Succede in Francia: un premio per chi va in bicicletta

Succede in Francia, dove il Ministro dei Trasporti mette a punto un pacchetto di riforme per agevolare l’utilizzo del mezzo a due ruote, invitando le aziende ad aderire al suo piano sulla mobilità dolce, che consiste nel donare 25 centesimi ai propri dipendenti per ogni chilometro percorso nel tragitto casa-lavoro. Questo piano è già stato attuato da alcune aziende della Silicon Valley, tra cui Google, e in Francia si prevede possa  interessare circa 3 milioni di francesi (tali sono per ora i cittadini d’oltralpe che utilizzano la bicicletta per gli spostamenti quotidiani). Sempre secondo le statistiche francesi, sono oltre 17 milioni i francesi che utilizzano la bicicletta almeno una volta la settimana ed è per questo che la riforma del governo francese non riguarda solamente un benefit economico da elargire a chi contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente; essa mira, infatti, a modificare alcuni articoli del codice della strada, allo scopo di agevolare l’uso della bicicletta sul piano della scorrevolezza, della sicurezza e del contrasto ai furti di bici.

Le misure che saranno messe in atto consistono, ad esempio, nel permettere la svolta a destra in caso di semaforo rosso, in condizioni di sicurezza, oppure sancisce la fine dell’obbligo di tenere la destra nella carreggiata di marcia, condizione quest’ultima che preserverà il ciclista dall’incappare in buche ed ostacoli, oltre che nella classica apertura improvvisa dello sportello delle macchine parcheggiate lungo la strada. Si prevede inoltre la costruzione di parcheggi sicuri lungo le principali stazioni ferroviarie e all’interno delle aziende entro il 2020.

Il costo del progetto, stimato in circa 110 miliardi, avrà senz’altro un ritorno positivo in termini di sicurezza stradale e salute, al punto che i benefici senz’altro supereranno i costi previsti. Già Belgio, Danimarca e Paesi Bassi hanno previsto, con grande successo, misure analoghe.

Il confronto con il nostro paese ci spingerebbe a deprimerci, ma noi siamo degli inguaribili ottimisti  e continueremo a batterci affinché i nostri amministratori si decidano ad allungare lo sguardo verso nord, e poi ancora oltre, verso l’unico futuro possibile, prima che sia troppo tardi.

 

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