LA STRADA VERSO LA PACE E’ IN SALITA.
3° giorno 14 maggio.
Partiamo in orario (mai successo :-D ).
Prima sosta dopo 5 minuti davanti al Grand Hotel mentre aspettiamo Giorgio che arriva con il treno da Modena. Le colline che nei giorni scorsi riempivano il nostro orizzonte verso ovest, oggi le avremo di fronte, risaliamo infatti la Valle del Marecchia, una stupenda oasi naturalistica attraversata da una pista sterrata. Il nostro sguardo è rapito da cespugli profumati di rose canine, dal rosso acceso dei papaveri e dal fiume che scorre. In lontananza si stagliano le colline romagnole con l’inconfondibile sagoma dello sperone della rocca di San Leo. A Verucchio usciamo dalla pista per poi riprenderla (in tutto percorriamo 22 km di strada sterrata) raggiungendo infine Nuova Feltria dove approntiamo la nostra sosta pranzo, accompagnata da una leggera pioggerellina che non promette nulla di buono. Siamo ben oltre l’orario previsto in quanto in successione ci sono capitati i seguenti eventi: tamponamento a catena con relativi atterraggi sulla ghiaia, nonché ben tre forature consecutive della stessa ruota (non vi riveliamo il nome dello/a sfortunato/a).
Arriviamo dunque alla metafora del titolo: il nostro percorso verso la meta prosegue in salita, a tratti bagnata dalla pioggia. Sudiamo, ci affanniamo, rimaniamo senza fiato ma continuiamo imperterriti il nostro cammino.
Finalmente arriviamo al passo: quota 1050 , siamo stravolti ma felici. Ora inizia la discesa, una volata di 22 km con un panorama di una bellezza sconvolgente: circondati da una natura lussureggiante, grazie all’abbondanza delle piogge dei giorni scorsi, ma non mancano macchie di colori che variano dal giallo dei maggiociondoli al bianco dei fiori dei frassini e dei biancospini. L’Appennino e le nuvole dominavano l’orizzonte. Immersi in questo paesaggio abbiamo finalmente raggiunto San Sepolcro e dopo qualche vicissitudine il Convento di Santa Maria dei Servi . L’ospitalità è eccellente, compresa l’ottima cena vegetariana.
Tot. Km 103, dislivello 1270