Ciclabile Via Emilia Est: manca un progetto unitario

ciclabile via emilia modena – un comodo accesso

CICLABILE VIA EMILIA EST: MANCA UN PROGETTO UNITARIO

La realizzazione della ciclabile in via Emilia est, da tempo auspicata dalla Fiab, risponde ad un’esigenza largamente diffusa di protezione dei ciclisti dai rischi di incidenti in una delle strade più trafficate e pericolose della città. Nel tratto fra Largo Garibaldi e la tangenziale, la densità dei residenti, degli esercizi commerciali e di servizi di pubblico interesse rende questa strada uno dei percorsi preferiti dai ciclisti.

Occorre evidenziare che lungo via Emilia est esistono da tempo numerosi tratti ciclabili, per l’esattezza 9, realizzati in fasi successive su lati alterni e dotati di caratteristiche diverse tra loro per larghezza, pavimentazione, segnaletica.

Negli ultimi quattro anni, l’Amministrazione comunale ha deciso di realizzare due nuovi tratti di ciclabili, alternandoli uno sul lato nord e l’altro sul lato sud, ancora una volta diversi fra loro, portando così a 11 il variegato arcobaleno delle piste esistenti. Le proteste non si sono fatte attendere, sia dal mondo dei commercianti, ipersensibili ai parcheggi ‘sacrificati’ per la sicurezza dei ciclisti, che degli automobilisti ‘disturbati’ dai cantieri.

E i ciclisti? La Fiab, pur non condividendo le obiezioni di chi continua a fare resistenza passiva alle ciclabili, fin dalla presentazione dei progetti ha espresso un parere critico su entrambi gli interventi per le seguenti considerazioni:

1) la riqualificazione e la messa in sicurezza della principale strada modenese avrebbe imposto la realizzazione di marciapiedi e ciclabili continui su entrambi i lati per non costringere pedoni e ciclisti a pericolosi slalom nel traffico. L’ampia dimensione della carreggiata avrebbe consentito di realizzare due comodi marciapiedi e due piste monodirezionali di 1.5 m di larghezza, sull’intero percorso. Questo avrebbe permesso di riorganizzare la sosta e di riqualificare le aree antistanti gli esercizi commerciali, oggi assediate dalle auto che ne lambiscono gli ingressi;

2) una visione organica della mobilità ciclistica avrebbe dovuto consigliare l’Amministrazione comunale di riordinare i tratti di ciclabili esistenti adottando un unico standard (ciclabili e pedonali separate), per renderli omogenei e continui. Sarebbe stata anche l’occasione per riorganizzare gli incroci e le fermate del trasporto urbano;

3) l’inquinamento dell’aria ed il rumore, che il Comune irresponsabilmente trascura, imporrebbero la riduzione del traffico motorizzato in aree urbane così centrali, facilitando il trasporto pubblico e la mobilità pedonale e ciclabile.

Per queste ragioni la Fiab chiede ancora una volta al Comune una vera politica di riqualificazione stradale e un sensibile miglioramento ambientale, condizioni necessarie per valorizzare lo spazio pubblico e promuovere la socializzazione, il passeggio e le attività commerciali e di servizio.

Queste argomentate indicazioni sono state ripetutamente sottoposte all’Amministrazione comunale, con atteggiamento non ideologico, esclusivamente volto alla soluzione dei problemi. In quanto al Tavolo della mobilità, il metodico rifiuto dell’Assessore alla Mobilità di ogni richiesta avanzata dall’associazione ne ha determinato la decisione di uscirne, sottraendosi ad un gioco delle parti in cui il Comune presentava scelte progettuali immodificabili e le associazioni dovevano limitarsi alla loro ratifica.

Questo gioco si è ripetuto anche nel caso delle ultime due ciclabili di via Emilia est, confermando la mancanza di un disegno politico chiaro e moderno sulla mobilità urbana da parte dell’Amministrazione, con la conseguenza di operare scelte parziali e contraddittorie che, fra l’altro, scontentano tutti.

Giorgio Castelli
Presidente Fiab Modena
19 aprile 2017

Decalogo salvavita per ciclisti impenitenti

Decalogo salvavita per ciclisti impenitenti
Giuseppe Marano

Automobilisti e ciclisti condividono lo stesso spazio stradale ed è comune interesse prevenire i conflitti. Quelli che seguono sono consigli che i biker possono adottare per circolare con maggior serenità e sicurezza.

  1. Fermati e dai la precedenza agli incroci e ai semafori quando dovuto. In ogni caso presta sempre molta attenzione prima di procedere.
  2. Percorri la strada occupando la parte destra ma mantenendo almeno un metro di distanza dal marciapiede, scegli i percorsi meno trafficati ed evita di fare lo slalom fra i veicoli in marcia.
  3. Nei sensi unici con doppia circolazione delle bici procedi comunque tenendo sempre la tua destra e accertati di essere ben visibile agli altri utenti.
  4. Utilizza il linguaggio del corpo, segnala in anticipo col braccio quando devi cambiare direzione di marcia, portandoti per tempo sulla corsia apposita o presso la linea di mezzeria. Usa il contatto visivo con gli automobilisti per essere certo che ti abbiano visto.
  5. Quando è buio renditi riconoscibile con i segnalatori luminosi sulla bici (ed eventualmente anche con giubbotto rifrangente). Più sei illuminato più probabilità ci sono che tu venga avvistato per tempo.
  6. Conduci a mano la bici sulle strisce pedonali evitando di attraversarle restando in sella, anche a salvaguardia dei pedoni. Lo stesso vale per i marciapiedi e i portici.
  7. Se sei in comitiva con altri ciclisti non occupare tutta la carreggiata, consentendo sorpassi in sicurezza, ma se sei solo e sulla carreggiata c’è un altro ciclista, aggregati, sarà più facile che le auto vi vedano e vi rispettino.
  8. Se trasporti pacchi sulla bici procedi in modo lineare, evitando di spostarti a zig-zag sulla carreggiata, ed assicurati della stabilità degli oggetti per evitare di disseminarli pericolosamente per strada.
  9. Se accompagni bambini in bici, resta in coda e segnalane bene la presenza a bordo strada per prevenire incidenti.
  10. Quando esistono, utilizza le piste ciclabili per evitare inutili rischi in strada.

Un ultimo consiglio: usa sempre cordialità con gli altri passanti, ringrazia i conducenti delle auto che ti fanno passare, anche se è un tuo diritto, basta un cenno, un sorriso per infondere serenità e avere rispetto reciproco.

Ciclovia Tirrenica: la bellezza corre su due ruote

Ciclovia Tirrenica: la bellezza corre su due ruote

Liguria, Toscana e Lazio realizzeranno la ciclovia ‘Tirrenica’, destinata a collegare Ventimiglia a Civitavecchia, e quindi a Roma, lungo 1200 km di territori fra i più suggestivi d’Europa: dal parco Beigua a quello delle Cinque Terre, dal lungomare toscano alla costa degli Etruschi, approdando a Civitavecchia. L’investimento necessario alla grande opera ammonta a 300 milioni di euro, messi a disposizione dallo Stato e dai fondi europei.

Alla ‘Tirrenica’ saranno poi collegate le ciclabili presenti nelle regioni attraversate, contribuendo a promuovere il turismo in territori più ampi: ad esempio, da Civitavecchia un ramo toccherà le aree protette di Focene e Fiumicino fino al Tevere.

La nuova ciclovia è inserita nella rete delle grandi ‘autostrade’ ciclabili europee in costruzione che attraversano l’Italia: Eurovelo 8 (‘Mediterranea’), Eurovelo 5 (‘Francigena’), Eurovelo 7 (‘Appennini’), GRAB (‘Grande Raccordo Anulare in Bici’). Due rami italiani completano il quadro delle grandi infrastrutture previste: ‘Vento’ (Venezia-Torino) e ‘Acquedotto Pugliese’.

Questa rete ciclabile non arriva dal nulla: è frutto dell’intenso e pioneristico lavoro svolto da Fiab Bicitalia, articolazione tecnica della Fiab nazionale, che ha contribuito alla definizione delle ciclovie europee insieme alle associazioni consorelle presenti negli altri Paesi.

Da parte sua, la Fiab di Modena nel 2012 ha promosso ‘Biciclette a fiumi’ nell’intento di contribuire al rilancio delle aree colpite dal sisma. Il progetto ha coinvolto Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana nella realizzazione del tratto Verona-Firenze, passante proprio nell’area nord delle provincia di Modena, segmento di ‘Eurovelo 7’ (da Capo Nord a Malta). L’iniziativa sta suscitando l’interesse degli operatori economici e turistici modenesi, che hanno intuito l’opportunità offerta dal previsto transito di migliaia di ciclo turisti da ogni angolo del continente. Tutto a inquinamento zero.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Bologna premia i cittadini eco-virtuosi

bella mossa bologna

Su iniziativa dell’Agenzia per la Mobilità di Bologna, fra il 1 aprile e il 30 settembre 2017 è possibile partecipare a ‘Bella mossa’, l’iniziativa di promozione della mobilità sostenibile che prevede premi e incentivi per singoli cittadini e aziende.

Grazie ad un’applicazione informatica gratuita (BetterPoints), è possibile accumulare punti per gli spostamenti effettuati a piedi, in bici, autobus, treno, car-sharing e car-pooling, che danno diritto a premi o buoni sconto presso gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa. In particolare, le squadre aziendali potranno aggiudicarsi premi collettivi, come le rastrelliere e i voucher per i dipendenti più virtuosi.

Non è tutto: ogni due mesi sono previste estrazioni di premi speciali fra i partecipanti che avranno conseguito più risultati ecologici: un ciclomotore elettrico, una bicicletta elettrica, una bicicletta urbana e un monopattino, buoni viaggio, buoni spesa high-tech e altri premi.

Bella Mossa è cofinanziata dal progetto europeo EMPOWER, a cui partecipa Bologna. All’iniziativa hanno aderito numerose città della cintura e aziende commerciali.

Premiare i cittadini rispettosi dell’ambiente è positivo, ma ‘Bella mossa’ è una misura complementare che dovrebbe affiancare una politica generale non autocentrica. È un gioco, gradevole e socializzante, che gratificherà chi già usa mezzi ecologici senza peraltro smuovere dalle proprie abitudini chi non li usa. Per convincere gli auto-dipendenti occorrono interventi più efficaci e strategici, estesi in tutta la città, basati sul principio ‘più inquini più paghi’, incompatibile con le politiche oggi dominanti, a Bologna come a Modena. C’è tanto da fare ma, in mancanza d’altro, va bene anche un gioco…

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

CIAB: Un club molto speciale al fianco di Fiab

CIAB

Esiste da due anni, ha sede a Milano, dispone di un sito web proprio (http://www.ciab.it) e si pone l’obiettivo di coinvolgere le organizzazioni economiche e gli enti pubblici nella promozione della mobilità ciclistica . È il CIAB, il Club delle Imprese Amiche della Bicicletta, l’associazione che mette in rete le aziende, gli enti, le società, i professionisti favorevoli alla mobilità sostenibile, affiancando la FIAB nella sua azione politica e culturale.

L’adesione al CIAB estende ai dipendenti, ai titolari e ai soci gli stessi vantaggi di cui godono gli associati FIAB: copertura Responsabilità Civile per danni a terzi nei loro spostamento in bici, in tutta Europa. Le società e gli operatori cicloturistici potranno assicurare anche i clienti. In caso di danni subiti e non liquidati, il dipendente di un’azienda Ciab gode di un patronato gratuito che lo guida alle procedure per la difesa dei propri diritti.

Promosso dalla Fiab, il CIAB è tuttavia un’associazione formalmente indipendente. Molte le società che hanno già aderito, da nord a sud nel Paese. Nell’area regionale hanno aderito due società importanti: la Uniteam s.r.l. e la OpenGroup società cooperativa, entrambe operanti nei servizi con sede a Bologna.

Interessante la motivazione della scelta attuata da OpenGroup, società che gestisce in appalto molti servizi pubblici fra cui le Biblioteche del Comune di Modena: l’adesione al CIAB si aggiunge alla ciclabile nella propria sede di Mura, al parcheggio bici nel giardino, all’impiego di energia elettrica da fonti rinnovabili, alimentando la “spinta gentile” all’utilizzo della bicicletta per arrivare al lavoro presente nell’originaria vocazione alla sostenibilità ambientale della società.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Auto e bici: per me pari sono?

auto / bici

Una lettera del signor A.S. sui parcheggi in centro, pubblicata su un giornale modenese il 13 marzo, sollecita riflessioni sulle scelte di governo locale e sui rapporti fra i diversi utenti della mobilità.

Partendo dal confronto serrato fra Fiab e Comune sulla sparizione di parcheggi bici in centro storico (rilevati -74 portabici e -134 posti bici), A.S. -ciclista e automobilista- si dice disorientato: da un lato, preferirebbe molti portabici, dall’altro molti posti auto. È talmente disperato che accetterebbe «di buon grado anche la sparizione di qualche rastrelliera!» Una cosa è certa: «Nè i ciclisti nè gli automobilisti hanno ciò che servirebbe. E allora, che razza di amministrazione è questa?»

Nella lettera biciclette e autoveicoli sono posti sullo stesso piano: per me pari sono. In realtà, se auto e bici sono ‘integrabili’ secondo le esigenze, non sono certo intercambiabili dal punto di vista della qualità dell’ambiente urbano e naturale e della salute.

Occorre chiarire che le circostanziate denunce della Fiab sulla carenza di parcheggi bici in centro non tradiscono la pretesa di una ‘corporazione’ (i ciclisti) di avere privilegi (posti bici), ma l’atto di accusa rivolto alla politica autocentrica dell’Amministrazione comunale.

Un esempio? Gli stanziamenti globali per la mobilità ciclistica nel periodo 2013-18 valgono 6 milioni di euro. Per il solo Novi Park, totalizzano oltre 2 milioni di euro… l’anno, per i prossimi 4 decenni. A cui vanno aggiunti tutti gli altri investimenti (rotatorie, strade, ponti…).

Risultato? Modena è fra le città più inquinate d’ Europa. Usare la bici o l’automobile non è affatto la stessa cosa e gli effetti nocivi della seconda scelta sono evidenti a tutti. Anche agli automobilisti «disperati» che per propria comodità vorrebbero sfrattare le bici dal centro.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

Parcheggi bici: no alle rastrelliere

via goldoni

Parcheggi bici: no alle rastrelliere

Mentre continua l’acceso confronto sui parcheggi bici e sui furti di biciclette, in città continuano a pullulare le rastrelliere, sistema tecnicamente obsoleto e disagevole nel suo utilizzo. Non sono solo un residuo del passato, ma una permanente tentazione dell’Amministrazione comunale, come dimostra l’esempio di via Goldoni.

Quando rimosse i 25 portabici all’ingresso della Biblioteca Delfini (ottobre 2016) per far posto a 3 auto e 10 moto, di fronte alla reazione critica dei cittadini il Comune corse ai ripari… a modo suo: installò in via Goldoni sette pesanti rastrelliere per il ricovero di 28 bici. A tal fine, eliminò dallo stesso luogo 4 preesistenti portabici ‘Modena’ (quelli a forma di P), destinati a sostituire le rastrelliere.

Operazione quanto mai stupefacente, non solo perché è un ritorno al passato, ma anche perché scorretta sul piano normativo: infatti, una delibera del Consiglio Comunale di circa 8 anni orsono impegnava l’Amministrazione a impiegare solo i portabici ‘Modena’ nei parcheggi bici.

Questo raffinato gioco di un passato che rincorre il futuro, divorandolo, rispecchia una concezione della mobilità sostenibile che – da dichiarazione politicamente corretta – fatica a concretizzarsi in atti concreti. Via Goldoni ne è solo l’ultimo esempio: ai ciclisti e ai pedoni vengono riservati spazio pubblico e risorse residuali, mentre non mancano mai per costruire rotatorie, ponti, autostrade e parcheggi per veicoli inquinanti.

Dei 5000 posti bici necessari in città, solo 2400 sono garantiti dai portabici ‘Modena’, il resto dalle insicure rastrelliere. Purtroppo, nel novero dei luoghi serviti da questo sistema antiquato figurano piazza Roma, il Museo Ferrari, la Manifattura Tabacchi, la Biblioteca Crocetta, il Foro Boario

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

rilievo portabici centro storico CON FOTO 10 marzo 2017

2ruote 12 marzo 2017

 

 

FURTI DI BICI: ISTITUZIONE DI CONSORZIO USATO SICURO

articolo

Comune di Modena
Consiglio Comunale
Gruppo consiliare Forza Italia

Modena 8 marzo 2017

Al Sindaco di Modena
Al Presidente del
Consiglio Comunale di Modena

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto: FURTI DI BICI: ISTITUZIONE DI CONSORZIO USATO SICURO

Premesso che:

– nonostante tutti gli sforzi messi in campo dall’amministrazione per prevenire e contrastare il fe-nomeno dei furti di biciclette, quest’ultimi continuano ad essere numerosi e impuniti;
– in risposta ad una recente interrogazione presentata da Forza Italia, in cui si chiedeva tra l’altro se il Sindaco non ritenesse opportuno fare indagini tramite la Polizia Municipale in collaborazione con le Forze dell’Ordine preposte alla sicurezza, al fine di individuare quali sono i canali sui quali ven-gono indirizzati i furti in città e fuori città, intendendo per canali quelli di riciclo e vendita delle biciclette usate; il Sindaco ha assicurato che avrebbe fatto il possibile per individuarli e contrastarli;
– a seguito delle affermazioni del sindaco è successivamente intervenuta la Fiab ( Federazione Ita-liana amici della bicicletta) di Modena, nella persona di Giuseppe Marano, il quale ha rilanciato un progetto del 2012 “Biciclette usato sicuro” BUS , una proposta che prevedeva la costituzione di una rete sotto forma di associazione o consorzio, di commercianti onesti, riconoscibili da una ve-trofania apposita, i quali, in accordo con le forze dell’ordine, la Prefettura e il Comune, potrebbero mettere in vendita bici targate, corredate del libretto di proprietà. I cittadini sarebbero certi della liceità dei mezzi acquistati.
– Un’adeguata campagna di comunicazione, condotta con la collaborazione della Fiab, consentireb-be di dirottare la domanda verso il canale legale, estinguendo la fonte di guadagno di quello illega-le.

Tutto ciò premesso il Consiglio comunale

invita il signor Sindaco

– a rilanciare con più forza tramite il mensile del Comune, ma anche con appositi comunicati stampa, affissioni nelle sedi delle scuole, delle associazioni e nei quartieri, il sistema che prevede l’apposizione di una Targa alla bicicletta con l’iscrizione al Registro Italiano della bicicletta, così da associare e riconoscere il legittimo proprietario in caso di furto e ritrovamento. A Modena, il numero di furti sul parco bici non targato raggiunge circa il 18%, mentre sui mezzi targati è infe-riore allo 0,5%.

– a prendere in serie considerazione il progetto della Fiab, “Biciclette usato sicuro” BUS, attivan-dosi per agevolare la costituzione di un consorzio ad Hoc da parte dei commerciati di biciclette, riconoscendo loro un contributo o una riduzione di tasse comunali nel caso si associasse ed espo-nesse l’apposita vetrofania.

– a collaborare con la FIAB per un’adeguata campagna informativa al fine di indirizzare i cittadini all’acquisto legale, corretto e onesto delle bici usate.

I consiglieri di FI

Adolfo Morandi

Andrea Galli

Giuseppe Pellacani

Petizione-appello per il riposizionamento dei portabici in Corso Canalgrande 103 e per la loro installazione in tutta la città e presso tutti i servizi di pubblica utilità

Data: 6 marzo 2017

Spett.le Sindaco del Comune di Modena – Giancarlo Muzzarelli

Spett.le  Assessore alla Mobilità Comune di Modena – Gabriele Giacobazzi

p.c.     Dirigente Settore Mobilita – Marco Stancari

p.c.     Dirigente Settore Lavori Pubblici – Nabil EI Ahmadiè

Oggetto:

Petizione-appello per il riposizionamento dei portabici in Corso Canalgrande 103 e per la loro installazione in tutta la cit e presso tutti i servizi di pubblica utilità.

Gentile Assessore,

desidero rispondere alla sua lettera del 20 gennaio scorso (prot. gen. n. 2017110120106.05) con cui ha riscontrato la petizione in oggetto, sottoscritta da 1041 cittadini nell’ottobre 2016, per commentare alcune sue dichiarazioni con cui lei intenderebbe “ristabilire una corretta informazione sulle dotazioni di stalli per biciclette e sulle modifiche intervenute negli ultimi periodi”.

Lei accusa la Fiab di aver riportato informazioni “scorrette e fuorvianti” per indurre i cittadini a sostenere una petizione contraria all’iniziativa dell’Amministrazione comunale (eliminazione dei portabici all’ingresso della Biblioteca Delfini), concludendo che  “non è mai esistita nessuna intenzione di eliminazione dei portabici dal Centro Storico”.

Da dove deriva questa conclusione? Non certo dalla realtà, visto che la rilevazione puntuale attuata il 3 marzo 2017 dalla Fiab (v. scheda allegata) la smentiscono clamorosamente.

Parcheggio bici Delfini (Corso Canalgrande 96-103-105):

con due interventi successivi, sono stati eliminati 25 portabici (- 50 posti bici), parte dei quali sono stati ricollocati in via Goldoni (8 portabici Modena e 7 rastrelliere obsolete, + 44 posti bici).

Pertanto, contrariamente a quanto da lei dichiarato, il bilancio finale non è solo numericamente negativo (- 6 posti bici) ma è anche qualitativamente devastante per i ciclisti: in via Goldoni ogni giorno gli utenti sono taglieggiati dai ladri che operano indisturbati in una posizione defilata rispetto al fronte del Palazzo S. Margherita. Al posto delle biciclette, oggi sostano 3 autoveicoli e 10 moto.

Postazioni Centro storico:

dal rilievo del 3 marzo in alcune strade del Centro risulta documentata la rimozione di portabici in numerose postazioni segnalata più volte dalla Fiab, da lei irrealisticamente negata.

In definitiva, mancano all’appello ben 75 portabici, ossia 150 posti bici. Anche considerando le nuove 7 rastrelliere (+ 28 posti bici) e gli 8 portabici (+ 16 posti bici) di via Goldoni, sono spariti 106 posti bici. I 60 portabici netti eliminati rappresentano il 5% della dotazione globale di portabici  in centro.

MEF, MATA, Biblioteca Crocetta, Piazza Roma:

particolarmente sorprendente, poi, è la sua soddisfazione per aver collocato presso alcuni poli pubblici numerose rastrelliere. Le ricordiamo che -con propria delibera di alcuni anni orsono- il Consiglio comunale ha stabilito che solo il Comune è responsabile della individuazione dei parcheggi bici nello spazio pubblico e che questi devono utilizzare il modello di portabici Modena. Proprio nei casi citati, con la grave aggiunta di Piazza Roma appena ristrutturata, dunque, lei ha platealmente contraddetto gli indirizzi del Consiglio comunale, contribuendo a diffondere rastrelliere insicure, a danno dei cittadini.

PMC e il PUMS:

il primo strumento di pianificazione prevede investimenti già decisi negli anni scorsi, mentre molti investimenti sono posticipati… al futuro; il secondo strumento di pianificazione semplicemente… non esiste ancora. Dunque, di cosa si parla?

C’Entro in bici:

da circa un decennio è bloccato, mentre la domanda di questo servizio è crescente. Il bike sharing finanziato dalla Regione, poi, non è mai stato implementato.

Bike-to-work:

lei cita la partecipazione a 2 progetti europei, ma le iniziative concrete sono nulle. Eppure non richiederebbero investimenti onerosi, ma principalmente iniziative politiche e di pubbliche relazioni verso aziende pubbliche e private. Come mai, ad esempio, il Comune non ha mai fatto nulla per i propri dipendenti?

Tavolo Permanente di Consultazione per la Mobilita Urbana:

la Fiab le ha comunicato a suo tempo la propria indisponibilità a continuare a partecipare ai lavori del Tavolo poiché le modalità praticate per l’informazione alle associazioni e la gestione degli incontri è risultata fin dall’inizio del tutto inadeguata a realizzare un confronto rispettoso ed efficace fra le diverse posizioni rappresentate. L’Amministrazione non ha accolto alcuna delle proposte di adeguamento della gestione dei lavori, poche e ragionevoli, sostenute dalla Fiab.

Per conseguire l’obiettivo di incrementare dell’1.5% annuo la mobilità ciclistica a Modena, da lei sostenuto in sede di approvazione del PMC nel dicembre 2016 in Consiglio comunale, occorre ridurre gli spostamenti degli autoveicoli. Le misure assunte finora e quelle previste nel PMC appaiono del tutto inadeguate rispetto allo scopo dichiarato. A tal riguardo, sottolineo che gli ultimi due censimenti Istat hanno attestato che le quote degli spostamenti autoveicolari (75% circa) e ciclistici (10% circa) sono restate inalterate nell’arco di un decennio. Ciò dimostra l’inefficacia totale delle politiche del Comune di Modena in tema di mobilità sostenibile.

L’intervento di rimozione dei portabici davanti alla principale biblioteca cittadina è stato giustamente percepito dai cittadini come la risultante di un atteggiamento generale sul tema della mobilità: ai pedoni e ai ciclisti viene riservato lo spazio pubblico e le risorse finanziarie residuali. Risultato: al posto delle biciclette, oggi, davanti alla Delfini e agli altri poli di pubblico interesse del centro storico si trovano autoveicoli, moto, dehor, contenitori dei rifiuti urbani. Oltre a danneggiare i ciclisti, la sua iniziativa ha danneggiato sensibilmente l’immagine di edifici storici e di aree pregiate del cuore cittadino, che andrebbero invece tutelati e valorizzati.

La Fiab continuerà a condurre le proprie iniziative a sostegno della mobilità sostenibile senza tentennamenti e alla luce del sole, appoggiando le iniziative pubbliche e private coerenti con tale obiettivo e contrastando quelle che ribadiscono l’impostazione autocentrica oggi dominante.

Nell’intento di promuovere la mobilità sostenibile, vengono riproposti due progetti di stretta attualità, immediatamente cantierabili, invitando l’Amministrazione comunale a collaborare con la Fiab per la loro attuazione, nell’interesse dei cittadini:

  • rilievo generale della mobilità a Modena, insieme a Comune ed AMO, al fine di definire un quadro informativo completo e condiviso (non ricavabile dai dati Istat limitati ai percorsi casa-scuola e casa-lavoro), base indispensabile per valutarne i cambiamenti nel corso del tempo;
  • contrasto della ricettazione di biciclette per contenere i furti, tema su cui recentemente è intervenuto il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, rispondendo a un’interpellanza in Consiglio comunale. La Fiab ha predisposto già nel 2012 il progetto B.U.S. (Biciclette Usato Sicuro), sottoponendolo alle forze dell’ordine e alla Prefettura, oltre che al Comune. Purtroppo, finora non ha ricevuto la necessaria attenzione.

Distinti saluti.

Giorgio Castelli

(Presidente FIAB Modena)

Allegato: Rilievo portabici in centro storico (3 marzo 2017)

tabella portabici mancanti

20/1/2017 – PDF Risposta ass. Giacobazzi a nostra petizione

6/3/2017 – PDF Comunicato FIAB

 

Furti di bici: rilanciare l’usato sicuro

catena furti bici

Furti di bici: rilanciare l’usato sicuro

Riflettori accesi sui furti di bici, questa volta sull’area della stazione centrale. L’occasione è stata fornita dall’interrogazione del consigliere di Forza Italia Adolfo Morandi a cui ha risposto il sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

Sia l’interrogazione che la risposta hanno focalizzato l’analisi del fenomeno e l’indicazione delle misure di contrasto sugli aspetti repressivi, riducendolo ad un affare di telecamere e appostamenti di agenti in borghese. Ma è un gioco vano che non produce risultati duraturi.

Occorre assumere l’ottica dei delinquenti: si ruba perché ci si guadagna. Esiste un mercato dell’usato in cui la quota maggioritaria dell’offerta è illegale. Il ladro esiste perché esiste il ricettatore, che svolge un servizio compensato dalle stesse vittime dei furti. La vera iniziativa dunque consiste nell’interrompere il circuito vizioso che alimenta l’illegalità.

Come fare? La Fiab nel 2012 aveva proposto alle forze dell’ordine, alla prefettura e al Comune di Modena il progetto ‘Biciclette Usato Sicuro’ (BUS): con la supervisione dell’Ente locale, i commercianti onesti verrebbero sollecitati a formato una rete nei cui punti vendita – riconoscibili da una vetrofania apposita- sarebbero state offerte bici usate targate, corredate del libretto di proprietà. I cittadini sarebbero certi della liceità dei mezzi acquistati.

Le forze dell’ordine potrebbero concentrarsi sui ricettatori per perseguirli sia sotto l’aspetto fiscale che penale. Un’adeguata campagna di comunicazione, condotta con la collaborazione della Fiab, consentirebbe di dirottare la domanda verso il canale legale, estinguendo la fonte di guadagno di quello illegale.

A tutt’oggi la Fiab non ha ricevuto dal Comune alcun riscontro a questa proposta semplice e concreta.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it