Parcheggi bici: no alle rastrelliere

via goldoni

Parcheggi bici: no alle rastrelliere

Mentre continua l’acceso confronto sui parcheggi bici e sui furti di biciclette, in città continuano a pullulare le rastrelliere, sistema tecnicamente obsoleto e disagevole nel suo utilizzo. Non sono solo un residuo del passato, ma una permanente tentazione dell’Amministrazione comunale, come dimostra l’esempio di via Goldoni.

Quando rimosse i 25 portabici all’ingresso della Biblioteca Delfini (ottobre 2016) per far posto a 3 auto e 10 moto, di fronte alla reazione critica dei cittadini il Comune corse ai ripari… a modo suo: installò in via Goldoni sette pesanti rastrelliere per il ricovero di 28 bici. A tal fine, eliminò dallo stesso luogo 4 preesistenti portabici ‘Modena’ (quelli a forma di P), destinati a sostituire le rastrelliere.

Operazione quanto mai stupefacente, non solo perché è un ritorno al passato, ma anche perché scorretta sul piano normativo: infatti, una delibera del Consiglio Comunale di circa 8 anni orsono impegnava l’Amministrazione a impiegare solo i portabici ‘Modena’ nei parcheggi bici.

Questo raffinato gioco di un passato che rincorre il futuro, divorandolo, rispecchia una concezione della mobilità sostenibile che – da dichiarazione politicamente corretta – fatica a concretizzarsi in atti concreti. Via Goldoni ne è solo l’ultimo esempio: ai ciclisti e ai pedoni vengono riservati spazio pubblico e risorse residuali, mentre non mancano mai per costruire rotatorie, ponti, autostrade e parcheggi per veicoli inquinanti.

Dei 5000 posti bici necessari in città, solo 2400 sono garantiti dai portabici ‘Modena’, il resto dalle insicure rastrelliere. Purtroppo, nel novero dei luoghi serviti da questo sistema antiquato figurano piazza Roma, il Museo Ferrari, la Manifattura Tabacchi, la Biblioteca Crocetta, il Foro Boario

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

rilievo portabici centro storico CON FOTO 10 marzo 2017

2ruote 12 marzo 2017

 

 

Portabici in centro: aumentare e qualificare l’offerta

via goldoni

Modena, 11 marzo 2017 – NOTA STAMPA
Portabici in centro: aumentare e qualificare l’offerta

Sollecitato dalle iniziative della Fiab, l’Assessorato alla Mobilità comunale ha finalmente assunto impegni in materia di portabici in centro storico. Qualche buona notizia per i ciclisti c’è:

  • acquisto di 140 portabici da posizionare entro l’estate
  • 100 portabici (già in possesso del Comune per manutenzione) saranno riposizionati nei parcheggi
  • aumento di portabici nelle aree che hanno evidenziato una maggiore domanda (Poste centrali ecc.)
  • rapide sostituzioni dei portabici danneggiati.

La Fiab apprezza i propositi del Comune, anche se li ritiene modestissimi nei numeri (le esigenze sono assai superiori a quelle coperte dai nuovi portabici), generici sul piano tecnico-operativo (dove verranno collocati?) ed evasivi su due temi importanti: portabici al servizio della Biblioteca Delfini e rastrelliere presso rilevanti poli attrattori di pubblico.

La Fiab ribadisce che le richieste dei 1041 firmatari della petizione presentata in Comune nell’ottobre 2016 restano tuttora valide:

  • riposizionare in Corso Canalgrande 103-105-96 i portabici rimossi (25, 50 posti bici) per far posto a 3 auto e 10 moto;
  • invertire il processo di riduzione dei portabici nell’intero centro storico.

In aggiunta, la Fiab chiede che l’Amministrazione sostituisca le numerose rastrelliere obsolete sparse in tutto il centro storico, dando priorità alle aree più pregiate sotto il profilo storico-monumentale, a cominciare da piazza Roma, passando poi per il MEF, il MATA, la Biblioteca Crocetta. Un discorso a parte merita la sede universitaria del Foro Boario, dove pullulano le vecchie rastrelliere in una situazione di completo e ingovernato disordine, particolarmente presso l’ingresso di via Berengario.

La Fiab accoglie infine con molto favore l’impegno dell’Assessorato di presentare un resoconto dettagliato della situazione dei parcheggi bici. A tal proposito, per favorire un confronto vero, ha aggiornato il proprio rilievo effettuato il 3 marzo scorso, corredandolo questa volta di foto, in modo da sgomberare il campo da qualsiasi illazione: tutti possono verificare dati e localizzazione dei portabici rimossi. Qualsiasi siano le ragioni dell’operazione in corso da almeno due anni in centro, un fatto è certo: sono spariti non meno di 69 portabici e 124 posti bici. La verifica ‘analitica’ effettuata dalla Fiab dimostra, al contrario di quanto affermato finora con assoluta vaghezza dall’Assessorato, che si tratta di ‘dati reali’ inconfutabili.

FIAB Modena
11 marzo 2017

NOTALa foto allegata riguarda via Goldoni 5 dove l’Amministrazione – nell’ottobre 2016 – ha installato 7 vecchie rastrelliere al posto di 4 portabici ‘Modena’ (quelli a forma di P), nell’ambito della rimozione dei portabici all’ingresso della Biblioteca Delfini. Collocare vecchie rastrelliere al posto dei moderni portabici rappresenta un’offesa al buon senso.

Allegato: rilievo fotografico Fiab dei portabici rimossi (aggiornato al 21 marzo 2017)

FURTI DI BICI: ISTITUZIONE DI CONSORZIO USATO SICURO

articolo

Comune di Modena
Consiglio Comunale
Gruppo consiliare Forza Italia

Modena 8 marzo 2017

Al Sindaco di Modena
Al Presidente del
Consiglio Comunale di Modena

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: FURTI DI BICI: ISTITUZIONE DI CONSORZIO USATO SICURO

Premesso che:

– nonostante tutti gli sforzi messi in campo dall’amministrazione per prevenire e contrastare il fe-nomeno dei furti di biciclette, quest’ultimi continuano ad essere numerosi e impuniti;
– in risposta ad una recente interrogazione presentata da Forza Italia, in cui si chiedeva tra l’altro se il Sindaco non ritenesse opportuno fare indagini tramite la Polizia Municipale in collaborazione con le Forze dell’Ordine preposte alla sicurezza, al fine di individuare quali sono i canali sui quali ven-gono indirizzati i furti in città e fuori città, intendendo per canali quelli di riciclo e vendita delle biciclette usate; il Sindaco ha assicurato che avrebbe fatto il possibile per individuarli e contrastarli;
– a seguito delle affermazioni del sindaco è successivamente intervenuta la Fiab ( Federazione Ita-liana amici della bicicletta) di Modena, nella persona di Giuseppe Marano, il quale ha rilanciato un progetto del 2012 “Biciclette usato sicuro” BUS , una proposta che prevedeva la costituzione di una rete sotto forma di associazione o consorzio, di commercianti onesti, riconoscibili da una ve-trofania apposita, i quali, in accordo con le forze dell’ordine, la Prefettura e il Comune, potrebbero mettere in vendita bici targate, corredate del libretto di proprietà. I cittadini sarebbero certi della liceità dei mezzi acquistati.
– Un’adeguata campagna di comunicazione, condotta con la collaborazione della Fiab, consentireb-be di dirottare la domanda verso il canale legale, estinguendo la fonte di guadagno di quello illega-le.

Tutto ciò premesso il Consiglio comunale

invita il signor Sindaco

– a rilanciare con più forza tramite il mensile del Comune, ma anche con appositi comunicati stampa, affissioni nelle sedi delle scuole, delle associazioni e nei quartieri, il sistema che prevede l’apposizione di una Targa alla bicicletta con l’iscrizione al Registro Italiano della bicicletta, così da associare e riconoscere il legittimo proprietario in caso di furto e ritrovamento. A Modena, il numero di furti sul parco bici non targato raggiunge circa il 18%, mentre sui mezzi targati è infe-riore allo 0,5%.

– a prendere in serie considerazione il progetto della Fiab, “Biciclette usato sicuro” BUS, attivan-dosi per agevolare la costituzione di un consorzio ad Hoc da parte dei commerciati di biciclette, riconoscendo loro un contributo o una riduzione di tasse comunali nel caso si associasse ed espo-nesse l’apposita vetrofania.

– a collaborare con la FIAB per un’adeguata campagna informativa al fine di indirizzare i cittadini all’acquisto legale, corretto e onesto delle bici usate.

I consiglieri di FI

Adolfo Morandi

Andrea Galli

Giuseppe Pellacani

Petizione-appello per il riposizionamento dei portabici in Corso Canalgrande 103 e per la loro installazione in tutta la città e presso tutti i servizi di pubblica utilità

Data: 6 marzo 2017

Spett.le Sindaco del Comune di Modena – Giancarlo Muzzarelli

Spett.le  Assessore alla Mobilità Comune di Modena – Gabriele Giacobazzi

p.c.     Dirigente Settore Mobilita – Marco Stancari

p.c.     Dirigente Settore Lavori Pubblici – Nabil EI Ahmadiè

Oggetto:

Petizione-appello per il riposizionamento dei portabici in Corso Canalgrande 103 e per la loro installazione in tutta la cit e presso tutti i servizi di pubblica utilità.

Gentile Assessore,

desidero rispondere alla sua lettera del 20 gennaio scorso (prot. gen. n. 2017110120106.05) con cui ha riscontrato la petizione in oggetto, sottoscritta da 1041 cittadini nell’ottobre 2016, per commentare alcune sue dichiarazioni con cui lei intenderebbe “ristabilire una corretta informazione sulle dotazioni di stalli per biciclette e sulle modifiche intervenute negli ultimi periodi”.

Lei accusa la Fiab di aver riportato informazioni “scorrette e fuorvianti” per indurre i cittadini a sostenere una petizione contraria all’iniziativa dell’Amministrazione comunale (eliminazione dei portabici all’ingresso della Biblioteca Delfini), concludendo che  “non è mai esistita nessuna intenzione di eliminazione dei portabici dal Centro Storico”.

Da dove deriva questa conclusione? Non certo dalla realtà, visto che la rilevazione puntuale attuata il 3 marzo 2017 dalla Fiab (v. scheda allegata) la smentiscono clamorosamente.

Parcheggio bici Delfini (Corso Canalgrande 96-103-105):

con due interventi successivi, sono stati eliminati 25 portabici (- 50 posti bici), parte dei quali sono stati ricollocati in via Goldoni (8 portabici Modena e 7 rastrelliere obsolete, + 44 posti bici).

Pertanto, contrariamente a quanto da lei dichiarato, il bilancio finale non è solo numericamente negativo (- 6 posti bici) ma è anche qualitativamente devastante per i ciclisti: in via Goldoni ogni giorno gli utenti sono taglieggiati dai ladri che operano indisturbati in una posizione defilata rispetto al fronte del Palazzo S. Margherita. Al posto delle biciclette, oggi sostano 3 autoveicoli e 10 moto.

Postazioni Centro storico:

dal rilievo del 3 marzo in alcune strade del Centro risulta documentata la rimozione di portabici in numerose postazioni segnalata più volte dalla Fiab, da lei irrealisticamente negata.

In definitiva, mancano all’appello ben 75 portabici, ossia 150 posti bici. Anche considerando le nuove 7 rastrelliere (+ 28 posti bici) e gli 8 portabici (+ 16 posti bici) di via Goldoni, sono spariti 106 posti bici. I 60 portabici netti eliminati rappresentano il 5% della dotazione globale di portabici  in centro.

MEF, MATA, Biblioteca Crocetta, Piazza Roma:

particolarmente sorprendente, poi, è la sua soddisfazione per aver collocato presso alcuni poli pubblici numerose rastrelliere. Le ricordiamo che -con propria delibera di alcuni anni orsono- il Consiglio comunale ha stabilito che solo il Comune è responsabile della individuazione dei parcheggi bici nello spazio pubblico e che questi devono utilizzare il modello di portabici Modena. Proprio nei casi citati, con la grave aggiunta di Piazza Roma appena ristrutturata, dunque, lei ha platealmente contraddetto gli indirizzi del Consiglio comunale, contribuendo a diffondere rastrelliere insicure, a danno dei cittadini.

PMC e il PUMS:

il primo strumento di pianificazione prevede investimenti già decisi negli anni scorsi, mentre molti investimenti sono posticipati… al futuro; il secondo strumento di pianificazione semplicemente… non esiste ancora. Dunque, di cosa si parla?

C’Entro in bici:

da circa un decennio è bloccato, mentre la domanda di questo servizio è crescente. Il bike sharing finanziato dalla Regione, poi, non è mai stato implementato.

Bike-to-work:

lei cita la partecipazione a 2 progetti europei, ma le iniziative concrete sono nulle. Eppure non richiederebbero investimenti onerosi, ma principalmente iniziative politiche e di pubbliche relazioni verso aziende pubbliche e private. Come mai, ad esempio, il Comune non ha mai fatto nulla per i propri dipendenti?

Tavolo Permanente di Consultazione per la Mobilita Urbana:

la Fiab le ha comunicato a suo tempo la propria indisponibilità a continuare a partecipare ai lavori del Tavolo poiché le modalità praticate per l’informazione alle associazioni e la gestione degli incontri è risultata fin dall’inizio del tutto inadeguata a realizzare un confronto rispettoso ed efficace fra le diverse posizioni rappresentate. L’Amministrazione non ha accolto alcuna delle proposte di adeguamento della gestione dei lavori, poche e ragionevoli, sostenute dalla Fiab.

Per conseguire l’obiettivo di incrementare dell’1.5% annuo la mobilità ciclistica a Modena, da lei sostenuto in sede di approvazione del PMC nel dicembre 2016 in Consiglio comunale, occorre ridurre gli spostamenti degli autoveicoli. Le misure assunte finora e quelle previste nel PMC appaiono del tutto inadeguate rispetto allo scopo dichiarato. A tal riguardo, sottolineo che gli ultimi due censimenti Istat hanno attestato che le quote degli spostamenti autoveicolari (75% circa) e ciclistici (10% circa) sono restate inalterate nell’arco di un decennio. Ciò dimostra l’inefficacia totale delle politiche del Comune di Modena in tema di mobilità sostenibile.

L’intervento di rimozione dei portabici davanti alla principale biblioteca cittadina è stato giustamente percepito dai cittadini come la risultante di un atteggiamento generale sul tema della mobilità: ai pedoni e ai ciclisti viene riservato lo spazio pubblico e le risorse finanziarie residuali. Risultato: al posto delle biciclette, oggi, davanti alla Delfini e agli altri poli di pubblico interesse del centro storico si trovano autoveicoli, moto, dehor, contenitori dei rifiuti urbani. Oltre a danneggiare i ciclisti, la sua iniziativa ha danneggiato sensibilmente l’immagine di edifici storici e di aree pregiate del cuore cittadino, che andrebbero invece tutelati e valorizzati.

La Fiab continuerà a condurre le proprie iniziative a sostegno della mobilità sostenibile senza tentennamenti e alla luce del sole, appoggiando le iniziative pubbliche e private coerenti con tale obiettivo e contrastando quelle che ribadiscono l’impostazione autocentrica oggi dominante.

Nell’intento di promuovere la mobilità sostenibile, vengono riproposti due progetti di stretta attualità, immediatamente cantierabili, invitando l’Amministrazione comunale a collaborare con la Fiab per la loro attuazione, nell’interesse dei cittadini:

  • rilievo generale della mobilità a Modena, insieme a Comune ed AMO, al fine di definire un quadro informativo completo e condiviso (non ricavabile dai dati Istat limitati ai percorsi casa-scuola e casa-lavoro), base indispensabile per valutarne i cambiamenti nel corso del tempo;
  • contrasto della ricettazione di biciclette per contenere i furti, tema su cui recentemente è intervenuto il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, rispondendo a un’interpellanza in Consiglio comunale. La Fiab ha predisposto già nel 2012 il progetto B.U.S. (Biciclette Usato Sicuro), sottoponendolo alle forze dell’ordine e alla Prefettura, oltre che al Comune. Purtroppo, finora non ha ricevuto la necessaria attenzione.

Distinti saluti.

Giorgio Castelli

(Presidente FIAB Modena)

Allegato: Rilievo portabici in centro storico (3 marzo 2017)

tabella portabici mancanti

20/1/2017 – PDF Risposta ass. Giacobazzi a nostra petizione

6/3/2017 – PDF Comunicato FIAB

 

Furti di bici: rilanciare l’usato sicuro

catena furti bici

Furti di bici: rilanciare l’usato sicuro

Riflettori accesi sui furti di bici, questa volta sull’area della stazione centrale. L’occasione è stata fornita dall’interrogazione del consigliere di Forza Italia Adolfo Morandi a cui ha risposto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

Sia l’interrogazione che la risposta hanno focalizzato l’analisi del fenomeno e l’indicazione delle misure di contrasto sugli aspetti repressivi, riducendolo ad un affare di telecamere e appostamenti di agenti in borghese. Ma è un gioco vano che non produce risultati duraturi.

Occorre assumere l’ottica dei delinquenti: si ruba perché ci si guadagna. Esiste un mercato dell’usato in cui la quota maggioritaria dell’offerta è illegale. Il ladro esiste perché esiste il ricettatore, che svolge un servizio compensato dalle stesse vittime dei furti. La vera iniziativa dunque consiste nell’interrompere il circuito vizioso che alimenta l’illegalità.

Come fare? La Fiab nel 2012 aveva proposto alle forze dell’ordine, alla prefettura e al Comune di Modena il progetto ‘Biciclette Usato Sicuro’ (BUS): con la supervisione dell’Ente locale, i commercianti onesti verrebbero sollecitati a formato una rete nei cui punti vendita – riconoscibili da una vetrofania apposita- sarebbero state offerte bici usate targate, corredate del libretto di proprietà. I cittadini sarebbero certi della liceità dei mezzi acquistati.

Le forze dell’ordine potrebbero concentrarsi sui ricettatori per perseguirli sia sotto l’aspetto fiscale che penale. Un’adeguata campagna di comunicazione, condotta con la collaborazione della Fiab, consentirebbe di dirottare la domanda verso il canale legale, estinguendo la fonte di guadagno di quello illegale.

A tutt’oggi la Fiab non ha ricevuto dal Comune alcun riscontro a questa proposta semplice e concreta.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

 

Più portabici per combattere lo smog

portabici modena

portabici modena

Gennaio è un periodo ‘nero’ per i ciclisti: non solo devono respirare (come tutti) un’aria più velenosa, ma devono anche fare a meno di centinaia di portabici rimossi in occasione delle fiere tradizionali (il 17 e il 31 del mese). Il disagio è accentuato in quanto l’operazione si svolge con largo anticipo e il successivo ripristino richiede settimane. Risultato: i parcheggi spariscono per 30-40 giorni, costringendo i biker ad arrangiarsi, a volte come possono, altre come e dove non dovrebbero.

Al prolungato spostamento dei portabici effettuato in nome degli incolpevoli Sant’Antonio e San Geminiano, si somma la loro eliminazione in diverse strade del centro: 80 da Corso Canalgrande (Delfini e Tribunale), 20 da via Scudari (Comune e banche), una quarantina alla spicciolata fra piazza Matteotti, piazza Grande, via S. Eufemia, via Taglio e via San Geminiano…

Non è tutto. Occorre evidenziare che da troppo tempo sono impraticabili i parcheggi (almeno 20 posti) in Largo S. Agostino, penalizzando gli utenti degli istituti culturali del Palazzo dei Musei. E che dire dell’inesplicabile assenza di parcheggi presso l’ingresso delle Poste centrali (via Modonella) e l’ancor più ingiustificata installazione di rastrelliere obsolete in piazza Roma, largo Pucci, Museo Ferrari, Mata?

Degli iniziali 2.400 posti bici installati al 2010 in centro, almeno 200 mancano oggi all’appello. E invece occorre ribadire che, migliorando la sicurezza dei parcheggi, i portabici ‘Modena’ sostengono l’uso delle bici in una città soffocata dallo smog. La loro diffusione non è un ‘regalo’ ai ciclisti, ma un regalo a tutta la comunità.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Ciclabilità: anche i depositi servono

depositi bici a modena

depositi bici a modena

Ciclabilità: anche i depositi servono

La recente notizia che il Comune di Modena, dopo anni di inerzia in questo settore, realizzerà due nuovi depositi protetti per le biciclette destinati ai propri dipendenti, in via Santi e in Via Galaverna, rappresenta una buona nuova e una risposta coerente con le attese dei tanti lavoratori che, fra mille difficoltà, continuano a usare la bici per recarsi in ufficio.

In realtà, i depositi protetti costituiscono un’efficacissima misura per la prevenzione dei furti di bici, uno dei fenomeni più deleteri per la mobilità ecologica. L’elevato rischio di perdere l’amata due ruote è, infatti, fra le preoccupazioni dei ciclisti modenesi seconda solo a quella degli incidenti stradali, e tende a frenare in modo significativo un più esteso utilizzo di un mezzo ecologico e salutare.

In città esiste una rete importante di ‘gabbie’ per le bici, molto apprezzate dagli utenti: i posti bici sono complessivamente 372, distribuiti in 7 strutture localizzate sul territorio (parcheggio Porta Nord, piazza Dante, piazza Manzoni, stazione Policlinico della ferrovia Modena/Sassuolo, via Fabriani, parco Novi Sad, scuola Lanfranco (riservato ai soli utenti della scuola). Il servizio è gratuito ed accessibile con chiavi meccaniche o elettroniche, secondo la tipologia.

L’esigenza dei depositi protetti, tuttavia, non è solo dei dipendenti comunali, ma di tutti i ciclisti modenesi. Per questa ragione, pur apprezzando l’iniziativa comunale di via Santi e Galaverna, è giusto metterne in luce il limite, incomprensibile, posto alla loro fruizione, essendo destinati ai soli lavoratori, mentre invece sarebbe opportuno estenderla a tutti gli iscritti al servizio.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Una firma per fermare lo scippo dei portabici nel centro storico!

rossella-programma-elettoraleLa recente eliminazione di alcuni parcheggi bici nel centro storico ha indotto la Fiab di Modena a lanciare un’iniziativa nell’intento di arginare la manovra del Comune che penalizza gli spostamenti con mezzi ecologici.

Dopo lo scippo dei 28 portabici davanti alla Biblioteca Delfini, l’associazione lancia un appello ai cittadini affinché sottoscrivano una petizione rivolta all’Amministrazione municipale in cui si chiede non solo il riposizionamento dei portabici eliminati, ma il varo di un piano di interventi per la mobilità sostenibile (altro dal mero elenco di ciclabili in discussione da 2 anni), necessario per ridurre l’inquinamento e riqualificare lo spazio pubblico.

La raccolta di firme sarà effettuata all’ingresso della Delfini, luogo simbolo della cultura ma anche della ciclabilità, a partire da lunedì 10 ottobre (ore 18-19.30, sabato anche ore 10.30-12.30).

Benché particolarmente grave, quello della Delfini è però solo l’ultimo episodio di riduzione degli spazi per le bici. Altre situazioni critiche sono emerse presso il Tribunale (solo 8 portabici) e ancor più presso le Poste centrali (0 portabici). In Via Selmi e Sant’Eufemia sono stati tolti altri portabici per far posto a bar e ristoranti. Al Mef, alla Biblioteca Crocetta, al Mata e in piazza Roma sono state collocate rastrelliere obsolete e insicure. Altrove, i portabici mancano del tutto. Ovunque, le sagome delle automobili nascondono le facciate degli edifici di pregio, impedendo ai cittadini di godere della bellezza del loro patrimonio storico monumentale.

Più in generale, la Fiab denuncia un fatto clamoroso e insostenibile: da oltre 6 anni il Comune ha azzerato gli investimenti per sviluppare servizi utili come i depositi protetti, i portabici, la targatura contro i furti. I due bike sharing esistenti sono da tempo congelati. Scarsi e contestatissimi gli interventi sulla rete ciclabile (eclatanti i casi della via Giardini e di via Emilia est). Infine, nessun progetto è mai stato elaborato per incentivare il bike to work.

Sull’argomento lo stesso Assessore in un’intervista è stato chiaro, oltre che lapidario: quelli in corso «sono interventi di razionalizzazione che hanno l’obiettivo di recuperare più posti auto possibili».

→Firma online la petizione→

 

Ripristinare i parcheggi bici davanti alla Biblioteca Delfini!

i 3 nuovi posti auto davanti alla biblioteca delfini

i 3 nuovi posti auto davanti alla biblioteca delfini

Ripristinare i parcheggi bici davanti alla Biblioteca Delfini!

Mercoledì 5 ottobre sono stati eliminati 15 portabici dai parcheggi presso l’ingresso della Biblioteca Delfini, uno dei servizi più importanti della città, frequentato da circa 1.000 cittadini al giorno, fra utenti e lavoratori degli istituti culturali presenti nel Palazzo Santa Margherita. Nei mesi scorsi, il parcheggio era già stato ridimensionato di altri 13 portabici, per far posto ai motoveicoli. In tutto, quindi, sono stati eliminati 28 portabici (- 56 posti bici). Al posto delle due ruote oggi parcheggiano 9 motocicli e 3 autoveicoli.

La collocazione di portabici obsoleti in Via Goldoni, frettolosamente attuata come misura pseudo compensativa dopo le proteste dei cittadini, è una soluzione assolutamente inadeguata, sia perché -essendo la via defilata- espone più facilmente le biciclette al furto sia perché provoca una dequalificazione significativa dell’area antistante Palazzo Santa Margherita, peraltro sorvegliata dalle telecamere.

L’area dovrebbe essere dedicata interamente alla pedonalità, ciclabilità e trasporto pubblico. La presenza di tante persone che si recano quotidianamente in biblioteca, usano i mezzi pubblici, il bar e il chiosco le conferiscono un carattere di “zona car-free”, garantita anche dalla presenza dei parcheggi bici.

L’eliminazione dei portabici alla Biblioteca Delfini è però solo l’ultimo episodio di una strategia perseguita con determinazione dall’Assessore Gabriele Giacobazzi, tesa a ridimensionare gli spazi per le biciclette a favore degli automobili, particolarmente presso i servizi pubblici. Altre situazioni eclatanti si registrano presso il Tribunale (Corso Canalgrande), dove c’è un numero ridottissimo di portabici rispetto ai bisogni degli utenti, e ancor più presso le Poste centrali (Via Modonella), dove si sono ricavati numerosi posti per le auto ma nessuno per le biciclette.

L’iniziativa contraddice palesemente le dichiarazioni dello stesso Assessore che -in Commissione Seta, solo martedì 4 ottobre- nel presentare il Piano della mobilità ciclistica aveva fissato l’obiettivo dell’incremento di spostamenti in bici nell’1,5% annuo. Purtroppo, i mezzi usati per perseguire l’annunciato obiettivo appaiono quantomeno incongrui.

In ogni caso, la Fiab chiede il riposizionamento urgente dei portabici eliminati e anche l’installazione in zona di depositi protetti, al fine di proteggere dai furti le bici e promuovere concretamente (e coerentemente) la mobilità ciclistica. A sostegno della richiesta, l’associazione aderisce al flash-mob previsto per venerdì 7 ottobre, ore 19.00 presso la Biblioteca Delfini.

FIAB MODENA
www.modenainbici.it

No all’eliminazione dei parcheggi bici davanti alla Biblioteca Delfini!

Chiediamo a tutti i cittadini che condividono la nostra posizione di scrivere una email al Sindaco Gian Carlo Muzzarelli (sindaco@comune.modena.it) e all’assessore Giacobazzi (gabriele.giacobazzi@comune.modena.it) per chiedere il ripristino dei porta bici alla Delfini, usando il testo sotto riportato e firmando.

Ripristinare i parcheggi bici davanti alla Biblioteca Delfini!
Mercoledì 5 ottobre sono stati eliminati 15 portabici dai parcheggi posti in prossimità dell’ingresso della Biblioteca Delfini. Al posto di 30 biciclette, sono ora parcheggiati tre autoveicoli, proprio all’ingresso di uno dei servizi più importanti della città, frequentato da circa 1.000 cittadini al giorno, fra utenti e lavoratori degli istituti culturali presenti nel Palazzo Santa Margherita.
La collocazione di portabici obsoleti in Via Goldoni, attuata in fretta e furia e senza alcuna evidente programmazione, è una soluzione di rimedio assolutamente inadeguata, sia perché espone più facilmente al furto le biciclette sia perché provoca una dequalificazione significativa dell’area antistante Palazzo Santa Margherita.
L’iniziativa contraddice palesemente le dichiarazioni dell’Assessore Giacobazzi che – in Commissione Seta, solo martedì 4 ottobre – nel presentare il Piano della mobilità ciclistica aveva evidenziato che si propone di aumentare la quota di spostamenti in bici dell’1,5% annuo. I mezzi usati per perseguire l’annunciato obiettivo appaiono quantomeno incongrui.
In ogni caso, si chiede il riposizionamento urgente dei portabici eliminati e anche l’installazione in zona di depositi protetti, al fine di proteggere dai furti le bici e promuovere concretamente (e coerentemente) la mobilità ciclistica.

i 3 nuovi posti auto davanti alla biblioteca delfini

i 3 nuovi posti auto davanti alla biblioteca delfini