Riace: la fermata che non c’è

Non potevo partire assieme agli altri, ma non volevo rinunciare al viaggio. Così mi sono fatta più di 1000 km, di notte, in pullman, per raggiungerli a Riace. Ne è valsa la pena? Decisamente sì. Intanto notavo strani particolari: ad esempio, prenotando su Internet il biglietto, la fermata Riace non c’è. Ho scelto quindi quella più vicina ma poi ho imparato, in pullman, che tanti scendevano lì… Che strano! Anche guardando, su Google Maps, questa zona della Calabria, Riace non compare a meno che tu non lo cerchi appositamente.

Il mistero mi intrigava: tutti conoscono Riace, se non altro per i bronzi. E all’estero la conoscono per altri aspetti, non meno importanti: Il sindaco, Mimmo Lucano, ha ricevuto nel 2011 il World Major Award, cioè il premio del miglior sindaco del mondo; il regista Wim Wenders su Riace ha girato un film, il settimanale tedesco Die Zeit ha dedicato al “progetto accoglienza” un lungo articolo… e la fermata non compare!

Non ci sarà una relazione tra questa omissione ed il fatto che a Mimmo hanno avvelenato il cane, che hanno sparato sui muri di una trattoria dove stava mangiando? Ma si sa che sono una dietrologa.

Il paesino è bellissimo, e stava morendo. Tutti se ne andavano, lasciando le case abbandonate al degrado. Nel 1998 una nave di curdi semiassiderati ed affamati approda per uno sbaglio di rotta sulla costa. Mimmo si dà da fare per accoglierli, ospitarli.

Il Progetto accoglienza nasce così: invece di respingere i migranti perché non integrarli, adoperarsi per rendere di nuovo abitabili le case abbandonate, restituire al presente vecchi mestieri destinati a sparire insegnandoli a loro, la ceramica, la tessitura… Abbiamo parlato con giovani donne in fuga da paesi tormentati dalla guerra, che lavorano nei piccoli laboratori, abbiamo visto le stradine colorate da ragazzini dalla pelle diversa, che giocavano insieme. Abbiamo sentito la passione nei racconti di Mimmo, abbiamo respirato a pieni polmoni questa bellissima utopi : rifiutare la guerra tra poveri, vivere insieme nelle diversità, non lasciar morire le tradizioni che sono identità. Ma perché utopia? Perché Mimmo ci è apparso stanco, sfiduciato. E invece non deve morire questo progetto. “Sosteniamolo, magari andando a visitare questo splendido paesino. Fa bene andare lì…”

Chiara Marchiò

santuario

santuario

foto di gruppo

foto di gruppo

in giro per il paese

in giro per il paese

ciclisti nella nebbia

ciclisti nella nebbia

colazione da mimmo

colazione da mimmo

la neve a maggio!

la neve a maggio!

nel bosco

nel bosco

Posted in Cicloturismo di più giorni, Racconti di viaggio and tagged .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *