Per non dimenticare. Da Gina a Gabriella: un percorso, due medaglie d’oro.

Sabato 22 aprile abbiamo pedalato lungo strade basse per arrivare nei luoghi del martirio di Gabriella degli Esposti, medaglia d’oro al valor militare, che sacrificò la sua esistenza per amore della libertà. Nonostante avesse due bambine piccole e fosse in attesa di un terzo figlio, trasformò la sua casa in una base della Quarta Zona della Resistenza. Si impegnò nell’organizzazione dei primi gruppi di difesa della donna, scendendo in piazza a Castelfranco per protestare contro la guerra e la scarsità di alimenti.

Era il luglio del 1944, i tempi erano difficili, ma lei non ebbe paura, nè tentennò quando vennero a casa a prelevarla, sotto gli occhi della figlia, per cercare di farla parlare e tradire il marito ed i suoi compagni di lotta. La prelevarono dalla sua cascina il 13 dicembre del 1944 e la trascinarono insieme agli altri nel luogo di prigionia, dove fu barbaramente seviziata e torturata.

Il 17 dicembre fu uccisa e trasportata nel greto del fiume Panaro, a San Cesario,  insieme ad altri 9 compagni. La sua storia , con grande commozione e straordinaria semplicità, abbiamo avuto l’onore di sentirla raccontare dalle parole di Savina Reverberi Catellani, sua figlia, che quel lontano 13 dicembre aveva solo 12 anni. Parole piene di dolore e di amore, verso quella madre che le fu strappata via con odio e violenza e che non vide più dopo quel giorno. Ascoltare dalle sue parole questa terribile tragedia é stata un’esperienza commovente e formativa: é stato un privilegio conoscere questa donna che non si é lesinata nel raccontare questa triste pagina della sua storia personale, che é diventata storia collettiva, che non va perduta nè dimenticata in alcun modo.

Saremmo rimasti ore ed ore ad ascoltare Savina e le parole che fluivano dalle sue labbre, come se non fossero passati 74 anni da quel triste giorno. Altre persone ci attendevano a Castelfranco per aiutarci a ricostruire gli ultimi giorni della sua vita, la tortura all’Ammasso Canapa, l’uccisione sul greto del Panaro,  le pagine del libro di Savina letti dagli allievi delle scuole Spallanzani e Pacinotti,  Cosi abbiamo inforcato le nostre biciclette ed abbiamo continuato il nostro cammino della memoria lungo le tappe designate, fino a giungere a San Cesario.

La giornata é terminata al Bersò delle rose del parco della Resistenza di Modena, per onorare un’altra medaglia d’oro della storia della nostra Resistenza: Gina Borellini, alla cui vita e il prossimo sabato 29 aprile alle h 10, sarà dedicata una stele.

commemorazione gabriella degli esposti

Domenica 9 aprile. Il museo di Ustica. Bologna

Domenica 9 aprile. Il museo di Ustica. Bologna

“Nel mondo vigono solo le Verità non dicibili,
naturalmente scritte con V maiuscola” (P.P. Pasolini)

Sono passati sette anni da quando visitammo per la prima volta il museo della memoria di Ustica, voluto dai familiari delle vittime per commemorare la morte delle 81 persone precipitate nel mare di Ustica in quel lontano 27 giugno 1980, le loro vite intrecciate per sempre in un unico, terribile destino.

L’emozione però è ancora nitida, come fosse ieri e a rinnovare il pathos e la vicinanza con coloro che ancora chiedono a gran voce di fare chiarezza in questa assurda storia di verità celate, di intrighi internazionali ed omertà dei nostri apparati dello stato ci pensa Daria Bonfietti , Presidente dell’associazione Vittime della Strage.

Con pazienza e lucidità ci racconta questi lunghi anni trascorsi a consultare le carte giudiziarie, ad ascoltare e leggere le parole dei politici e dei media di allora, che si sono succedute in questi 37 anni e che per fortuna non sono proprio passati invano. Non sono passati invano perché finalmente si è giunti ad una verità processuale che smentisce le tesi del cedimento strutturale dell’aereo o della bomba posta all’interno della carlinga.

Dal 2013 per esempio si sa che La Corte di Cassazione ha confermato le conclusioni cui giunse nel 1999 il giudice Rosario Priore e cioè che quella sera nei cieli italiani si è combattuta una guerra non dichiarata, si sa ad esempio che aerei militari francesi e americani volarono nei cieli italiani nel tentativo di colpire il colonnello libico Gheddafi, che quella sera si stava recando in un paese dell’Est Europa e che riuscì a sfuggire all’agguato, probabilmente grazie all’intervento dei nostri servizi segreti. Sappiamo oggi, ci ricorda sempre Daria Bonfietti, che una sentenza civile è intervenuta per condannare lo stato a risarcire i familiari delle vittime per non essere stato in grado di garantire la sicurezza nei cieli.

Sappiamo che i francesi ci mentirono, perché una loro nave militare quella sera solcò i nostri mari e la loro base militare in Corsica, contrariamente a quanto dissero in quegli anni, rimase aperta dopo le 17 e che ad oggi, le richieste di chiarimento da parte delle nostre istituzioni al governo d’oltralpe sono rimaste lettera morta. Sappiamo dei processi penali, della prescrizione di alcuni di essi, delle assoluzioni e delle imputazioni di altro tradimento nei confronti di Generali del nostro esercito, ma c‘é un dato che ancora non ci é dato conoscere: chi fu a colpire l’aereo quella sera di mezza estate di 37 anni fa? Di chi fu la responsabilità politica e militare di questo gravissimo atto? Si scriverà mai la parola fine di questa oscura tragedia? La storia delle nostre stragi ci fa dubitare, ma non possiamo e non vogliamo perdere la fiducia, perciò ci aspettiamo che il senso dello stato finalmente prevalga nelle nostre istituzioni.

Entrare dentro il museo della memoria dopo il lungo racconto di Daria Bonfietti fa ancora più effetto: osserviamo i resti dell’aereo che giacciono in terra, una passerella ci permette di perimetrarlo ed osservarlo dall’alto, sembra un grande uccello ferito a morte, gli specchi scuri (81) appesi alle pareti emettono, al nostro passaggio, frasi sussurrate, pensieri comuni, a ricordare che dentro quella enorme sagoma che giace sotto di noi c’erano persone che respiravano, vivevano, gioivano e soffrivano, come tutti noi. In terra, accanto ai resti dell’aereo, giacciono 9 casse scure contenenti gli oggetti possedute dalle vittime, mentre in alto 81 luci che si accendono e si spengono mimano il ritmo di un respiro. La suggestione provocata da Boltanski, l’artista cui fu dato l’incarico dell’allestimento del museo, é enorme.

Si é fatto tardi: é ora di andare, inforchiamo le nostre bici. Alcuni di noi tornano in treno, altri pedaleranno fino a Modena e oltre. Salutiamo a malincuore Daria Bonfietti con la promessa di ritornare. A bruciapelo, quasi a tradimento, le domando del fratello, quanti anni aveva, come si chiamava. Ma non riporterò qui la sua risposta: sono tutti uguali i caduti di questa tragedia.

Luana Marangoni

museo di ustica – bologna

Lungo le antiche vie d’acqua con AidMed

 

Alla scoperta delle antiche vie d’acqua

Viviamo in una grande pianura ricca di fiumi; da tempi antichissimi l’ opera dell’ uomo ha dovuto e saputo utilizzare al meglio il preziosissimo dono dell’ acqua, canalizzandola, controllandola, e rendendo fertile e vivibile il nostro territorio. Nel nostro percorso gli operatori della Bonifica Burana ci hanno raccontato dei canali che anticamente percorrevano a cielo aperto la nostra città, e ci hanno fatto constatare che l’ intervento umano per monitorare e gestire il flusso dell’ acqua è tuttora presente, ed indispensabile : se ne occupa appunto il Consorzio della Bonifica Burana, che opera sul territorio di 3 regioni, 5 province e 55 comuni.

Quanti di noi soci Fiab sapevano a cosa realmente servisse questo ente? Scommetto su pochi. Bene, abbiamo visto molte cose affascinanti, dall’ antico canale ora interrato ancora visibile a Saliceta San Giuliano che arrivava fino a Piazza Roma, fino alla diga di Castellarano, con sosta al bellissimo manufatto del Dosile. Una pedalata-lezione sul ciclo dell’ acqua e la sua regolamentazione.

L’ iniziativa ha riscosso grande partecipazione : buona cosa, perché vedeva tra i suoi promotori l ‘ AIDMED, l’ Associazione Italiana Distrofia Muscolare di Emery-Dreyfuss. E, a proposito di doni, un contributo seppur piccolo alla ricerca sulla cura di questa rara malattia è prezioso come l’ acqua.

Maria Chiara Marchiò

Pizza al tegamino: pedalando con la luna velata

Pizza al tegamino – Bomporto – 22 luglio 2016

Una tradizione che si ripete, ma che non è mai uguale: la gita serale a Bomporto per la pizza al tegamino, in una breve “impressione” di una pedalatrice in ascolto della notte.

Pedalando con la luna velata
Eugenia Coriani

Manca poco a mezzanotte. Siamo tutti indaffarati nei preparativi per il rientro a Modena dopo avere gustato un’ottima pizza.  Ci siamo attrezzati per essere “illuminati” al massimo: luci agganciate al telaio della bicicletta, al manubrio, alle ruote, al casco. Alcuni indossano giubbetti rifrangenti.

La dinamo? Quel fruscio leggero che frenava e sfregava con un ronzio la ruota. Chi la ricorda più! Ora ci sono le lampade a led.

Si parte. Formiamo un lungo serpentone luminoso lungo il Naviglio.

I bambini sono i più eccitati. La notte è buia, la luna è quasi piena, ma velata. Nei pochi attimi di silenzio si sentono i versi degli animali della notte.

Riconosco il verso dell’assiolo e ricordo la poesia di Giovanni Pascoli (… dai campi si sentiva venire un verso: chiù…).

Le luci della città di Modena, che raggiungiamo di lì a poco, spezzano un momento magico per tutti.

Tresigallo, la città dell’utopia

Tresigallo – città d’arte – Domenica 12 giugno 2016

Situato sulla sponda sinistra del Po di Volano, nella pianura orientale della provincia di Ferrara, Tresigallo vive il suo periodo più importante a partire dai primi anni ’30, quando viene iniziata la progettazione a tavolino e la costruzione di una città in stile razionalista. Anche qui arrivano le biciclette Fiab, sfrecciando sui rettifili e negli incroci dalla facciate simmetriche.

Tresigallo, la città dell’utopia
Eugenia Coriani

Sogni… Sogni… Sogni…
SOGNI era la grande insegna sistemata sul tetto dell’ultimo edificio visitato a Tresigallo.
Agli inizi del secolo scorso, Tresigallo non era niente più di una piccola borgata; lì era nato il futuro Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia e successivamente Ministro dell’Agricoltura e foreste nel periodo di Mussolini, Edmondo Rossoni, uomo dalla personalità eclettica, sindacalista, giornalista, tra i più atipici tra tutti i gerarchi fascisti.

Con le sue direttive il paese viene completamente ricostruito con architetture razionaliste (è per questo che ha ottenuto la denominazione di Città d’Arte, quale esempio di città di nuova fondazione caratterizzata dalla modernità architettonica e urbanistica). Nessuno dei grandi architetti dell’epoca è intervenuto; il piano urbanistico stava nella testa di Rossoni che, da Roma pensava alle costruzioni e a come dovevano essere realizzate. Poi inviava le istruzioni al suo uomo di fiducia, Livio Marani, il macellaio del paese, il quale le trasmetteva a Carlo Frighi, giovane ingegnere tresigallese che Rossoni aveva fatto studiare a Roma a sue spese. Spesso, poi, tornava al paese per controllare lo stato dei lavori.

Ecco allora la Casa della Cultura, luogo della formazione ideologica e fisica dei giovani, il campo sportivo, la piazza centrale circondata da case popolari, la casa del ricamo con annesso asilo per la ragazze madri, un cinema-teatro.

Ma prima di fare le case e gli edifici pubblici e aggregativi, Rossoni fa le fabbriche, tutte attorno alla circonvallazione e soprattutto punta sulla diversificazione produttiva.

Forte della sua posizione politica, convince gli imprenditori a stabilirsi lì. In pochi anni sorgono, tra le altre, una distilleria per l’estrazione dell’alcol dalle bietole con annesso zuccherificio, un burrificio per la trasformazione del latte prodotto nelle stalle della zona, un canapificio per la lavorazione della canapa, un’industria metalmeccanica per la costruzione di macchine agricole, una cartiera per la lavorazione di rayon e cellulosa.

Rossoni, memore dei suoi trascorsi da sindacalista (fu tra i fondatori della U.I.L.), aveva sviluppato una visione politica ed economica molto personale, in cui capitale e lavoro devono unire le forze per favorire gli obiettivi dell’intera comunità. I suoi sogni furono interrotti, sul più bello, dall’alleanza con la Germania nazista e dall’entrata in guerra.

La grande zona industriale con i suoi enormi e utopici stabilimenti degli anni ’30 è ora in stato di abbandono. Un tesoro di archeologia industriale che aspetta solo di essere sfruttato e valorizzato per riprendere a… sognare!

Modena tra 2 fiumi

Domenica 29 maggio 2016 – Modena tra 2 fiumi

Debutto di fuoco (o meglio di acqua) di Lucia come capogita. Incerti fino all’ultimo se partire, approfittiamo di un momento asciutto per decidere che si va.

E invece, i 30 KM all’andata sono sotto un’acqua fitta e implacabile. A Solara (Lanterna di Diogene) veniamo rifocillati e dotati di phon
(tutto squisito, dall’ambiente al cibo); appare anche – per un’oretta – il sole e stendiamo i nostri vestiti e le nostre scarpe.

Poi si riparte e – dopo una mezz’oretta di luce, ancora acqua. Molte risate; luci spettacolari quando – ogni tanto – si affaccia il sole tra le nubi nere. Il paesaggio si può ben definire “lavato”.

Ad un avventore della locanda che ci ha chiesto: “Quando siete partiti da Modena”?. Silvio ha risposto: “Abbiamo aspettato che piovesse”.

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2 giugno, Secchia in Festa: da Modena a Campogalliano per vivere una giornata al fiume

SECCHIA IN FESTA è una manifestazione nata per valorizzare e a far conoscere il territorio fluviale, rivolta non soltanto agli sportivi, ma anche a famiglie e visitatori, ai quali viene offerta la possibilità di vivere una giornata insieme, a stretto contatto con la natura e le attrattive ambientali del fiume Secchia.

Programma delle attività dal Comune di Modena:

  • Ritrovo ore 9.00 presso Largo S. Agostino – a cura di Fiab Modena – in bicicletta si proseguirà per la ciclabile di via Emilia, cavalcavia Madonnina, ciclabile Barchetta, Tre Olmi, ponte Barchetta e ciclabile fino ai laghi Curiel e arrivo a Casa Berselli.
  • A partire dalle ore 10.30 – attività di animazione gratuite presso Casa Berselli
programma attività comune di modena

programma attività comune di modena

2 giugno, Secchia in Festa: tante iniziative nei comuni dove passa la bicistaffetta

locandina manifestazione

locandina manifestazione

SECCHIA IN FESTA è una manifestazione nata per valorizzare e a far conoscere il territorio fluviale, rivolta non soltanto agli sportivi, ma anche a famiglie e visitatori, ai quali viene offerta la possibilità di vivere una giornata insieme, a stretto contatto con la natura e le attrattive ambientali del fiume Secchia.

Oltre alla pedalata sportiva, il programma di SECCHIA IN FESTA propone molto altro: durante la giornata sono previste, in tutti i comuni partecipanti, camminate, escursioni a piedi, visite guidate ai centri storici, alle aree naturalistiche e agli impianti idraulici sul Secchia, passeggiate a cavallo, iniziative per i bambini, tiro con l’arco, mercatini di prodotti agricoli, campi-avventura per grandi e piccoli, giochi tradizionali, dimostrazioni di navigazione a vela e intrattenimenti musicali. Tutte attività organizzate dalle associazioni sportive, naturalistiche o di volontariato locali. Previsti anche in diverse località itinerari ad anello che possono essere percorsi dai gruppi di ciclisti locali, andando ad incrociarsi la 100 chilometri sportiva.

 

PROGRAMMA delle INIZIATIVE LOCALI

Area Sud

PARCO SECCHIA DI VILLALUNGA

Attività ludico-sportive in programma per tutto il giorno:

o Arcieri Orione: open day per far provare il tiro con l’arco a grandi e piccini; o Arcieri Falchi del Secchia: installazione di un campo medioevale e organizzazione momenti ludici per bambini; o Circolo equitazione Il Mulino aperto e disponibile per prove, punto musica country; o Cicli Campioli con “gimkana per bambini” nel pomeriggio; o Mercatino del Riuso; o Visite guidate a cura delle Guardie Ecologiche Volontarie.

Saranno presenti punti di ristoro a cura della Pro Loco, del Circolo della Libera Età e uno stand promozionale a cura di Emilia Ambulanze di Casalgrande (EMA).

CASTELLARANO

ore 14,00

ritrovo del gruppo ciclisti di Castellarano alla Casa Aperta nel Parco dei Popoli a Castellarano; ore 14,30 visita guidata della Rocchetta nel centro storico a cura del Centro Studi Storici Castellaranesi; ore 15,00 visita guidata alla Centrale idroelettrica in sinistra Secchia a cura della ditta Idroemilia srl; ore 16,15 ritrovo con altri ciclisti alla passerella ciclopedonale per dirigersi verso il Parco Secchia di Villalunga.

FORMIGINE e SASSUOLO

ore 15,00

biciclettata aperta a tutti con partenza dall’Oasi del Colombarone con arrivo all’area di riequilibrio ecologico “In Secia” di Sassuolo; ore 16/16,30 visita guidata all’area di riequilibrio ecologico, premiazione di un progetto didattico in collaborazione con il Consorzio di bonifica, laboratori creativi.

Area Centro

CAMPOGALLIANO

Le attività si svolgono, dal mattino al pomeriggio, all’interno del Parco E.Curiel e dell’area delle Casse di espansione e hanno il loro fulcro presso Casa Berselli, in via Albone 14:

ore 10,30

arrivo della “bicistaffetta lungo la ciclovia del Secchia”: accoglienza e ristoro dei ciclisti offerto dal Circolo al Parco Angelo Goldoni e dall’ASD Bocciofila Treolmese, premiazione dei ciclisti da parte dell’ASD Moto Club Campo dei Galli; ore 11,00 o apertura del punto informativo e di accoglienza delle Associazioni sportive del Comitato Laghi del Parco E.Curiel; o presso l’area verde di Casa Berselli il Jonathan EcoCampus, A.S.D.

Wild Life Forever, propone i giochi

di una volta per bambini, genitori e nonni; o inizio dell’open day di equitazione proposto dall’ASD Circolo Ippico Le 5 Querce, presso la sede del “Circolo Ippico Le 5 Querce”; o inizio dell’open day di vela proposto dall’ASD Pontos, con ingresso nel Lago presso il pontile di Casa Berselli; o inizio dell’open day di windsurf proposto dall’ASD Campogalliano Windsurfing Team, con ingresso nel Lago di Casa Berselli presso la sede dell’ASD; o inizio dell’open day di canoa proposto dall’ASD Canottieri Mutina 1930, con ingresso dal pontile del Lago dell’Isola; o apertura dell’Acetaia Comunale per le visite assistite, a cura del Museo della Bilancia e della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale, presso Casa Berselli; o laboratori didattici “Osservazioni e misure nella natura” a cura del Gruppo Modenese di Scienze Naturali e Museo della Bilancia; presso Casa Berselli; o prove di salvamento in acqua con l’ausilio di cani organizzata dall’ASD Gruppo Salvataggio Onda Azzurra, presso il Lago ASD Bass Anglers Modena; ore 12,00 o apertura dello spazio ristoro: frutta fresca offerta ai partecipanti dall’ASD Carp Fishing Succhia il Nettare 2, presso Casa Berselli; o esibizione di lancio coltelli e asce organizzato dalla SILCA (Scuola Italiana di Lancio Coltelli ed Asce) sezione di Campogalliano, presso Casa Berselli; ore 12,30 attività dimostrativa di orientamento subacqueo dell’ASD SweetTeam, presso il Lago dell’Isola; ore 13,00 attività dimostrativa della scuola sub e di acquagol dell’ASD Sea Sub Modena, presso il Lago di Casa Berselli; ore 14,00 esibizione di navimodellismo sportivo organizzata dall’ASD Circolo Motonautico di Campogalliano, presso il Lago di Casa Berselli; ore 15,00 o open day del Jonathan EcoCampus (Outdoor Campus): ponti sospesi, labirinti e arrampicata proposto dall’A.S.D. Wild Life Forever; o prove di salvamento in acqua con l’ausilio di cani organizzata dall’ASD Gruppo Salvataggio Onda Azzurra (pontile ASD Canottieri Mutina 1930, Lago dell’Isola); ore 15,30 partenza della camminata nel Parco E.Curiel organizzata dall’ASD Mondo Nordic Walking (presso Casa Berselli); ore 16,00 intrattenimento musicale dal vivo proposto dall’Associazione Musicale “La Rumorosa”; ore 16,30 partenza dell’escursione guidata nel Parco E.Curiel e nell’area delle Casse di espansione con i gruppi GEV delle Province di Modena e di Reggio Emilia, ritrovo presso Casa Berselli; ore 17,30 partenza dell’attività podistica guidata lungo il percorso podistico Verdelaghi con il settore podismo del Circolo Polisportiva di Campogalliano, ritrovo presso Casa Berselli.

Area Nord

CONCORDIA SULLA SECCHIA

ore 16

Partenza in bicicletta da San Giovanni di Concordia sulla Secchia sul tratto sinistro dell’argine del fiume.

ore 16,30

o Arrivo previsto per “Le Mondine” e sosta nel parco dell’impianto; o Sosta presso l’impianto con attività per le famiglie: degustazione teatralizzata “Un territorio da scoprire” e laboratori per bambini a cura del CEAS “La Raganella”; o Visita guidata all’impianto per adulti (a cura del Consorzio); o Rinfresco con acqua e bibite.

ore 18.30

ritorno a Concordia sulla Secchia.

PARCO GOLENE FOCE SECCHIA – SAN SIRO

ore 10-12

o Visita guidata all’Orto botanico e all’Impianto di bonifica di San Siro (aperta a tutti senza prenotazione); o Possibilità di pranzo/spuntino su prenotazione.

ore 16-18

Apertura del parco dell’Impianto di bonifica con giochi e laboratori per bambini e famiglie (con merenda per i bambini).

ore 17-19

Ciclotour dell’acqua con partenza da San Siro, visita guidata all’Impianto idrovoro del Sabbioncello e ritorno; con guida e su prenotazione.

ore 18

Arrivo bicistaffetta, momento di ristoro e ripartenza per Quingentole (tappa finale).

SABBIONCELLO di QUINGENTOLE

Ore 16,00-19,00

Il Consorzio della Bonifica Burana tiene aperto l’impianto di via Sabbioncello 10, con la disponibilità di un operatore per visite guidate.

Una giornata in Valpolicella

Uscita FIAB – 15 maggio 2016 – Valpolicella

Dopo giorni di indecisione a causa di previsioni a dir poco catastrofiche, Marco decide che la gita si fa. Puntualissimi arriviamo alla motorizzazione ore 7.45, dove sistemiamo le bici nella macchina di Marco che fa concorrenza a Trenitalia, visto che riesce a sistemare quattro persone con altrettante bici in una sola auto.

In sei imbocchiamo quindi l’autostrada del Brennero fino al casello Verona Nord e poi la superstrada in direzione Trento fino all’uscita di San Pietro in Cariano/Valpolicella. Lasciamo le auto a San Pietro in Cariano e in bici iniziamo a percorrere prima un breve pezzo di Statale e una strada verso la collina, in direzione San Rocco, dalla pianura del punto di partenza fino a 511 m. Ci sorprende un itinerario di valenza duplice, da un lato dolcissimi profili collinari di San Rocco e dall’altro rigidi versanti verso la Val dei Progni sopra la profonda forra della Val Sorda e del Progno di Molina, dove si trovano anche le famose Cascate di Molina. Stupendo il silenzio e il meraviglioso concerto dei canti d’uccelli, assoluta tranquillità.

Continuiamo la salita con alcuni tratti scollinati, dai quali ci si apre la meravigliosa veduta. Ci troviamo in bassa Lessinia con panorami unici su tutta la Valpolicella con la scoperta della parte finale della Valsorda di Fumane.

Si parte da San Rocco di Marano (511 m). Da qui si prende direzione Carazzole (575 m) e quindi La Pontarola (616 m). Da cui ci portiamo a Malga Biancari (600 m). Ora il percorso è quello per andare al ponte Tibetano (che sarà meta di un’altra uscita) ma, dopo circa 400 m, prendiamo a destra che, in buona discesa, ci porta nel fondo della Valsorda di Fumane. Da qui gli ultimi 4 km di salita ci portano a Sant’Anna d’Alfaedo (940 m). Sant’Anna è famosa per un insieme di grotte carsiche che arrivano ad una profondità esplorata di circa 1000 metri. Ce lo conferma anche la presenza di tanti speleologi.

Dopo tanta salita sosta meritata in un Caffè vicino alla chiesa che ci delizia con fantastiche paste, centrifughe di frutta e zenzero, cappuccini e ogni ben di Dio, che ci sentiamo di meritare.

Nel momento in cui decidiamo di ripartire per fare gli ultimi 15 km di salita fino al Passo del Pidocchio dell’alta Lesina, arriva la pioggia mista a grandine. Viste le temperature piuttosto rigide e i nostri fisici sudati dalla fatica della salita, con pochissima convinzione il nostro capogita Marco decide suo malgrado di tornare verso valle tralasciando la salita al passo. Sicuramente la decisione era saggia, ma la delusione fra tutti i partecipanti c’era ugualmente.

La consolazione ci fu data da una meravigliosa discesa in mezzo ai boschi su strada asfaltata dal versante opposto, serpentine ripide con vista su rocce e valli meravigliose, un panorama che ci ha fatto dimenticare la delusione subita.

10 km prima di arrivare al nostro punto di partenza Marco ha la geniale idea di mettere al voto una sosta a sorpresa in un ristorantino per gustarci un delizioso bis di primi accompagnato da un sublime Valpolicella.

Credo che la strada per arrivare alle macchine fosse tutta dritta… credo, ma non sono poi così certa!

In totale abbiamo percorso solo 45 km, anche se la sensazione nostra era quella di averne fatti molti di più: la salita era tosta e ci ha portato dalla pianura a quasi mille metri. Ci siamo ripromessi di rifarla presto, arrivando in cima al Passo dei Pidocchi, magari con i colori dell’autunno.

Un supermega grazie a Fiab, che ci permette di fare queste gite, e un supermega grazie a Marco, ben preparato, che ci ha riempito di informazioni e ci ha accompagnati senza problemi nonostante le avversità.

Progetto pane a Villa Sorra: grani antichi e vecchie biciclette

gruppo al mulino di panzano

gruppo al mulino di panzano

PROGETTO PANE A VILLA SORRA – DOMENICA 10 APRILE 2016

Quante volte ci è capitato di passare da Villa Sorra o da Panzano e gettare uno sguardo distratto ai campi, agli alberi, alle opere agricole, alle infrastrutture? Ebbene, la “passeggiata in bicicletta” nelle campagne intorno a Villa Sorra ci ha aiutato, con l’aiuto di un esperto, a leggere dentro alcuni aspetti del paesaggio agrario ignoti ai più.

Grani antichi e vecchie biciclette
Eugenia Coriani

Le prime ombre delle sera scendono nel bel contesto architettonico e ambientale di Villa Sorra. I numerosi partecipanti alla manifestazione promossa dal Museo Civico di Modena legata alla scoperta del paesaggio agrario della nostra zona e al progetto pane, se ne sono già andati.

Giornata intensa e per certi versi “faticosa”; accompagnare due gruppi di ciclisti, uno al mattino con partenza da Modena e l’altro al pomeriggio con partenza dalla Villa stessa non è stato semplice. Oggi si è rinnovata la collaborazione tra noi e il Museo Civico di Modena iniziata lo scorso anno in occasione dell’anniversario dello scultore Giuseppe Graziosi.

Quest’anno il progetto era quello legato al pane: dalla semina alla raccolta. Intorno al complesso Sorra vengono coltivate antiche varietà di grano da cui si ricava, attraverso una lavorazione artigianale, un pane a marchio “Villa Sorra”, acquistabile presso il mercato Albinelli di Modena.

Il ciclo-percorso ci ha consentito di leggere, con l’aiuto di una guida, i segni ancora presenti nel paesaggio agrario, che hanno caratterizzato le attività nei secoli passati nel modenese: la regimazione e lo sfruttamento delle acque, le sistemazioni agrarie e le relative coltivazioni, le infrastrutture per la trasformazione e la conservazione dei prodotti; i maceri per la canna e la successiva produzione di canapa, le piantate con la vite maritata, i numerosi mulini ad acqua per la macinazione dei cereali.

Il ciclo-turismo, adatto a tutte le età, è la forma di trasporto più adeguata per conoscere da vicino gli aspetti ambientali e culturali del territorio da valorizzare e tutelare.

E le vecchie biciclette? Qualcuno deve essere stato tratto in inganno dal titolo dell’iniziativa: grani antichi richiedono vecchie biciclette! Ecco allora il motivo per cui in molti si sono presentati alla partenza con biciclette recuperate, dopo anni di abbandono, in solaio o in cantina. Il mulino Malvasia del castello di Panzano, gentilmente aperto per l’occasione dalla famiglia Righini, era senz’altro molto meno rumoroso di alcune biciclette da battaglia!