LE CASCATE DEL BUCAMANTE: Odina e Tìtiro insieme per sempre

le cascate del bucamante

le cascate del bucamante

di Maria Chiara Marchiò

Un panino mangiato con sana fame dopo la fatica; come frutta fichi appena colti raccolti in un casco (vedi che il casco in bici bisogna sempre averlo?). Le mele, no, si sa che le mele nell’Eden è meglio non mangiarle.

Siamo in un mini- paradiso, le cascate del Bucamante, meta di un giro ad anello di 75 km (Modena- Modena per Ligorzano, Granarolo, Riccò, Puianello): ombra, pozze d’acqua, cascatelle. La leggenda aumenta il fascino naturale: la dama Odina e il pastore Tìtiro, nome virgiliano consono a questo luogo bucolico, si amano. Amore impossibile (“alto” il sentiero di Odina, “basso” quello di Tìtiro) con finale tragico: Giulietta e Romeo nostrani annullando la distanza alto-basso si gettano dalla rupe: sarà per sempre la “buca degli amanti”.

Siamo senza le bici sì, sì, sono in un posto sicuro), per non turbare con diavolerie moderne lo spirito degli amanti che aleggia nel rumore della cascata. Già siamo tanti, chiassosi i nostri colori nel verde severo del bosco! Ci accolgono però ospitali (qui, ci dice l’acqua, è casa loro: portate rispetto), non siamo di quelli che lasciano cartacce.

“Titiro, tu disteso all’ombra di un grande faggio fai risuonare il bosco… con il tuo esile flauto” : madre-natura protegge il pastore-cantore dalle guerre civili che infuriano intorno. Anche noi per un po’ ci siamo ristorati in un sito incantato, via dalle nostre “guerre”quotidiane.

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