Per Modena città futura, mattoni e automobili?

Per Modena città futura, mattoni e automobili? Quale sarà il futuro delle nostre città? Le tendenze più innovative puntano ad investimenti sulle nuove tecnologie e sulla mobilità sostenibile.

Quali sono le funzioni essenziali delle ‘città intelligenti’ del futuro, quelle capaci di attrarre investimenti e di produrre occupazione qualificata?

Uno studio di Cittalia (centro studi dell’Anci) del 2012 ha evidenziato che i 54 Comuni analizzati (oltre i 90mila abitanti) daranno priorità al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e focalizzeranno gli interventi sulle infrastrutture digitali e sulla mobilità.

L’analisi dei loro piani triennali d’intervento rivela non a caso previsioni d’investimenti per 23,3 miliardi nei settori legati alla sostenibilità e alla smart city (ad es. banda larga e wi-fi), quasi metà dei quali (10,7 miliardi) finalizzati alle infrastrutture per il trasporto sostenibile. La mobilità delle idee è dunque associata strettamente alla mobilità ecologica delle persone.

Rispetto a questi obiettivi, in Italia stanno emergendo sperimentazione interessanti. In campo economico e produttivo, città importanti hanno approvato Piani strutturali a incremento edilizio zero (Firenze) o limitato (Reggio Emilia), puntando alla riqualificazione dell’esistente. Altre città, fra cui Torino, hanno avviato il processo di riconversione degli investimenti municipali verso la mobilità sostenibile, approvando il piano regolatore della mobilità ciclistica (Bici Plan) che fissa un obiettivo impegnativo: il 15% degli spostamenti urbani in bici (oggi al 2%) entro 10 anni. A ciò viene associata la proposta di estendere a tutti i quartieri residenziali il modello delle zone a 30 km/h.

Rispetto a queste tendenze innovative, come si pone il Comune di Modena? Ancora una volta l’Amministrazione va controcorrente, stando alle scelte politiche degli ultimi anni. Pur in un quadro previsionale lontano dalla mitica città di 250 mila abitanti, viene ribadita infatti l’opzione edilizia come leva per lo sviluppo economico (con cementificazioni anche su aree verdi comunali) e confermato il modello di mobilità autocentrico, in una delle città più autodipendenti e inquinate del continente.

Con il sughero nei copertoni

Eravamo in tanti quella sera. Nonostante l’afa soffocante eravamo tutti lì, a voler ricordare, a voler commemorare quel 25 luglio di 70 anni fa, quando i soldi non c’erano e si usava il sughero nei copertoni, perchè la bicicletta era il mezzo usuale con il quale ci si spostava.

70 anni fa Mussolini fu arrestato e fu nominato Capo del Governo Badoglio, che avviò le trattative per un armistizio con gli anglo-americani. La gente ovunque si riversò sulle strade in manifestazioni di gioia, si credette allora di essere arrivati al capolinea di quel brutto incubo che era stato il ventennio fascista e la guerra che durava oramai da tre anni .

Purtroppo la storia ci racconta che l’epilogo era ancora di là da venire, ma quel lontano 25 luglio fu una tappa memorabile per la storia del paese, per questo l’Istituto Storico di Modena ha scelto questa data per ripercorrere la memoria storica della nostra città, per ricordare, oggi, che durante gli anni bui di quel lontano ventennio, anni fatti di sopraffazione, di violenza e privazione della libertà personale, c’erano persone, fatti e luoghi che resistevano, che si organizzavano, che si opponevano al fascismo a Modena come in tutta Italia.

Abbiamo così ripercorso quei fatti e quei luoghi, per esempio pedalando fino ai Mulini Nuovi, luogo dove notoriamente, insieme ad altri come Le Paganine , vi erano frange intere di popolazioni che resistevano. Lì ancora si trova la targa che commemora quello che fu il primo congresso del partito comunista clandestino, marzo 1922.

Ma oltre all’antifascismo dei partiti c’era anche un antifascismo sociale, fatto dalla gente comune ,che si ribellava alla sopraffazione, anarchici, sovversivi e socialisti da sempre contrari al regime, per questo non è mancata una sosta davanti alla ex fabbrica della manifatturiera tabacchi, per ricordare le ” paltadore” che erano note per essere delle impavide antifasciste.

In Corso Vittorio Emanuele c’era la sede del partito fascista, piu’ di 1700 furono schedati dal regime, la maggior parte erano operai , muratori, braccianti, un controllo totale che veniva effettuato capillarmente e che spesso sfociava nell’invio del dissidente al confino. Nel 1938 furono proclamate le leggi razziali, per questo non abbiamo potuto non ricordare , tornando in Piazza Grande, l’estremo gesto di protesta messo in atto dall’editore Angelo Fortunato Formiggini, intellettuale illuminato che contrastava il regime a colpi di satira.

La serata si è conclusa nei Giardini Ducali con letture e proiezioni di foto di quel periodo.

Visto il successo ottenuto, la manifestazione si ripeterà domenica 8 settembre: partecipate numerosi!

in piazza grande

in piazza grande

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racconto

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dalla pietra ringadora

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partecipanti

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famiglie

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al ritorno

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c’è ancora la voce

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il plotone compatto

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in notturna

 

E’ finito il Festival del Cicloturismo. Un grazie a tutti.

Alla fine di queste giornate volevo dire un Grazie a tutti i soci che con le proprie propensioni e competenze, con il proprio carattere e con il proprio modo di fare, hanno contribuito al successo dell’iniziativa, offrendo varietà alle nostre offerte e alle nostre attenzioni verso gli ospiti ed i cittadini tutti.

Ancora una volta abbiamo dimostrato di avere molte più risorse di quante noi stessi crediamo.

Alè Fiab!
Giorgio Castelli

Resoconto del festival, 1° giorno

ultima riunione di preparazione

ultima riunione di preparazione

ultima riunione - tutti i volontari

ultima riunione – tutti i volontari

di preparano gli stand

il sindaco Giorgio Pighi visita gli stand

vista su via emilia

vista su via emilia

stand austria

stand austria

stand slovenia

stand slovenia

zona 30 presente!

zona 30 presente!

inaugurazione - il presidente FIAB ed il Sindaco di Modena

inaugurazione – il presidente FIAB ed il Sindaco di Modena

Sindaco e Circuito Città d'arte

Sindaco e Circuito Città d’arte

la sera a "badare" agli stand

la sera a “badare” agli stand

“Trasite, favorite” la Calabria in bici – Maggio 2013

Da un aspro monte a una dolce costa

di Raffaella Monti

Come recita la pubblicità della Regione Calabria c’è sempre un buon motivo per vivere la Calabria.
In questo viaggio ho capito perché l’Aspromonte si chiama così, perché certe strade non sono segnate sulla carta, perché alcuni se ne vanno e non vogliono più tornare. Ho visto energie positive, con progetti, idee e aziende che, nonostante tutto e tutti, si muovono. Una luce fievole in fondo a un tunnel.
E poi luoghi, in effetti, indimenticabili: il monastero di San Giovanni, la discesa di Antonimina, il sole che sbuca dalla nuvola sull’Aspromonte e regala caldo e luce, le valli delle fiumare affiancate una all’altra come una scenografia, la costa tra Nicotera e Tropea: il lieto finale che apre il cuore e riempie lo sguardo.
Non ho visto il Santuario di Polsi dove ogni anno in occasione della festa della Madonna i boss della ’Ndrangheta si ritrovano per stringere alleanze, dichiarare guerre e progettare le future strategie criminali.
Poi ho incontrato un gruppo di amici con cui è stato un vero piacere dividere le salite, la cipolla e le merendine ‘salvavita’. La prossima volta sarà il Supramonte?

neve a sorpresa...

 

Riace: la fermata che non c’è

Non potevo partire assieme agli altri, ma non volevo rinunciare al viaggio. Così mi sono fatta più di 1000 km, di notte, in pullman, per raggiungerli a Riace. Ne è valsa la pena? Decisamente sì. Intanto notavo strani particolari: ad esempio, prenotando su Internet il biglietto, la fermata Riace non c’è. Ho scelto quindi quella più vicina ma poi ho imparato, in pullman, che tanti scendevano lì… Che strano! Anche guardando, su Google Maps, questa zona della Calabria, Riace non compare a meno che tu non lo cerchi appositamente.

Il mistero mi intrigava: tutti conoscono Riace, se non altro per i bronzi. E all’estero la conoscono per altri aspetti, non meno importanti: Il sindaco, Mimmo Lucano, ha ricevuto nel 2011 il World Major Award, cioè il premio del miglior sindaco del mondo; il regista Wim Wenders su Riace ha girato un film, il settimanale tedesco Die Zeit ha dedicato al “progetto accoglienza” un lungo articolo… e la fermata non compare!

Non ci sarà una relazione tra questa omissione ed il fatto che a Mimmo hanno avvelenato il cane, che hanno sparato sui muri di una trattoria dove stava mangiando? Ma si sa che sono una dietrologa.

Il paesino è bellissimo, e stava morendo. Tutti se ne andavano, lasciando le case abbandonate al degrado. Nel 1998 una nave di curdi semiassiderati ed affamati approda per uno sbaglio di rotta sulla costa. Mimmo si dà da fare per accoglierli, ospitarli.

Il Progetto accoglienza nasce così: invece di respingere i migranti perché non integrarli, adoperarsi per rendere di nuovo abitabili le case abbandonate, restituire al presente vecchi mestieri destinati a sparire insegnandoli a loro, la ceramica, la tessitura… Abbiamo parlato con giovani donne in fuga da paesi tormentati dalla guerra, che lavorano nei piccoli laboratori, abbiamo visto le stradine colorate da ragazzini dalla pelle diversa, che giocavano insieme. Abbiamo sentito la passione nei racconti di Mimmo, abbiamo respirato a pieni polmoni questa bellissima utopi : rifiutare la guerra tra poveri, vivere insieme nelle diversità, non lasciar morire le tradizioni che sono identità. Ma perché utopia? Perché Mimmo ci è apparso stanco, sfiduciato. E invece non deve morire questo progetto. “Sosteniamolo, magari andando a visitare questo splendido paesino. Fa bene andare lì…”

Chiara Marchiò

santuario

santuario

foto di gruppo

foto di gruppo

in giro per il paese

in giro per il paese

ciclisti nella nebbia

ciclisti nella nebbia

colazione da mimmo

colazione da mimmo

la neve a maggio!

la neve a maggio!

nel bosco

nel bosco

FESTIVAL DEL CICLOTURISMO, MODENA 22 – 23 GIUGNO 2013

Logo del Festival del Cicloturismo

Logo del Festival del Cicloturismo

Ogni anno la FIAB organizza un ciclo raduno nazionale che quest’anno sarà itinerante e convergerà su Modena e contribuirà alla raccolta fondi per il progetto pensato per aiutare le zone colpite dal terremoto.

Sabato 22 giugno, nel primo pomeriggio, arriveranno a Modena due gruppi di ciclisti che parteciperanno al Cicloraduno nazionale itinerante FIAB.
Il raduno partirà da Piacenza mercoledì 19 giugno e toccherà Cremona, Parma e Reggio Emilia, per poi convergere a Modena.

Nel pomeriggio i ciclisti si espanderanno in tutto il centro storico della città e, assieme a migliaia di cittadini, parteciperanno a visite guidate e al brindisi di accoglienza con la partecipazione di amministratori locali e regionali ed i presidenti delle associazioni promotrici.

Alla sera, dopo la cena di gala al Museo Enzo Ferrrari, si terrà un concerto ai Giardini Pubblici.

Domenica mattina proseguiranno le visite alla città ed è prevista una escursione nella Bassa Modenese, in località Sozzigalli, per la posa della prima pietra delle tre ciclovie del progetto “Biciclette a Fiumi”, alla presenza di Autorità e del testimonial dell’iniziativa Vittorio Zucconi.

Programma:

In contemporanea è stato organizzato a Modena il Festival allo scopo di divulgare tra i cittadini questo modo sano, piacevole ed ecologico di viaggiare per conoscere le bellezze culturali ed ambientali dei territori ed incontrare persone in un’esperienza gratificante.

Il Festival e le iniziative collegate sono quindi dedicate ad a tutte quelle persone che non conoscono ancora il viaggio in bicicletta o non hanno ancora fatto direttamente questa esperienza.

La manifestazione, si terrà principalmente in due piazze del centro storico della città:

Piazza XX Settembre, dove verrà installata una pista per la prova delle biciclette, gli stand dei produttori di bici, di accessori e di attrezzature, un palco con DJ per l’animazione ed un punto di ristoro.

Piazza Matteotti ospiterà gli stand per la promozione dei viaggi con la presenza di Nazioni europee, Regioni italiane, il Circuito delle città d’arte della Pianura Padana, operatori Italiani di Cicloturismo, Google, Editoria di Settore, Associazioni nazionali e locali. Anche in questa pizza sarà installato un palco per DJ e musica live e saranno presenti punti di ristoro e degustazioni di prodotti tipici locali

Nel Centro Storico saranno allestite mostre biciclette antiche e si terranno incontri con ospiti illustri del settore.

Alle ore 17.30 Piazza Matteotti gran finale con il concerto ““Auf Widersehen Konzert””