16 settembre: bike2work day a Modena

bike2work modena

bike2work modena

Si tratta di una iniziativa semplice ma con un importante valore simbolico di promozione della sostenibilità e dei sani stili di vita, con una attenzione verso un target di persone spesso trascurato dalle campagne di prevenzione: quello della popolazione adulta in età lavorativa.

Cosa dicono le ricerche condotte dall’organizzazione mondiale della sanità? Che andare in bicicletta ogni giorno combatte le malattie cardiovascolari, il diabete, alcune forme di cancro come quelle alla mammella e al colon, l’ipertensione e altre patologie che sono correlate con l’invecchiamento e con il benessere psicologico.

Inoltre chi va in bici contribuisce, evitando l’utilizzo dell’auto, a diminuire l’inquinamento, ed è inoltre esposto meno agli inquinanti rispetto a chi si sposta all’interno dell’abitacolo di un autoveicolo.

Diverse aziende del territorio hanno invitato i dipendenti a raggiungere il proprio luogo di lavoro in bicicletta!
• Comune di Modena
• AOU Policlinico di Modena
• AUSL di Modena
• BPER Banca
• Tetra Pak Packaging Solutions S.p.A
• Aliante Cooperativa Sociale
• MediaMo srl
• … e altre aziende del territorio …

Si ringrazia DECATHLON Modena per la collaborazione

Per informazioni sulla campagna:
www.settimanaeuropeafiab.it

Per informazioni sulla iniziativa a Modena:
www.comune.modena.it/musa musa@comune.modena.it

bike2work

bike2work

Un altro modo di muoversi e’ possibile

dibattito festa di modena

dibattito festa di modena

La Presidente nazionale della Fiab Giulietta Pagliaccio ha partecipato nei giorni scorsi ad un dibattito nella nostra città, sulla evoluzione della mobilità cittadina. A parole siamo tutti d’accordo con le conclusioni dei protagonisti, sarebbe ora di passare ai fatti anche a Modena. Ecco una sintesi degli interventi.


 

I due terzi degli spostamenti dei cittadini emiliano-romagnoli avvengono con l’auto privata, per compiere nella maggior parte dei casi tragitti inferiori ai 10 chilometri. Questo ha ripercussioni sull’ambiente, per l’alta emissione di inquinanti che ne deriva; per la vivibilità delle città, che si “rimpiccioliscono” per far spazio alle auto e che si sviluppano attorno alle esigenze degli automobilisti, che diventano sempre più rumorose e pericolose per le categorie deboli.

Eppure un modo diverso di spostarsi è possibile e richiede interventi su diversi fronti: culturali, infrastrutturali, normativi da una parte, e di disincentivo all’utilizzo dell’auto dall’altra. Questo il cuore del dibattito che si è svolto il 1 settembre alla Festa di Ponte Alto, cui ha partecipato l’Amministratore Unico di aMo Andrea Burzacchini, il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti; l’Assessore Regionale Raffaele Donini; i parlamentari Stefano Vaccari e Chiara Braga, l’Assessore all’Ambiente di Modena Giulio Guerzoni e la Presidente nazionale della Fiab Giulietta Pagliaccio.

Modena è una città a “misura di bici”, ha sottolineato l’Amministratore di aMo Burzacchini, che si attraversa in un quarto d’ora. E’ ora di superare la divisione in categorie rigide tra automobilisti, ciclisti, pedoni; ogni cittadino deve muoversi nella maniera più opportuna per lo spostamento che deve compiere, partendo dal presupposto che non è indifferente – nei suoi effetti – il mezzo con cui ci si sposta. Non si può più pensare – ha spiegato Burzacchini – che ognuno possa muoversi come vuole, perché dal momento che “la libertà di ognuno finisce dove iniziano quelle degli altri”, si deve prendere atto che l’auto privata impatta negativamente su molti aspetti della vita comune, sottraendo, appunto, libertà collettive: qualità dell’aria; salute dei cittadini; silenzio; suolo; stabilità climatica e infine denaro. E’ ora quindi che i Comuni compiano un atto di coraggio, disincentivando l’utilizzo dell’auto privata: riducendo l’ampiezza delle carreggiate; limitando la velocità di marcia; creando corsie preferenziali per i bus e tenendo le auto fuori dai centri storici. Tutto questo controllando rigidamente il rispetto delle norme da parte dei cittadini. Anziani, bambini, e in generale coloro che non utilizzano l’auto, devono poter essere autonomi negli spostamenti all’interno dei quartieri e della città. E’ l’obiettivo stesso dei PUMS (Piani urbani per la mobilità sostenibile) creare una città a misura d’uomo, e non di auto.

Anche l’Assessore Guerzoni ha fatto riferimento ai PUMS come obiettivo nella pianificazione cittadina, e come riferimento per superare la concezione prettamente “viabilistica” della struttura urbana, per approdare a quella che coniughi i temi dell’ambiente, del risparmio energetico e della tutela delle categorie deboli. L’obiettivo per confrontarsi con le altre città a livello europeo è quello di ridurre il traffico veicolare privato e le emissioni, aumentando la ciclabilità e la pedonabilità, ha detto Guerzoni. Per questo è importante coinvolgere quartieri e cittadini, anche per cambiare le abitudini ormai radicate, che di fatto danno la priorità all’auto.

L’Assessore Donini ha insistito sulla necessità di aumentare la mobilità ciclistica in Regione – portandola al 20% – soprattutto finanziando la realizzazione di percorsi ciclopedonali che permettano di compiere quegli spostamenti brevi casa-lavoro che oggi si effettuano con l’auto. D’altra parte ha evidenziato la volontà di investire anche sul trasporto pubblico, con l’obiettivo di aumentare i passeggeri dei bus e dei treni in Regione per rispettare gli accordi di Parigi. Gli investimenti saranno concentrati soprattutto sul rinnovo del materiale rotabile e dei mezzi pubblici su gomma, oltre che sull’elettrificazione delle linee ferroviarie e sulla velocizzazione dei treni regionali.

Il Senatore Vaccari e la deputata Braga hanno parlato dell’importanza del Collegato ambientale alla Legge di Stabilità per la creazione di un Piano nazionale per la mobilità sostenibile.

La presidente della Fiab Pagliaccio ha chiesto con forza interventi urbanistici che mettano al centro la persona e non l’auto, per non far sentire costretti i cittadini ad utilizzare la propria macchina. In gioco non c’è solo la questione ambientale – ha ribadito la Pagliaccio – ma anche la vivibilità delle città e la qualità della vita. Si deve prendere atto a livello culturale – ha concluso la presidente Fiab – che l’auto, al giorno d’oggi, non è il mezzo più veloce e comodo per gli spostamenti in città: ci si muove molto meglio in bicicletta.

Infine, il Ministro Galletti ha ricordato l’importanza della riduzione delle emissioni di CO2, causate in percentuale non trascurabile dagli spostamenti in auto. Un obiettivo da raggiungere sul lungo periodo, come previsto dal Collegato ambientale, intervenendo prima di tutto sulle infrastrutture. Galletti ha concluso annunciando 35 milioni di euro per finanziare interventi utili alla mobilità sostenibile.

Si cercano volontarie per il nuovo corso per le donne straniere di settembre

rossella-donne-straniereLanciamo un appello alle socie e simpatizzanti per aiutarci a far ripartire il nuovo corso per le donne straniere finalizzato all’uso della bicicletta.

Le date ed il periodo da noi individuato è il seguente: 20, 22 , 27, 29 settembre e poi 4 e 6 ottobre 2016 dalle ore 18 alle ore 19,30.

Vi chiediamo di chiamarci riportando la vostra adesione alla giornata,  non importa se aderirete ad una sola lezione oppure a tutte, la cosa che conta é sapere quante siamo e cercare (ovviamente nel limite del possibile) di mantenere la disponibilità una volta data.

Questo ci permetterà di sapere con anticipo quante di voi saranno presenti e di conseguenza decidere quante saranno le “allieve”

Il luogo sarà sempre la sede Arci in Via IV Novembre 40/L.

Prima dell’inizio del corso faremo un incontro con tutte voi per organizzarci al meglio

Per le adesioni preghiamo di telefonare a Diana 3474506510 oppure Luana 3384882782

Bike2work‬: andare a lavorare in bicicletta è una scelta di libertà

Anche se sulla nuova ciclabile di via Giardini il nostro giudizio non è per nulla positivo, a causa di tutte le scelte progettuali sbagliate e dimostrate anche dal test di lunedì scorso, Amici della Bicicletta FIAB Modena ha voluto partecipare alla biciclettata che il PD ha organizzato sul percorso Baggiovara – Modena perché lo scopo dichiarato era incentivare l’uso della nuova ciclabile nelle percorrenze casa-lavoro, per i pendolari che possono scegliere un’alternativa all’ automobile per raggiungere Modena e il polo ospedaliero di Baggiovara.

E’ un obiettivo importante per migliorare la mobilità della nostra città e ridurre il traffico e ci auguriamo che venga promosso con coraggio e coerenza dalla amministrazione comunale. A dimostrazione che Amici della Bicicletta FIAB Modena non è sempre contro, ma presente e collaborativa se le scelte sono nella direzione giusta

Nomina amministratore AMO: una soluzione ‘opaca’

andrea burzacchini

Andrea Burzacchini

NOMINA AMMINISTRATORE AMO: UNA SOLUZIONE ‘OPACA’

L’assemblea dei soci AMO ha dunque deciso: Andrea Burzacchini sarà il nuovo amministratore unico dell’Agenzia per la Mobilità, in sostituzione dell’uscente Maurizio Maletti. Benché relativamente giovane (48 anni), il neo-responsabile di AMO vanta un curriculum tecnico ed esperienze di tutto rispetto. Le sue competenze e le sue prime dichiarazioni lasciano sperare che nel tempo Modena possa somigliare un po’ più a Friburgo (la città tedesca dove svolge la sua attività professionale) che alla città estense, orgogliosamente autocentrica, ereditata dalle ultime amministrazioni comunali.

Consapevole che i problemi della mobilità sono molto difficili da risolvere e richiedono ampie convergenze fra l’ente locale e le istanze della società civile, la Fiab non può che augurare al nuovo amministratore di AMO buon lavoro, al contempo dichiarandosi pienamente disponibile a qualsiasi forma di collaborazione egli volesse attuare per la promozione della mobilità sostenibile, ancor più se intesa a ridimensionare gli spostamenti con gli autoveicoli (oggi al 75%) a favore del trasporto pubblico, della ciclabilità e pedonalità.

Ciò detto, restano valide tutte le obiezioni a suo tempo formulate dall’associazione sulle modalità di nomina del nuovo amministratore. Appare a tutti evidente che è avvenuta in primis grazie all’appartenenza politica (PD) e solo in seconda istanza per le competenze tecniche, e non è poco. A differenza di Ennio Cottafavi e Lorenzo Carapellese, i due candidati presentatisi alla scadenza del bando pubblico per la scelta dell’amministratore di AMO e sottopostisi anche ad un esame – audizione nella commissione comunale competente, Burzacchini è stato scelto al di fuori della procedura e successivamente ad essa.

Ci si chiede dunque quale sia il significato del bando pubblico per l’amministratore di AMO se le persone che vi partecipano possono essere escluse senza che se ne presentino le motivazioni in modo ufficiale e argomentato. Inoltre, ci si chiede perché -fallito un bando- non ne sia stato indetto un altro. Avrebbe rappresentato certamente un metodo più trasparente di quello poi praticato.

Così non è stato. Un’occasione per cambiare metodi arbitrari e ‘opachi’ di gestire la ‘cosa pubblica’ è andata dunque perduta. Riteniamo peraltro che la modalità prescelta rappresenti un notevole passo indietro, se non l’umiliazione, del ruolo dello stesso Consiglio Comunale, pur investito della funzione di controllo dell’operato dell’amministrazione comunale.

Risultato? D’ora in poi tutti saranno autorizzati a credere che i bandi per la selezione di funzioni dirigenti negli organismi di nomina politica rappresentino delle pure e semplici coperture per scegliere persone ‘fedeli’ piuttosto che competenti e indipendenti, come invece avrebbe richiesto il ruolo di amministratore di AMO e come sempre più richiede la cittadinanza nella nuova stagione segnata dalla diffusa contestazione dei metodi ‘politici’ (arbitrari) nella gestione della pubblica amministrazione.

Giorgio Castelli
Presidente FIAB di Modena
www.modenainbici.it

5×1000 a Fiab onlus

FIAB dalla parte di chi pedala. La mobilità in bicicletta è salute! Il 5×1000 per città più sicure e un ambiente più sano. C.F. 11543050154
Destinare il 5×1000 a Fiab Onlus è un gesto importante per sostenere le attività che la nostra associazione svolge su tutto il territorio nazionale.
Ci aiuterai a difendere i diritti di chi è più debole sulla strada, a creare nuove occasioni di incontro, a trasformare gli spazi in luoghi condivisi e sicuri, a portare la persona e la sua salute al centro della mobilità nuova
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We-city, we-bike

ciclistiurbani

In un incontro pubblico sul Piano della mobilità ciclistica (21 aprile 2016), l’assessore alla Mobilità del Comune di Modena, Gabriele Giacobazzi, ne ha richiamato i due obiettivi salienti: collegamento delle ciclabili in una rete più funzionale e realizzazione di zone a moderazione di velocità. Tutte ottime cose, certo, ma saranno sufficienti a far calare i veleni immessi dalle automobili nell’ambiente, come richiesto dalla Regione Emilia Romagna ai Comuni?

L’assenza di indicatori di risultati con cui valutare l’efficacia della ‘cura del pedale’ prevista dal Piano ne ridimensiona le iniziali ‘ambizioni’ (ridurre gli spostamenti automobilistici a favore di quelli ciclistici), proclamate dal sindaco, Giancarlo Muzzarelli, al momento della sua formulazione, oltre un anno fa.

Una politica della mobilità lungimirante non può che fondarsi su un ampio mix di misure coerenti e di medio-lungo periodo: messa in sicurezza delle strade per pedoni e ciclisti, contrasto ai furti di bici, zone a moderazione di velocità, agevolazioni per i sistemi di trasporto ecologici, disincentivi all’uso delle auto e incentivi all’uso della bicicletta.

Su quest’ultimo fattore, giungono good news dai ricercatori di UniMoRe: grazie ad un’applicazione per cellulari (We-City), è possibile calcolare la CO2 non emessa in atmosfera in relazione alla modalità di spostamento ecologica scelta dall’interessato (a piedi, in bici, col car-pooling e i mezzi pubblici).

Potendo disporre di tale informazione, la Fiab lancia al Comune di Modena, all’Ausl, ad Hera e a tutte le organizzazioni pubbliche e private disponibili una proposta concreta: impiegando We-City, potrebbero concordare incentivi (economici, di tempo libero, di servizi) da offrire ai propri dipendenti per gli spostamenti ecologici. D’altronde, già varie città e società premiano i collaboratori con denaro o giorni di congedo. A problemi concreti (l’inquinamento da traffico) si deve rispondere con soluzioni concrete e appetibili per i destinatari.

Giuseppe Marano

Il piano che non c’é

un piano per la mobilità a modena?

un piano per la mobilità a modena?

Da oltre un anno si aggira per la città il fantasma di un Piano della mobilità ciclistica che, al suo preannuncio, aveva suscitato attese e curiosità nei cittadini. Sostenuto a spada tratta dal nuovo sindaco modenese, Giancarlo Muzzarelli, che ne vedeva lo strumento per ridimensionare gli spostamenti automobilistici a favore di quelli ciclistici, è stato a lungo presentato come risolutivo per adeguare la realtà cittadina agli obiettivi ambiziosi del Piano dell’Aria della Regione Emilia Romagna, che richiede una decisa promozione dei mezzi ecologici nell’intento di ridurre l’inquinamento da traffico.

Elaborato nelle segrete stanze dell’Assessorato alla Mobilità, sventolato nelle pubbliche riunioni come il nuovo vademecum della mobilità sostenibile, vagliato nelle Commissioni istituzionali, il Piano continua tuttavia ad apparire inafferrabile e, soprattutto, non si capisce quando approderà in Consiglio comunale per la definitiva approvazione e messa in opera.

In concreto, cosa prevede?

Nell’ultima riunione pubblica di presentazione del Piano (giovedì 21 aprile 2016, presso la sala conferenze del Windsor Park), presenti numerosi rappresentanti delle associazioni ciclistiche e ambientaliste, l’assessore alla Mobilità, Gabriele Giacobazzi, ha indicato in due i punti salienti dello strumento di programmazione: riconnessione delle ciclabili in una rete più organica e funzionale e realizzazione di alcune zone a 30 km/h (moderazione della velocità).

Qualche chilometro di ciclabile in più e qualche limitato intervento di limitazione delle velocità nei quartieri residenziali davvero consentiranno di conseguire i risultati ‘ambiziosi’ indicati dalla Regione, vale a dire un deciso calo dei veleni immessi dalle automobili nell’ambiente?

Fra i tanti commenti al Piano, sono apparsi particolarmente indicativi quelli di Legambiente, della Fiab e di alcuni cittadini.

Legambiente: il programma presentato dall’Amministrazione appare senza una direzione strategica a favore della mobilità sostenibile e non è sostenuto da intenti adeguati alla gravità della situazione.

Fiab: il Piano è un insieme scoordinato di interventi, non indirizzati da obiettivi chiari e incisivi per la promozione della mobilità sostenibile, anche perché non sostenuto da un’analisi della situazione attuale e dei risultati che si intendono conseguire.

Cittadini: evidenziati i problemi della sicurezza stradale e dei furti delle bici, che ne limitano l’uso nelle quotidianità.

Nella sua replica, l’assessore Giacobazzi ha ribadito una serie di NO: no a investimenti cospicui sulla ciclabilità, no ai doppi sensi di circolazione per le bici nei sensi unici per le auto, no alla diffusione delle Zone a 30 km/h in tutti i principali quartieri della città, no allo storno di qualche milione di euro dai 2,9 miliardi di euro destinati alle autostrade progettate, compresa l’inutile bretella Campogalliano-Sassuolo, no a tutti gli altri interventi sollecitati dai rappresentanti delle associazioni intervenute.

L’assessore non si è addentrato nella discussione sugli obiettivi reali da conseguire, né tanto meno su come misurarli. Per lui queste sono quisquilie puramente burocratiche. Lui è un uomo del fare: se avrà i soldi, farà, se non avrà i soldi non farà.

Alla fine, tutti hanno capito che -ben che vada- il Piano sarà approvato a fine mandato dell’Amministrazione comunale, che quindi non si sente minimamente impegnata a porre in essere alcuna delle azioni in esso previste.

Come volevasi dimostrare: mentre si discute di un Piano delle ciclabilità che non c’é, si realizzano autostrade a gogò in un territorio già saturo di infrastrutture per le automobili. Una ben strana accezione del concetto, ormai chiaramente logoro, di mobilità sostenibile.

Giuseppe Marano

Mobilità ciclistica: calo significativo rispetto al 2015

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ciclisti urbani

I ciclisti modenesi sono calati sensibilmente rispetto al 2015. È questa la notizia più sconcertante (e inattesa) emersa dall’ annuale rilievo dei flussi dei biker in città attuata dalla Fiab di Modena. Il calo globale è del 4,5% sull’aprile 2015; rispetto al 2013 la riduzione ammonta a circa -15%. L’uso della bicicletta appare chiaramente entrato in una fase di crisi, dopo la notevole crescita documentata fino a tre anni orsono.

I dati sono stati raccolti dai volontari Fiab in 17 punti tra i più trafficati di Modena, fra le 7.30 e le 8.45 di martedì 12 aprile, lo stesso periodo degli anni precedenti, nell’intento di favorire una comparazione valida. I ciclisti censiti sono stati in tutto 3.700, gran parte dei quali transitati fra le 7.45 e le 8.45.

La top five degli incroci più trafficati dai ciclisti conferma il primato indiscusso di Buon Pastore/Sigonio, seguito a notevole distanza da Emilia est/Menotti, Canalchiaro/Ruà Frati e Medaglie d’Oro/Muratori (ex-equo); chiude Morane/Archirola. In queste intersezioni passa oltre un terzo di tutti i ciclisti censiti nei 17 punti di rilievo.

Gli incroci dove sono stati censiti i cali maggiori sono stati Medaglie d’Oro/Muratori, Canalchiaro/Ruà Frati, Emilia est/Menotti. All’opposto, Buon Pastore/Sigonio è risultato nettamente in crescita, seguito da Emilia ovest/Aldo Moro, Vignolese/Marzabotto.

A settembre la Fiab effettuerà il secondo rilievo annuale programmato. Si vedrà allora se il trend negativo colto negli ultimi anni sarà confermato o meno. Sta di fatto che la sensibile riduzione dei flussi ciclistici in città apre necessariamente la questione dell’efficacia delle politiche di promozione attuate dall’ente locale nelle legislature recenti, riproponendo seri interrogativi anche sul Piano della mobilità ciclistica, di prossima approvazione da parte dell’Amministrazione comunale, su cui si sono appuntate numerose critiche della Fiab.
15 aprile 2016
(Fiab Modena)

Si parte! ‘Donne in bici’ alla V edizione

donne in bici

donne in bici

Anche quest’anno, si parte: le volontarie Fiab prendono le vecchie grazielle, tolgono i pedali e le offrono alle donne straniere. Sono di diversa nazionalità, età, religione, costituzione fisica, sposate e non, con figli e non, con il velo e non. Sono diverse ma rese uguali dall’essere donne, sostenute tutte dall’entusiasmo, dalla caparbietà, dalla resistenza.

Per ora non vanno lontano: dopo alcuni giorni le più brave riescono a fare il giro del parcheggio dove si esercitano. D’altronde, alcune di loro prendono la bicicletta per la prima volta e devono familiarizzare con il mezzo, sostenute dalle volontarie che fanno “le ruotine”. Quando se la sentono, iniziano a pedalare da sole. Quello è il momento magico per tutti.

Sono ormai cinque anni che la Fiab di Modena propone ‘Donne in bici’ alle nuove “cittadine” straniere di Modena, con il patrocino del Comune e la collaborazione di ARCI, Casa delle Donne, UISP e Centro Territoriale Permanente.

L’associazione organizza due corsi l’anno, in primavera ed in autunno, articolato in sei lezioni, in cui la teoria si fonde con la pratica, finalizzate ad evidenziare l’importanza delle luci, del giubbotto catarifrangente, del campanello, dei freni efficienti, dei cartelli stradali. L’ultimo giorno vengono guidate in un’escursione nel traffico vero sulle strade cittadine. È il battesimo delle neo-cicliste.

Ad ogni corso partecipano circa dieci “allieve” supportate da altrettante volontarie, a volte ex allieve. In effetti, condividere, partecipare e accogliere sono le parole chiave di questa originale esperienza, perché per tutte le donne, allieve e volontarie, la bici spalleggia, fiancheggia e sostiene nella quotidianità.

Gabriella Tritta
Fiab Modena

articolo 10 aprile 2016

articolo 10 aprile 2016