Treno-bici: una santa alleanza contro l’inquinamento

treno più bici, accoppiata felice

Spostamento casa-scuola, bike-to-work, cicloturismo: sono tante le strade che portano a valorizzare la bicicletta come mezzo di trasporto economico, salutare ed ecologico. Una risorsa molto importante, tuttora sotto utilizzata, è certamente il treno. Presente in tutte le regioni, già usato quotidianamente da studenti, lavoratori e turisti, da sempre costituisce un ausilio per gli spostamenti sia brevi che medio-lunghi.

Purtoppo, nel Belpaese l’offerta di servizi ferroviari per i ciclisti è così gravemente irregolare da limitarne la fruizione: i treni veloci consentono solo il trasporto di biciclette smontate e di quelle pieghevoli; i treni regionali e interregionali propongono soluzioni variabili in base al materiale rotabile e al diverso tipo di servizio a cui è destinato il treno (ad es. se dedicato ai pendolari).

A partire dal 2019, entreranno in servizio nuovi treni regionali Trenitalia nei quali si prevedono spazi per 8 biciclette sui convogli a media capacità e per 16 su quelli ad alta capacità.

L’impegno di Trenitalia appare significativo. Tuttavia, esso dev’essere completato da interventi che favoriscano la circolazione delle bici da e verso i treni: questi devono essere dotati di spazi per il trasporto delle biciclette complete; su quelli regionali e interregionali deve essere predisposto un minimo di 1 posto bicicletta ogni 20 posti passeggero; gli spazi dedicati alle bici dovrebbero essere multifunzionali e consentire la ricarica delle bici elettriche; le normative dovrebbero essere uniformate e armonizzate con quelle europee. Grande attenzione dovrebbe essere rivolta ai servizi fuori e dentro le stazioni (ad es. parcheggi protetti, approdo facilitato ai treni).

Nei paesi europei più evoluti, gli operatori hanno incrementato la capacità di trasporto di bici. E all’aumento dell’offerta ha sempre corrisposto un maggiore utilizzo del servizio e, spesso, un ulteriore aumento della domanda. L’Italia ha tutte le energie per farcela: deve solo convincersi che l’alleanza fra treno e bici è la strada giusta.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

La lunga via delle Dolomiti: ciclovacanza per famiglie FIAB Modena

VIAGGIO NEI MONTI
Il 18 agosto alle 6:30 ci siamo trovati alla stazione di Modena, pronti per la partenza. Era la prima volta che portavo la bici sul treno quindi all’ inizio facevo molta fatica, ma dopo averla caricata e scaricata un paio di volte mi sono abituata. Dopo tante ore di treno finalmente siamo arrivati a Bressanone. Da li siamo andati a Brunico in bici, non erano tanti chilometri ma la salita era ripidissima perciò mi sono sembrati infiniti. Fortuna che in campeggio ci avevano già montato le tende cosi non abbiamo dovuto farlo noi stanche come eravamo e per questo ringrazio tantissimo Stefano e la sua famiglia. Però il ristorante del campeggio si era scordato della nostra prenotazione così siamo andati a mangiare in una pizzeria lì vicino che fortunatamente faceva la pizza anche per me che sono celiaca poi in tenda a nanna sotto la pioggia.

Il giorno dopo abbiamo fatto colazione e siamo montati in sella, per me è andato molto meglio del primo, fortunatamente le salite si alternavano a delle belle discese. Dopo tanti chilometri siamo arrivati in ostello, dopo esserci riposati in giardino, siamo saliti nelle nostre camere poi siamo scesi a mangiare.

Il terzo giorno pensavamo fosse tutto in discesa ma al momento della colazione ci hanno detto che dovevamo fare la mattinata in salita e solo al pomeriggio trovavamo la tanto amata discesa comunque siamo arrivati in campeggio sani e salvi. Dopo aver fatto un giro nel paese di Cortina, e avere cenato, siamo andati in tenda a dormire. La mattina ci siamo accorti che tutte le nostre cose erano bagnate perché di notte aveva diluviato .

L’ultimo giorno in bici è andato benissimo, era tutto in discesa e arrivate a Calalzo abbiamo preso il treno per Mestre, e di nuovo abbiamo trovato il diluvio. Ma dopo che il tempo si è calmato siamo partiti e nonostante la stanchezza e la lunga strada che abbiamo dovuto fare, a mezzanotte siamo arrivati al campeggio dove affamati ci siamo abbuffati. In conclusione del nostro viaggio abbiamo fatto un giro per Venezia poi siamo partiti per Modena e tornati a casa dove abbiamo trovato il bel tempo.

Chiara Garofalo

Giornata della Fiab dedicata al tema delle Ferrovie dimenticate

foto di gruppo

foto di gruppo

“Che bici ci vuole per il giro?” “ma va bene una bici qualsiasi…”

Bene, stamattina al nostro giro i modelli di bicicletta c’erano tutti, dalla bici da corsa alla MTB, dalla bici da trekking a quella “da spesa”…. Insomma, chi ci ha visto sfrecciare su via Morane sicuramente ha pensato: “impossibile che vadano tutti dalla stessa parte…”.

Ma noi, guidati dall’entusiasmo (solo così si giustifica la partecipazione numerosa alla gita nonostante una giornata, grigia, fredda, umida e che minacciava pioggia), siamo riusciti a rispettare in modo quasi integrale il nostro programma.

In omaggio alle ferrovie dimenticate abbiamo iniziato il nostro giro percorrendo un tratto lungo la ex ferrovia per Vignola, in modo da “saggiare” un recupero intelligente delle strade ferrate dismesse. Il nostro percorso, come da programma, è proseguito attraverso S. Damaso fino a raggiungere la cassa di espansione del Panaro – luogo di grande interesse naturalistico che offre delle ottime opportunità fruitive per gli appassionati della natura e della bicicletta.

Tappa successiva Castelfranco Emilia dove, in tema con il rapporto con le FFSS, era previsto il rilevamento e la compilazione delle schede per “fotografare” le condizioni di accessibilità alla stazione dei treni da parte di chi viaggia con le bici a seguito. Questo lavoro lo stiamo facendo per contribuire ad uno studio che la FIAB nazionale sta portando avanti per censire le caratteristiche di accoglienza delle stazioni ferroviarie per chi utilizza la formula treno + bici.

Le condizioni di freddo (e umido) nel piazzale antistante la stazione ci hanno portato a velocizzare le operazioni di rilevamento dati e dedicare maggiori energie e tempo alla sosta in pasticceria- caffetteria.
Il giro è ripreso in direzione Villa Sorra, che abbiamo raggiunto con un percorso interamente ciclabile dopo aver superato il bel castello di Panzano. Intanto le condizioni meteo, se possibile, erano peggiorate. C’era chi aveva già tirato fuori l’abbigliamento da pioggia e, la cosa più saggia, sembrava fosse di rientrare a Modena per la via più breve.

Ma…l’entusiasmo ha prevalso ancora, e così abbiamo ripreso i nostri giri per le strade “basse”, abbiamo costeggiato il Canal Torbido e ci siamo spinti sino alla tappa successiva: l’accogliente Centro Storico di Nonantola. A questo punto il programma prevedeva la visita al Bosco di Nonantola ed il rientro percorrendo la ciclabile sulla ex ferrovia Modena-Mirandola, ma, il ritardo accumulato sulla tabella di marcia ci ha fatto optare per un rientro più veloce, su strade solo parzialmente a scarso traffico, ma che ci hanno consentito di arrivare a Modena entro le 13,30 dopo circa 50 km percorsi tra piacevoli paesaggi, ambienti e architetture della nostra Pianura.

Giornata delle ferrovie dimenticate – scheda informativa stazione Castelfranco Emilia-

Stazione di Castelfranco, sintesi dei dati rilevati:

  • assenza ciclostazione;
  • assenza servizi per ciclisti (punto pompaggio, attrezzi per piccola manutenzione);
  • posti bici sono insufficienti e di scarsa qualità (qualità = caratteristiche che rendano più difficile il furto delle bici);
  • l’ascensore presente è per portatori di handicap ed ha caratteristiche inadeguate al trasporto bici;
  • scale prive di scivolo, ciclobinari o canalette, per facilitare il trasporto della bici;
  • Scale molto ripide per chi debba portare una bici sollevata da terra;

 

La grande guerra vista dal mare: ciclovacanza FIAB per famiglie

PRIMA DELLA SCUOLA: LA GRANDE GUERRA VISTA DAL MARE

24-26 LUGLIO 2015: Bici in trincea
Maria Puviani, una mamma

Insolita e straordinaria vacanza per noi quest’anno: la nostra prima volta con la Fiab di Modena, tre giorni nei luoghi della Grande Guerra. Con noi ci sono grandi e piccoli e persino un cane. Partenza alle ore 6:00 in stazione a Modena. Sono previsti due cambi, a Bologna e Venezia. Carica e scarica le bici, in testa o in coda?

Alcune impressioni di viaggio: il primo giorno, ad Aquileia, saliamo tutti sul campanile Popponiano a guardare il paesaggio. In Basilica ammiriamo il mosaico policromo più esteso del mondo occidentale. La laguna per arrivare a Grado: acqua e acqua a destra e sinistra. Caldissimo bagno al mare e poi lunga pedalata tra i campi per Cona dove ci fermiamo per cena e notte.

Il secondo giorno, a Redipuglia, la scalinata e il museo dove gli alpini ci raccontano la Guerra a modo loro. La dolina con le trincee, unico strappo in salita del giro. Altre ciclabili nascoste tra campi e argini per raggiungere il secondo agriturismo. C’è tempo per tornare all’Isonzo e fare un lunghissimo bagno prima di sera.

Il terzo giorno visitiamo velocemente Gradisca e poi a Palmanova, la città stellata, che non poteva mancare. Si mangia nella grande piazza. Caffè e partenza verso Cervignano per il rientro a Modena.

I soci Fiab che ci hanno accompagnato sono stati molto accoglienti e preparati. Tutto è andato bene e nessuno ha bucato. Abbiamo pedalato, sudato, chiacchierato, mangiato, sorriso e siamo tornati allo stesso punto di partenza ma non eravamo più gli stessi. Migliori? Vedete voi.

Note di colore che vi permetteranno di immaginarvi là con noi:

Oh my God… quante docce per ventiquattro persone? Chi ha usato un lenzuolo per asciugarsi ? Can (il cane) abbaia a distesa perché vuole stare in mare con gli altri! Oh com’è trasparente l’acqua dell’Isonzo! Chi è il campione delle “jumping stones”? Si dorme alla grande sulla spiaggia di sassi. I bimbi sono come pesciolini di fiume dentro e fuori dall’acqua gelida. Tu dove hai dormito la prima calda notte? Le “frasche con l’ovoduro” e un po’ di bora. Piove di notte: wow, tutti con le copertine su borse e zaini ma la schiviamo ! Solo tuoni e nemmeno una goccia. I cavalli, le more, i cigni selvatici e i gruccioni, i grilli e il gelato a palline.

Contiamo di ripetere l’esperienza il prossimo anno: di sicuro il cestino e i parafanghi li lascio a casa.

POST IT

1° giorno: Modena-Cervignano del Friuli in treno; ciclabile Alpe Adria da Cervignano del Friuli, Aquileia, spiaggia di Grado, riserva naturale delle Foci dell’Isonzo; pernottamento Foresteria  Isola di Cona 333 4056800 (40 km ca)

2° giorno: Riserva naturale dell’Isola della Cona – Monfalcone – Sacrario Militare di Redipuglia –  visita dei siti di guerra sul Carso; pernottamento a Le Giarine a Fogliano 0481 728608 (50 km ca)

3° giorno: Bagno nell’Isonzo a Sagrado – Gradisca- Palmanova – Cervignano- rientro a Modena in treno. (30 km ca)

Un ringraziamento a tutta la sezione BISIACH IN BICI per l’accompagnamento: Nicola, Francesco, Patrik, Roberta e tutti gli altri che hanno preparato il giro e pedalato con noi. GRAZIE!

 

Un buon accordo per la mobilità ciclo pedonale in Regione

FIAB firma l'accordo regionale

FIAB firma l’accordo regionale

“La mobilità ciclo pedonale non viene intesa unicamente come fruizione turistica o modalità secondaria di spostamento, ma come uno degli assi fondamentali di valore trasportistico”. È su questo assunto strategico che fa perno l’accordo 2015-17 in tema di mobilità sostenibile fra la Regione Emilia-Romagna e le principali associazioni ambientaliste (Fiab, Legambiente, WWF e UISP) e degli enti locali (UPI e ANCI).

Fra i risultati concreti del protocollo sottoscritto figurano l’attivazione di un Tavolo permanente di confronto, una legge regionale sulla mobilità ciclistica e la disponibilità di 8 milioni di euro per la promozione degli spostamenti in bici, a piedi e la moderazione del traffico.

Fra gli obiettivi di medio periodo (2020) figurano il raddoppio della quota di spostamenti ciclo pedonali (dal 10% al 20%), lo sviluppo delle “Città a 30 km/h” nelle 13 città più popolose della regione, interventi per il dimezzamento degli incidenti stradali e l’intermodalità treno-bici.

Questa iniziativa si segnala per tre elementi di valore: la collaborazione pragmatica fra la Regione e i soggetti più rappresentativi in tema di mobilità ciclo pedonale (6 organismi contro gli oltre 40 del Tavolo comunale modenese); la condivisione di un programma per lo sviluppo della mobilità ciclo pedonale; l’intreccio con la modifica del Codice della Strada, che agevolerà chi circola a piedi e in bici.

Se sostenuto anche nelle città, questo processo produrrà nel tempo la tanto attesa svolta nelle politiche della mobilità, ancora attardate sulla visione autocentrica e sullo spazio pubblico inteso come puro luogo di transito e non di socializzazione.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

La guerra di Sara

treno più bici, accoppiata felice

treno più bici, accoppiata felice

In un paese ideale, le istituzioni pubbliche si sforzano di proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini come requisito irrinunciabile di civiltà: i comportamenti coerenti con questi obiettivi verrebbero premiati e sostenuti in ogni modo mentre quelli di segno opposti verrebbero penalizzati, in nome del bene comune.

In un paese reale, accade che chi vuole circolare con la formula ecologica del treno più bici sia ostacolato in tutti i modi dalle decisioni penalizzanti dei gestori dei servizi ferroviari nazionali e regionali: i vagoni per ospitare le bici in pochi anni si sono dimezzati (oggi sono il 45%) e i costi a carico dei pendolari si sono moltiplicano per cinque.

Sara è una manager bolognese che lavora a Imola e ha deciso di spostarsi quotidianamente con il treno più bici. Dal 2015, grazie all’indifferenza della Regione e all’ottusità di Trenitalia, per lo stesso servizio precedente dovrà sostenere una spesa maggiorata di circa 700 euro l’anno. Si capisce bene allora perché Sara abbia dissotterrato l’ascia di guerra e lanciato un grido di battaglia raccolto dal popolo del web: il suo appello a favore del trasporto treno più bici ha già ricevuto il sostegno di oltre 50mila adesioni e di alcuni consiglieri regionali e comunali.

E mentre sul tratto Bologna-Imola scorre un fiume di auto che avvelenano l’aria, senza che nessuno se ne allarmi, sul tratto ferroviario fra le due città Sara deve scendere in guerra per difendere un elementare diritto a non inquinare. Rendiamocene conto: qui c’è qualcosa che non va!

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Viaggiare con la bici: tante opportunità

bici in treno

bici in treno

Gli amanti delle biciclette tentano sempre di compiere i viaggi turistici con la loro due ruote al seguito. Questo legittimo desiderio deve però fare i conti con la scarsa propensione delle compagnie di trasporto ad accogliere le esigenze dei ciclisti, specialmente in Italia, dove il ciclo turismo è fatto recente e non ancora di massa. Qualche informazione generale potrà agevolare i biker negli spostamenti.

La formula “bici più treno” è eccellente: mette d’accordo i due mezzi più ecologici oggi circolanti. Ma attenti alla giungla delle norme locali e nazionali. Trenitalia e Italo consentono il trasporto della bici al seguito su ogni treno gratuitamente solo se impacchettata come qualsiasi bagaglio e avvolta in un telo, riducendone l’ingombro alle dimensioni minime (cm 80X110X40). Italo mette a disposizione una convenzione per l’invio della bici integra con un corriere in tutte le regioni italiane (salvo Sicilia e Sardegna) con una cifra contenuta (25 euro), prenotando il giorno precedente il viaggio. Più complessa la situazione sui treni regionali: le bici sono ammesse integre sui convogli pagando un biglietto giornaliero (3.5 euro per andata e ritorno). Per i viaggi oltre confine conviene informarsi nelle stazioni o sui siti web in quanto vi sono molte norme specifiche per ogni tratta.

Il trasporto in aereo può avvenire solo con la bici smontata e impacchettata. Alitalia dà il passaggio gratuito per un peso fino a 23 kg (oltre si paga un supplemento). Tutte le altre compagnie fanno pagare il passaggio (30 euro per i voli nazionali e 50 quelli internazionali con Meridiana; 55 euro con Rynair; 45.90 con Easyjet; 5 euro per kg con Blu Express).

Più economici i viaggi in mare: la bici al seguito paga in base alle tratte: dai 3 euro con Moby Line ai 9 euro di Tirrenia sui collegamenti con la Sardegna. Toremar fa pagare dai 7.28 agli 8.27 euro nelle tratte verso le isole dell’arcipelago toscano. Grimaldi Lines offre il trasporto gratuito su tutte le tratte.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Il Coordinamento Mobilità Nuova sulla campagna elettorale a Modena

rossella_associazioni_mobilitaQuella che stiamo vivendo in queste settimane pare essere una delle campagne elettorali più strane degli ultimi anni: a breve ci recheremo alle urne eppure sui temi reali che interessano la città ed i suoi spazi ben poco si parla e si discute nei dibattiti pre-elettorali.

Dopo l’incontro promosso dal Coordinamento per la Mobilità Nuova con gli aspiranti al ruolo di sindaco, avvenuto lo scorso 28 aprile, la panoramica sulla situazione cittadina pare essere la seguente:

  • la vicenda “chioschi” nel parco delle Rimembranze è stata accantonata, bollata come responsabilità della giunta uscente: una scomoda eredità che concerne l’uso – e l’abuso – delle aree e degli spazi pubblici che in ogni caso il futuro governo cittadino dovrà affrontare;
  • i progetti di edificazione sulle zone F sono ignorati e non considerati argomento di confronto, così da poter dare a chiunque la possibilità di dichiararsi paladino del “consumo zero” di territorio;
  • la cosiddetta “cura del ferro” per la mobilità urbana ed extra, proposta in occasione delle primarie del PD, è stata respinta al mittente;
  • non si sa più niente dello studio di fattibilità sulla ferrovia Modena-Sassuolo commissionato dal Comune alla Camera di Commercio per definire il futuro di Gigetto (dove peraltro da oltre un anno la maggioranza dei passeggeri viaggia gratis perchè le obliteratrici non funzionano e ovviamente questo porta alla ovvia conclusione che il servizio non rende e va dismesso);
  • il Documento di Indirizzo sulla redazione del Piano Strategico Comunale che avrebbe dovuto essere approvato entro Febbraio scorso è svanito nel nulla;
  • i risultati del percorso partecipativo sul PSC, dove il tema della mobilità in generale era al secondo posto dell’attenzione dei modenesi, sono stati completamente dimenticati.

In sintesi, il tema della mobilità considerato a parole da tutti i candidati quale elemento determinante nel futuro sviluppo urbano, aldilà delle frasi di circostanza e della presenza formale in alcuni dei programmi elettorali, pare essere lontano dagli impegni concreti che la maggioranza dei candidati ha assunto con la cittadinanza.

Città compatta, consumo zero di territorio, valorizzazione degli spazi pubblici e delle strade come elementi di sviluppo urbano e di coesione sociale, rafforzamento del commercio al dettaglio e di vicinato, a scapito di espansioni immotivate di centri commerciali sia nella città di Modena che nei comuni limitrofi, sono tutti temi che possono – anzi dovrebbero – essere declinati sui temi della mobilità nuova.

Parigi ha classificato come zone 30 buona parte della metropoli, Anversa ha commissionato un Piano di Sviluppo Urbano dove a partire dal 2030 ci saranno forti limitazioni sull’uso dell’auto, Bolzano e tanti altri Comuni in Italia ed in Europa stanno velocemente ridisegnando le loro città secondo i ritmi ed i temi di una nuova mobilità basata sul mezzo pubblico, la ciclabilità, la pedonalità,  che a loro volta avranno un influsso notevole sulla nuova occupazione, sul lavoro, sui costi dell’urbanità (meno inquinamento, più occupazione pulita e green, più salute, meno morti e feriti da incidenti).

Insomma il cambio di paradigma che una nuova mobilità impone sull’economia, il welfare, l’occupazione, la salute e il modo di costruire, è un tema ormai ineludibile ed al centro di tutte le agende delle città più sensibili del continente europeo, mentre a Modena non si è in grado di mettere in un programma elettorale una forte estensione delle zone 30 a tutta la città, la possibilità di andare in bici nei sensi unici, dei regolamenti edilizi ed urbanistici conseguenti ad una mobilità nuova, il downsizing dei centri commerciali a favore di strutture di vicinato, la riqualificazione dello spazio stradale in funzione non solo automobilistica ma della mobilità tutta e della qualità urbana.

Da qui lo sconcerto del Coordinamento delle Associazioni per una Mobilità Nuova ed un richiamo a tutte le forze politiche per un rinnovato impegno, a inserire prima e ad attuare poi iniziative concrete e coerenti di mobilità urbana sostenibile.

A tale scopo, per stimolare una discussione che a nostro avviso è stata accantonata, lanceremo sul profilo Twitter del Coordinamento (@MobNuovaMo) una serie di domande ai candidati sul tema della mobilità.

Voglio usare la mia bici … anche in volo!

Probabilmente in questo periodo, dopo aver passato l’inverno a decidere la meta del giro delle vacanze estive, per chi ha scelto di andare lontano da casa, portando con sé la sua bicicletta, si deve decidere il mezzo di trasporto più idoneo. Se automuniti, ci sono pochi problemi. Nel caso invece di mete che richiedono l’uso di mezzi di trasporto quali treni o aerei, bisogna pianificare come devono essere trasportate. In entrambi i casi, non si può pensare di spedire la bici senza smontarla, sicuramente eventuali parafanghi devono essere smontati prima di partire e lasciati a casa; occorre pianificare il materiale che ci serve per la spedizione e che – a seconda del percorso programmato -, potrà essere lasciato in un eventuale deposito, o trasportato come bagaglio.

Ci si deve munire di una custodia o comunque di materiale per proteggere le varie parti che si smontano, le ruote, forse i freni, i pedali (per queste operazioni potrebbe essere necessaria una chiave particolare); le parti smontate devono essere fissate provvisoriamente al telaio, la sella deve essere o smontata o abbassata fin dove il tubo piantone lo permette.

In ogni caso potrebbero esserci delle misure massime da rispettare e un peso limite, oltre il quale si pagano dei supplementi, il che però ci permetterebbe di trasportare, insieme alla bici, parte dei bagagli.

Una bici da turismo in media pesa sui 10/15 kg, di solito si calcola in aereo un limite di 20/23 kg, quindi nel pianificare che cosa trasportare, ricordatelo.

Quindi: plastica con le bolle, per proteggere e avvolgere il tutto, fascette di plastica di varie misure, almeno due rotoli di nastro da pacchi, alcuni stracci che verranno usati alla bisogna, a meno che non ricorriate a borse per bici; ci sono di varie dimensioni e costi.

Buon Viaggio.

VERSO MONET: Il Paesaggio che non c’era

treno vecchio e treno nuovo

treno vecchio e treno nuovo

VERSO MONET: Il Paesaggio che non c’era
di Diana Altiero

Il paesaggio dal 1600 a Monet è la storia di una progressiva conquista dell’autonomia nella sua rappresentazione. Dai primi quadri proposti, in cui vi è una minima apparizione e spesso dietro le quinte del fondale di eccelsi ritratti, arriviamo via via alla rappresentazione del paesaggio come soggetto principale. Da una rappresentazione ben definita nei Canaletto si passa a rappresentazioni di epoca romantica che anticipano le opere Informali, vedi Turner. “La casa sulla collina” di Monet evidenzia le variazioni coloristiche nelle diverse ore del giorno ed è un esempio del rendere, attraverso il visibile, la fuggevolezza. Il paesaggio è per sua natura mutevole in ogni istante, cosicché la rappresentazione della luce nelle opere impressioniste, eseguite a diretto contatto della natura, la fa da padrona.

Interessanti i Renoir dall’ovattata pennellata ma anche la “Marina” di un artista americano che nella sua astrattezza lascia un margine per ritrovare le forme di una porta aperta su un “oltre” tutto da inventare. Monet chiude le ultime sale con le sue ninfee. Interessante è anche quello che non è stato esposto di Monet, infatti, amava rappresentare la stazione ferroviaria alle prime luci dell’alba in una mistura di vapori-fumi e suoni di locomotive da lui definita una vera “fantasmagoria”.

Ai tempi di Monet forse le stazioni erano novità e simbolo di modernità ma ahimè, per noi poveri viaggiatori del 2014, il viaggio a Verona, a causa di uno sciopero della regione Veneto, è stato un parto difficile ed esasperante. L’occasione è stata utile per sperimentare l’alta velocità di frecce bianche che ci hanno salvato in extremis dalle decadenti linee regionali. Chissà come rappresenterebbe tutto questo Monet!