Guerra e Bici

Stati Uniti 1942. L ‘anno prima gli americani a Pearl Harbour avevano subito il primo attacco della storia sul loro suolo costringendoli ad entrare in guerra, cambiandone di conseguenza e repentinamente il loro stile di vita, compreso il modo di viaggiare e muoversi soprattutto in ambito urbano. Da qui la chiamata a raccolta degli americani da parte del “The Office of Price Administration’s Automobiles Rationing Branch “alimentando il patriottismo, cercando di convincerli ad inforcare la bici,  pedalare per i loro spostamenti. Una campagna mirata a scoraggiare quanto più possibile il viaggiare da soli in automobile almeno in città al fine di sprecare meno risorse (in favore dello sforzo bellico) …e lanciare e diffondere il messaggio” Se viaggi da solo viaggi con Hitler” ovvero sprechi risorse utili alla patria, sei un collaborazionista, non sei un patriota. I funzionari americani dell’ufficio razionamento erano però andati oltre. Sentite un po’ …: “abbiamo bisogno di tanti ciclisti durante questa guerra” recitava un libretto di otto pagine. L’autore, un tale Reginald Da Silva, scriveva: “c’è una domanda in crescita negli spostamenti casa lavoro molto oltre quelli in tempo di pace…. per cui vista l’adeguatezza della bicicletta agli spostamenti brevi, per le persone che si spostano anche  ad intervalli irregolari, che vivono anche un poco distanti dalle vie principali e che in virtù delle difficili condizioni finanziare dovute alla guerra, non sono in grado di sostenere il trasporto in automobile e del fatto che la bici consente anche di trasportare carichi leggeri  ( siamo alla bike cargo), che la bici è facilmente riparabile, non richiede benzina, è straordinariamente economica anche nel consumo della gomma ( i copertoni) ci sembra altamente desiderabile il volere  provvedere  adeguate forniture di bici per adulti.” Addirittura il New York Times scriveva:”che tutti i giorni siano riservate alle biciclette delle strade durante determinate ore e che queste “strade ciclabili” siano vietate alla circolazione delle auto durante la giornata per consentire ai ciclisti spostamenti casa lavoro e casa scuola. E non solo uomini e bambini dovrebbero essere interessati, ma anche (e qui non traduco l’espressione in inglese) le “housewives in suburban areas” (le rezdore!).  Tanto che la Signora di Franklin Delano Roosvelt (mogliedel Presidente degli Stati Uniti) s’è comprata la bici pure lei negli ultimi mesi! Dopo di che l’industria Huffman & Westfield lancia sul mercato nel 1942 la “Victory Bike”! Robusta e con cestino in acciaio sul fronte. La produzione di Victory Bike fu prevista in 750.000 esemplari l’anno, purtroppo scesi a 150.000 perché si era in guerra e mancava la materia prima.

Tbilisi 14 Agosto 2017

Lorenzo Carapellese – urbanista

www.modenainbici.it

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