È la storia di un ciclista comune, di un ultimo arrivato, che in tutta la sua carriera di corridore vedrà quasi esclusivamente “la schiena del gruppo”.
“Viviamo in un’epoca in cui conta solo vincere- In qualsiasi campo, che sia il lavoro o lo sport, la famiglia o gli amici, ci troviamo sempre all’interno di una competizione […]
Si è persa per sempre, in mezzo ad interessi miliardari e scommesse di ogni tipo, la cultura del partecipare e più propriamente la cultura della sconfitta […]
In mezzo a decine e decine di libri che narrano la storia di campioni, di persone che ce l’hanno fatta a raggiungere la vetta, io voglio raccontarvi la storia d uno sportivo qualunque, di un “perdente” come si direbbe adesso. Nelle prossime pagine tenterò di portarvi nel mondo dell’agonismo dove la vittoria rimarrà quasi sempre sogno ma dove la sconfitta avrà pure lei un suo valore; sarà una scuola di vita” (dall’Introduzione dell’autore).