I diversi colori della mobilità sostenibile

corso donne straniere

I diversi colori della mobilità sostenibile
Riparte dal 3 ottobre il corso della Fiab di Modena per insegnare l’uso della bicicletta alle donne migranti

Dal 3 ottobre riparte il corso della Fiab di Modena I diversi colori della mobilità sostenibile rivolto alle donne migranti (ma non solo) per insegnare l’uso della bicicletta. Della durata di sei incontri, si tiene nelle giornate di martedì e giovedì, dalle ore 18 alle 19, presso il piazzale ove ha sede l’Arci di Modena (Via IV Novembre 40).

Grazie all’aiuto delle volontarie dell’Associazione, vere colonne portanti di tutto il progetto, le partecipanti vengono familiarizzate con il mezzo a due ruote, imparando progressivamente a stare in equilibrio da sole ed, infine, a tentare la grande prova: pedalare da sole in strada. Un’attenzione particolare viene non a caso riservata alla sicurezza stradale ed alla segnaletica, con informazioni e consigli sui modi più corretti di spostarsi nel traffico.

I diversi colori della mobilità sostenibile è un originale progetto della Fiab di Modena, attivo da quasi dieci anni, che persegue l’obiettivo di rendere le donne perfettamente autonome negli spostamenti quotidiani con la bicicletta. A causa del successo dell’iniziativa, molto apprezzata dalle donne, nel corso degli anni i corsi sono divenuti più numerosi e vengono svolti con una cadenza semestrale, a primavera ed a fine estate.
Si accede ai corsi attraverso una preiscrizione ed il pagamento di una minima quota assicurativa.
Le biciclette sono fornite dalla Fiab.

Informazioni:
www.modenainbici.it

La libertà viaggia su due ruote

corso donne straniere

Diceva Susan B. Anthony, una delle pioniere del movimento per i diritti della donna, che “l’uso della bicicletta ha contribuito all’emancipazione femminile più di ogni altra cosa al mondo.”

In una società autocentrica come la nostra un’affermazione come questa può sembrare superata, eppure é proprio il circolo vizioso provocato dalla carenza di adeguati piani sulla mobilità a spingere da un lato le persone all’uso del mezzo privato, dall’altra a relegare nella marginalità la fascia di popolazione più povera.

A farne le spese sono soprattutto le donne immigrate, la cui difficoltà é aggravata dal fatto che molte di loro non sanno usare la bicicletta, mezzo che permetterebbe loro, a costo zero, di muoversi in autonomia. Da dieci anni la Fiab di Modena si fa carico di questo bisogno, istituendo corsi per insegnare alle donne straniere l’uso della bicicletta. Per fare questo usufruiamo dell’aiuto di varie associazioni come la Uisp, l’Arci e la Casa della Donna e soprattutto, colonna portante del nostro progetto, delle volontarie, che assicurano con il loro entusiasmo il buon esito dei nostri incontri. La tenacia delle allieve, che raramente concludono i nostri corsi semestrali senza imparare a stare in equilibrio sulle due ruote, fa il resto.

Nonostante tutta questa sinergia positiva, il numero di volontarie presenti non riesce a coprire il crescente numero di domande cui ci troviamo a far fronte, per questo motivo da queste pagine lanciamo un appello a tutte le donne che hanno voglia di darci una mano per il prossimo corso di ottobre o per quelli che verranno. Per chi fosse interessata può scrivere a: [email protected]

Il corso, sei incontri, riparte il 3 ottobre e si tiene nelle giornate di martedì e giovedì, dalle ore 18 alle 19, presso il piazzale ove ha sede l’Arci di Modena (Via IV Novembre 40).

Luana Marangoni
www.modenainbici.it

 

Fossero così tutti i giorni della mia vita

“Fossero così tutti i giorni della mia vita”

Siamo un gruppo di studenti stranieri del Centro Provinciale di Istruzione Adulta, il CPIA; veniamo da tanti paesi diversi e siamo arrivati in Italia da pochi mesi. Abbiamo iniziato l’anno scolastico con una bellissima gita in bicicletta a Villa Sorra. Eravamo in tanti, ci siamo trovati domenica mattina alle nove e tutti insieme siamo partiti; abbiamo visto i campi con i vigneti, gli alberi di pere e di prugne, i campi arati, le ville…

Dice Nelly che viene dalla Nigeria: ”Io non ero mai andato così lontano con la bici, non avevo mai fatto una vera gita! Che bello il viale alberato che porta alla villa”

Quando siamo arrivati a villa Sorra, c’era una bravissima guida di nome Giorgio che ci ha spiegato tutta la storia della villa e dello splendido giardino.

“Nel mio paese – dice Safiatou – non ci sono dei giardini così meravigliosi. Io ne sono rimasta incantata.”

Poi abbiamo anche mangiato l’ottimo pane prodotto con la farina del grano di villa Sorra, un pane davvero speciale!

Tutti sono stati gentilissimi con noi: i responsabili della FIAB, che ci hanno organizzato e ci hanno accompagnato lungo il percorso, la guida del Museo, il signor Fabio che ha imprestato le bici a chi non le aveva, e le ha pure riportate indietro, gli insegnanti, che ci hanno pure offerto il gelato.

E’ stato bello anche vedere i vecchi attrezzi agricoli e i vecchi trattori che per partire hanno bisogno del fuoco; abbiamo visto degli aratri antichi, che nei nostri paesi vengono ancor oggi utilizzati e trainati dai buoi o dai somari.

E’ per tutti questi motivi che il nostro compagno Giulio, che è un po’ italiano e un po’ ghanese, quando siamo tornati ha esclamato: “Fossero così tutte le giornate della mia vita!”

Grazie a tutti! Gli studenti del CPIA di Modena

studenti stranieri a villa sorra

studenti stranieri a villa sorra