio di vicinato a scapito della grande distribuzione), per arrivare fino alle consegne per le merci non voluminose, ed ai servizi di vicinato.

Infatti le stesse ditte di spedizione stanno provando cargo apposite per consegnare merci in città, perché è chiaro a tutti che, con l’esplosione degli acquisti online, le consegne a privati sono diventate un ulteriore problema serio di traffico e parcheggio (avete presente quante migliaia di minuscoli pacchetti consegnano quotidianamente i corrieri italiani con enormi furgoni semivuoti?).

Per questo credo che prima o poi il tema vada affrontato anche a livello di politiche della mobilità; intanto le amministrazioni potrebbero pensare ad incentivare l’uso e l’acquisto di cargo-bike da parte dei privati. Almeno così a Modena sarò in buona compagnia, e non più quel tipo con quella strana bici rossa.

Ermes Spadoni
www.modenainbici.it

Campagna sicurezza Sì ma con informazioni corrette

La FIAB è pienamente convinta della necessità di campagne di sensibilizzazione sulle norme del Codice della stradae sulle buone pratiche per la sicurezza stradale dedicata a tutte le categorie di utenti. Ben venga quindi anche la campagna del Comune di Modena dedicata ai ciclisti dal 25 luglio al 3 agosto.

L’importante è che le informazioni fornite siano corrette:

Ad esempio nelle precedenti pubblicazioni del Comando dei VV.UU. si precisava che: “in area di intersezione regolata da impianto semaforico posto alla fine di pista ciclabile, si può rimanere in sella al proprio veicolo solo se esistono lanterne semaforiche per velocipedi; in assenza di esse, vanno utilizzate le normali lanterne per pedone ed i ciclisti devono seguire un comportamento identico a quello dei pedoni” .

Questa affermazione viene contraddetta dalla Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’agosto 2012 che specifica invece “(i ciclisti) sono fermi o attraversano quando c’è via libera per i pedoni, senza necessariamente scendere dalla bicicletta”.

Anche nel comunicato di lancio di questa ultima iniziativa si afferma che “iciclisti devono circolare su unica fila, utilizzare le piste ciclabili se presenti” senza specificare che tale obbligo sussiste solo se la pista si trova sul lato destro, oppure sull’altro lato ma a doppio senso, delle giuste dimensioni e opportunamente segnalata e non sia promiscua con i pedoni.

Vi sono altre due questioni che rimangono sospese:

  • perché questa iniziativa si fa in pieno periodo estivo, quando molti cittadini sono in vacanza?
  • perché si concentra l’attenzione sui ciclisti, nella stessa settimana di pubblicazione dei dati sugli incidenti stradali del 2017 che registrano ancora circa 3.400 morti, con un aumento di quasi il 3% rispetto al 2016, e 247.000 feriti? E ciò è ancora più strano se si osserva che la cause più frequenti sono: 16% guida distratta, 14,5% precedenza o semaforo; 10,3% velocità elevata; 9,6% distanza di sicurezza; 7,1% manovra irregolare.

Attendiamo che analoghe lodevoli iniziative siano intraprese in città per contrastare con incisività:

  • l’abitudine diffusa all’eccesso di velocità nelle strade urbane;
  • il mancato rispetto della precedenza ai pedoni negli attraversamenti pedonali e ai ciclisti in quelli ciclopedonali;
  • l’uso delle rotatorie come chicane per sorpassare;
  • il mancato rispetto dei diritti dei pedoni e dei ciclisti;
  • i comportamenti che non tengono conto delle condizioni del traffico, della strada e della sicurezza presenti al momento, come il Codice della strada sottolinea in più punti.

Giorgio Castelli

www.modenainbici.it