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Sito di FIAB Modena

Sito della FIAB, amici della bicicletta di Modena. Associato all'International cycling federation.

L'associazione

 Ricordare i ragazzi di Villa Emma

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La FIAB domenica 29 gennaio ha organizzato una visita a Nonantola per ascoltare la storia dei ragazzi che si rifugiarono a Villa Emma. Due testimoni che a quel tempo erano ragazzini di undici anni ci hanno raccontato la storia e come si viveva allora. Tra il 1942 e il 1943 73 ragazzi ebrei dai sei ai diciotto anni in cerca di un rifugio sono arrivati a Nonantola precisamente a Villa Emma. Nonostante ai cittadini di Nonantola fosse stato detto di non nascondere ebrei, sono stati accolti e aiutati. All’interno della villa, composta da quarantacinque stanze, tutti i ragazzi studiavano, lavoravano e si divertivano. Alcuni nonantolani avevano accolto nelle proprie case i ragazzi perché avevano bisogno di mano d’opera. In quel periodo di regime fascista ai bambini a scuola era stato insegnato a odiare gli ebrei perché erano persone sporche, ma i ragazzi ebrei si presentavano meglio di quello che tutti fino ad allora avevano pensato. Inizialmente quando i nonantolani e gli ebrei si incontrarono non si riuscirono a capire perché i primi parlavano il loro dialetto e gli ebrei provenienti dal Nord e centro Europa parlavano il tedesco e il serbo croato. Per questo all’interno della villa veniva insegnato l’italiano. I ragazzi mangiavano nelle osterie della città. Per non farsi notare indossavano vestiti comuni. Nella carta d’identità di ognuno di esso veniva messo come nazionalità apolide.
Per espatriare i ragazzi dovevano essere scambiati per una scolaresca in gita e perciò le sarte di Nonantola cucirono per ogni ebreo un cappotto marrone uguale per tutti. Durante il periodo in cui sono stati a Nonantola il prete Don Arrigo Beccari e il dottor Monreali li hanno sempre aiutati infatti sono stati definiti dagli ebrei uomini giusti. Nessun fascista di Nonantola  ha mai fatto la spia perché Don Beccari e il dottor Monreali  erano amati dai cittadini e sapevano che tutti gli abitanti si sarebbero rivoltati. In conclusione questa storia ha un lieto fine anche se due persone (un ragazzino e un adulto) sono morte. E’ da ammirare la solidarietà e il coraggio dei nonantolani nei confronti di questi giovani ebrei.
                                                                       Cecilia Sirotti e Viola Alberti di 1° media






FIAB Modena /  News /  Articolo pubblicato il 7.02.12 alle 16:55 da Redazione Fiab
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