Auto e bici: per me pari sono?

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Una lettera del signor A.S. sui parcheggi in centro, pubblicata su un giornale modenese il 13 marzo, sollecita riflessioni sulle scelte di governo locale e sui rapporti fra i diversi utenti della mobilità.

Partendo dal confronto serrato fra Fiab e Comune sulla sparizione di parcheggi bici in centro storico (rilevati -74 portabici e -134 posti bici), A.S. -ciclista e automobilista- si dice disorientato: da un lato, preferirebbe molti portabici, dall’altro molti posti auto. È talmente disperato che accetterebbe «di buon grado anche la sparizione di qualche rastrelliera!» Una cosa è certa: «Nè i ciclisti nè gli automobilisti hanno ciò che servirebbe. E allora, che razza di amministrazione è questa?»

Nella lettera biciclette e autoveicoli sono posti sullo stesso piano: per me pari sono. In realtà, se auto e bici sono ‘integrabili’ secondo le esigenze, non sono certo intercambiabili dal punto di vista della qualità dell’ambiente urbano e naturale e della salute.

Occorre chiarire che le circostanziate denunce della Fiab sulla carenza di parcheggi bici in centro non tradiscono la pretesa di una ‘corporazione’ (i ciclisti) di avere privilegi (posti bici), ma l’atto di accusa rivolto alla politica autocentrica dell’Amministrazione comunale.

Un esempio? Gli stanziamenti globali per la mobilità ciclistica nel periodo 2013-18 valgono 6 milioni di euro. Per il solo Novi Park, totalizzano oltre 2 milioni di euro… l’anno, per i prossimi 4 decenni. A cui vanno aggiunti tutti gli altri investimenti (rotatorie, strade, ponti…).

Risultato? Modena è fra le città più inquinate d’ Europa. Usare la bici o l’automobile non è affatto la stessa cosa e gli effetti nocivi della seconda scelta sono evidenti a tutti. Anche agli automobilisti «disperati» che per propria comodità vorrebbero sfrattare le bici dal centro.

Giuseppe Marano
www.modenainbici.it

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